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venerdì 30 marzo 2012

Transessuale nuovo presidente Arcigay di Cuneo

E' sarta e lavora a Mondovì

Di : LORENZO BORATTO
foto di Sergio Lanteri

“Diffidavo dell’associazionismo. Ho conosciuto il circolo Arcigay di Cuneo dopo uno spiacevole episodio di mobbing, che mi ha ferita, mentre iniziavo il mio periodo di transizione di sesso, alle Molinette di Torino”. Leda Artemisia Morena, 32 anni, vive a Mondovì ed è una sarta: è stata eletta nuovo presidente del circolo Arcigay di Cuneo.

Sostituisce Emanuele Sigismondi, 24 anni, che ha guidato l’associazione di lesbiche e gay e transessuali dalla fondazione, nel 2008. Gli iscritti nella Granda sono oltre 700. In Municipio a Cuneo si è svolta l’assemblea provinciale del sodalizio. Erano presenti anche gli assessori del Comune di Cuneo Patrizia Manassero e Elisa Borello, la sindacalista Cgil Sophia Livingstone e il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Franca Giordano.

Quali sono le iniziative del circolo provinciale Arcigay?
“Dibattiti, incontri periodici nella sede di via Amedeo Rossi a Cuneo, banchetti. L’ultima iniziativa a livello nazionale sono i gruppi di auto-mutuo-aiuto “Amleto”. A Cuneo sono ogni due settimane: sono una “facilitatrice”, ossia chi, attraverso il dialogo, cerca di aiutare i componenti del gruppo”.
Perché il nome “Figli della Luna” del circolo di Cuneo?
“Il nome è stato scelto nel 2008: una citazione del Simposio di Platone, ma anche un rimando a Fabrizio de Andrè di cui sono una grande fan”.

Perché è importante un’associazione faccia sentire la voce di lesbiche, gay, bisessuali e transgender?
“Fare comunanza significa non sentirsi soli nella quotidianità, nel lavoro, negli affetti. Diventi un po’ una famiglia, si lanciano messaggi, si spiega che “siamo qui e siamo come voi”. L’Arcigay è nata per abbattere stereotipi e pregiudizi”.

Un giudizio sulla situazione in provincia?
“Alcuni iscritti ancora non spiegano le loro scelte e orientamenti sessuali in famiglia o hanno difficoltà a parlane sul lavoro. Per l’omosessualità sono stati fatti passi da gigante, per il transessuale ci sono timori assurdi (come far evitare ai transessuali il contatto con il pubblico) o vige ancora lo stereotipo della prostituzione. Ma nella provincia puoi farti conoscere, mentre nelle città grandi c’è il rischio di restare soli. Mi piace la città dove vivo, serve lanciare questi messaggi anche in realtà più piccole. E poi nell’associazione ho anche conosciuto il mio attuale compagno”.


giovedì 29 marzo 2012

E' morto Daniel, gay torturato da un gruppo di neonazisti in Cile


Chile : E’ morto in ospedale Daniel Zamudio, un 24enne cileno picchiato selvaggiamente da un gruppo di neonazisti a Santiago il 3 marzo scorso. Daniel, dichiaratamente omosessuale, era in coma cerebrale da 25 giorni ed è morto martedì 27, riporta il Buenos Aires Herald.

Un'aggressione senza precedenti, Il ragazzo è stato rapito e torturato per oltre sei ore. Si è visto staccare un orecchio e bruciare una gamba. Poi è stato picchiato a calci e pugni e sfregiato su tutto il corpo con pezzi di vetro che tracciavano delle svastiche.

Daniel viene aggredito, pestato, torturato per ore e massacrato da quattro fanatici neonazisti per la più deplorevole delle motivazioni: Daniel è gay.

Le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Daniel…Sono molto triste, scioccata e arrabbiata.

venerdì 16 marzo 2012

La libertà di privare gli altri della libertà


Di: Riccardo Paternò.
La libertà di privare gli altri della libertà

Quando l’altro giorno il segretario Pdl se n’è uscito con quelle frasi sui gay mi sono detto: ecco, ci risiamo, si ricomincia. Non mi ha sorpreso più di tanto perché da uno così, portavoce fedele e interprete dei voleri del capo, capace di annullarsi come uomo pur di compiacerlo, mi aspetto, anzi, che vada oltre. Ho solo provato un po’ di noia. E non mi ha stupito neanche la non reazione del centrosinistra, fatto salva una frase svicolante di Bersani sull’essere già entrati in campagna elettorale e una precisazione di Bindi del giorno dopo sul non avere mai chiesto i matrimoni tra gay. Non mi ha stupito ma mi ha causato un po’ di nausea.

La frase in prima pagina sul giornale diceva: “se la sinistra vince, nozze gay e coppie di fatto”. Sarebbe potuta essere un’affermazione chiara (qualcosa di chiaro finalmente!) su una parte di programma politico (finalmente un programma politico!). Qualcosa di immediato e concreto, come qualche decennio fa, da noi o in altre parti del mondo, si fosse annunciato: “anche le donne/i negri potranno votare”, oppure “tutti i cittadini saranno considerati uguali”. Un’affermazione robusta, che in poche parole trasmette il cammino dell’uomo a migliorarsi. Invece no, davanti a quella frase c’era il nome del segretario pdl che immediatamente ne trasformava il senso in una minaccia, uno spauracchio per intimorire le anime pavide e arretrate che ormai siamo diventati. E devo dire che ha avuto pieno successo se i più atterriti si sono dimostrati i rappresentanti della fazione opposta e non gli abitanti della “bible belt” nostrana, trasversale a tutti gli schieramenti, la cui maggioranza però non ci penserebbe neanche più a queste cose se non fossero alimentate da confronti antichi tra politici antichi.

Si dirà: è colpa della Chiesa, siamo il paese del Vaticano. D’accordo, questo è vero, ma non basta. Io dico che ci siamo abituati all’idea che alcuni di noi abbiano meno diritti – e che alcuni anche abbiano meno doveri – e che questo non ci indispone, non ci tocca. Non ci ferisce sapere che persone uguali siano trattate diversamente. Ma perché? Perché dovrei avere più diritti io di un mio simile? O perché al mio prossimo dovrebbe essere permesso ciò che a me è negato? Che avranno fatto mai questi gay, queste donne, questi negri per meritarsi una condizione perenne di inferiorità civile?

Io non sono pro gay o sostenitore di questa o quella minoranza. Anzi, direi abbastanza menefreghista. Sono conservatore nell’anima e anche un po’ omofobo, mi sa. Ma non mi va giù che nella stessa società, a parità di doveri, alcuni siano penalizzati rispetto ad altri. Non sono neanche cattolico ma tratto il prossimo mio come me stesso e non capisco perché chi professa quella religione decida a seconda dei casi di eccepire a quella massima di civile convivenza. O come se lo giustifichi. Il fatto è che ci siamo abituati alle fanfaronate della destra e ai silenzi e ai distinguo della sinistra ma più ancora ci siamo abituati a che alcuni abbiano meno libertà di altri e ciò ci sembra del tutto normale. Semplicemente.

giovedì 4 agosto 2011

Nelle scuole californiane arriva la "storia gay"


A partire dal gennaio 2012 nelle scuole pubbliche della California il «ruolo e il contributo» dato al Paese e al mondo da personaggi storici nazionali di orientamento omosessuale sarà materia d’insegnamento. Obbligatorio. (Si cercheranno così con il lanternino “padri della patria” ed eroi “diversamente americani” e, non trovandoli, andrà a finire che si applicherà il criterio opposto: non grandi personaggi gay, ma gay grandi personaggi.) Al contempo occorrerà far sparire qualsiasi affermazione o sussurro che possa anche solo lontanamente indurre a valutare criticamente gli omosessuali in ragione del loro comportamento sessuale. Per questo i libri di testo andranno tutti aggiornati, riveduti, messi in pari.

Così ha deciso il governatore Jerry Brown, cattolico, espresso dal Partito Democratico, che il 3 gennaio ha preso il posto di Arnold Schwarzenegger (Repubblicano, cattolico, e non esattamente un faro illuminante nemmeno lui quanto a difesa dei “princìpi non negoziabili”), firmando il 14 luglio la legge SB 48 approvata, dopo un infuocato dibattito, il 6 luglio scorso nel parlamento statale di Sacramento, la capitale californiana, con 49 voti a favore e 25 contrari. Tale legge non indica peraltro a quale ordine e grado d’insegnamento si riferisce la nuova decisione, motivo per cui essa diviene automaticamente applicabile a tutte le scuole, comprese le elementari, là dove anche ai più piccoli verranno così insegnate le mirabili gesta dei gay americani prima ancora di averli educati allo spirito critico che, gay o non gay, preparare la persona a mettersi con autenticità di fronte alle cose del mondo.

Brown lo ha fatto perché ha a cuore la difficile situazione di quei ragazzi e di quelle ragazze omosessuali che ogni tanto, in classe, nei corridoi, all’intervallo, finiscono nel mirino di certi bulli poco sensibili alle diversità, e visto che la situazione ogni tanto sfugge di mano ha pensato bene di mettere le cose in chiaro vietando anche «qualsiasi dottrina o propaganda settaria o confessionale contraria alla legge». Tradotto, significa che siccome per legge maestri e professori dovranno spiegare in aula l’illuminante storia dell’omosessualità, chiunque professi un pensiero, una filosofia o una fede che l’omosessualità non la ritiene proprio illuminantissima sarà in flagranza di reato.

Resta l’oasi delle scuole private, a cui però il governatore Brown cerca di arrivare di sponda con l’ultima frase della legge appena approvata: «È intenzione dell’assemblea legislativa [californiana] far sì che le scuole alternative e parificate prendano nota di quanto qui stabilito alla luce della Sezione 235 del Codice dell’educazione, che proibisce la discriminazione […] in qualsiasi ambito operino dette scuole alternative e parificate».

Una delle paure maggiori, adesso, riguarda i libri di testo. Come afferma Brad Dacus, presidente del Pacific Justice Institute – l’organizzazione di Sacramento che fornisce assistenza legale nei casi di violazione della libertà religiosa e dei diritti dei genitori -, «la realtà è che le grandi case editrici di manuali scolastici non producono libri di testo diversi per ogni singolo Stato. Cercano invece di adeguarsi a quanto richiesto dalla legge negli Stati più grandi, specialmente in California e in Texas. In questo modo diversi degli Stati più piccoli verranno di fatto spinti ad adottare i materiali didattici preparati per la California che ora deve adeguarsi all’imposizione relativa all’insegnamento della storia gay».

La democrazia del più forte, insomma. L’unica ancora di salvezza dovrebbe essere la crisi economica, che in casi come questi aiuta: pare infatti che la voragine che sta drenando le risorse della California impedirà alle scuole statali di acquistare nuovi testi politicamente corretti e didatticamente à la page almeno fino al 2015…

Fonte: www.labussolaquotidiana.it

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-nelle-scuole-californiane-arriva-la-storia-gay-2509.htm

martedì 2 agosto 2011

Da che parte sta l'odio? Pensierini di un cittadino di serie Z


di Matteo B. Bianchi

Evidentemente ci sono cose che io non capisco. Che proprio non ci arrivo.

Per esempio, anche se mi fa imbufalire, posso capire perché un parlamento non approvi una legge che riconosca i diritti civili alle coppie dello stesso sesso: per compiacere il Vaticano, per ribadire ai cittadini che la maggioranza che li governa è schierata a destra, per conservarsi l'appoggio degli elettori più conservatori e compagnia bella. Posso capire anche che rifiutarsi di estendere dignità giuridica a una minoranza risponda al (delirante) percorso logico secondo il quale concedere alcuni diritti a una fetta di popolazione equivalga a toglierli a un altra (nel caso specifico, alla sacra Famiglia). Fin qui, ripeto, ci posso arrivare.

Quello che davvero non riesco a capire, e per favore aiutatemi, è come possa un parlamento rifiutarsi di riconoscere la gravità della violenza. Che sia verso i gay, verso i neri, verso le donne, verso Bambi, non importa: stiamo parlando di manifestazioni d'odio, di sopruso, di intolleranza cieca. Manifestazioni che vanno condannate sempre e comunque, no? Siamo anche in un paese cattolico, per quanto distanti possano essere le mie posizioni da quelle dei fedeli, almeno sul tema del rifiuto della violenza pensavo che fossimo tutti dalla stessa parte. E invece scopro che no.

Ma quello che faccio davvero più fatica a capire è: perché? Chi ci guadagna nel negare queste aggravanti? Il Vaticano può dirsi contento perché una bella fettina di botte e insulti vengono garantite? La maggioranza di governo può fregiarsi con orgoglio di aver segnato ancora un punto che ci arretra in maniera imbarazzante rispetto al percorso di tutti gli altri stati del mondo civilizzato? Davvero, spiegatemi.

Intanto, in questa stessa settimana in cui l'Italia fa un altro passo indietro sulla via della civiltà, leggo che a New York si è sposata la prima coppia gay italiana. La casualità vuole che i due si chiamino entrambi come me, Matteo, il che me li fa sentire ingenuamente più vicini, quasi una proiezione personale.

Pensare a loro per un po' mi ha rallegrato, poi invece mi è salita una rabbia ancora più grande al pensiero che siano stati costretti a solcare gli oceani e ad attraversare il pianeta per vedere riconosciuta la loro unione. Mi fa imbestialire l'idea che vivo in un Paese per il quale la mia relazione stabile (assai più longeva e solida della metà delle coppie sfaldate dei miei amici etero) è come se non esistesse, che considera illegittima qualsiasi mia richiesta di inserimento ufficiale nella società, che sottolinea giuridicamente che persino quando vengo aggredito e insultato sono da considerare un cittadino di serie B, o più probabilmente Z.

Riflettendo su queste cose, ieri sera sono andato a letto talmente nervoso che non riuscivo a prendere sonno. Errore mio. Avrei dovuto alzarmi, uscire, far sbollire la rabbia. Per esempio avrei potuto sfogarmi prendendo a botte impunemente due froci per strada. Mi sarei comunque potuto giustificare dicendo che lo facevo in modo bonario. Del resto, lo dice la legge: che male c'è?

Fonte:http://www.unita.it/culture/da-che-parte-sta-l-odio-pensierini-br-di-un-cittadino-di-serie-z-1.319362

venerdì 22 luglio 2011

Ghana, emergenza gay. Autorità ordinano: "arrestarli tutti"

Nel paese africano parte la caccia alle streghe verso i gay. Il governatore della Regione del Ghana Occidentale, Paul Evans Aidoo (in foto), ha infatti ordinato l'arresto immediato di tutti gli omosessuali. L'autorità ha ordinato al Bureau of National Investigations, l'agenzia che si occupa del coordinamento delle forze dell'ordine, che si procedesse ad eseguire subito l'ordine impartito.

La decisione segue mesi di campagne di odio contro la pratica dell'omosessualità nel paese. Proprio ieri, il Christian Council of Ghana ha concluso la campagna d'odio invitando tutti i fedeli a non votare per i politici che credono nei diritti dei gay. "L'omosesualità è un abominio agli occhi di Dio - ha detto il leader della comunità cristiana - e inoltre contribuisce ad aumentare il tasso di malattie sessuali". "Non possiamo permetterci un prezzo così alto e distruggere il nostro futuro in nome dei diritti umani", è stata la conclusione del suo ragionamento.
Questa nuova ondata omofoba in Ghana complica ancora di più la difficile vita delle persone omosessuali in quella terra: in Ghana, infatti, le relazioni omosessuali maschili sono illegali e possono essere punite con il carcere, sebbene esista una certa tolleranza nelle città più grandi, come Accra o Kumasi.

"Il peggior criminale è colui che santifica la loro malvagità. E 'quello che si dice benedetto, perché è protetto sotto il tetto marcio delle religioni".


Fonte:http://www.gay.it/channel/attualita/32155/Ghana-emergenza-gay-Autorita-ordinano-arrestarli-tutti.html