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giovedì 9 ottobre 2025

Rifugiate LGBTIQ+: Il caso delle donne transgender Brasiliane in Italia


Questo articolo è un estratto della tesi di laurea magistrale discussa a giugno 2024 sotto la supervisione della professoressa Sara Pennicino. Il lavoro analizza gli strumenti giuridici disponibili nella legislazione internazionale e l'internalizzazione di queste leggi in Italia. Successivamente, cerca di comprendere il movimento migratorio delle donne transgender brasiliane che cercano in Italia la possibilità di una “vita migliore”, raccogliendo dati e informazioni pertinenti che dimostrano gli elementi costitutivi della persecuzione contro le donne transgender in Brasile. In conclusione, questo lavoro sostiene che l'appartenenza a questo specifico gruppo sociale rende queste donne idonee a richiedere asilo nel Paese.

Sommario
La definizione di rifugiato: consolidamento come diritto e criteri di riconoscimento
Rifugiati LGBTIQ+: l’emergere della categoria nel contesto internazionale
Elementi costitutivi della persecuzione contro le donne transgender in Brasile
Conclusione

“Perché stai chiedendo asilo? Il Brasile non è in guerra” è stata la domanda posta da un funzionario pubblico della Provincia di Vicenza a una donna trans brasiliana, una delle beneficiarie del progetto in cui lavoro, quando ha richiesto la tessera sanitaria, diritto previsto per i richiedenti asilo. Era evidente una comprensione errata della definizione di rifugiato. Tuttavia, la migrazione è intrinseca alla natura umana e l’atto di spostarsi verso luoghi più sicuri ha sempre accompagnato la storia dell’umanità. In questo senso, l’istituzione del rifugio rappresenta una testimonianza della costante ricerca dell’umanità per la giustizia e la solidarietà di fronte alla persecuzione e alla violenza.
La definizione di rifugiato: consolidamento come diritto e criteri di riconoscimento

Nel luglio del 1951 è stata adottata la Convenzione relativa allo status dei rifugiati, che ha posto le basi giuridiche per la definizione moderna di rifugiato, stabilita all’articolo 1A(2). Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), è rifugiato colui che, a causa di un fondato timore di persecuzione per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal proprio paese di cittadinanza ed è nell’impossibilità o per tale timore non vuole avvalersi della protezione di tale paese (UNHCR, 2019, p. 171).

L’espressione “fondato timore di persecuzione” comprende sia elementi soggettivi che oggettivi. Sebbene la paura sia per sua natura personale, essa deve essere sostenuta da circostanze credibili e oggettive per soddisfare i requisiti legali. Lo status di rifugiato, quindi, non si basa esclusivamente sulla percezione individuale, ma anche sulla ragionevolezza di tale percezione alla luce della situazione nel paese d’origine. Una storia documentata di persecuzioni precedenti è un forte indicatore, ma anche chi non ha subito danni personalmente può essere riconosciuto come rifugiato se il ritorno nel proprio paese lo esporrebbe a un rischio reale di persecuzione.

I richiedenti asilo devono dimostrare un timore di persecuzione fondato su uno dei cinque motivi protetti elencati nella Convenzione del 1951. Spesso, gli individui non riescono a identificare con chiarezza il motivo specifico della persecuzione, ma questo non invalida la loro richiesta. Tra questi motivi, l’espressione “appartenenza a un determinato gruppo sociale” è volutamente aperta. A differenza delle altre categorie, non è definita in modo preciso, consentendo un’interpretazione più ampia che includa gruppi non previsti all’epoca della redazione della Convenzione. Per questo motivo, si è rivelata uno strumento fondamentale per la protezione di persone in contesti sociali e giuridici in continua evoluzione.
Rifugiati LGBTIQ+: l’emergere della categoria nel contesto internazionale

Negli ultimi decenni, la crescente consapevolezza internazionale sui diritti delle minoranze sessuali, sostenuta dal lavoro di advocacy di ONG e attori globali, ha portato a un più ampio riconoscimento delle persone LGBTIQ+ come gruppo vulnerabile. Nonostante lo status giuridico di minoranza, la volontà politica di implementare misure di protezione per questa popolazione rimane limitata. Di fronte alle persistenti violazioni dei diritti, giuristi e tribunali in diverse giurisdizioni hanno iniziato a sostenere il riconoscimento dello status di rifugiato per individui perseguitati a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere.

Un passaggio fondamentale nel riconoscimento delle persone LGBTIQ+ come rifugiati è stata l’adozione dei Principi di Yogyakarta nel 2007. Sebbene non vincolanti dal punto di vista legale, questi principi stabiliscono come il diritto internazionale dei diritti umani si applichi all’orientamento sessuale e all’identità di genere, colmando le lacune tra il diritto dei rifugiati e la più ampia protezione dei diritti umani. Dopo la loro pubblicazione, l’UNHCR ha riconosciuto sempre più la diversità sessuale e di genere nei suoi documenti. Nel 2012, l’UNHCR ha emesso le Linee Guida sulla Protezione Internazionale n. 9, adottando formalmente la categoria “LGBTI”. Le linee guida evidenziano che le persone LGBTI subiscono gravi e diffuse violazioni dei diritti umani a livello globale, tra cui violenza, tortura, detenzione arbitraria e discriminazioni in settori chiave come la salute, l’istruzione e l’occupazione (UNHCR, 2019, p. 166).

Per quanto riguarda l’applicazione del diritto internazionale, l’Italia, avendo ratificato la Convenzione del 1951 e il Protocollo del 1967, ha recepito le direttive dell’Unione Europea del Sistema Comune Europeo di Asilo (CEAS) nella legislazione nazionale. Questo quadro giuridico, almeno in teoria, sostiene la protezione delle donne trans brasiliane che riescano a dimostrare un fondato timore di persecuzione.
Elementi costitutivi della persecuzione contro le donne transgender in Brasile

In Brasile, la comunità transgender ha affrontato sfide significative, pur avendo ottenuto importanti conquiste negli ultimi anni. Il Paese conta una popolazione transgender diversificata e dinamica, ma questa comunità continua a essere vittima di discriminazione, violenza ed emarginazione in molteplici ambiti della società. Nonostante i progressi, permangono gravi problematiche.

Il progetto Trans Murder Monitoring (TMM) monitora, raccoglie e analizza sistematicamente i dati sugli omicidi di persone trans e di genere non conforme a livello mondiale. I dati del TMM per il 2023 indicano che 321 persone trans e di genere diverso sono state uccise nei Paesi che hanno contribuito al progetto tra il 1° ottobre 2022 e il 30 settembre 2023. Il 94% delle vittime erano donne trans o persone transfemminili, e quasi tre quarti (74%) degli omicidi registrati sono avvenuti in America Latina e nei Caraibi. Quasi un terzo (31%) del totale si è verificato in Brasile, il che conferma che il Paese è tuttora considerato ad alto rischio per questa popolazione.

Figura 1

Mappa del número di omicidi di persone trans e di genere non conforme nel mondo, da gennaio a settembre 2023


Tuttavia, la mancanza di dati sulla popolazione transgender incide anche sulla produzione di informazioni relative agli omicidi e alla violenza derivanti dalla transfobia. Per questo motivo, il progetto Trans Murder Monitoring sottolinea che i dati presentati non sono esaustivi e possono offrire solo una fotografia parziale di una realtà che è, senza dubbio, molto più grave di quanto le cifre suggeriscano.

In Brasile, l’Associazione Nazionale delle Travestite e delle Trans (Antra) denuncia l’assenza di dati governativi sulla violenza contro la popolazione trans come un problema grave che richiede attenzione immediata, affermando l’urgenza di comprendere perché gli uffici di sicurezza pubblica degli stati brasiliani non consolidano adeguatamente tali informazioni (Benevides, 2024).

Dal 2018, Antra è responsabile di una delle principali pubblicazioni dedicate alla violenza contro la popolazione trans: il Dossier sugli omicidi e la violenza contro le persone trans in Brasile. La tabella seguente mostra i dati degli ultimi sette anni, raccolti tra il 2017 e il 2023 (Tabella 1).

I numeri riportati nella Tabella 1 rappresentano una media di 151 omicidi all’anno e 13 casi al mese. Il dossier del 2024 sottolinea che nel 2023 almeno il 54% dei casi di omicidio presentava elementi di crudeltà, come violenza eccessiva, colpi multipli, decapitazione, l’uso di più di un metodo e altre forme brutali di violenza, come trascinare il corpo per strada e colpire zone specifiche come testa, seni e genitali. Per gli esperti, questi elementi rappresentano indicatori facilmente identificabili nei crimini d’odio, come femminicidi e altri reati, rivelando la presenza di transfobia in questi crimini (Benevides, 2024).

Altri risultati della ricerca hanno evidenziato gravi forme di discriminazione affrontate da questo gruppo sociale in Brasile. Per esempio, nell’ambito della salute, spesso si riscontrano casi di misgendering, cure inadeguate e negazione dell’uso del nome scelto, una forma di esclusione sia simbolica che esistenziale (Alves & Moreira, 2015). Sebbene le iniziative di sanità pubblica abbiano affrontato la prevenzione dell’HIV/AIDS e le cure di affermazione di genere, l’accesso rimane precario e insufficiente, spingendo frequentemente le donne trans verso pratiche rischiose come l’uso non supervisionato di ormoni e iniezioni di silicone industriale. Questi comportamenti non dovrebbero essere interpretati come irresponsabili, ma piuttosto come forme di resistenza e sopravvivenza di fronte a fallimenti sistemici nel settore sanitario e marginalizzazione sociale. Le donne trans sviluppano strategie di coping – come il ricorso a reti personali all’interno del sistema sanitario e quella che definiscono “rifinitura femminile” – per superare le barriere istituzionali e mitigare la discriminazione. Il concetto di “passing”, centrale negli studi queer, illustra ulteriormente come il perseguimento di un aspetto cisnormativo diventi un meccanismo protettivo contro la violenza sociale e la marginalizzazione intra-comunitaria. Le donne trans affrontano forme intersezionali di oppressione – legate all’identità di genere, classe, razza e sessualità – e subiscono spesso livelli sproporzionati di violenza e omicidi in Brasile, facendo del passing non solo una strategia sociale, ma un mezzo di sopravvivenza fisica.

Gli studi mostrano anche che la transfobia spinge le persone trans a lasciare scuole e università. Gli individui transgender sono drasticamente sottorappresentati nel sistema educativo brasiliano: circa il 70% non completa la scuola superiore e solo lo 0,02% raggiunge l’istruzione superiore, con solo lo 0,2% degli studenti delle università pubbliche che si identifica come trans. Questa grave sottorappresentazione non è frutto di abbandono volontario, bensì di pratiche istituzionali che espellono sistematicamente questi studenti. Come sostiene Luma Nogueira de Andrade (2012), gli studenti trans sono sottoposti a una “pedagogia del dolore”, un processo in cui le scuole, in quanto istituzioni disciplinari, impongono conformità tramite violenza simbolica e materiale. Pratiche comuni includono il rifiuto di usare il nome scelto, negare l’accesso ai bagni corrispondenti al genere, escludere le esperienze trans dai programmi scolastici e punire le espressioni dell’identità di genere. Andrade identifica otto fattori chiave che contribuiscono a questo ambiente, come la mancanza di formazione degli insegnanti sulla diversità di genere, l’applicazione di norme eteronormative e le barriere alla piena partecipazione alla vita scolastica. Queste condizioni creano un ambiente ostile che rende impossibile la frequenza continuativa, costringendo gli studenti trans a uscire da un processo simile a un’espulsione non ufficiale.

Le donne transgender in Brasile sono spesso escluse dagli ambienti familiari e scolastici fin dalla giovane età, innescando un ciclo di vulnerabilità sistemica caratterizzato da interruzione scolastica, mancanza di supporto finanziario e isolamento sociale. Questa esclusione precoce le spinge frequentemente a situazioni di sopravvivenza come la vita da senzatetto e il lavoro sessuale, specialmente data la barriera strutturale nell’accesso al mercato formale del lavoro. Senza un’istruzione formale e in assenza di pratiche di assunzione inclusive, molte donne trans, particolarmente quelle povere, nere ed espulse dalla famiglia, faticano a ottenere un impiego stabile, trovando spesso nella prostituzione l’unica via di sostentamento (Aquino, Nogueira & Cabral, 2017). Le loro esperienze lavorative sono spesso segnate dalla paura, vigilanza costante e dalla pressione di “dimostrare” il proprio valore in ambienti in cui la transfobia è latente o esplicita. Marinho e Silva de Almeida descrivono questa realtà come una “campo minato”, dove la minaccia di umiliazione o violenza è sempre presente. Di conseguenza, anche coloro che riescono a inserirsi nel mercato formale rimangono in posizioni precarie e subordinate, dovendo negoziare il riconoscimento e il rispetto di base in spazi che raramente garantiscono i loro diritti.

Di fronte a forme intersezionali di esclusione, le donne trans brasiliane sono significativamente più vulnerabili alla tratta di esseri umani, in particolare per scopi di sfruttamento sessuale. Secondo l’United Nations Office on Drugs and Crime (UNODC), il 74% degli individui transgender trafficate tra il 2017 e il 2020 sono state vittime di sfruttamento sessuale, uno schema legato alla discriminazione sistemica, esclusione dal mercato del lavoro e esperienze migratorie precarie. La marginalizzazione delle persone trans crea una condizione strutturale in cui la prostituzione diventa una delle poche strategie di sopravvivenza accessibili. Lo studio Transatlantic Journeys mostra che molte donne trans brasiliane migrano in Europa, in particolare in Italia, in cerca di sicurezza e opportunità economiche, ma incontrano un “doppio stigma” come migranti irregolari e sex worker trans (Piscitelli, 2008; Teixeira, 2008). Queste donne spesso ignorano i propri diritti o le protezioni legali, restando vulnerabili a pratiche di reclutamento ingannevoli, sfruttamento e repressione statale. Come sottolinea l’UNODC (2022), la tratta non riguarda solo la forza, ma anche la vulnerabilità prodotta da profonde disuguaglianze sociali – particolarmente quelle modellate da identità di genere, razza e classe. La migrazione diventa quindi sia una forma di fuga sia un nuovo terreno di rischio, dove supporto e sfruttamento coesistono frequentemente.
Conclusione

Le donne trans brasiliane possono essere considerate idonee allo status di rifugiate ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951 e del Protocollo del 1967, in quanto appartenenti a un particolare gruppo sociale che subisce violazioni sistematiche dei diritti umani – come la transfobia, l’esclusione dall’istruzione, dalla sanità e dal mercato del lavoro, e una maggiore vulnerabilità alla violenza e alla tratta di esseri umani. Queste violazioni possono costituire persecuzione, almeno per quanto riguarda l’elemento oggettivo dell’analisi della richiesta d’asilo. Sebbene i quadri giuridici come il Sistema Comune Europeo di Asilo (CEAS) prevedano teoricamente meccanismi di riconoscimento e protezione in paesi come l’Italia, ostacoli quali la mancanza di informazioni, traumi e stigma sociale spesso impediscono alle donne trans di accedere a questi diritti. Pertanto, riconoscere l’estrema marginalizzazione di questo gruppo è fondamentale non solo per la loro protezione legale, ma anche per promuovere la loro visibilità e inclusione nei dibattiti accademici e politici.






venerdì 12 settembre 2025

Charlie Kirk diceva che le morti causate dalle armi sono accettabili e che le persone di razza nera stavano meglio quando erano schiave

Negli Stati Uniti, la polizia e gli agenti federali cercano l'uomo armato che ha ucciso l'attivista conservatore Charlie Kirk , durante una presentazione all'Università dello Stato dell'Utah.

Le autorità hanno arrestato due persone dopo l'attentato, ma poi le hanno rilasciate.
Charlie Kirk aveva 31 anni ed è diventato famoso negli Stati Uniti per aver fondato l'organizzazione conservatrice Turning Point USA, influente nelle università e nelle scuole di tutto il Paese. Alleato di Donald Trump, ha contribuito a costruire la base elettorale del presidente repubblicano tra gli elettori più giovani.

Fu colpito mentre rispondeva a domande sulla violenza armata durante una presentazione all'università. La conferma della morte è stata data dallo stesso presidente degli Stati Uniti sul suo social network.

In seguito, Trump ha pubblicato un video in cui diceva di essere pieno di dolore e rabbia per l'omicidio dell'attivista conservatore. “Charlie ha ispirato milioni di persone e questa sera tutti coloro che lo conoscevano e lo amavano sono uniti nello shock e nell'orrore”, ha scritto Trump. Il repubblicano ha promesso di reprimere quello che ha definito violenza política.

Invece di unire gli americani, Donald Trump è riuscito solo a pronunciare uno dei discorsi più divisivi e vergognosi mai tenuti da un presidente dopo la morte di qualcuno. Ha disonorato il nome di Charlie Kirk trasformando la sua scomparsa in un grido di battaglia per diffamare i democratici. Da notare come non abbia mostrato alcuna indignazione quando gli estremisti di estrema destra hanno assassinato la legislatrice del Minnesota Melissa Hortman e suo marito.

Il deputato Thomas Massie, membro del MAGA, invita Donald Trump a moderare i toni della sua retorica dopo l'assassinio di Charlie Kirk. "C'è molta retorica. E il presidente stesso la usa... probabilmente dovrebbe moderarla." Parole potenti.


L'ex candidata democratica sconfitta alle presidenziali del 2024, Kamala Harris, ha reagito all'omicidio affermando che “la violenza politica non ha posto in America”.

Allo stesso modo, l'ex presidente Joe Biden ha chiesto che questo tipo di violenza “cessi immediatamente”, in sintonia con altre figure della sinistra, tra cui Barack Obama, Bernie Sanders e il governatore della California, Gavin Newsom.

Charlie Kirk ha contribuito all'ideologia del MAGA, lo slogan di Trump. Rendere di nuovo grande l'America. È stato ampiamente criticato per alcune dichiarazioni considerate razziste e omofobe.

È stato persino temporaneamente bannato da X, allora Twitter, nel 2020 per disinformazione sulla pandemia di COVID-19. Ha inoltre attaccato attivisti come il pastore Martin Luther King, rispettato in tutto il mondo per la sua lotta per i diritti civili, affermando che fosse «un mito creato e completamente fuori controllo».
Kirk sosteneva la violenza armata. Non gli importava se qualcuno avesse perso la vita a causa della violenza armata, se questo significava rispettare il Secondo Emendamento. Una follia. Era d'accordo che la gente morisse. Non si è limitato a difendere il diritto alle armi. Negli anni ha costruito una narrazione tossica, spietata, fascista, disumana.

- "L'aborto va vietato. Se mia figlia di dieci anni venisse violentata dovrebbe partorire" un eventuale figlio concepito nello stupro.

- Che le donne nere, tra cui Michelle Obama, non hanno le capacità cerebrali per essere prese sul serio” e dunque “hanno rubato il posto a una donna bianca”. Quando vedo un pilota nero su un aereo mi chiedo se è qualificato". "Dovrebbe essere legale bruciare una bandiera arcobaleno o di "Black Lives Matter" in pubblico".

- Che i neri stavano meglio quando erano schiavi, prima degli anni ’40, perché “commettevano meno crimini”.

- Che la legge perfetta di Dio dice che le persone gay “andrebbero lapidate a morte.


- "Un uomo che si identifica come trans sta vestendo una maschera da donna esattamente come io potrei vestire una maschera da nero. E sta facendo qualcosa di malvagio, non importa che nella sua testa lui pensi di star facendo una cosa buona: anche i nazisti lo pensavano".

- Che i bambini dovrebbero assistere alle esecuzioni pubbliche.

- Che i palestinesi non stanno soffrendo la fame.

Charlie Kirk, era un nazionalista cristiano, razzista, omofobo, sostenitore del genocidio di Gaza, contrário ai diritti delle donne e contrário all'aborto per le ragazze violentate. Un vero e proprio esempio dell'estrema destra mondiale, " Dio, Patria e Famiglia"

Sebbene io provi empatia per i suoi figli innocenti che non hanno scelto di avere un padre così cattivo, ed io non auguro la morte a nessuno, che sia chiaro, però, quando sei pieno di così tanta energia negativa e odio, attirerai determinate circostanze, punto.

Come chiunque altro, non voglio vedere le minoranze perseguitate, ma non voglio nemmeno vedere uccisi quelli con cui non sono d'accordo. Non serve a nessuno. Anzi, peggiora solo le cose.

“Il mondo MAGA, attualmente la fazione più estrema (e la più allineata ideologicamente agli istinti di Trump)”, è eterogeneo per visioni e obiettivi, “conservatori religiosi, sia protestanti evangelici sia cattolici conservatori, tradizionali antifederalisti che si oppongono alle istituzioni federali con influenza culturale, e antiliberali che vedono in Trump l’occasione per attuare una rivoluzione reazionaria”. Questo movimento ha sviluppato un proprio ecosistema, con think tank come la America First Foundation e il Claremont Institute, e guarda a intellettuali come Patrick Deneen, Adrian Vermeule e Stephen Wolfe per articolare le proprie fondamenta intellettuali.

Charlie Kirk aveva detto "le morti per arma da fuoco sono il prezzo che paghiamo per la libertà in America" 

Non dimentichiamoci che Kirk fu vittima dell'odio che seminava e delle politiche che difendeva.

sabato 8 marzo 2014

A proposito dell'8 marzo


1857
L'8 marzo centinaia di operaie tessili di New York scioperano contro i bassi salari, il lungo orario di lavoro, il lavoro minorile e le inumane condizioni di lavoro. Lo sciopero fu represso con la forza e, presumibilmente, finì con un violento scontro con la polizia.

1859
Le operaie tessili di New York si costituiscono in sindacato per tentare di migliorare le condizioni di lavoro.

1860
Sciopero delle lavoratrici del New England delle industrie calzaturiere.

1889
Il Congresso di Parigi della Seconda Internazionale accoglie il principio del diritto delle donne al lavoro ed alla retribuzione pari a quella degli uomini.

1891
Il programma di Erfurt della socialdemocrazia tedesca afferma l'eguaglianza completa tra uomini e donne.

1903
Nasce negli Stati Uniti la Women's Trade Union League, formata soprattutto da sindacaliste, che assieme alla campagna per il diritto al voto aiutano le donne ad organizzarsi per una paga migliore e per il loro benessere economico e politico.
Regno Unito: inizia il movimento militante delle 'suffragette' guidato da Emmeline Pankhurst, leader della Women's Social and Political Union. Il movimento si oppone a quello americano, più moderato, delle 'suffragiste', nato nel 1848.
Australia: primo paese in cui le donne ottengono la piena parità con gli uomini nel voto politico.

1907
Lo sciopero dell'8 marzo viene ricordato in tutti gli Stati Uniti con la richiesta di una giornata lavorativa di 10 ore.

1908
L'8 marzo sfilano a New York le lavoratrici delle sartorie sia per il diritto al voto sia contro il lavoro minorile.

1909
28 febbraio. Primo Giornata Nazionale delle Donne in tutti gli Stati Uniti.
Le operaie tessili di New York (al Triangle Shirtwaist Company) cominciano un nuovo sciopero scegliendo come data d'inizio proprio l'8 marzo per ricordare la lotta del 1857. Comincia il 22 novembre la cosiddetta "Rivolta delle ventimila" o "Grande Rivolta". Lo sciopero, dopo una violenta repressione della polizia ed una serie di accordi, terminerà il 24 dicembre 1910 con il "Protocollo di Pace" che riconosceva il diritto a regole per l'orario ed il salario".
Sino al 1913 la Giornata viene celebrata l'ultima domenica del Mese di Febbraio, in modo da non perdere una giornata lavorativa.

1910
Alla Conferenza delle Donne della Internazionale Socialista (100 donne di 17 paesi) a Copenaghen, Clara Zetkin, leader socialista tedesca e direttrice del giornale socialdemocratico tedesco Gleichheit, propone che l'8 marzo sia osservato, ogni anno, come la Giornata Internazionale delle Donne.
Le donne richiedono il diritto universale al voto (e non solo in base al censo, come richiedeva il movimento delle suffragette inglesi.
Vengono richieste inoltre le indennità per la maternità anche per le madri non sposate e ci si oppone al lavoro notturno.

1911
19 marzo, in memoria della repressione prussiana del 1848, un milione di donne sfila in Svizzera, Austria, Danimarca e Germania, chiedendo il diritto al voto, la fine della discriminazione sessuale per le cariche pubbliche ed il diritto alla formazione professionale.
25 marzo, un incendio agli ultimi piani della Triangle Shirtwaist Company a New York uccide 146 donne, la maggioranza giovani, ebree ed italiane. Le terribili condizioni di lavoro furono la causa della morte delle lavoratrici. Esse infatti erano chiuse a chiave nelle loro fabbrica. Il fatto portò alla riforma della legislazione del lavoro negli Stati Uniti.
Centomila persone partecipano a New York, sulla Broadway, ai funerali delle vittime.

1913
Manifestazione delle donne a San Pietroburgo contro la guerra

1914
8 marzo, manifestazioni delle donne per la pace in tutta Europa.

1917
San Pietroburgo, manifestazione delle donne contro la guerra, note come "pane e pace". La protesta sarà alla radice della Rivoluzione di febbraio che condurrà all'abdicazione dello Zar Nicola II. Il governo provvisorio concede alle donne il diritto di voto.

1918
Germania: le donne ottengono la piena parità con gli uomini nel voto politico

1920
Stati Uniti: le donne ottengono, a livello federale, la piena parità con gli uomini nel voto politico.

1922
Con l'aiuto di Clara Zetkin Lenin stabilisce che la Giornata Internazionale delle Donne sia una festività comunista.

1928
Regno Unito: tutte le donne inglesi ottengono la piena parità con gli uomini nel voto politico (il diritto alle donne oltre i 30 anni era stato ottenuto nel 1918)

1945
Francia: le donne ottengono la piena parità con gli uomini nel voto politico.

1945
Italia: le donne ottengono la piena parità con gli uomini nel voto politico.

1975
ONU: anno internazionale delle donne. Viene indetto inoltre il Decennio delle donne (1975-1985). Prima conferenza mondiale sulla condizione della donna a Città del Messico.

1977
ONU: Risoluzione 32/142 della Assemblea generale delle Nazioni Unite (16 dicembre) che invita gli Stati membri, nel rispetto delle loro tradizioni storiche e nazionali ad indire una Giornata delle Nazioni Unite dei Diritti delle Donne e della Pace Internazionale "per ricordare il fatto che la sicurezza della pace ed il pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali hanno bisogno della partecipazione attiva, dell'eguaglianza e dello sviluppo delle donne". Molte nazioni scelgono l'8 marzo.
L'UNESCO proclama l'8 marzo Giornata Internazionale della Donna.

venerdì 22 novembre 2013

VARIABILI UMANE, uno spettacolo della Atopos Compagnia Teatrale. Un viaggio nei meandri del genere, dell'amore e della sessualità.


Premio Tuttoteatro.com alle Arti Sceniche "Dante cappelletti" 2010
VARIABILI UMANE
progetto e regia di Marcela Serli
drammaturgia Marcela Serli e Davide Tolu
da un'idea di Irene Serini

con Gabriella Basso Ricci, Cesare Benedetti, Noemi Bresciani, Alessio Claciolari, Laura Caruso, Marco Caserta, Gianluca Di Lauro, Andrea Forzani, Hervé Guerrisi, Giulia Lunaspina, Matteo Manetti, Antonia Monopoli, Maxine Na'vi, Sheina Pecchini, Marta Pizzigallo, Gaia Saitta, Beatrice Schiros, Irene Serini

Compagnia Atopos

"Abbiamo infranto la legge dell'uomo
Donne non femmine, uomini non maschi
Madri senza utero, padri senza seme
E poi tutti gli altri, sia in scena che fuori
Guardami
Cosa devo fare per farmi amare?"

Video realizzato da Alberto Sansone.

Fino a domenica pomeriggio al teatro Ringhiera di Milano
Da giovedì 21 a domenica 24 novembre
Da giovedì a sabato ore 20.45
Domenica ore 16


venerdì 15 marzo 2013

Brasile elegge membro del Congresso un pastore evangelico razzista, anti-gay, a capo del comitato dei diritti umani

I brasiliani hanno appreso una brutta notizia, settimana scorsa. Giovedi (7), il Pastore Marco Feliciano (PSC-SP) è stato eletto presidente della Commissione dei Diritti Umani della Camera dei Deputati. Il processo si è verificato in una sessione a porte chiuse per evitare che i rappresentanti delle organizzazioni che rappresentano i gruppi come le donne, i neri e gli omosessuali non causassero tumulto. Il voto era già stato cancellato una volta a causa del volume elevato di manifestazioni popolari che si opponevano alla candidatura di Feliciano relativo al fatto che è un uomo accusato di essere razzista, misogino, omofobo truffatore e non poteva stare di fronte a una commissione la cui funzione è quella di difendere il diritto delle minoranze.


Marco Feliciano appartiene al PSC, un partito di estrema destra che 'sostenitori della terapia di 'cura gay e si oppone alle leggi di uguaglianza e anti-discriminazione. un partito cristiano, le sue affermazione stanno causando grande scalpore, commenti fatti su Twitter, come l'affermazione che 'Gli africani discendono da antenati maledetti da Noè'.
Feliciano ha commentato, nel 2011, che non era razzista ed è stato una interpretazione della Bibbia. 'Il caso del continente africano è sui generis: quasi tutti i culti satanici, voodoo, sono di lì. Queste malattie, come l'AIDS, sono tutti in Africa ', ha detto.
Per quanto riguarda le affermazioni considerate omofobiche di Feliciano come 'l'AIDS è il cancro dei gay' e 'il marciume dei sentimenti omosessuali portano all'odio, la criminalità e il rifiuto,' il Pastore dice che la pratica è 'veramente proibita nella Bibbia '. Le citazioni Romani 1:19-29, Genesi 2:18-24 e Levitico 18:22 d'accordo con Feliciano

Il deputato ha avuto 11 voti in una sessione senza la presenza di manifestanti, ma con molte discussioni. Sei deputati non hanno votato, una reazione contro la sua scelta.

Il deputato Domingos Dutra, del partito PT del Stato del Maranhão, si è dimesso da presidente e non ha portato alla elezione di un nuovo presidente per protestare contro il divieto di ingresso di rappresentanti dei movimenti sociali.

Il deputato e Pastore Marco Feliciano risponde al processo alla Corte Suprema per appropriazione indebita. Egli è accusato di aver ricevuto 13.000 $ Mil per condurre un culto religioso a Rio Grande do Sul, senza essere alla fine andato li.

Indignati, migliaia di persone sono scese in piazza durante il fine settimana in varie città del Brasile per protestare contro il risultato.








Chiese cristiane tradizionali emettono una  nota ripudiando l'elezione di Marco Feliciano

La fama di omofobo e razzista di Marco Feliciano (PSC-SP) ha fatto che dal Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane del Brasile (Conic) chiedono le dimissioni del pastore dalla carica di presidente del Consiglio per i diritti umani e le minoranze (CDHM).

Formata dalle chiese cattolica romana, Chiesa anglicana episcopale del Brasile, Confessione Evangelica Luterana in Brasile, siro-ortodossi di Antiochia e United Presbyterian, l'entità espressa, in una dichiarazione di Domenica, 10, il suo ripudio dalle dichiarazioni del sig  pastore:

'Considerando il corollario della nostra missione alla luce dei valori che lo hanno ispirato, e dimostrazioni di vari segmenti della società brasiliana, esprimere il nostro sdegno per il processo che ha portato alla scelta del signor Marco Feliciano (PSC), che, nelle loro dichiarazioni pubbliche , contenuto verbale e scritta discriminatorie, razzista e pregiudizi nei confronti delle minoranze, che risponde ai processi che procedono attraverso la Corte Suprema '. 

Le minoranze sono quei settori della società che non hanno accesso a tutti i diritti garantiti dalla legge e, pertanto, hanno necessità di leggi specifiche per la loro protezione. Le minoranze non sono necessariamente piccoli gruppi di persone.

La Commissione dei Diritti Umani della Camera dei Deputati è responsabile di “ricevere, valutare e indagare sulle denunce di violazioni dei diritti umani', secondo il sito web della istituzione. E come  fa una persona che non crede che le minoranze meritino questi diritti,  presieda questo comitato?

E nelle sue mani 'discutere e votare sulle proposte legislative relative a queste tematiche, supervisionare e controllare l'attuazione dei programmi di governo del settore, collaborando con organismi non governativi, la ricerca condotta e studi sulla situazione dei diritti umani in Brasile e nel mondo ' . E che cosa sappiamo di lui?

Sappiamo che è una persona che, in primo luogo, non crede in uno Stato laico - uno stato separato dalla religione, qualunque essa sia. E questo rende le religioni con convinzioni diverse dalle sue non siano rispettate - 'Tra i miei nemici in rete (sic), ci sono : satanisti, omosessuali, macumbeiros ...'. Le religioni di origine africana hanno sofferto con i loro progetti di legge .

Sappiamo anche che egli crede che i neri soffrono perché se lo meritano, poiché c'e una maledizione di Noè sopra l'Africa - 'maledizione di Noè a Canaan (il nipote) tocca i suoi discendenti diretti, gli africani' e 'Africani discendono dal ancestrale maledetto da Noè . Questo è un fatto. ' Nel mondo - e la sua parola - è un fatto che, pero non esiste prova o informazione di una cosa del genere, vero?

Lui dice anche che l'AIDS è una malattia omosessuale - si può ascoltare la frase e molte altre assurdità in questo video qui - e che il responsabile per l'omofobia è il sentimento gay, che è marcio - 'Il marciume dei sentimenti omoaffettivi portano (sic) l'odio, la criminalità, il rifiuto. ' Io non capisco come una malattia che colpisce chiunque possa essere una malattia gay. E anche non capisco come l'amore può essere qualcosa di marcio. Hai capito?

Inoltre, egli è contro l'aborto, che interferisce con i diritti riproduttivi delle donne e dovrebbero essere decise da essa, e da nessun altro. E uno dei suoi idoli è Jair Bolsonaro, noto per le sue dichiarazioni controverse, le opinioni non supportate e la lotta contro le minoranze.

Tutte queste linee possono essere viste in video su Internet o in messaggi su Twitter. Non è intrigo della opposizione, non e dittatura gay o lotta contro una religione specifica. Si combatte per tutti e per avere lo stesso diritto, che possono andare e venire, prendere decisioni sul proprio corpo secondo i loro costumi e credere a quello che si adatta meglio nella vostra vita.

Non è necessario far parte delle minoranze per combattere per loro, non dovette smettere di credere nella religione e notare quelli che usano le parole considerate sacre a proprio vantaggio, e per lottare per la parità dei diritti hai bisogno di aver empatia. Ed è abbastanza facile da intuire che Marco Feliciano queste doti non le ha.


 Famosos criticano il pastor nella Commissione per i diritti umani.

La condutrice Xuxa, della tv Globo ha detto sulla sua pagina ufficiale di Facebook scrive che Marco Feliciano non poteva essere presidente della Commissione per i diritti umani. 'Non può avere questo spazio da utilizzare, per denigrare l'essere umano.' Il commento è stato condiviso da molti fan e ha vinto lo spazio nelle reti sociali. Con l'atteggiamento globale, altri famosi criticarano la nomina del religioso.
 
Luciano Huck, presentatore: 'Se il conclave papale seguendo la logica del Congresso brasiliano di eleggere i suoi presidenti di commissione, è probabile che (Mahmoud) Ahmadinejad (presidente dell'Iran) diventi Papa

'Gaby Amarantos, cantante:'. Ho letto alcune dichiarazioni di questo Pastore Feliciano e mi viene difficile credere che ci siano persone che pensano in questo modo, egli dice che essere nero è sfortuna, solo un esempio. Scusa amore, ma io sono così disgustata da questa situazione che un pastore omofobo e razzista presieda la Commissione dei diritti dell'uomo... La questione va oltre la religione, si tratta di rivedere un sacco di cose in questo paese # ForaFeliciano 'Amatevi l'un l'altro' semplice

'Aguinaldo Silva, autore di romanzi e scrittore:' Io non voglio condannare nessuno. Ma so che ci sono evangelici molto più in grado di occupare la posizione data al pastore Marcos Feliciano. Il problema del pastore Marcos Feliciano non essendo egli evangelico: ma è quello di avere opinioni che si scontrano con la commissione che lui deve occupare dei diritti umani.

 Sembra che la classe politica agendo in questo modo, andando contro mano del politicamente corretto, si sta vendicando su qualcuno, in questo caso, su coloro che lottano per le cause sociali in Brasile. Ma non del tutto. Parlare di diritti umani in Brasile in questo momento e raccoglie inimicizia con molte persone ignare, ignoranti e depoliticizzate che spesso sostengono apertamente il ritorno di pratiche sociali e politiche del Medioevo. E in questo caso non è solo il cittadino privo di lettura del mondo, no. Quotidianamente  si vedono giornalisti, politici, sacerdoti, insegnanti e formatori di opinioni, conclamare pubblicamente a tutti, idee reazionarie, per difendere il triste ritorno al passato.

Purtroppo, vedo l'estinzione definitiva della politica dei diritti umani e di tutte le altre garanzie che abbiamo conquistato 'di recente. Questi idioti sembrano ignorare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la lotta dell'umanità contro i deliri di Hitler e la sua cricca nei campi di sterminio. Inutile parlare qui delle molte prediche,delle assurdità delle bugie 'insegnate' nelle chiese del Brasile e del mondo, l'accettazione da parte dei fedeli, senza alcuna discussione o riflessione di ciò che si sente.

 Purtroppo, questo pastore evangelico e idiota, accusato di omofobia, l'intolleranza, razzismo e frode fa parte del modo di pensare della società non solo brasiliana, ma mondiale e così rimarrà sulla sua posizione come  tanti altri scelti e benedetti dalla religione. In questa logica, torturatori sono onorati con titoli meritevoli. E tutti noi rimaniamo in silenzio di fronte a questo scempio della democrazia. E accettiamo.

 Vanessa Mazza.
Fonte: http://noticias.uol.com.br/politica/ultimas-noticias/2013/03/07/comissao-de-direitos-humanos-elege-pastor-polemico-como-presidente.htm

http://midiacon.com.br/materia.asp?id_canal=10&id=55253 

http://www.youtube.com/watch?v=PTqQczynQ78http://www.youtube.com/watch?v=PTqQczynQ78

http://g1.globo.com/ceara/noticia/2013/03/camara-de-fortaleza-aprova-acao-de-repudio-contra-marco-feliciano.html


http://www.paraiba.com.br/2013/03/13/53663-direitos-humanos-da-oab-pb-chama-feliciano-de-facista-e-reclama-vai-causar-fratura-enorme-em-trabalho-de-anos

http://www.ibahia.com/detalhe/noticia/top-10-ibahia-lista-10-frases-polemicas-do-pastor-marco-feliciano/?cHash=8c26d017add4a8ed6de151bf42a92b10

 http://g1.globo.com/sp/ribeirao-preto-franca/noticia/2013/03/apos-protestos-em-franca-deputado-marco-feliciano-retira-agenda-do-site.html

http://correiodobrasil.com.br/ultimas/manifestacao-contra-feliciano-em-paris/589912/

giovedì 7 febbraio 2013

06 febbraio 2013. Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili

Si è celebrata ieri la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili. Una violazione feroce della dignità e del corpo, da una tradizione becera. Ogni paese ha le sue tradizioni e spesso, dietro questa frase, si difendono usi e costumi che sono violenti, ingiusti e inutili. Non perché una tradizione è una tradizione può essere difesa sempre e comunque. Le mutilazioni genitali è la più becera, tradizione contro le donne.

giovedì 28 giugno 2012

La Bibbia: Uno sguardo a uno dei dieci comandamenti di Dio. 5- NON UCCIDERE.

5- NON UCCIDERE. (Libro dell'Esodo 20,13)
La vita è il dono più prezioso che il Signore ha dato all’uomo.

Solo Dio ha il potere sulla vita e sulla morte. Uccidere è una mancanza di giustizia e di amore, sia nei riguardi del Padre che ama le sue creature, sia nei riguardi delle creature che sono amate dal Padre.



Dice il Signore: “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato” (Libro del profeta Geremia 1,5); declama il Salmo 138: “Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno” (Salmo 138,15-16);

“SU QUESTO PASSAGGIO C’E TANTO DA DIRE, MA LASCIO A VOI, IL GIUDIZIO ALLA FINE.”

Questo sondaggio sorprendente che vi pubblico è stato fatto da un blogger americano Steve Wells, direttore di Skeptic's Annotated Bible. http://skepticsannotatedbible.com/

Chi dice che i conti non sono del tutto precise, poiché non si può contare quanti sono i morti nel diluvio, o in Sodoma , Gomorra, e in innumerevoli altri massacri.

. Prendiamo in considerazione solo i numeri che vengono citati nella Bibbia.

dopo il versetto, i conti: a sinistra il numero delle vittime su la destra la somma totale (in grassetto):

Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro, e diventò una statua di sale. (Gen 19,26) 1 - 1

Ma Er, primogenito di Giuda, era perverso agli occhi dell’Eterno, e l’Eterno lo fece morire. (Gen 38,7) 1 - 2

Ciò ch’egli faceva dispiacque all’Eterno, il quale fece morire anche lui. (Gen 38,10) 1 - 3

Per adorare il vitello d'oro (ad esempio 32, 27-28) 3000 - 3003

per la bestemmia (Lev. 24, 10-23) 1 - 3004

Con la raccolta di legna in giorno di sabato (Num. 15, 32-36) 1 - 3005

Or Kore, Dathan e Abiram , e tutte le loro famiglie (Num. 16, 27) +12 3019

Bruciati vive por aver offerto incenso (Num 16,35) 250 - 3269

per aver questionato (Num. 16, 49) 14700 - 17969
Or Israele era stanziato a Sittim, e il popolo cominciò a darsi alla impurità con le figliuole di Moab (Num. 25,9) 24.000 - 41.969

massacro di Mandian (Num 31, 1-35) 90000 - 131 969

Acòr e la sua famiglia (Giosuè 7, 24-26) +5- 131.974

L’attacco ad Ai (Giosuè 8, 1-25) 12000 - 143974

Farisei e i Cananei (Giudici 1,4) 10000 - 153974

Ehud uccide in nome di Dio (Giudici 3, 15-22) 1 - 153 975

Moabiti (jz.3, 28 - 29) 10000 - 163975

Madianiti costretti a uccidersi a vicenda (Gdc 7, 2-22), 120 000 283 975

Lo spirito del Signore viene a Sansone (Giudici 14: 19) 30 - 284 005

Ancora una volta Samsone se riempi di spirito santo (Giudici 15, 14-15), 1000 285 005

Dio aiuta Samson a uccidere (Giudici 16, 27-30), 3000 288 005

Altre Beniamina (Gdc 20, 44-46), 25 000 338 105

perché avevano portato gli sguardi sull’arca dell’Eterno (1Sam. 6, 19), 50 070 388 175

Filistei (1Sam. 14, 12) 20 - 388 195

Samuel uccide Agag (ordine di Dio) (1Sam 15, 32-337) 1 - 388.196

Dio colpi Nabal (1Sam. 35, 28) 1 - 388197

Uzza per cercare di impedire che l'arca cadesse per terra.(2 Sam.6 :6-7) 1 - 388.198

David figlio, ancora bambino (2 Sam.12 :14-18) 1 - 388,199

Sete figli Saul impiccato davanti al Signore (2 Sam.21 :6-9) 7 - 388 206

Punizione dal censimento di Davide (2 Sam.24: 13) 70000 - 458 206

Un profeta por credere nella bugia di un altro profeta (1rs.13: 1 - 24) 1 - 458.207

Dio consegna i siriani (1rs. 20:28-29) -100 000 558 207

Dio fa cadere un muro sopra i soldati siriani (1rs. 20:30) 27000 - 585207

Dio invia un leone per uccidere un uomo per non uccidere un profeta (20:35-36 1RS.) 1 -585.208

102, Bracciati vivo da Dio (1:9-12 2RS.) - 585 311

Dio invia due orsi a uccidere 42 bambini (2rs. 2:23-24) 42 - 585 343

Morto per non aver creduto in Elias (2rs. 7:17-20) 1 - 585.344

Jezebel (9,33-37 2RS.) 1 - 585.355

Dio invia alcuni leoni ad uccidere alcuni stranieri (2rs. 17:25-26) +3- 585.358

Assiri (2rs. 19:35,) -185 000 770 358

Saul (1cr. 10, 14) 1 - 770.359

Dio libera Israele nelle mani di Giuda (13:15-17 2CR.) 500000 - 1270359

Jeroboam (13:20 2CR. ) 10 - 1270360

Il Signore ha dato gli etiopi (2cr. 14:9-14) 1000000, 2270360

Ierocam (2cr. 21:14-19) 1 - 2270361

La moglie di Ezechiele (Ez 24 :15-18) 1 - 2270362

Anania e sua moglie (Atti 5:1-10) 2 - 2270364

Erode (Atti 12:23) 1 - 2.270.365

Con questo, il conteggio adesso è in due milioni, 270 mila, trecento sessantacinque morti, tutti causati o ordinata da Dio.

Vale sottolineare ancora una volta che questo numero, anche se grandi, è solo una piccola percentuale di quello che sarebbero stati commessi da Dio, poiché non c’e alcun modo per calcolare in quanti sono state morte nel diluvio, in Sodoma, o le crociate! È tutti gli altri massacri di persone i cui numeri non sono stati divulgati nella Bibbia.

sono qui elencati solamente fatti avvenuti per ordine o con partecipazione diretta delle autorità ecclesiastiche, oppure azioni commesse in nome e per conto della cristianità. Come è ovvio, la lista non ha pretese di completezza.

Ebri di templi distrutti: il santuario di Esculapio nell'Egea, il tempio di Afrodite a Golgota, i templi di Afaca nel Libano, il santuario di Eliopoli.
Sacerdoti cristiani, come Marco di Aretusa o Cirillo di Eliopoli, vennero persino celebrati come benemeriti "distruttori di templi". (DA 468)
Dall'anno 356 venne sancita la pena di morte per chi praticava i riti pagani (DA 468)
L'imperatore cristiano Teodosio (408-450) fece giustiziare perfino dei bambini per aver giocato coi resti delle statue pagane. (DA 469) Eppure, stando al giudizio di cronisti cristiani, Teodosio "ottemperava coscienziosamente ad ogni cristiano insegnamento".
Nel VI secolo, si finì per dichiarare fuorilegge i fedeli pagani
All'inizio del quarto secolo, per sobillazione di sacerdoti cristiani, fu giustiziato il filosofo politeista Sopatro. (DA 466)
Nel 415, la celeberrima scienziata e filosofa Ipazia di Alessandria venne letteralmente squartata da una plebaglia guidata e aizzata da un predicatore di nome Pietro, e i suoi resti dispersi in un letamaio. (DO 19-25)

Missioni di evangelizzazione
Nel 782, Carlo Magno fece tagliare la testa a 4500 Sassoni che non volevano farsi convertire al cristianesimo. (DO 30)
I contadini di Steding, nella Germania settentrionale, ribellatisi per non poter più sopportare l'esosa pressione fiscale, vengono massacrati il 27 maggio 1234 da un esercito crociato, e le loro fattorie occupate da devoti cattolici. Vi persero la vita tra 5000 e 11.000 uomini, donne e bambini. (WW 223)
Assedio di Belgrado nel 1456: nell'espugnazione della città vennero uccisi non meno di 80.000 musulmani. (DO 235)
XV secolo in Polonia: ordini cavallereschi cristiani saccheggiano 1019 chiese e circa 18.000 villaggi. Quante persone cadessero vittime di tali gesta, non s'è mai certificato. (DO 30)
Secoli XVI e XVII. Truppe inglesi "pacificano e civilizzano" l'Irlanda. Colà vivevano solo dei "selvaggi gaelici", "animali irragionevoli senza alcuna idea di dio o di buone maniere, che addirittura dividevano in comunità di beni il loro bestiame, le loro donne, bambini e altri averi." - Uno dei più importanti condottieri, certo Humphrey Gilbert, fratellastro di Sir Walter Raleigh, fece "staccare dai corpi le teste di tutti quelli (chiunque fossero) che erano stati uccisi quel giorno, facendoli spargere dappertutto lungo la strada." - Questo tentativo di civilizzare gli Irlandesi causò poi effettivamente "grande sgomento nel popolo, quando videro sparse sul terreno le teste dei loro padri, fratelli, bambini, parenti e amici" ("greate terrour to the people when they sawe the heddes of their dedde fathers, brothers, children, kinsfolke, and freinds on the grounde.")
Decine di migliaia di Irlandesi gaelici caddero vittime di quel bagno di sangue. (SH, 99, 225)

Crociate (1095-1291)
L'anno 1095, per ordine del papa Urbano II, ha inizio la Prima Crociata. (WW 11-41)
Tra il 12.6.1096 e il 24.6.1096, nelle stragi avvenute in Ungheria, presso Wieselburg e Semlin, perdono la vita migliaia di persone (tutti cristiani, ivi comprese le schiere crociate). (WW 23)
Dal 9.9. al 16.9.1096, durante l'assedio della città residenziale turca Nikaia, cavalieri francesi cristiani massacrano migliaia di abitanti, facendo a pezzi e bruciando vivi vecchi e bambini. (WW 25-27)
A consimili azioni belliche partecipano, il 26.9.1096, durante la conquista della fortezza di Xerigordon, cavalieri crociati tedeschi.

In complesso, fino al gennaio 1098, vengono espugnate e saccheggiate 40 capitali e 200 fortezze. Non si conosce il numero delle vittime. ( WW 30)
Il 3 giugno 1098 le armate crociate conquistano Antiochia. In quell'assedio vengono uccisi tra 10.000 e 60.000 musulmani. Dalla cronaca di Raimondo di Aguilers, cappellano di campo del conte di Tolosa, si legge: "Sulle piazze si accumulano i cadaveri a tal punto che, per il tremendo fetore, nessuno poteva resistere a restare: non v'era nessuna via, in città, che fosse sgombra di corpi in decomposizione." (WW 33)
Il 28 giugno 1098 furono ammazzati altri centomila turchi musulmani, donne e bambini compresi. Negli accampamenti turchi - narra il cronista cristiano - i crociati trovarono non solamente ricco bottino, tra cui "moltissini libri in cui erano descritti con esecrandi segni i riti blasfemi di turchi e saraceni", ma bensì anche "donne, bambini, lattanti, parte dei quali trafissero subito, e parte schiacciarono sotto gli zoccoli dei loro cavalli, riempiendo i campi di cadaveri orribilmente lacerati." Proprio come il loro Dio comandava! (WW 33-35)

Il 12 dicembre 1098, nella conquista della città di Marra (Maraat an-numan), furono ammazzate altre migliaia di "infedeli". A causa della carestia che ne seguì, "i corpi già maleodoranti dei nemici vennero mangiati dalle schiere cristiane", come testimonia il cronista cristiano Albert Aquensis. (WW 36)
Finalmente, il 15 luglio 1098, venne espugnata Gerusalemme, dove vennero ammazzati più di 60.000 persone, tra ebrei e musulamni, uomini donne e bambini. (WW 37-40)
Da una testimonianza oculare: "e là [davanti al tempio di Salomone ] si svolse una tale mischia cruenta che i cristiani si trascinavano nel sangue dei nemici fino alle nocche dei piedi", tanto che Albert scrive: "Le donne, che avevano cercato scampo negli edifici alti e nei palazzi turriti, furono buttate giù a fil di spada; i bambini, anche i neonati, li tiravano a pedate dal petto delle madri, o li strappavano dalle culle, per poi sbatterli contri i muri o le soglie." (WW 38)

L'arcivescovo Guglielmo di Tiro aggiunge: "Felici, piangenti per l'immensa gioia, i nostri si radunarono quindi dinanzi alla tomba del nostro salvatore Gesù, per rendergli omaggio e offrirgli il loro ringraziamento ... E non fu soltanto lo spettacolo dei cadaveri smembrati, sfigurati, irriconoscibili, a lasciar sbigottito l'osservatore; in realtà, incuteva sgomento anche l'immagine stessa dei vincitori, grondanti di sangue dalla testa ai piedi, sicché l'orrore s'impadroniva di tutti quelli che li incontravano." (WW 39-40, TG 79)
Il cronista cristiano Eckehard di Aura testimonia che, ancora durante l'estate successiva dell'anno 1100, "in tutta la Palestina l'aria era appestata del lezzo dei cadaveri. Di stragi siffatte nessuno aveva mai visto o udito l'uguale tra i pagani..."
Alla resa dei conti, la Prima Crociata era costata la vita ad oltre un milione di persone: "Grazie e lode a Dio!" (WW 41)

Nella battaglia di Ascalon, il 12 agosto 1099, vennero abbattuti 200.000 infedeli "in nome del nostro Signore Gesù Cristo". (WW 45)
Quarta Crociata: il 12 aprile 1204, i crociati mettono a sacco la città (cristiana!) di Costantinopoli. Il numero delle vittime non è stato tramandato. (WW 141-148)
Le restanti crociate in cifre: fino alla caduta di Akkon (1291) si stimano 20 milioni di vittime (solo nella Terrasanta e nelle regioni arabo-turche). (WW 224)

Notabene: Tutti i dati sono secondo i cronisti di parte cristiana.

Eretici e atei
Già nell'anno 385 i primi cristiani vengono giustiziati quali eretici per mano di altri cristiani: così lo spagnolo Priscilliano, insieme con sei dei suoi seguaci, decapitati a Treviri. (DO 26)
Eresia manichea. Tra il 372 e il 444 i Manichei - una setta quasi cristiana, presso i quali si praticava il controllo delle nascite, e che perciò mostravano più senso di responsabilità dei devoti cattolici - vennero totalmente annientati nel corso di diverse grandi campagne sferrate contro di loro in tutto l'Impero romano. Molte migliaia le vittime. (NC)

Nel secolo XIII, gli Albigesi cadono vittime della prima crociata proclamata contro altri cristiani. (DO 29) Questi, noti anche col nome di Catari, si consideravano buoni cristiani, ma non riconoscevano né il papa né il divieto romano-cattolico delle tecniche anticoncezionali, rifiutandosi inoltre di pagare le tasse chiesastiche (NC) Nel 1208, per ordine del papa Innocenzo III - il massimo genocida prima di Hitler - incominciò la crociata contro gli eretici albigesi. La città di Beziérs (nel sud della Francia) venne rasa al suolo il 22 luglio 1209, tutti gli abitanti massacrati, compresi i cattolici, che avevano rifiutato l'estradizione degli eretici. Il numero dei morti viene stimato tra 20.000 e 70.000. (WW 179-181)

Nella stessa crociata, dopo la presa di Carcassonne (15 agosto 1209), caddero ancora migliaia di ribelli, e la stessa sorte toccò a molte altre città. (WW 181)
Nei successivi vent'anni di guerra, tutta la regione fu devastata, quasi tutti i Catari (quasi la metà della popolazione della Linguadoca, nella Francia meridionale) vennero sconfitti, lapidati, annegati, messi al rogo. (WW 183)

Finita la crociata contro gli Albigesi (1229), venne istituita la Santa Inquisizione (1232) al fine di stanare dai loro nascondigli gli eretici sopravvissuti, e di annientarli. L'ultimo dei Catari, Guillaume de Belibaste, fu dato alle fiamme del rogo nel 1324. (WW 183, LM)

Solo tra i Catari, la stima delle vittime si aggira intorno al milione. (WW 183)
Altri gruppi di eretici: Valdesi, Pauliciani, Runcarii o Poveri Lombardi, Giuseppini, e molti altri. La maggior parte di queste sette vennero sgominate; un certo numero di Valdesi esiste tuttora, sebbene siano stati perseguitati per oltre 600 anni. Secondo le mie stime, diverse centinaia di migliaia di vittime non sono calcolate in eccesso (comprese le vittime dell'Inquisizione spagnola, ma escludendo quelle del Nuovo Mondo).

Nel XV secolo, l'inquisitore spagnolo Tomas de Torquemada condanna personalmente a morte sul rogo 10.220 sospettati di eresia. ( DO 28, DZ)
Il predicatore e teologo boemo Jan Hus, per aver criticato il commercio delle indulgenze, viene bruciato nel 1415 a Praga. (LI 475-522)
Nel 1538, a Vienna, il professore universitario B.Hubmaier viene pubblicamente condannato al rogo. ( DO 59)

Il 17 febbraio 1600, dopo una settennale prigionia , il filosofo Giordano Bruno, monaco domenicano processato per eresia, viene bruciato vivo sul rogo eretto in Campo dei Fiori a Roma.
Verso la metà del Seicento, l'ateo Thomas Aikenhead, studente scozzese appena ventenne, viene impiccato per volontà del clero. (HA)

Streghe
Dai primi tempi del cristianesimo fino al 1484 invalse la consuetudine di mandare a morte persone, perlopiù donne, che si credevano dotate di poteri soprannaturali, malefici e stregonici.
Nell'era vera e propria dei processi per stregoneria, dal 1484 al 1750, molte centinaia di migliaia di sospetti o colpevoli di pratiche stregoniche - secondo le stime degli storici - furono condannati a morte sul rogo o in seguito alle torture; percentualmente, i quattro quinti di essi erano donne. (WV)
Un elenco (naturalmente incompleto) di queste vittime, conosciute spesso anche per nome, si trova nell'opera The Burning of Witches - A Chronicle of the Burning Times.

Guerre di religione e Riforma
Secolo XV: guerre crociate contro gli Hussiti, costate la vita a migliaia di seguaci. (DO 30)
Nel 1538 papa Paolo III indice una crociata contro l'Inghilterra, sganciatasi con lo scisma dall'ubbidienza a Roma, dichiarando tutti gli Inglesi schiavi di Roma. Per fortuna, l'impresa fallisce sul nascere. (DO 31)
1568: il tribunale spagnolo dell'Inquisizione decreta l'eliminazione di tre milioni di Olandesi ribelli nei Paesi Bassi, allora sotto il dominio spagnolo. Per cominciare, 5000, o forse 6000 protestanti vennero annegati dalle truppe spagnole della cattolicissima Spagna: "un disastro, di cui i cittadini di Emden vennero a conoscenza quando diverse migliaia di cappelli olandesi a larghe tese scesero galleggiando lungo il fiume." ( DO31, SH 213)

1572: a Parigi, e in altre città francesi, 20.000 protestanti Ugonotti vengono assassinati per ordine del papa Pio V, nell'offensiva nota come notte di S.Bartolomeo. Fino alla metà del secolo successivo, oltre 200.000 profughi Ugonotti dovranno lasciare la Francia. (DO 31)

1574: i cattolici sopprimono il condottiero dei protestanti Gaspard de Coligny. Dopo l'uccisione, la plebaglia ne squarta il cadavere: "gli troncarono la testa, le mani, i genitali (...) gettandoli nel fiume (...) ma poi non gli sembrò neppure degno che diventasse pasto per i pesci, per cui li ritirarono fuori e li portarono sul patibolo di Mantfaucon affinché là servissero da alimento per corvi ed uccelli." (SH 191)

Guerra dei Trent'anni: nel 1631, la città protestante di Magdeburgo viene saccheggiata e rasa al suolo da truppe cattoliche, che massacrano 30.000 protestanti, metà della popolazione. Scrive il poeta e storico tedesco Friedrich Schiller: "In una sola chiesa si trovarono 50 donne decapitate e bambini che ancora succhiavano il latte dal petto delle loro madri senza vita." (SH 191)

1618-1648: la guerra dei Trent'anni, spaccando l'Europa tra cristiani protestanti e cattolici, decima il 40% delle popolazioni, soprattutto in Germania. (DO 31.32)

Ebrei
Già nel IV e V secolo le plebi cristiane sono eccitate ad incendiare le sinagoghe ebraiche.
A metà del IV secolo venne distrutta la prima sinagoga per ordine del vescovo Innocenzo di Dertona, nel nord Italia. La prima sinagoga ad esser incendiata nel 388, per ordine del vescovo di Kallinikon, sorgeva in Persia, presso l'Eufrate. (DA 450) 

Il concilio di Toledo decreta nel 694 la riduzione degli Ebrei in schiavitù, ordina la confisca dei loro averi e il battesimo coatto dei loro bambini. (DA 454) 

Nell'anno 1010 il vescovo di Limoges fece espellere o sopprimere gli ebrei della città che non volevano convertirsi al cristianesimo. (DA 453) 

1096: all'inizio della prima Crociata furono uccisi in Europa migliaia di Ebrei, complessivamente forse 12.000. Le città più colpite furono Worms (18.5.1096), Magonza il 27.5. (dove furono trucidati 1100 ebrei), Colonia, Neuss, Wevelinghoven, Xanten, Moers, Dortmund, Kerpen, Treviri, Metz, Ratisbona, Praga. (EJ) 
Parimenti, all'inizio della seconda Crociata (1147), nei centri francesi di Ham, Sully, Carentan, e Rameru, si uccisero diverse centinaia di ebrei. (WW 57)
In occasione della terza Crociata (1189-90) avviene il saccheggio delle comunità ebraiche stabilitesi in Inghilterra. (DO 40) 
1235: uccisione pubblica di 34 cittadini ebraici. (DO 41)
1257 e 1267: eliminazione della comunità ebraiche di Londra, Canterbury, Northampton, Lincoln, Cambridge e altre città, con numero imprecisato di vittime. ( DO 41)
1290: è rimasta memoria, nelle cronache coeve, di 10.000 ebrei espulsi o uccisi in Boemia. (DO 41)
1337: aizzato da una strage compiuta a Deggendorf, in Baviera, l'isterismo antisemita si estende in pogrom effettuati in 51 città bavaresi, nonché in Austria e in Polonia. (DO 41)
1348: si bruciano sul rogo gli ebrei di Basilea e di Strasburgo, complessivamente 2000 persone (DO 41)
1349: in oltre 350 città della Germania vengono soppressi tutti gli Ebrei, perlopiù bruciati vivi. Qui, in questo solo anno, vennero trucidati dai cristiani più Ebrei di quante erano state, per duecento anni di persecuzioni anticristiane (il sangue dei martiri!), le vittime conclamate della Roma imperiale. (DO 42)
1389: vengono macellati a Praga 3.000 cittadini di fede ebraica. (DO 42)
1391: a Siviglia e in Andalusia, sotto la guida dell'arcivescovo Martinez, vengono soppressi circa 4000 ebrei. Mentre altri 25.000 vengono venduti come schiavi. (DA 454)
Costoro si potevano riconoscere facilmente perché tutti gli ebrei, dall'età di dieci anni,erano stati costretti a portare sull'abito un "segno d'infamia" colorato: era l'origine storica della futura "stella giudaica" dell'era nazista.



1492: nello stesso anno in cui Colombo spiegava le vele per conquistare il Nuovo Mondo, più di 150.000 Ebrei, molti dei quali perirono nell'ostracismo, venivano scacciati dalle città della Spagna.
1648: in Polonia, durante i famigerati "massacri di Chmielnitzki", vengono sterminati circa 200.000 ebrei. (MM 470-476)
A questo punto, mi sento male, perché con questo ritmo si prosegue - secolo dopo secolo - su una linea che porta diritta ai forni crematori di Auschwitz. (DO 43)

Le popolazioni indigene : fonte:http://laveritasullareligionecristiana.blogspot.it/

Guerre di religione

"Insomma, con tutte queste religioni, siete sicuro che state adorando il vero Dio?"

Tutti quelli che glorificano le religioni come “portatrici di sani valori” in questi giorni dovrebbero aprire gli occhi e osservare i reali effetti che certe idee hanno su larga parte della popolazione mondiale, anche nel nostro mondo “civilizzato”.

- La questione israelo-palestinese
- La lotta tra cristiani e protestanti in Nord Irlanda
- La guerra tra India e Pakistan
- Gli attentati del 11 settembre e la conseguente guerra globale all’Islam estremista
- La guerra in ex-Yugoslavia
- La lotta intestina tra sciiti e sunniti in Iraq (e non solo)
- L’attuale insurrezione islamica nel Maghreb (Algeria, Mauritania, Marocco)
- Le innumerevoli guerre civili africane.


Ovvio che i motivi alla base di una guerra non sono mai solo ed esclusivamente religiosi, tra le grandi cause di conflitto troviamo anche la continua ricerca di potere economico, il razzismo e il nazionalismo, ma le differenze religiose troppo spesso sono quelle che danno convinzione e forza alla popolazione durante una guerra, proprio perchè invocano il soprannaturale e chiamano al sacrificio

la morale sessuofobica.
In questi giorni stiamo denunciando la crociata religiosa in africa contro la comunità lgbt. http://www.ilvostro.it/esteri/la-guerra-santa-delluganda-per-purificare-il-popolo-e-le-ong/35013/

Per non parlare nel‘oltraggio alle donne.
Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via.

Cancellato dalla Bibbia CEI 1974
ma rientrato nella Nuova Bibbia CEI 2008
in Siracide 26,22

Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo. Non dare all'acqua un'uscita né libertà di parlare a una donna malvagia.
…un uomo su mille l'ho trovato: ma una donna fra tutte non l'ho trovata.

La schiavitù nella bibbia.



10 passaggi che dimostra la posizione della bibbia.
Genesi 17:12 .
Ogni maschio sarà circonciso fra voi, di generazione in generazione: tanto quello nato in casa, quanto quello comprato con danaro da qualsivoglia straniero e che non sia della tua progenie.

Esodo 12:43-45

E IL Signore disse a Mosè e ad Aaronne: Quest’è lo statuto della Pasqua. Niun forestiere ne mangi. 44 Ma qualunque servo di chi che sia comperato con danari, dopo che tu l’avrai circonciso, ne mangerà. 45 L’avveniticcio e il mercenario non ne mangino.

Esodo 21:1-6

1 OR queste sono le leggi giudiciali, le quali tu proporrai loro: 2 Quando tu avrai comperato un servo Ebreo, servati egli sei anni; ma al settimo anno vadasene franco, senza pagar nulla. 3 Se egli è venuto sol col suo corpo, vadasene col suo corpo; se egli avea moglie, vadasene la sua moglie con lui. 4 Se il suo signore gli ha data moglie, la quale gli abbia partoriti figliuoli o figliuole; quella moglie, e i figliuoli di essa, sieno del signore; e vadasene egli col suo corpo. 5 Ma se pure il servo dice: Io amo il mio signore, la mia moglie, e i miei figliuoli; io non me ne voglio andar franco;6 faccialo il suo signore comparire davanti a’ giudici; poi faccialo appressare all’uscio, o allo stipite della porta, e forigli l’orecchio con una lesina; e servagli colui in perpetuo.

Andate a vedere, a leggere.

Esodo 21:20-21

Esodo 21:32

Levitico 22:10-11

Levitico 25:44-46

Luca 7:2-10

Colossesi 3:22-23

Tito 2:9-10



Pena di morte:


Come anche nel passato, la pena di morte non è espressamente esclusa dall'odierna dottrina cattolica:
pur non essendo prevista per alcun reato già dal 1967 la pena di morte è infatti stata formalmente rimossa dall'Articolo 4 del Libro II della Legge fondamentale della Città del Vaticano (che risale al 7 giugno 1929) solo il 12 febbraio 2001, su iniziativa di papa Giovanni Paolo II; la norma faceva infatti precedentemente riferimento indiretto alla pena di morte indicando che «La pena comminata contro chi nel territorio della Città del Vaticano commette un fatto contro la vita, la integrità o la libertà personale del Sommo Pontefice è quella indicata nell'articolo 1 della legge del Regno d'Italia 25 novembre 1926 n. 2008»: tale norma comminando per l'appunto la pena di morte per i reati ivi previsti;


il catechismo della Chiesa Cattolica, del 1997, indica che «L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani.». La commissione di dodici cardinali e vescovi alla quale, nel 1986, era stato affidato l'incarico di redigere la prima stesura di tale catechismo, pubblicata nel 1992, era presieduta dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, attuale papa Benedetto XVI[39].


il concetto viene ripreso nel documento del 2005 intitolato "Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa" dove si indica che: «Seppure l'insegnamento tradizionale della Chiesa non escluda [...] la pena di morte "quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani" i metodi non cruenti di repressione e di punizione sono preferibili in quanto "meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e più conformi alla dignità della persona umana".»
nel giugno 2004, Ratzinger inviò, in qualità di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, una lettera al cardinaleTheodore Edgar McCarrick - arcivescovo di Washington - e all’arcivescovo Wilton Daniel Gregory - presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d'America - nella quale affermava che può tuttavia essere consentito [...] fare ricorso alla pena di morte. 
Fonte :http://it.wikipedia.org/wiki/Critiche_alla_Chiesa_cattolica

Minacce religiose ai diritti umani
Cortina fumogena vaticana sui diritti umani







Il Vaticano cerca silenziosamente di porre la dottrina della Chiesa al di sopra dei diritti umani. Essa non ha firmato alcuni dei trattati sui diritti umani e per altri ha posto delle "riserve", che fanno in modo che non debba rispettarli. Questa strategia dà potere alla Chiesa, e impedisce che possa essere ritenuta responsabile degli abusi compiuti dai sacerdoti e protegge i suoi tribunali dalle accuse di violare il diritto a un processo equo.

L’attacco vaticano contro i diritti umani viene presentato come necessità di controbilanciare diritti con doveri

“Diritti e doveri vanno insieme, dice il Pontefice ”(28 maggio 2010) Qui il Papa rinnova il suo attacco contro i diritti umani, dapprima lanciato nella sua 2009 Caritas in Veritate.Caritas in Veritate . Un assalto aperto sui diritti umani sarebbe pubblicamente dannoso per il Vaticano che vuole essere in grado, quando gli conviene, di poter richiamare "il diritto alla libertà religiosa". Cosí l’attacco deve essere indiretto: ecco come funziona

Per minare i diritti umani senza impegnarsi in un attacco frontale potenzialmente dannoso, si cerca di ridefinirli. L’intero punto dei diritti umani è che sono incondizionati. Essi non dipendono dal dover soddisfare alcun dovere. Sono "privilegi", non "diritti" quelli che vi vengono concessi in cambio della realizzazione di doveri corrispondenti. La ridefinizione del Papa dei diritti umani come se dipendessero da qualcos’altro è un tentativo di far tornare indietro l’orologio. È un ritorno al Medioevo prima dell’avvento dei diritti dell’uomo quando la Chiesa insegnava che la gente aveva doveri, ma nessun diritto incondizionato. Gli esseri umani erano di proprietà di Dio ed avevano doveri verso il loro creatore. Questo ha mantenuto la gente umile: l’idea dei diritti umani non esisteva ancora.

Nella sua Caritas in Veritate Benedetto XVI mette in guardia contro “presunti diritti, arbitrari e non essenziali in natura”. [2] L’argomento è che i diritti umani sono arbitrari perché non vengono da Dio, il cui portavoce è ovviamente il Papa stesso. E Benedetto continua a dire che i doveri sono necessari per "imporre un limite sui diritti". In questo modo lui, in modo indiretto, può attaccare l’idea di base dei diritti umani, cioè che sono incondizionati. Il suo assalto diventa ancora piú indiretto, quando tenta di sostituire "diritti umani" con qualcosa chiamato "diritti naturali". Questi si ritiene derivino da qualcos’altro chiamato "legge naturale", che guarda caso è conforme alla dottrina della Chiesa. Questo può essere gestito perché la "legge naturale è astratta e vaga fino al punto di renderne estremamente difficile la sua applicazione a casi concreti. Si richiede un interprete autorevole, cioè la Chiesa. [3]

Il Papa sta usando la cortina fumogena della teologia per mascherare il suo attacco contro i diritti umani. Ci si perde cosí in questo labirinto di giustificazioni teologiche, concentrandosi su di esse, piuttosto che sul fatto che queste sono architettate semplicemente per arrivare alla conclusione che il Vaticano vuole: è la dottrina della Chiesa, non i diritti dell’uomo, l’arbitro finale — per tutti. Per saperne di più leggete qui:http://www.duesicilie.org/spip.php?article406
Una persona che predica il 10 Comandamenti dovrebbe inoltre sostenere la schiavitù, andare contro il diritto del uomo, umano.

La Bibbia sostiene queste mostruosità perché è stata scritta da uomini è proprietari di schiavi, non da Dio.

Dio non avrebbe sostenuto questo abominio contro l’essere umano.
Ma adesso che ci penso, lui e quello che tutto sa, prima ancora che ogni uno di noi venisse al mondo.