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sabato 14 maggio 2011

Hai 13 anni e sei lesbica. Ti stupro così impari


9 maggio 2011 Le violenze correttive di gruppo di cui sono vittime le omosessuali in Sudafrica hanno colpito anche una bambina.

Ci siamo già occupati più volte dei soprusi sessuali che le donne africane sono costrette a subire. Il dato più inquietante è che il più delle volte tali violenze sono ammesse dalle comunità, giustificate, perfino ammesse come prassi volte ad educare le donne. Rientra in quest’ultima assurda usanza lo stupro correttivo, molto praticato in Sud Africa. Paese in cui le leggi sono all’avanguardia, ma le antiche usanze sono ancora largamente diffuse.

I DATI ALLARMANTI – Gli attivisti affermano che il cosiddetto stupro correttivo è praticato dagli uomini per curare l’orientamento sessuale delle lesbiche; ed è anche in aumento in Sud Africa . Trentuno le lesbiche uccise a causa della loro sessualità negli ultimi dieci anni, e più di 10 le lesbiche violentate o rapite nella sola Città del Capo. Il mese scorso, una ragazza di 24 anni, che apparteneva a un movimento pro lesbiche e gay, è stata lapidata a morte dopo uno stupro di gruppo. Ultima vittima dello stupro correttivo è invece una ragazza lesbica di 13 anni, che sta comunque ricevendo il sostegno della polizia. Tlali Tlali, un portavoce del governo, ha affermato che il “Governo condanna questo atto criminale vile e insensato (…) ogni sudafricano ha il diritto di esprimersi con l’orientamento sessuale che vuole. Il diritto di libertà sessuale è umano e costituzionale, e deve essere protetto e rispettato in ogni momento.”

LA TESTIMONIANZA DELL’ATTIVISTA Ndumie Funda – Ndumie Funda, fondatrice del Sizwe Luleki Project, un’ente di beneficenza che sostiene le vittime di stupri correttivi a Cape Town, ha detto di aver ascoltato le relazioni di una persona transgender violentata durante il fine settimana: “E’ sempre peggio e ciò deve finire (…) Le persone sono costrette a rinchiudersi in casa e perdono la propria libertà di movimento”. Funda, 37 anni, fu coinvolta nella campagna quando ha incontrato Nosizwe Nomsa Bizana, che era stata violentata da cinque uomini, infettandola con l’HIV. La coppia si fidanzò ma Bizana morì nel 2007. Funda è costretta a prendere una strada diversa ogni giorno per tornare a casa, per evitare di essere presa di mira a causa del suo attivismo pubblico. Si stima che circa 510 donne subiscono lo stupro correttivo in Sudafrica ogni anno, ma la gente ha voglia di reagire. Possibili azioni da prendere comprendono l’interrompere le imminenti elezioni locali. La scorsa settimana, il governo ha istituito un team per affrontare crimini d’odio contro gay e lesbiche sudafricani dopo 170.000 persone in tutto il mondo hanno sottoscritto un petizione online sollecitando un suo intervento contro lo stupro correttivo.

ALTRI CASI - Il mese scorso, Noxolo Nogwaza , un membro del Pride Ekurhuleni Comitato organizzatore, è stata presumibilmente violentata da otto uomini e assassinatA in borgata KwaThema, vicino Johannesburg. Human Rights Watch ha detto che le prove suggerite dalla morte di Nogwaza dicono che è stata presa di mira perché era lesbica. Il corpo di Nogwaza è stato trovato nel comune stesso in cui Eudy Simelane, l’ex calciatrice di serie A, è stata violentata, picchiata e accoltellata 25 volte sul petto, viso e le gambe. Sempre dai soliti violentatori correttori. Altre presunte vittime di stupro correttivo comprendono Nokuthula Radebe, 20 anni, il cui corpo è stato trovato a Soweto nel marzo di quest’anno, e Sizakele Sigasa e Salome Masooa, le partner che sono stati violentate e uccise nel 2007. Un caso giudiziario che coinvolge l’omicidio di Zoliswa Nkonyana nel 2006, 19 anni, è stato rinviato più di 30 volte in cinque anni.

LA DISCREPANZA TRA LE LEGGI SCRITTE E I RITI TRIBALI – Nel 2006 il Sudafrica è diventato il quinto paese al mondo, e il primo in Africa, a legalizzare il matrimonio gay . E ‘uno dei firmatari della Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne. Ma il divario tra teoria e prassi costituzionali sul terreno rimane. La ricerca del Medical Research Council ha rivelato che un uomo su quattro ammette di stuprare, e uno su tre si trova nella provincia di Gauteng, dove Simelane e Nogwaza sono state colpite. Dean Peacock, co-fondatore e co-direttore del Gender Justice Network Sonke, ha detto che la sua ricerca ha trovato alcuni uomini che si sentono minacciati dalla trasformazione di genere, tra cui l’affermazione delle donne e dei diritti dei bambini. Dice: “Se si confronta il Sudafrica con gli altri paesi, ciò che lo distingue è proprio lo stupro di gruppo”. Secondo Peacock alcuni uomini nel post-apartheid del Sud Africa sentono una crescente attrazione verso il patriarcato, mascolinità, la povertà, la delusione radicale verso il governo, profondi sentimenti di insignificanza, e un senso di potere da applicare impunemente. Dunque si rifanno contro le donne, soggetti fisicamente più deboli e sulle quali ci si può rivelare facilmente.




Di Luca Scialo

Fonte:http://www.giornalettismo.com/archives/124647/hai-13-anni-e-sei-lesbica-ti-stupro-cosi-impari/

Il dramma dimenticato: uno stupro al minuto in Congo


12 maggio 2011 Nel Paese africano un’indicibile ondata di violenza colpisce le donne

Nella repubblica democratica del Congo, da tempo piagata dalla guerra, vengono stuprate ogni giorno più di 1110 donne, quasi una al minuto. Un numero incredibile, e che sarebbe anche una stima conservativa secondo l’autrice dello studio, Amber Peterman, perché la violenza sessuale sulle ragazze di età inferiore ai quindici anni e alle donne sopra i quarantanove non è stata rilevata. Il direttore dell’Harvard Humanitarian Initiative parla della più grave crisi umanitaria della nostra epoca.
DRAMMA EPOCALE - Ecco come Peace Reporter ha riferito sul drammatico studio sul Congo.

“I dati raccolti mostrano quanto le precedenti stime sui casi di violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo siano ben lontane dal fotografare la reale situazione presente nel Paese”, queste le parole di Amber Peterman, principale autore dello studio pubblicato ieri dall’America Journal of Public Health, in cui si parla di un’emergenza 26 volte maggiore rispetto a quanto stimato finora e, comunque non ancora del tutto chiara a causa di numerosi casi di violenza sessuale non denunciati dalle vittime per paura o per vergogna. Secondo i risultati pubblicati nel rapporto, sarebbero circa 1.100 i casi di stupro registrati ogni giorno in Congo, mentre più di 400 mila le donne, di età compresa tra i 15 e i 49 anni, violentate durante la guerra che ha falciato l’Africa Centrale tra il 2006 e il 2007, un dato che stacca nettamente gli studi Onu realizzati sullo stesso periodo, da cui emergevano solamente 15.000 casi di violenza sessuale. Siamo dinnanzi a “un cancro che si diffonde nel mezzo dell’impunità e del silenzio”, ha affermato Michael van Rooyen, direttore della Harvard Humanitarian Initiative, intervenuto per commentare lo studio dell’American Journal. “Una delle più gravi crisi umanitarie del mondo contemporaneo”, ha aggiunto, i cui dati a disposizione potrebbero essere tuttavia sottostimati.

STUPRO COME ARMA DI GUERRA – Le violenze sessuali sono utilizzati scientemente in Congo con metodo militare, tanto dagli appartenenti alle milizie quanto dalle forze di sicurezza statali. I combattenti nelle province in guerra terrorizzano in questo modo brutale la popolazione civile. E alcuni di questi stupratori seriali sono stati integrati nella truppe del governo. Lo scorso luglio un’orgia di stupri di quattro giorni aveva suscitato un’indignazione globale. Quasi 250 donne e bambini erano stato violentati in cinque paesi nella provincia di Nord-Kive, uno degli epicentri del conflitto. Anche alcuni uomini erano stati abusati. Le violenze di natura sessuale nelle zone di guerra sono purtroppo abituali, ma le dimensioni del fenomeno raggiunte in Congo sono incredibili. La guerra civile è ufficialmente finita nel 2003, ma gli scontri sono proseguiti. Medici dell’ospedale Heal Africa hanno raccontanto anche di pazienti completamente terrorizzati, come una bambina di 10 anni stuprata per ore, che non ha parlato per alcuni mesi.

O STUPRO O MORTE – “In alcune zone di conflitto come a Kivu gli uomini sono costretti a combattere per non essere uccisi. Le donne rimangono nei campi a lavorare, ma lì sono spesse vittima di violenze di natura sessuale, che tacciono per evitare una reazione violente dei loro Inserisci linkcompagni”, ha rimarcato Kasereka Lusi, fondatrice di Heal Africa. “Molte vengono stuprate in modo continuo, fino a che i ribelli non lasciano la zona, un vero inferno per le donne”. Altre invece subiscono la violenza di fronte agli occhi dei propri mariti, una doppia umiliazione per aumentare il terrore. Ragazzine o mogli sono costrette a scegliere se essere violentate oppure uccise. E chi subisce lo stupro viene abbandonato dalla famiglia per la vergogna. Raramente i soldati stupratori vengono portati davanti al tribunale, e solo recentemente un comandante delle milizie statali è stato condannato a 20 anni di carcere per crimini contro l’umanità, dopo aver ordinato migliaia di stupri.



Fonte:http://www.giornalettismo.com/archives/125040/il-dramma-dimenticato-uno-stupro-al-minuto-in-congo/