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lunedì 15 giugno 2026

Mentre fame e guerre devastano il mondo, all’ONU destre radicali ed evangelici investono milioni nella guerra contro la comunità LGBTQ+.

Bandiera arcobaleno LGBTQ+ con il simbolo bianco delle Nazioni Unite ONU al centro.
Il simbolo delle Nazioni Unite sulla bandiera arcobaleno: un ideale di diritti universali oggi minacciato dall'interno dei palazzi del potere.

Mentre leggete queste righe, il pianeta Terra nel 2026 sta scivolando verso un collasso morale e umanitario senza precedenti. Stiamo assistendo all'autodistruzione programmata di intere civiltà: conflitti geopolitici che minacciano la sicurezza globale, milioni di persone costrette a fuggire dalle proprie case senza una meta, l'ombra della carestia che stringe la gola a intere popolazioni e la sanità pubblica che, giorno dopo giorno, si trasforma in un campo di battaglia dove curarsi è diventato un lusso. Nel 2026, la parola "genocidio" non è un capitolo polveroso dei libri di storia, ma una realtà quotidiana trasmessa in diretta streaming sui nostri schermi.
Eppure, in questo scenario apocalittico di disoccupazione giovanile di massa, mancanza di case, assenza di futuro, fame e bombe, la priorità di oltre 200 leader politici conservatori e rappresentanti di 40 paesi non è risolvere queste emergenze. La loro urgenza è un'altra: riunirsi per distruggere le persone.
Occupare gli spazi nati per proteggere, per pianificare la barbarie
L’aberrazione più grande consumata in questi mesi non è avvenuta in un bunker clandestino, ma alla luce del sole, all’interno del palazzo delle Nazioni Unite. Un paradosso intollerabile: lo stesso edificio della stessa ONU, nato dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale per difendere i diritti umani e garantire la pace, viene affittato e occupato da chi vuole cancellare quegli stessi diritti.
Questi politici ipocriti, uniti sotto il dogma reazionario di "Dio, Patria e Famiglia", spendono tempo prezioso e fiumi di denaro pubblico e privato per salire su un palco a definire i diritti civili come "errori umani". Discutono rabbiosamente su chi sia il proprietario della bandiera arcobaleno, mentre i loro giovani non hanno un lavoro, le famiglie non riescono a pagare l'affitto e gli ospedali crollano. Non si riuniscono per combattere la miseria; usano le risorse dei cittadini per pianificare la caccia alla comunità LGBTQ+.
I padroni dell'odio: chi finanzia i movimenti anti-LGBTQI+?
Questa macchina del fango transnazionale non è un semplice teatrino ideologico spontaneo: è un'industria miliardaria pianificata a tavolino. La complessa rete globale contraria ai diritti di genere riceve un sostegno finanziario consistente, stimato in miliardi di dollari, derivante principalmente da tre flussi coordinati:
  • Lobby e Fondazioni Cristiane Evangeliche e Cattoliche degli Stati Uniti: Organizzazioni religiose con base negli USA hanno trasferito oltre un miliardo di dollari all'estero. Tra queste spiccano l'Alliance Defending Freedom (ADF), il Family Watch International e il World Congress of Families (WCF). Questi gruppi fondamentalisti finanziano direttamente consulenze legali, campagne e vertici internazionali per promuovere leggi restrittive in Africa, America Latina ed Europa dell'Est. [1]
  • Fondazioni Private e Oligarchi: Grandi flussi di denaro provengono da finanziatori privati ultra-conservatori americani ed europei, uniti a oligarchi legati al Cremlino, i quali finanziano attivamente reti per la difesa della cosiddetta "famiglia tradizionale" come arma di influenza geopolitica.
  • Finanziamenti Statali Indiretti: Governi di paesi ultra-conservatori utilizzano canali diplomatici, fondi per lo sviluppo o i ministeri dell'educazione per supportare ONG internazionali radicate all'interno dell'ONU e contrastare le risoluzioni sui diritti civili.
I dati del Global Philanthropy Project (GPP) confermano lo squilibrio: le risorse a disposizione di queste lobby religiose superano il budget totale combinato di migliaia di organizzazioni per i diritti umani.
Dalle parole al patibolo: quando l'odio diventa legge
Il risultato di queste cime internazionali non si ferma ai discorsi sul palco o ai flussi di denaro delle lobby religiose. Diventa legge dello Stato. Sfruttando la povertà e l'instabilità di intere nazioni, queste organizzazioni aprono la strada a legislazioni draconiane. Il caso dell'Uganda, con la sua legge sulla "Anti-Omosessualità" che prevede la pena di morte per l'omosessualità aggravata, è solo il simbolo di una barbarie globale alimentata da questo cinismo economico e politico.
Oggi, circa 65 paesi criminalizzano ancora l'omosessualità. In una dozzina di Stati, monitorati costantemente da organizzazioni come il Human Dignity Trust, la pena di morte è una realtà codificata o applicata. Anche dove la pena capitale non viene eseguita, la legge autorizza ricatti, legittima le violenze e nega l'accesso alle cure mediche vitali.
La distrazione di massa che copre il fallimento del potere
La verità dietro questa caccia alle streghe moderna è cinica: quando i governi falliscono nel garantire il pane, il lavoro, la salute e la dignità, creano un capro espiatorio. La comunità LGBTQ+ è il bersaglio perfetto per catalizzare la frustrazione di società stremate dalla povertà e dalla guerra.
Secoli di evoluzione sembrano evaporare di fronte a questa ondata di oscurantismo. Mentre gli attivisti sul campo rischiano la vita ogni giorno, la politica si muove spesso con fredda ambivalenza. I diritti umani non sono una pauta di guerra culturale. Non sono negoziabili. Nel 2026, continuare a perseguitare le persone per chi sono e per chi amano, mentre il mondo corre verso l'autodistruzione, è il fallimento definitivo della nostra civiltà.
📢 Agisci Ora: Non restare a guardare
Se questa barbarie ti indigna, non limitarti a leggere. Puoi fare la differenza sostenendo chi difende la vita degli attivisti e delle vittime sul campo:
  • Firma e diffondi le petizioni globali di All Out per bloccare le leggi d'odio nel mondo.
  • Sostieni il fondo di emergenza rapido di Urgent Action Fund (UAF) per evacuare e proteggere legalmente gli attivisti LGBTQI+ in pericolo di vita.
  • Aiuta a monitorare le violazioni dei diritti umani supportando la rete internazionale di ILGA World.
— Vanessa Mazza, TLGBQI+
Milano
Questo blog è il mio spazio di resistenza, poesia e verità. Non scrivo per chi si nasconde. Scrivo per chi vuole vedere, sentire, cambiare.
🏳️‍🌈 Restiamo umani. Restiamo uniti. La nostra esistenza è resistenza.

sabato 6 dicembre 2025

Le 25 personalità più influenti del 2025 secondo il Financial Times


Ogni anno il Financial Times seleziona le 25 persone più influenti del mondo, un elenco che attraversa politica, cultura, economia e attivismo. L’edizione 2025 offre un ritratto potente del nostro tempo: figure che, nel bene o nel male, hanno inciso sulla storia recente e sul dibattito globale.

 Gli “Eroi” della democrazia e della cultura

Jane Fonda, attrice e attivista statunitense, continua a incarnare la lotta per la giustizia sociale e ambientale.


Margaret Atwood, scrittrice canadese, la cui opera The Handmaid’s Tale resta un faro di riflessione sui diritti e sul potere.


Alexandre de Moraes, giudice della Corte Suprema brasiliana, riconosciuto come “simbolo della democrazia e della giustizia” per la sua fermezza durante il tentativo di golpe del 2023.

🏛️ Politica e potere

Nigel Farage, leader populista britannico, ancora capace di influenzare il dibattito europeo.


Susie Wiles, capo di gabinetto della Casa Bianca sotto Donald Trump.


Zohran Mamdani, sindaco di New York, rappresentante di una nuova generazione di leadership urbana.


Margarita Simonyan, direttrice di Russia Today, inserita tra i “Leader” come voce centrale della propaganda russa.

💻 Innovazione e business

Jensen Huang, CEO di NVIDIA, celebrato per il ruolo cruciale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori.

🇮🇹 L’Italia nella lista

L’Italia è rappresentata da Miuccia Prada, icona mondiale della moda e della cultura. La stilista è stata celebrata per la sua capacità di non seguire le tendenze ma di crearle, trasformando Prada in un linguaggio estetico e sociale unico. La sua influenza va oltre il mondo della moda: Prada è riconosciuta come voce culturale globale, capace di dialogare con l’arte, il cinema e la politica, e di incarnare un’Italia che continua a lasciare un segno nel panorama internazionale.

🏳️‍🌈 Voci LGBT

La lista del Financial Times ha dato spazio anche a personalità LGBT, riconoscendo il loro impatto culturale e politico. Queste figure hanno contribuito a ridefinire il linguaggio della rappresentazione e della giustizia sociale, rafforzando la visibilità delle comunità queer a livello globale.

La forza di questa lista non sta in un singolo nome, ma nella pluralità di voci: attivisti, politici, imprenditori e artisti che, con azioni diverse, hanno plasmato il 2025. Alexandre de Moraes, unico brasiliano citato, si affianca a Jane Fonda, Margaret Atwood, Jensen Huang e Miuccia Prada, componendo un quadro che riflette le tensioni e le speranze del nostro tempo.

Il Financial Times ci ricorda che l’influenza non è solo potere, ma anche capacità di resistere, innovare e ispirare. Dalla difesa della democrazia in Brasile, alle battaglie culturali e ambientali negli Stati Uniti, fino alle voci italiane e LGBT che arricchiscono il panorama globale, il 2025 si conferma un anno di sfide e di conquiste.

Articolo originale: Financial Times – The 25 most influential people of 2025【edge_current_page_context†source】