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sabato 6 dicembre 2025
Le 25 personalità più influenti del 2025 secondo il Financial Times
Ogni anno il Financial Times seleziona le 25 persone più influenti del mondo, un elenco che attraversa politica, cultura, economia e attivismo. L’edizione 2025 offre un ritratto potente del nostro tempo: figure che, nel bene o nel male, hanno inciso sulla storia recente e sul dibattito globale.
Gli “Eroi” della democrazia e della cultura
Jane Fonda, attrice e attivista statunitense, continua a incarnare la lotta per la giustizia sociale e ambientale.
Margaret Atwood, scrittrice canadese, la cui opera The Handmaid’s Tale resta un faro di riflessione sui diritti e sul potere.
Alexandre de Moraes, giudice della Corte Suprema brasiliana, riconosciuto come “simbolo della democrazia e della giustizia” per la sua fermezza durante il tentativo di golpe del 2023.
🏛️ Politica e potere
Nigel Farage, leader populista britannico, ancora capace di influenzare il dibattito europeo.
Susie Wiles, capo di gabinetto della Casa Bianca sotto Donald Trump.
Zohran Mamdani, sindaco di New York, rappresentante di una nuova generazione di leadership urbana.
Margarita Simonyan, direttrice di Russia Today, inserita tra i “Leader” come voce centrale della propaganda russa.
💻 Innovazione e business
Jensen Huang, CEO di NVIDIA, celebrato per il ruolo cruciale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori.
🇮🇹 L’Italia nella lista
L’Italia è rappresentata da Miuccia Prada, icona mondiale della moda e della cultura. La stilista è stata celebrata per la sua capacità di non seguire le tendenze ma di crearle, trasformando Prada in un linguaggio estetico e sociale unico. La sua influenza va oltre il mondo della moda: Prada è riconosciuta come voce culturale globale, capace di dialogare con l’arte, il cinema e la politica, e di incarnare un’Italia che continua a lasciare un segno nel panorama internazionale.
🏳️🌈 Voci LGBT
La lista del Financial Times ha dato spazio anche a personalità LGBT, riconoscendo il loro impatto culturale e politico. Queste figure hanno contribuito a ridefinire il linguaggio della rappresentazione e della giustizia sociale, rafforzando la visibilità delle comunità queer a livello globale.
La forza di questa lista non sta in un singolo nome, ma nella pluralità di voci: attivisti, politici, imprenditori e artisti che, con azioni diverse, hanno plasmato il 2025. Alexandre de Moraes, unico brasiliano citato, si affianca a Jane Fonda, Margaret Atwood, Jensen Huang e Miuccia Prada, componendo un quadro che riflette le tensioni e le speranze del nostro tempo.
Il Financial Times ci ricorda che l’influenza non è solo potere, ma anche capacità di resistere, innovare e ispirare. Dalla difesa della democrazia in Brasile, alle battaglie culturali e ambientali negli Stati Uniti, fino alle voci italiane e LGBT che arricchiscono il panorama globale, il 2025 si conferma un anno di sfide e di conquiste.
Articolo originale: Financial Times – The 25 most influential people of 2025【edge_current_page_context†source】
sabato 18 ottobre 2025
BRASILE: “CORTE SUPREMA SOSPENDE LEGGI CHE VIETANO DI INSEGNARE IL GENERE A SCUOLA”
di Vanessa, persona trans e attivista
C’è un momento in cui le parole istituzionali smettono di essere fredde. Quando nominano l’ingiustizia, quando rompono il silenzio, quando proteggono chi è vulnerabile, la parola pubblica diventa gesto politico. È successo in Brasile, con l’intervento del Ministro Alexandre de Moraes, che ha definito “politica dello struzzo” il tentativo di censurare l’educazione alla diversità di genere nelle scuole.
Ma questa non è solo una notizia brasiliana. È una ferita globale. In ogni Paese — incluso il mio, l’Italia — la discussione sul genere viene distorta, ridotta, strumentalizzata. Si confonde l’educazione di genere con l’identità di genere. Si insinua che parlare di rispetto significhi imporre un cambiamento. Si finge di proteggere i bambini, mentre li si priva degli strumenti per comprendere se stessi e gli altri.
📚 Di cosa parliamo quando parliamo di “educazione di genere”?
Parliamo di strumenti per leggere il mondo. Di parole per nominare la violenza, per riconoscere che esistono corpi, desideri, identità che non rientrano nei binari imposti. L’educazione di genere non è un’“ideologia” da temere, ma un antidoto alla paura, all’odio, all’ignoranza.
Non si tratta di “insegnare ai bambini a cambiare genere”. Si tratta di insegnare il rispetto. Di dire che esistono bambine con il cuore azzurro e bambini con le unghie rosa. Che nessuno merita di essere insultato, picchiato, escluso per come si sente o si mostra.
⚖️ La sentenza che rompe il silenzio
La Corte Suprema brasiliana ha dichiarato incostituzionali le leggi municipali che vietavano l’insegnamento del genere nelle scuole. Un atto di giustizia, in un Paese che da sedici anni è il primo al mondo per omicidi di persone trans e travestiti.
“Non possiamo dire ai bambini che esistono solo maschi vestiti d’azzurro e femmine vestite di rosa, e poi accettare che la violenza contro la comunità LGBT aumenti del 1000% ogni decennio.” — Alexandre de Moraes
Il Ministro ha denunciato l’ipocrisia di una società che tollera il discorso d’odio online, ma censura l’educazione che potrebbe prevenirlo. Ha detto ciò che molti tacciono: non si può più fingere che le persone trans non esistano. Anche tra i bambini. Anche tra chi siamo statə.
🌍 Una crociata globale contro la libertà dei corpi
Judith Butler, in un recente articolo pubblicato su Internazionale, denuncia una nuova ondata repressiva che attraversa gli Stati Uniti e l’Europa. L’“ideologia di genere” è diventata un nemico immaginario, utile a giustificare politiche autoritarie e a consolidare il potere. Butler parla di una vera e propria “crociata” contro la libertà sessuale e di genere, orchestrata da governi che vogliono smantellare i diritti civili conquistati con decenni di lotte.
“L’impressione è di uno stato che si autoamplifica, deciso a sconfiggere i princìpi del diritto e a testare i limiti del potere autoritario.”
Questa offensiva non è solo culturale: è giuridica, educativa, mediatica. Si traduce in leggi che censurano, in programmi scolastici svuotati, in piattaforme digitali che amplificano l’odio. Eppure, come ci ricorda Butler, la resistenza è possibile. E parte dalla parola. Dalla visibilità. Dall’educazione.
💔 Il silenzio non è neutro
Io sono una persona trans. E so cosa significa crescere senza parole per dirsi. So cosa vuol dire cercarsi nello specchio e non trovare nulla. So cosa vuol dire essere invisibile, e poi punita per essersi mostrata.
Il silenzio non è neutro. È un’arma. È una complicità. È una forma di cancellazione.
Ma io non ci sto. E non sono sola. Siamo sorelle, fratelli, alleatə, educatori, attivistə. Siamo una comunità che non si accontenta della sopravvivenza. Vogliamo vita piena, visibile, degna.
🌈 Educare è un atto d’amore
Parlare di genere a scuola non è un pericolo. È una promessa. È dire: “Ti vedo. Ti rispetto. Hai diritto di esistere.” È costruire un mondo dove nessunə debba più nascondersi per essere amato.
Io continuerò a scrivere, a parlare, a lottare. Perché chi verrà dopo di me trovi già le parole. Perché ogni bambino possa crescere sapendo che il proprio corpo, la propria voce, la propria verità meritano ascolto.
Non si può più fingere. E io non fingerò mai.
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