Translate

Visualizzazione post con etichetta l'odio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta l'odio. Mostra tutti i post

giovedì 29 marzo 2012

E' morto Daniel, gay torturato da un gruppo di neonazisti in Cile


Chile : E’ morto in ospedale Daniel Zamudio, un 24enne cileno picchiato selvaggiamente da un gruppo di neonazisti a Santiago il 3 marzo scorso. Daniel, dichiaratamente omosessuale, era in coma cerebrale da 25 giorni ed è morto martedì 27, riporta il Buenos Aires Herald.

Un'aggressione senza precedenti, Il ragazzo è stato rapito e torturato per oltre sei ore. Si è visto staccare un orecchio e bruciare una gamba. Poi è stato picchiato a calci e pugni e sfregiato su tutto il corpo con pezzi di vetro che tracciavano delle svastiche.

Daniel viene aggredito, pestato, torturato per ore e massacrato da quattro fanatici neonazisti per la più deplorevole delle motivazioni: Daniel è gay.

Le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Daniel…Sono molto triste, scioccata e arrabbiata.

sabato 6 agosto 2011

"Sei il nostro disonore" E accoltella il fratello gay


Cerignola, colpito da 19 fendenti.
L’uomo fermato:tentato omicidio

CARMINE FESTA
CERIGNOLA
Per Pasquale Intellicato, 20 anni, avere un fratello omosessuale, Antonio di 40 anni, è sempre stato un incubo. Un incubo - a suo dire - che iniziava ogni mattina quando il giovane si lasciava alle spalle il portone di casa. Di lì in avanti e ogni giorno, il suo percorso sarebbe stato funestato da sorrisetti, pettegolezzi, chiacchiere e allusioni pesantissime.

Tanto che Pasquale ha pensato che l’omosessualità di suo fratello fosse il «disonore della famiglia». Un disonore da cancellare a tutti i costi. L’altra sera la famiglia Intellicato era riunita nella cucina dell’abitazione materna. C’erano tutti: i due fratelli ed una sorella in compagnia della madre, riuniti a cena e per le solite quattro chiacchiere che scandiscono le serate estive. All’improvviso la discussione è degenerata: «Lo sanno tutti che sei gay, il disonore della famiglia e di tutto il paese». Pasquale ha afferrato due coltelli e si è lanciato contro Antonio. Lo ha colpito diciannove volte in preda ad un raptus che nessuno si aspettava e che nessuno ha avuto nemmeno il tempo di provare a fermare. Antonio è caduto sotto la furia del fratello, che ha indirizzato i fendenti all’altezza del torace colpendolo anche all’addome.

Le sue condizioni sono gravi ma non disperate, dicono dagli «Ospedali Riuniti» di Foggia dove è stato ricoverato ed operato d’urgenza. In ospedale Antonio c’è arrivato ancora cosciente: era una maschera di sangue, ma ha avuto il tempo e la forza di dire ai poliziotti ed agli operatori del 118 il nome del suo aggressore. Suo fratello. Che è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e rinchiuso nel carcere foggiano. A Pasquale i poliziotti sono arrivati dopo una caccia all’uomo durata poche ore. Dopo l’aggressione violenta contro suo fratello, il giovane è andato verso casa sua per salire a bordo del motoape con il quale probabilmente aveva in mente di iniziare la sua fuga. Gli agenti lo hanno bloccato proprio lì e nel motoape hanno trovato anche uno dei due coltelli ancora insanguinato con cui Pasquale aveva deciso di «cancellare il disonore».

Un «disonore» vissuto quotidianamente e del quale Pasquale non riusciva a liberarsi. Una ossessione aggravata - secondo lui - da allusioni pesantissime dei cerignolani del quartiere anche nei confronti della famiglia. Cose molto più pesanti di sfottò che il ragazzo non è mai stato disposto ad ignorare. Non ci riusciva mentre il suo pensiero coltivava l’odio per la tendenza sessuale di quel fratello che, ogni giorno, indicava sempre più come il componente della famiglia di cui vergognarsi, il parente scomodo per colpa del quale il nome degli Intellicato era finito sulla bocca di tutti. Antonio stando ai racconti della gente nel quartiere Addolorata - non faceva niente per celare la propria omosessualità. Una condizione vissuta serenamente ma difficilmente al riparo da facili allusioni. Quelle che per Pasquale erano diventate insopportabili. Un tormento, un pensiero fisso al quale presto si è aggiunto quello che gli ha procurato il raptus sfociato nella violenta aggressione.

Fonte:http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/414761/

martedì 2 agosto 2011

Da che parte sta l'odio? Pensierini di un cittadino di serie Z


di Matteo B. Bianchi

Evidentemente ci sono cose che io non capisco. Che proprio non ci arrivo.

Per esempio, anche se mi fa imbufalire, posso capire perché un parlamento non approvi una legge che riconosca i diritti civili alle coppie dello stesso sesso: per compiacere il Vaticano, per ribadire ai cittadini che la maggioranza che li governa è schierata a destra, per conservarsi l'appoggio degli elettori più conservatori e compagnia bella. Posso capire anche che rifiutarsi di estendere dignità giuridica a una minoranza risponda al (delirante) percorso logico secondo il quale concedere alcuni diritti a una fetta di popolazione equivalga a toglierli a un altra (nel caso specifico, alla sacra Famiglia). Fin qui, ripeto, ci posso arrivare.

Quello che davvero non riesco a capire, e per favore aiutatemi, è come possa un parlamento rifiutarsi di riconoscere la gravità della violenza. Che sia verso i gay, verso i neri, verso le donne, verso Bambi, non importa: stiamo parlando di manifestazioni d'odio, di sopruso, di intolleranza cieca. Manifestazioni che vanno condannate sempre e comunque, no? Siamo anche in un paese cattolico, per quanto distanti possano essere le mie posizioni da quelle dei fedeli, almeno sul tema del rifiuto della violenza pensavo che fossimo tutti dalla stessa parte. E invece scopro che no.

Ma quello che faccio davvero più fatica a capire è: perché? Chi ci guadagna nel negare queste aggravanti? Il Vaticano può dirsi contento perché una bella fettina di botte e insulti vengono garantite? La maggioranza di governo può fregiarsi con orgoglio di aver segnato ancora un punto che ci arretra in maniera imbarazzante rispetto al percorso di tutti gli altri stati del mondo civilizzato? Davvero, spiegatemi.

Intanto, in questa stessa settimana in cui l'Italia fa un altro passo indietro sulla via della civiltà, leggo che a New York si è sposata la prima coppia gay italiana. La casualità vuole che i due si chiamino entrambi come me, Matteo, il che me li fa sentire ingenuamente più vicini, quasi una proiezione personale.

Pensare a loro per un po' mi ha rallegrato, poi invece mi è salita una rabbia ancora più grande al pensiero che siano stati costretti a solcare gli oceani e ad attraversare il pianeta per vedere riconosciuta la loro unione. Mi fa imbestialire l'idea che vivo in un Paese per il quale la mia relazione stabile (assai più longeva e solida della metà delle coppie sfaldate dei miei amici etero) è come se non esistesse, che considera illegittima qualsiasi mia richiesta di inserimento ufficiale nella società, che sottolinea giuridicamente che persino quando vengo aggredito e insultato sono da considerare un cittadino di serie B, o più probabilmente Z.

Riflettendo su queste cose, ieri sera sono andato a letto talmente nervoso che non riuscivo a prendere sonno. Errore mio. Avrei dovuto alzarmi, uscire, far sbollire la rabbia. Per esempio avrei potuto sfogarmi prendendo a botte impunemente due froci per strada. Mi sarei comunque potuto giustificare dicendo che lo facevo in modo bonario. Del resto, lo dice la legge: che male c'è?

Fonte:http://www.unita.it/culture/da-che-parte-sta-l-odio-pensierini-br-di-un-cittadino-di-serie-z-1.319362