Di Vanessa Mazza
— Libera pensatrice, cittadina e attivista transessuale
Non possiamo girare lo sguardo. Chi difende i diritti umani e civili, chiunque abbia conosciuto sulla propria pelle la violenza dei sistemi repressivi, ha il dovere morale di gridare la verità quando un governo sceglie il sangue e la censura.
L’immagine che apre questo articolo non è un fotogramma cinematografico: è la realtà brutale che si consuma lungo le colline che circondano le exclave spagnole. Un agente delle forze di sicurezza marocchine, protetto da un casco antisommossa, solleva un masso enorme sopra la testa di un giovane inerme, colpevole solo di aver tentato di rientrare in Marocco dopo aver cercato di fuggire dall’inferno economico e politico del suo Paese.
Il bilancio del sangue e lo slogan del crimine: #أطحن_أمو
Le testimonianze e i video che aggirano i blocchi informatici del regime parlano di una carneficina.
Secondo gli attivisti locali — dati non ancora verificati da osservatori indipendenti — nel terzo giorno della cosiddetta “Grande Fuga” si conterebbero oltre cento morti e decine di dispersi.
Non si tratta di fatalità. È una violenza sistemica, coordinata, pensata per punire sia chi tenta di attraversare i confini con la Spagna, sia chi, stremato, cerca disperatamente di rientrare in territorio marocchino.
Lo slogan #أطحن_أمو (“Macina sua madre”), simbolo storico della disumanizzazione del popolo marocchino da parte del potere, è tornato a descrivere la dottrina del Makhzen: schiacciare, disperdere, punire.
✊ La rabbia esplode online: #ثورة7غشتفيالمغرب
La disperazione si sta trasformando in rivolta.
Sotto l’hashtag #ثورة7غشتفيالمغرب (“Rivoluzione del 7 agosto”), giovani e attivisti denunciano la repressione, condividono video, testimonianze, fughe disperate e pestaggi nelle città di frontiera come Fnideq.
I video mostrano ragazzi caricati sui camion, inseguiti dalle pattuglie, picchiati selvaggiamente. Chi viene respinto o riesce a tornare indietro non trova accoglienza, ma una feroce vendetta di Stato.
🎯 Il cinismo del “Club Transazionale”
Questo livello di violenza interna ci rimanda direttamente al fulcro della nostra precedente analisi. Perché il regime marocchino può permettersi di compiere questi crimini alla luce del sole e nel silenzio dei grandi media mondiali?
La risposta risiede in quel cinico “club di regimi transazionali” che abbiamo denunciato.
Forte dell'asse militare corazzato siglato nel 2026 con Israele e degli storici accordi transazionali ereditati dalla dottrina di Donald Trump, il Marocco gode di una totale immunità diplomatica.
Il Makhzen sa di essere protetto dai suoi alleati militari finché si dimostrerà un partner utile nello scacchiere mediorientale e un gendarme spietato ai confini dell'Europa.
I droni israeliani, lo scambio di cybersecurity e la modernizzazione delle armi servono al regime non solo per la proiezione esterna, ma per reprimere con il pugno di ferro qualsiasi accenno di dissenso o tentativo di rientro e fuga interna.
📖 Il dovere della memoria
Come donna transessuale, so bene che le prime vittime dei regimi e delle dottrine autoritarie sono sempre i corpi di chi non ha tutele: i vulnerabili, le minoranze, i disperati che fuggono dall'inferno della povertà.
Quando un poliziotto solleva una pietra per schiacciare un ragazzo che striscia sulla terra, sta sollevando quella pietra contro l'intera umanità e contro lo Stato di diritto.
La "bella Italia" e la "bella Europa" non si difendono applaudendo i muri o voltando le spalle a questi massacri, ma denunciando i dittatori che li provocano e i politici complici che stringono loro le mani in cambio di patti commerciali e forniture di armi.
Continuerò a usare questo blog per mostrare ciò che la propaganda securitaria tenta di nascondere. Rimanere umani non è una scelta politica, è l'unico modo che ci resta per non diventare complici di questo orrore.
- Per il bilancio delle vittime lungo la costa: Puoi inserire il collegamento diretto al Report ufficiale della crisi a Ceuta di Al Jazeera.
- Per i dati sui flussi migratori e i respingimenti: Collega la frase ai Dati in tempo reale diffusi dall'agenzia Reuters.
- Per l'inchiesta dei media arabi sulle violenze: Inserisci il link alla Denuncia sulle politiche repressive del Makhzen pubblicata da Echorouk Online.
- Per il contesto dello scontro geopolitico e le risposte dei media italiani: Utilizza il Reportage sull'emergenza di Ceuta e lo scontro su Schengen dell'Agenzia ANSA.
- Sulla gestione della crisi lungo l'exclave: Rapporti e aggiornamenti video sulla situazione della frontiera (SBS Italiano).

Nessun commento:
Posta un commento