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venerdì 7 agosto 2026

Arresti nella Locale a Milano: se la divisa diventa scudo di impunità. Il mio atto d’accusa.

Agente Polizia Locale Milano con distanziatore copertina vanessablogmazza
Un dettaglio della divisa e delle dotazioni in uso alla Polizia Locale di Milano.

MILANO
– L’arresto di cinque esponenti della Polizia Locale di Milano squarcia il velo su una realtà che lascia sgomenti. Tra i nomi dei fermati spicca quello di Vincenzo Compagnone, l'agente attualmente a processo per il brutale pestaggio della donna transgender Bruna avvenuto in via Bocconi nel maggio 2023. Le accuse odierne formulate dalla Procura parlano di una presunta "squadretta" che, secondo le indagini, sarebbe dedita ad arresti illegali, falsi ideologici e peculato.
Davanti a uno scenario simile, le domande che pongo da tempo su questo spazio non sono solo legittime, ma urgenti. C’è qualcosa che non funziona, a fondo, nei meccanismi di controllo, di sanzione e di tutela della legalità all'interno delle nostre istituzioni.
Domande senza risposta: di chi è la responsabilità?
Pestaggio Bruna Milano via Bocconi Polizia Locale vanessablogmazza
I fotogrammi del video del maggio 2023 che documentano l'aggressione a Bruna da parte degli agenti della Polizia Locale di Milano.

Chiedo, e continuerò a chiedere, risposte trasparenti a interrogativi che scuotono la credibilità della giustizia:
  • Perché erano ancora in servizio? Come è possibile che un agente sotto processo per aver picchiato selvaggiamente una donna inerme in mezzo alla strada continuasse a indossare la divisa, a portare un'arma e a operare sul territorio?
  • Chi sapeva e ha taciuto? Dov'erano i superiori? C'è stata una catena di omissioni, tolleranze e silenzi che ha garantito a questi soggetti la percezione di un senso di totale onnipotenza e spavalderia?
  • Perché le segnalazioni precedenti sono rimaste lettera morta? Una sentenza del Tribunale di Milano del maggio scorso aveva già sollevato pesanti ombre sulla veridicità dei verbali di questo gruppo di agenti. Perché non si è intervenuti drasticamente prima di arrivare a questo punto?
Il peso dei pregiudizi e il silenzio istituzionale
Il sospetto che pesa come un macigno riguarda l’identità delle vittime. I provvedimenti drastici sono scattati solo ora, di fronte a un'indagine penale per presunto furto di denaro. Ma in passato le segnalazioni provenivano da persone transessuali o da cittadini stranieri.
Viene da chiedersi se il ritardo istituzionale e la mancata sospensione preventiva non siano figli di un pregiudizio sistemico. È la stessa dinamica che abbiamo già tristemente visto in passato (come nel caso Polfer), dove alle parole e alle denunce delle persone ritenute "marginali" o fragili si ha l'impressione che non creda nessuno.
A questo si aggiunge un clima politico che fa discutere. Un Governo che fa scudo ai membri delle forze dell'ordine, difendendoli "sempre e comunque" in nome di una presunta sicurezza, rischia di legittimare una pericolosa cultura dell'impunità. È esattamente questa narrativa della difesa a oltranza che rischia di alimentare la spavalderia di chi si sente sopra la legge e intoccabile.
La spavalderia di chi delinque in divisa non nasce dal nulla: si nutre del silenzio di chi sa e non parla, dell'indifferenza della politica e della lentezza burocratica dei provvedimenti disciplinari.
Appello formale al Sindaco di Milano e al Prefetto
Da questo blog, non posso e non voglio voltarmi dall'altra parte. Rivolgo un appello formale e pubblico al Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e al Prefetto di Milano:
"Signor Sindaco, Signor Prefetto,
La cittadinanza milanese non può tollerare che chi ha il compito di proteggere la comunità utilizzi il proprio potere per calpestarne i diritti fondamentali. La presenza in servizio attivo di un agente già imputato per il pestaggio di Bruna rappresenta un vulnus intollerabile per la credibilità del Comune e dello Stato.
Vi chiediamo formalmente di fare piena luce sulla catena di comando e sulle mancate sospensioni preventive. Chiediamo l'istituzione immediata di una commissione d'inchiesta indipendente o di un'ispezione straordinaria che verifichi i protocolli disciplinari interni alla Polizia Locale.
Non ci basta sentir parlare di 'mele marce': vogliamo la certezza che le segnalazioni dei cittadini — di qualsiasi cittadino, a prescindere dal suo orientamento, genere o nazionalità — vengano prese sul serio e verificate con rigore. La legalità non ammette zone d'ombra, né trattamenti di favore."
Fare luce su chi c'è dietro e su cosa non abbia funzionato nella catena di comando non è più rimandabile. Per Bruna, per tutte le vittime rimaste senza voce, e per la dignità di Milano.
Di Vanessa Mazza
Fondatrice e direttrice di vanessablogmazza.com — Voce indipendente per i diritti civili, l'identità trans e la giustizia sociale.

 Fonti dell'inchiesta e approfondimenti giornalistici:

  • Leggi il lancio dell'agenzia stampa ufficiale sull'Ansa: Arresto illegale e peculato, in carcere 5 vigili urbani a Milano - ANSA 
  • Leggi i dettagli operativi dell'arresto eseguiti dal corpo della stessa Locale su Milano, 5 agenti della Polizia Locale arrestati dai colleghi per peculato e falso - RaiNews 
  • Leggi la ricostruzione della Procura sull'azione della "squadretta" su Vigili urbani arrestati a Milano: peculato, falso e arresto illegale - Il Fatto Quotidiano
  • Vedi i particolari emersi sui premi regionali ricevuti in passato dagli agenti indagati su Due dei vigili arrestati a Milano erano stati premiati dalla Regione Lombardia - MilanoToday

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