Daniela Carrasco - 'la Mimo', artista di strada cilena di 36 anni, è stata fermata dai militari e trovata impiccata in un comune della città metropolitana di Santiago del #Chile. Violentata e torturata fino alla morte, nel silenzio colpevole di tutti.
Lei era Daniela Carrasco, aveva 36 anni, per tutti semplicemente "La Mimo".
Il 19 ottobre scorso era scesa in piazza a Santiago del Cile per manifestare contro il governo filo-militare e nostalgico di Pinochet, come faceva ogni giorno, quando è stata catturata dai carabineros cileni. È l'ultima volta che hanno visto Mimo da viva. Il giorno successivo il suo corpo è stato ritrovato senza vita, impiccato ad un albero, straziato dalle violenze subite.
La perizia ricevuta dalla famiglia ieri, un mese esatto dopo, parla di "suicidio", senza alcun riferimento alle torture e alle umiliazioni inferte.
Daniela era una donna, un'artista di strada di straordinario talento, un'attivista per i diritti civili. Un simbolo della protesta in Cile. Daniela fino all'ultimo ha usato il suo corpo, da viva, per raccontare le atrocità di un governo trasformato in regime. Qualcuno ha usato il suo corpo, da morta, per inviare un messaggio a chiunque osi protestare, a tutte le donne che combattono e resistono, in Chile e nel mondo intero.
Daniela è stata "suicidata".
La lotta di Mimo reclama verità.
Il suo corpo grida giustizia.
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giovedì 21 novembre 2019
giovedì 29 marzo 2012
E' morto Daniel, gay torturato da un gruppo di neonazisti in Cile

Chile : E’ morto in ospedale Daniel Zamudio, un 24enne cileno picchiato selvaggiamente da un gruppo di neonazisti a Santiago il 3 marzo scorso. Daniel, dichiaratamente omosessuale, era in coma cerebrale da 25 giorni ed è morto martedì 27, riporta il Buenos Aires Herald.
Un'aggressione senza precedenti, Il ragazzo è stato rapito e torturato per oltre sei ore. Si è visto staccare un orecchio e bruciare una gamba. Poi è stato picchiato a calci e pugni e sfregiato su tutto il corpo con pezzi di vetro che tracciavano delle svastiche.
Daniel viene aggredito, pestato, torturato per ore e massacrato da quattro fanatici neonazisti per la più deplorevole delle motivazioni: Daniel è gay.
Le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Daniel…Sono molto triste, scioccata e arrabbiata.
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