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venerdì 22 ottobre 2010

Potenza. trans e avvocato che sogna di diventare magistrato.


Morena Rapolla, potentina poco più che trentenne, ha appena superato l’esame per l’abilitazione professionale di avvocato. È il primo passo verso il suo sogno: quello di diventare magistrato.

Quando si chiamava Piero e si sentiva imprigionata nel corpo di un uomo, sperava un giorno di poter diventare una donna. E magari anche di sfilare in passerella con un abito da sposa. Sembrava un’impresa proibitiva: in pochi ci credevano guardando quel ragazzo alto, palestrato. Mascolino nonostante sotto la cenere covasse un animo femminile. Dopo aver completato, due anni fa, il suo percorso di «transizione» con l’operazione chirurgica a Bangkok, Morena ha raggiunto l’obiettivo professionale di diventare avvocato. E si è tolta pure lo sfizio di calcare una passerella per modelle oltre a classificarsi al terzo posto al concorso nazionale di miss Trans 2009. Quando dice di voler diventare magistrato, dunque, bisogna darle credito: «La vita – sottolinea – mi ha messo di fronte a ostacoli ben più difficili del concorso in magistratura. Mi impegnerò al massimo per ottenere questo risultato».

Non la spaventano possibili discriminazioni, resistenze, pregiudizi. Il passato all’Università di Salerno e i primi giorni da praticante legale al tribunale a Potenza le hanno consentito di costruirsi una corazza: «Ovunque c’è stato nei miei confronti – dice Morena – scetticismo, frutto dell’equazione “trans uguale prostituta”. Ma poi hanno imparato a conoscermi e oggi sono ben voluta e stimata dai colleghi, al punto che mi hanno eletta nel direttivo dell’associazione giovani legali del capoluogo lucano».

Non mancano le soddisfazioni professionali. E l’amore? «Ho tanti corteggiatori, ma devo ancora scegliere l’uomo che fa per me. Deve essere un cavaliere d’altri tempi, educato e sensibile». A cui non nasconderà il suo passato: «Piero fa parte di me. Se sono qui è anche merito suo». (La Gazzetta del mezzogiorno)



Fonte:http://www.notiziegay.com/?p=57357

PRESENTAZIONE DEL LIBRO EVVIVA LA NEVE DI DELIA VACCARELLO


Evviva la neve, vite di trans e transgender” è un libro che narra la vita autentica delle persone transessuali. Che ribalta i tristissimi e dannosi luoghi comuni che lo scorso anno hanno avuto un’impennata sui media. Cerca di sgretolare la necrofilia che vuole le persone trans “pezzi” e non individui, fotografa il viaggio che compiono animate non da un corpo muto, ma da un fortissimo sentire per trovare un equilibro tra i generi o approdare al genere avvertito come proprio.
(dall’intervista a Delia Vaccarello di Stefano Bolognini)

Parteciperanno alla presentazione:
Fabianna Tozzi Daneri - presidente nazionale Trans Genere
Gabriele Ceraulo e Francesca Silvana Scoppio - protagonisti del libro
Angelo Daneri - Scrittore

Sarà presente l'autrice Delia Vaccarello


Ora
venerdì 29 ottobre · 17.30 - 19.30
Libreria InCoop, IperCoop i Leudi
via Mulinetti 5
Carasco, Italy


http://evvivalaneve.blog.tiscali.it/
www.transgenere.it

mercoledì 20 ottobre 2010

Giornata Nazionale per la depatologizzazione del transessualismo - sabato 23 ottobre 2010



ORGOGLIOSAMENTE TRANSESSUALI - Giornata Internazionale per la Depatologizzazione del Transessualismo: NO alla psichiatrizzazione, SI alla libertà di scelta! Verso il Roma EuroPride 2011. Sabato 23 ottobre 2010, ore 15.30: ASSEMBLEA DIBATTITO c/o Circolo MARIO MIELI Roma, Via Efeso, 2/a Roma.
Orgogliosamente trans, lesbi...che, gay, intersex, bi, queer


http://orgogliosamentelgbtiq.blogspot.com/

martedì 19 ottobre 2010

Dal web nasce la star del “Porn groove”, Immanuel Casto



I Magazzini Generali di Milano sono pieni, 30 anni l’età media. Sul palco c’è il re del porn groove, Immanuel Casto. Dopo il successo di video come ‘Escort 25‘ arriva l’Adult Tour, che anticipa il nuovo album con il singolo ‘Crash‘, già in rete. Figlio del web, considera Internet “una nuova frontiera della meritocrazia”, per la musica e per l’informazione. “Niente pornografia – assicura – nei live come nei video”, ma i testi delle canzoni non perdonano. L’elettronica di Casto dichiara guerra all’ipocrisia, all’Italia dei papi, alla Chiesa degli scandali, alla morbosità dei media. Tutto finisce sul palcoscenico, tra ballerine, luci e paillettes, e diventa spettacolo. Il pubblico si diverte, ride, canta i ritornelli sentiti su youtube. Chi è Immanuel Casto? Un ventisettenne con la passione per la comunicazione e le idee molto chiare


di Franz Baraggino
Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/19/immanuel-casto-dal-web-nasce-la-star-del-porn-groove/72499/

"Basta suicidi di ragazzi gay" Il discorso di Joel commuove gli Usa

Il racconto di un consigliere comunale di una cittadina del Texas: "Anche io ho pensato di farla finita: ma le cose andranno meglio". Il video è stato visto quasi un milione e mezzo di volte

di ALESSIO SGHERZA



Joel Burns è stato un semplice consigliere della città di Fort Worth, in Texas, fino a martedì scorso: 41 anni, omosessuale, la sua vita e quella di molte altre persone sono cambiate quando ha preso la parola in una riunione del consiglio cittadino - in cui si parlava di tutt'altro - e ha raccontato la sua storia. "Troppi giovani gay, ragazzi spaventati come lo ero io qualche anno fa, sono vittima del bullismo e decidono di togliersi la vita: a tutti loro voglio dire che le cose andranno meglio. Lo so perché io ci sono passato".

Il video del suo discorso, postato su YouTube, è stato visto in cinque giorni quasi un milione e mezzo di volte ed è stato commentato quasi 20mila volte. La storia di Joel, il suo racconto, le sue lacrime davanti a tutti sono state riprese da centinaia di articoli e da importanti network televisivi come la Cnn, la Cbs e la Abc.

Negli ultimi mesi, numerosi casi di suicidio tra i giovani statunitensi hanno rilanciato il dibattito sul bullismo contro i gay. Il caso più famoso è stato quello di Tyler Clementi, matricola alla Rutgers University, che si è tolto la vita dopo che il suo compagno di stanza aveva diffuso online un video in cui faceva sesso con un altro ragazzo. Il bullismo contro i gay non è una realtà estranea al nostro paese: secondo le stime, tra le vittime del bullismo, una su cinque è presa di mira per la sua omosessualità e le cronache raccontano spesso di intimidazioni e aggressioni contro la comunità gay.

All'inizio del suo intervento, Joel cita alcuni degli ultimi casi di suicidio, poi va avanti a parlare a tutti quei giovani omosessuali vittima di angherie e violenze: "Stasera voglio rivolgermi a loro, in ogni scuola o istituto, in ogni parte di questo paese: so che le risate sembrano insopportabili, so che le persone della vostra famiglia o a scuola non vi capiscono e magari a volte vi fanno del male, ma voglio che sappiate che le cose miglioreranno". "Mi aspettarono fuori da scuola - continua Joel - mi dissero che ero un frocio, e che quindi dovevo morire e andare all'inferno, il posto a cui appartenevo". Joel prova a parlare piano, facendo lunghe pause per non emozionarsi, ma è inutile: la commozione rompe la voce e la fa tremare, non riesce a nascondere le lacrime di chi è passato attraverso quelle stesse violenze che moltissimi teenager in tutto il mondo devono affrontare.

L'intervento di Joel dura poco più di 10 minuti, un tempo abbastanza breve per raccontare qualcosa che spesso viene tenuto nascosto per anni se non per sempre: "Non l'ho mai raccontato a nessuno, fino a stasera, nemmeno alla mia famiglia, a mio marito, a nessuno. Ma la notizia di questi suicidi mi ha smosso qualcosa dentro, e non mi interessa se ci saranno delle ripercussioni politiche per questo racconto. Questa storia non è per gli adulti, è per quei ragazzi che forse in questo momento stanno pensando di impiccarsi o riempirsi di pillole. Dovete sapere che c'è molto di più: sì, la scuola è stata difficile, il coming out è stato doloroso, ma datevi la possibilità di vedere quanta vita, una vita migliore, avete di fronte. E andrà meglio: uscirete da quella famiglia che non vi accetta, alla fine della scuola non dovrete avere più nulla a che fare con quegli stronzi, se non volete. Vi farete nuovi amici che vi capiranno e la vita migliorerà immensamente".

L'eco del discorso di Joel è stata incredibile e immediata: ripreso da tg e giornali, centinaia di messaggi di risposta sono arrivati sui siti internet e sui social network. "Sei riuscito a parlare - si legge in un commento - con persone che non capivano" o ancora "sei un'ispirazione per moltissime persone". I messaggi non si fermano e, anche se tra questi ci sono commenti razzisti e offese, il dibattito continua ad arricchirsi di centinaia di commenti ogni ora. Joel si rivolge soprattutto ai ragazzi, ma non nasconde che gli adulti devono fare di più: "Il bullismo e la violenza devono finire. Le nostre scuole devono essere un posto sicuro per crescere. Non è accettabile che un ragazzo non si senta amato o senta di non valere nulla". Poi conclude: "Ragazzi, avrete una vita piena di ricordi meravigliosi, se solo vi darete la possibilità e il tempo di viverli".

Fonte:http://www.repubblica.it/esteri/2010/10/18/news/basta_suicidi_di_ragazzi_gay_il_discorso_di_joel_commuove_gli_usa-8163667/

Fumetto_trans di Vallio

La storia di un delle prime transessuali italiane che ora è una donna anziana e sola, è diventata un fumetto. L'ha disegnato un giovane di Vallio Terme.

È stato assegnato a un giovane artista di Vallio Terme il primo premio del concorso Komikazen, nell’ambito del 6° Festival internazionale del fumetto di realtà, svoltosi dal 6 al 10 ottobre scorso a Ravenna.
La particolarità di questo concorso sta nel premio che dà la possibilità al vincitore di pubblicare un libro sul soggetto presentato, da realizzare per la successiva edizione del festival.
La commissione ha individuato in Fabio Sera (nome d’arte di Fabio Tonni) l’autore che sarà chiamato nell’anno prossimo a realizzare il progetto di fumetto presentato per i tipi di Comma 22.
Fabio Sera, classe 1983, valliese di origine, si è trasferito da qualche anno a Bologna dove ha frequentato l’Università e si è laureato in Storia dell’Arte Medievale e Moderna, e dove tuttora risiede.
Il disegno è una sua passione giovanile che negli anni si è affinata.
Una passione ereditata in famiglia, visto che il padre Italo si è sempre dilettato con successo nel disegno e nella pittura.
Nonostante la sua vocazione di ricercatore umanista, la sua presenza nel fumetto è testimoniata da una serie di mostre già realizzate in vari luoghi dell’Emilia Romagna.
Ha collaborato con il gruppo pop Chewingum per cui ha disegnato copertine, manifesti e magliette.
Ha pubblicato per circa un anno a puntate un fumetto sul sito www.prufrock-spa.it ed era stato inoltre già segnalato ed esposto nella precedente edizione del concorso legato al festival Komikazen, oltre ad avere vinto due anni fa il concorso Coopforwords 2008 proprio per il fumetto.
Al concorso ravennate possono partecipare solo storie reali e Fabio Tonni ha presentato la storia di Romina, una delle prime transessuali a cambiare sesso in Italia, che è poi sua vicina di casa in quel di Bologna.
La scelta della commissione per il progetto presentato è stata dettata dalla modalità narrativa con cui l’autore ha affrontato il tema dell’identità sessuale: la storia è proposta leggendo la sua quotidianità di transessuale che ormai ha quasi raggiunto l’età di settant’anni.
«Il presente di una donna anziana e sola – si legge nella motivazione del premio – è stato proposto con una scelta stilistica coerente con il soggetto e che segnala un tratto distintivo e per nulla banale».

Fonte;http://www.vallesabbianews.it/notizie-it/Il-trans-fumetto-di-Vallio-13780.html

Turchia, appello delle ong per cinque transessuali picchiate e arrestate


Sono state prima fermate senza motivo mentre andavano in auto a trovare un amico, poi maltrattate e picchiate, infine accusate di resistenza alle autorità e di prostituzione. E’ accaduto, nella primavera del 2010, a cinque transessuali di Ankara, che il 21 ottobre dovranno comparire in tribunale per difendersi dalle accuse.

A richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vicenda, piuttosto comune in Turchia, sono state cinque organizzazioni internazionali per i diritti umani e dei gay, tra cui la newyorchese Human Rights Watch (Hrw).

In una lettera inviata ai ministeri degli Interni e della Giustizia turchi, infatti, i cinque gruppi hanno chiesto che le accuse mosse nei confronti delle cinque arrestate, che fra l’altro sono attiviste per i diritti dei transgender, vengano lasciate cadere e siano invece incoraggiate le autorità a indagare sul comportamento della polizia nella gestione del caso.

L’episodio risale allo scorso 17 maggio. Quella sera le cinque attiviste del gruppo ”Pembe Hayat” (Vita rosa) per la difesa dei diritti dei gay, delle lesbiche e dei transessuali vennero arbitrariamente fermate in una strada di Ankara da quattro agenti di polizia che le accusarono di volersi prostituire.

Quindi – come riferito da testimoni sul posto – le tirarono fuori dalla vettura, le accecarono con gas urticante mentre le colpivano con gli sfollagente e con calci. A quel punto le arrestarono con l’accusa di essere prostitute e di aver opposto resistenza alle forze dell’ordine prima ancora che un giudice potesse concludere il procedimento riguardante la denuncia per maltrattamenti presentata dalle transessuali.

Il processo a carico delle cinque attiviste trans è fissato per il 21 ottobre e, se verranno riconosciute colpevoli, rischiano una condanna fino a tre anni di carcere.

”Il governo turco sta trasformando noi transessuali in criminali per il solo fatto che esistiamo. Noi siamo il crimine ed il governo, invece di proteggerci, abusa di noi e ci costringe a vivere e morire al di fuori della legge”, ha detto Mauro Cabral, condirettore del gruppo per i diritti dei gay ”Gate”.

Negli ultimi tempi in Turchia le violenze contro i transgender sono aumentate anche perché è aumentata la loro visibilità: solo negli ultimi 20 mesi sono stati uccisi nove transessuali.


Fonte,:http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/turichia-appello-ong-transessuali-arrestate-600886/



"In Turchia, a differenza di altri paesi musulmani, non esiste una legge che vieti l’omosessualità. Eppure è diffusa una feroce omofobia, questo perché non esistono leggi che puniscano la discriminazione in base all’orientamento sessuale.

Da buona parte dei turchi l’omosessualità è considerata una malattia mentale. Basti pensare che nell’esercito turco è ancora in uso il Manuale dei Disordini Mentali del 1968 (mentre la comunità medica attualmente utilizza quello del 2000). Nel manuale del ‘68 l’omosessualità è etichettata come una “disordine psico-sessuale” e coloro che ne sono “affetti” sono considerati inabili a servire l’esercito. È proprio il corpo militare a mettere in atto pratiche umilianti e disumanizzanti per provare la dichiarata omosessualità dei giovani che si apprestano al servizio di leva. Una di queste è la richiesta di presentare video o fotografie che mostrino il giovane in un rapporto anale passivo con un altro uomo.

Ma, oltre ad arbitrarie pratiche militari, è nella vita quotidiana che la comunità lgbt subiscono pesanti discriminazioni. Di transessuali in Turchia si parla solo in relazione alla cronaca nera e giudiziaria. Eppure ad Istanbul i transessuali sono una presenza familiare nel dedalo di strade di Beyoğlu, il cuore della "metropoli che non dorme mai" e che garantisce a ciclo continuo musica e divertimento a turisti e locali.

Casa d'accoglienza delle trans cercasi fondi per sostenerla


Il progetto è un appartamento per accogliere trans che lasciano la prostituzione e a cui verranno proposti nuovi percorsi professionali

di PAOLA NALDI


È nata a Bologna la prima struttura di accoglienza per persone transessuali che decidono di abbandonare la prostituzione. Un appartamento, concesso in comodato gratuito dal Comune, darà accoglienza a chi vuole smettere ed iniziare un percorso di reinserimento sociale, con assistenza psicologica e la chance di nuove attività lavorative. Sul progetto però, unico del genere in Italia, frutto dell'esperienza del Mit (Movimento Italiano Transessuali) e sostenuto dalla giunta Delbono (grazie all'allora assessore Milena Naldi), incombe l'incertezza economica dei tagli. "Noi siamo pronte a partire ma non sappiamo se avremo la copertura finanziaria per gestire la struttura, che sarà intitolata alla memoria di Marcella Di Folco", spiegano Valerie Taccarelli, responsabile del progetto, e Porpora Marcasciano, presidente del Mit. Il programma, infatti, è legato ai finanziamenti stanziati dalla Regione, attraverso il Ministero degli Interni, in applicazione dell'articolo 18 che tutela chi decide di uscire dalla prostituzione denunciando gli sfruttatori.

"Il nostro progetto ha in realtà una visione più ampia del problema - aggiungono le promotrici - : le trans che vogliono smettere di prostituirsi possono avere motivazioni diverse da quelle indicate dall'articolo 18. All'inizio la strada è sembrata loro l'unica via d'uscita, ma poi tante sono sempre più provate nel corpo e psicologicamente". Coi contributi regionali il Mit riuscirebbe ad assistere due persone, ma la Casa può ospitarne altre quattro. Se nessuna di esse denuncia gli sfruttatori, vengono meno i finanziamenti. Ecco perché il Mit ha deciso di correre ai ripari: "Non essendo il Mit accreditato presso il Ministero, abbiamo presentato il progetto attraverso società che operano nell'accoglienza nei Comuni di Modena e Ravenna. Qui a Bologna lanciamo una raccolta fondi e saremo presenti in diversi eventi bolognesi", annunciano Tacarelli e Marcasciano. Il 26 ottobre il Mit sarà al Lumière per una serata dedicata a Marcella Di Folco, il 29 all'Estragon per il concorso del Cassero Miss Lesbò, il 31 all'Arteria e durante il festival Gender Bender, il 12 novembre al Barattolo Caffè.

Fonte:http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/10/19/news/nasce_la_prima_casa_d_accoglienza_delle_trans_e_il_mit_lancia_la_sottoscrizione_per_sostenerla-8216093/

sabato 16 ottobre 2010

Curiosità, Sesso: tutto quello che vorremmo sapere ma…

Il mondo del sesso

BENESSERE DOMANDE SESSO CURIOSITA’ / ROMA – Il mondo del sesso per molti è ancora un tabù. Sono tante le domande che continuano ad avere risposte incerte, nebulose. Vi proponiamo quindi, una serie di quesiti riguardanti la sessualità, le identità sessuali e gli orientamenti. Un vero e proprio viaggio in questo misterioso ed affascinante pianeta.

Cos’è l’identità sessuale? – L’identità sessuale è composta da diverse elementi: il sesso biologico, l’identità di genere, ovvero il senso psicologico di essere uomo o donna, il ruolo di genere, l’adesione a norme culturali e comportamentali dell’essere donna o uomo e l’orientamento sessuale.

Cos’è l’orientamento sessuale? – L’orientamento sessuale è l’attrazione affettiva e sessuale per individui dello stesso o dell’altro sesso. L’orientamento omosessuale indica l’attrazione verso individui dello stesso genere. L’orientamento eterosessuale è l’attrazione per individui del genere opposto. L’orientamento bisessuale l’attrazione verso persone di entrambi i generi sessuali. Le persone dall’orientamento omosessuale vengono chiamate gay (sia uomini che donne) o lesbiche (solo per le donne).

C’è relazione tra orientamento e comportamento sessuale? – L’orientamento sessuale va diviso dal comportamento sessuale in quanto si riferisce alle sensazioni e alla concezione del proprio sé. Non sempre l’orientamento sessuale viene esplicitato nel comportamento, come allo stesso tempo un comportamento non è indicativo dell’orientamento. Si stima che gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini siano in numero maggiore rispetto a quelli che si definiscono omosessuali: per questo motivo, le organizzazioni sanitarie internazionali, trattando di rischi di salute connessi alle pratiche sessuali, preferiscono usufruire degli acronimi MSM (‘maschi che fanno sesso con maschi’) e FSF (‘femmine che fanno sesso con femmine’) piuttosto che i termini ‘gay’ e ‘lesbiche’, in quanto si riferiscono, invece, all’identità dichiarata.

Perché una persona ha un certo orientamento sessuale? – Le motivazioni possono dipendere da svariati fattori quali genetici, psicologici e socio-ambientali. Si ritiene che l’orientamento sessuale si definisca per molte persone nei primi anni di età, mentre il coming out avviene solitamente nell’adolescenza e nella prima età adulta.

Scelgo il mio orientamento sessuale? – No. Gli psicologi non intendono l’orientamento sessuale come una scelta o come un aspetto che possa essere intenzionalmente modificato.

L’omosessualità è un disturbo psicologico? – Psicologi e psichiatri sono concordi nell’affermare che l’omosessualità non è una malattia né un problema mentale. Nel 1973 l’Associazione Americana degli Psichiatri ha derubricato l’omosessualità dal manuale ufficiale (DSM) che classifica tutti i disturbi mentali. Da allora la comunità scientifica internazionale esorta gli operatori sociali e sanitari a non trattare l’omosessualità come una patologia, bensì a considerarla come variante naturale della sessualità umana.

Cos’è il transessualismo? – Secondo il DSM IV il “disturbo dell’’dentità di genere” è caratterizzato da una “forte e persistente identificazione col sesso opposto. Un persistente malessere riguardo al proprio sesso o al proprio ruolo sessuale”. Vi sono MTF (uomini che transitano al genere femminile) e FTM (donne che transitano al genere maschile). Il transessualismo si riferisce al genere e non al proprio orientamento sessuale, in quanto le persone transessuali possono essere eterosessuali, gay, lesbiche o bisessuali.


Fonte:http://notiziario.calciomercato.it/2010/10/15/curiosita-sesso-tutto-quello-che-vorremmo-sapere-ma/

A Napoli il 18 ottobre primo convegno internazionale sull’omofobia


15/10/2010

Recenti episodi di violenza omofobica segnalano un crescente clima di tensione che pervade l’attuale contesto sociale e culturale, in cui le differenze sembrano destare nuovi timori e antiche paure. A fronte di tale scenario l’Università degli studi di Napoli “Federico II” è scesa in prima linea per contrastare ed arginare le discriminazioni della popolazione LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali).
Il 18 ottobre alle ore 9 si terrà a Napoli, presso il Foyer Storico del Teatro di San Carlo, via San Carlo 98F, il primo Convegno Internazionale sul tema “Omofobia. Atteggiamenti, pregiudizi e strategie di intervento”.

L’evento organizzato dall’Università degli Studi di Napoli “Federico II” con la collaborazione di altri enti ed istituzioni pubbliche sorge dall’invito lanciato a studiosi di fama nazionale ed internazionale a discutere sulle forme e le manifestazioni dell’omofobia ai nostri giorni, con l’obiettivo di stimolare un confronto tra esperienze diverse, dall’ambito clinico alla scuola e agli enti formativi, dagli ambienti lavorativi e aziendali alle istituzioni, contesti diversi in cui l’omofobia rivela una persistenza capillare e preoccupante. Ad esso prenderanno parte studiosi di fama nazionale ed internazionale tra i quali Anna Lisa Amodeo, Dario Bacchini, Claudio Cappotto, Adele Nunziante Cesaro, Fabrizio Corbisiero, Jack Drescher, Vittorio Lingiardi, Raquel Platero Mendez, Paolo Valerio.
L’evento non ha solo una valenza scientifica, ma anche sociale: è una delle tante iniziative che da anni l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” porta avanti per contrastare l’omofobia. Consapevoli degli ostacoli e delle profonde difficoltà che i ragazzi omosessuali debbono affrontare per poter condurre una vita “normale”, l’interesse della “Federico II” e dei professionisti della Salute mentale è cercare di promuovere e creare gradualmente un ambiente sociale in grado di accogliere il loro vissuto.

Troppo spesso le azioni delle agenzie formative e talvolta anche le conoscenze e le pratiche degli “addetti ai lavori” rispetto ai temi dell’orientamento sessuale e dell’identità sessuale appaiono inadeguate; per questo risulta indispensabile inaugurare un discorso aperto su queste tematiche che sappia stimolare nuove riflessioni e prospettive, sia nella psicologia contemporanea che nel più ampio scenario sociale.
Negli ultimi vent’anni, in seguito all’esclusione dell’omosessualità dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM), l’attenzione della ricerca psicologica impegnata sulle questioni dell’orientamento sessuale, ma anche della clinica attenta alle diverse manifestazioni del desiderio sessuale, si è spostata sull’omofobia e i pregiudizi anti-omosessuali. La considerazione non più patologica dell’omosessualità, annoverata tra i possibili orientamenti sessuali, ha consentito di approfondire le questioni connesse all’omofobia in quanto costrutto complesso, con implicazioni significative non solo per la comprensione profonda dei soggetti in un’accezione intrapsichica, ma anche in una dimensione sociale e culturale.
L’interesse per questa tematica registrato attraverso le numerose richieste di partecipazione all’evento pervenute alla segreteria organizzativa (oltre 400), da parte di studenti, professionisti, organizzazioni di ogni parte d’Italia, è espressione del desiderio di conoscenza e della presa di coscienza da parte della società non scientifica del fatto che l’omofobia sia un problema concreto che va affrontato con urgenza.

Per info consultare: www.bullismoomofobico.it

Fonte: www.gaynews24.com (13 otto 10)

Fabrizio de André - Princesa

I viali delle nostre metropoli si riempiono tutte le sere di Fernando/Princesa. Qualcuno già donna, grazie alla chirurgia, tra le gambe una minuscola fica.

Qualcuno donna a metà, spaventosamente bella delle volte, ma ancora sessualmente uomo….come Josephine: “Passavo spesso anche da via del Campo, la strada dei travestiti. Una volta salii in camera con un certo Giuseppe, che si faceva chiamare Josephine e mi apparve come una bellissima ragazza bionda. Ma, una volta venuti al dunque, scoprii facilmente che era un uomo, e che non era ancora andato a Casablanca. Senonché era talmente bella, e aveva un seno così strepitoso che restai ugualmente. Ci fu un rapporto,per cosi dire, orale. Anzi, ce ne furono più di uno.” ( Fabrizio De Andrè che ricordava giovanili avventure sessuali per il fantastico libro di Cesare G. Romana “Amico Fragile” ).

Fernando è una donna nata con il corpo da uomo; una canzone drammatica, un pugno nello stomaco a sentirla bene, dentro questa canzone c’è una vita intera, la fuga da una realtà bigotta, il sogno di una femminilità completa, le speranze prima nella chimica e poi nel bisturi, la ribellione di un corpo maschio-verme che si ribella a divenire corpo femmina-farfalla
.


Sono la pecora sono la vacca
che agli animali si vuol giocare
sono la femmina camicia aperta
piccole tette da succhiare

Sotto le ciglia di questi alberi
nel chiaroscuro dove son nato
che l'orizzonte prima del cielo
ero lo sguardo di mia madre

"che Fernandino è come una figlia
mi porta a letto caffè e tapioca
e a ricordargli che è nato maschio
sarà l'istinto sarà la vita"

e io davanti allo specchio grande
mi paro gli occhi con le dita a immaginarmi
tra le gambe una minuscola fica

nel dormiveglia della corriera
lascio l'infanzia contadina
corro all'incanto dei desideri
vado a correggere la fortuna

nella cucina della pensione
mescolo i sogni con gli ormoni
ad albeggiare sarà magia
saranno seni miracolosi

perché Fernanda è proprio una figlia
come una figlia vuol far l'amore
ma Fernandino resiste e vomita
e si contorce dal dolore

e allora il bisturi per seni e fianchi
in una vertigine di anestesia
finché il mio corpo mi rassomigli
sul lungomare di Bahia

sorriso tenero di verdefoglia
dai suoi capelli sfilo le dita
quando le macchine puntano i fari
sul palcoscenico della mia vita

dove tra ingorghi di desideri
alle mie natiche un maschio s'appende
nella mia carne tra le mie labbra
un uomo scivola l'altro si arrende

che Fernandino mi è morto in grembo
Fernanda è una bambola di seta
sono le braci di un'unica stella
che squilla di luce di nome Princesa

a un avvocato di Milano
ora Princesa regala il cuore
e un passeggiare recidivo
nella penombra di un balcone

o matu (la campagna)
o cèu (il cielo)
a senda (il sentiero)
a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa)
a desonra (la vergogna)
a saia (la gonna)
o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio)
o baton (il rossetto)
o medo (la paura)
a rua (la strada)
a bombadeira (la modellatrice)
a vertigem (la vertigine)
o encanto (l'incantesimo)
a magia (la magia)
os carros (le macchine)
a policia (la polizia)
a canseira (la stanchezza)
o brio (la dignità)
o noivo (il fidanzato)
o capanga (lo sgherro)
o fidalgo (il gransignore)
o porcalhao (lo sporcaccione)
o azar (la sfortuna)
a bebedeira (la sbronza)
as pancadas (le botte)
os carinhos (le carezze)
a falta (il fallimento)
o nojo (lo schifo)
a formusura (la bellezza)
viver (vivere)

"Prinçesa" è una canzone contenuta nell'album "Anime salve", composto nel 1996 da Fabrizio De André e Ivano Fossati.

Grazie a Ken Enoeda, un amico di facebook che mi ha ricordato questa canzone che pubblico qui.

ORGOGLIOSAMENTE TRANSESSUALI: GIORNATA INTERNAZIONALE PER LA DEPATOLOGIZZAZIONE DEL TRANSESSUALISMO

Stop Trans Pathologization-2012 è una campagna a favore dell’eliminazione delle identita’ trans (transessuale e transgender) dai manuali dei Disordini Psichiatrici (DSM dell’Associazione Psichiatrica Americana – APA, la cui edizione riveduta uscira’ nel 2013, e del CIE dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’ – WHO, che uscira’ nel 2014).

Molte sono le persone e associazioni che aderiscono al Manifesto dell’STP-2012.

L’azione principale del STP-2012 sono le manifestazioni contemporanee in varie cittá el mondo, che si svolgono ogni mese di Ottobre dal 2007.

La prossima di queste manifestazioni sara’ il 23 Ottobre 2010 in cittá in diversi continenti.

Se volete unirvi a questa campagna e cominciare ad organizzare delle mobilitazioni nella vostra citta’, oppure per qualsiasi dubbio, domanda o informazione, scrivete a contact@stp2012.info / (+34) 668 81 78 72.

Tutte le informazioni su www.stp2010.info
fonte http://www.stp2012.info/old/it via vladimirluxuria.it/

venerdì 15 ottobre 2010

Human Rights Watch onora sei attivisti che lottano per i diritti umani.


Sei implacabili e coraggiosi sostenitori dei diritti umani saranno premiati, a novembre 2010, con il prestigioso Award Alison Des Forges per l'attivismo straordinario , lo ha dichiarato Human Rights Watch. Tutti e sei hanno dovuto affrontare le minacce di violenza o di sostanziale reclusione , ma continuano a parlare e lavorare per creare un mondo in cui le persone vivono senza violenza , discriminazione e oppressione.

Il premio prende il nome dal dottor Alison Des Forges , consulente della divisione Africa di Human Rights Watch per quasi due decenni , morto in un tragico incidente aereo a New York il 12 febbraio 2009. Des Forges era esperto leader nel mondo per il Ruanda , il genocidio del 1994 , in suo onore il Human Rights Watch creò il premio annuale per il suo impegno straordinario e la difesa dei diritti umani. Si celebra il valore degli individui che hanno impiegato le loro vite per tutelare la dignità dei diritti degli altri.

"Siamo ispirati dal coraggio e l'impegno di questi attivisti straordinari ", ha detto Kenneth Roth , direttore esecutivo di Human Rights Watch. "Hanno affrontato la discriminazione e pericolo ogni giorno nella loro vita per la lotta per la pressione sui loro governi e per difendere i diritti umani di tutti ".

Human Rights Watch lavora a stretto contatto con i difensori dei diritti umani come parte della ricerca dell'organizzazione in circa di 90 paesi in tutto il mondo. I difensori saranno onorati in Human Rights 2010 a Amsterdam , Chicago , Ginevra, Amburgo, Londra , Los Angeles, Monaco di Baviera , New York, Oslo , Parigi , San Francisco, Santa Barbara , Toronto e Zurigo.

I sei vincitori di Human Rights Watch Award 2010 Alison Des Forges per l'attivismo straordinaria sono :

Hossam Bahgat , Egitto

Come fondatore e direttore dell'Iniziativa egiziana per i diritti personali ( EIPR ) , Hossam Bahgat difende i diritti e le libertà civili in Egitto. Egli parla contro le violazioni del governo di libertà religiosa e il diritto alla privacy . Bahgat ha recentemente vinto una causa contro il Ministero dell'Interno , a nome dei Baha'i egiziani e ha svolto un ruolo di primo piano nel mostrare la violenza contro i cristiani - sia le minoranze vittime di discriminazione frequenti. Human Rights Watch onora Hossam Bahgat per la difesa delle libertà personali di tutti gli Egiziani.



Elena Milashina , Russia

Come un' importante giornalista investigativa per Novaya Gazeta , il giornale più importante della Russia indipendente , Elena Milashina espone la verità sulle violazioni dei diritti umani e la corruzione a livello governativo . Nonostante i tentativi della Russia di mettere a tacere le sue critiche e nascondere gli abusi, Milashina rimane schietta , pubblica sparizioni forzate, esecuzioni extragiudiziali e la tortura. Lei sta anche conducendo un' indagine sull'omicidio di un leader difensore dei diritti umani cecena , Natalia Estemirova , ponendo la questione della responsabilità ai massimi livelli . Human Rights Watch onora Elena Milashina per il coraggio dimostrato nell'affrontare nella Russia la problematica dei diritti umani .



Yoseph Mulugeta , Etiopia

Yoseph Mulugeta è l'ex segretario del consiglio generale etiope per i diritti umani (EHRCO) , monitoraggio, per questo è stato minacciato, Mulugeta ha chiesto asilo politico agli Stati Uniti , dove continua a parlare delle realtà dietro la facciata democratica del governo etiope . Human Rights Watch onora Yoseph Mulugeta per il suo impegno per la società civile indipendente in Etiopia , dove la libertà di espressione è stata cancellata.

Steave Nemande , Camerun

Steave Nemande , medico e presidente dell'associazione per i diritti umani dell'organizzazione Alternatives - Camerun, parla contro leggi che criminalizzano i comportamenti omosessuali. La stragrande maggioranza dei paesi che ancora considerano gli atti dello stesso sesso un crimine, che in alcuni casi è punibile con la morte . Nemande gestisce anche una struttura sanitaria per le persone lesbiche, gay , bisessuali e transgender (LGBT) persone affette da HIV / AIDS. Human Rights Watch onora Steave Nemande per il suo lavoro instancabile a promuovere e difendere i diritti umani delle persone LGBT in Africa.

Sussan Tahmasebi , Iran

Sussan Tahmasebi , un' attivista per due decenni, lavora per rafforzare la società civile iraniana con particolare attenzione alle tematiche di genere e diritti delle donne. Ha organizzato corsi di formazione in leadership e per la costruzione della pace , continua a facilitare la collaborazione fra iraniani e la società civile internazionale , ed è un membro fondatore della premiata campagna di un milione di firme . Tahmasebi è stata oggetto di vessazioni da parte delle forze di sicurezza e le è stato vietato di recarsi all'estero per più di due anni a causa del suo lavoro. Human Rights Watch onora Sussan Tahmasebi per il suo impegno per la promozione della società civile e rendendo i diritti delle donne una priorità nazionale in Iran.


Liu Xiaobo , Cina

Liu Xiaobo, uno dei critici più espliciti del governo cinese , ha trascorso un anno e mezzo in prigione dopo la protesta di piazza Tiananmen nel 1989 , e nel 1996 fu imprigionato per tre anni per aver criticato la politica della Cina verso Taiwan e il Dalai Lama . L'anno scorso, è stato condannato ad altri 11 anni per essere stato il co-autore di Carta 08 , una petizione per celebrare il 60 ° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Un ex professore universitario , Liu Xiaobo è stato recentemente insignito del Premio Nobel della Pace . Human Rights Watch onora Liu Xiaobo per il suo impegno coraggioso per la libertà di espressione e di riunione in Cina.


Fonte:http://bikyamasr.com/wordpress/?p=18127

Donna Transgender assassinata in Filadelfia


PHILADELPHIA (CBS) La polizia ha dichiarato la morte di una donna transgender in Pennsylvania, è stata trovata morta nella sua casa all'inizio di questa settimana, secondo i rapporti sarebbe stata strangolata.

Una ragazza descritta dai vicini come "bella" è stata trovata morta nella sua casa Lunedì notte dal suo fidanzato.
Nei primi rapporti la vittima - identificata dalla polizia come Michael Lee 31 anni, ma conosciuta da tutti come "Stacy" - è stata trovata con una federa intorno al collo. la polizia ha detto che non ci sono segni visibili di trauma su la vittima, come coltellate o proiettili, ma ha rifiutato di speculare sulla causa della morte fino a quando un referto sarà rilasciato. La polizia non ha ancora ricevuto i risultati dell'autopsia, e ha rifiutato di classificare la morte come un omicidio di odio. La vittima era stata trovata a faccia in giù - semi-vestita in abbigliamento provocante - e che era stata strangolata. Stata trovata sul pavimento di una camera da letto al secondo piano della sua casa, in Manton Street. Due vicini di casa di sesso maschile, intervistati separatamente ieri, hanno detto che spesso vedevano strani uomini bianchi in belle macchine che andavano e venivano dalla casa durante il giorno, quando il fidanzato di Stacey era al lavoro. Uno di quegli uomini, che ha chiesto di non essere identificato, ha dichiarato: che "Stacey" era molto bella e passava per donna. non si sapeva ciò che era," ha detto. "Era fatta bene... Lei richiamava l'attenzione da parte degli uomini semplicemente camminando per la strada". Vicini descrivono Stacey e il suo fidanzato, che vivevano li da meno di un anno, come una tranquilla coppia. Una vicina di casa che ha chiesto di essere identificata solo come Darlene ha detto che si era seduta sui gradini a parlare con la vittima qualche mattina prima mentre aspettava un taxi. Ha descritto la vittima come una ragazza "molto bella e molto cordiale." "E aveva un sorriso molto simpatico. E' così triste". Darlene ha detto di ricordare la visione di un mastodontico uomo, bianco, calvo lasciare la sua casa di Stacey qualche momento prima delle 04:00 di Lunedì. E diverse ore dopo che i vicini hanno visto il fidanzato di Stacey tornare a casa e poi correre fuori di casa urlando. Ieri pomeriggio, alcuni membri della famiglia di Stacey, tra cui sua madre, ha cercato di entrare nella casa per prendere il suo cane, che era bloccato nel seminterrato. La famiglia ha rifiutato di parlare con il reporter. Vicini di casa continuano a piangere per la morte di Stacey, molte le domande continuano a circolare sulle circostanze della sua morte. "Qualunque cosa fosse - travestito, uomo, donna - lei non meritava di morire così", ha detto un uomo.Stacey era l'organizzatrice della "House of Blahnik", un'organizzazione nazionale creata per promuovere le associazioni glbt attraverso l'arte, come riportato anche dal suo sito web.
Sabato 16 ottobre si terrà una veglia di preghiera in sua memoria ore 18,30 - 21.00.

CESVI, a Lima "las chicas de calle" provano a pensare ad un futuro migliore


La Casa de la sorrisa (Casa del sorriso) è un'isola di dignità e resistenza contro lo sfruttamento sessuale che nel 2004 nacque con fondi del ministero degli Esteri italiano e della Regione Lombardia. Ora sono 113 i bambini e le ragazze che la frequentano. Il ruolo della Ong italiana dal nostro inviato MAURIZIO PAGANELLI.

LIMA - La notte di San Juan de Miraflores è tinta di giallo, luce dorata che scende dai lampioni. Fari che squarciano il buio, quell'oscurità che è ancor più fitta tra le baracche inerpicate sulla collina di Villa Maria del Triunfo. La notte è lunga per "las chicas de calle", le ragazze di strada, ferme sul marciapiede in attesa dei clienti. Amanda, Rosa, Pilar, Rossana, Irma, Thalia attendono appoggiate al muro, appena al di fuori del cono di luce che proviene dai locali aperti fino alle ore piccole. Il traffico scorre intenso, anche qui, come ovunque, sulle strade di Lima: i fari lanciano il loro richiamo sull'asfalto bucato. Las chicas sono discrete, nessun vestito appariscente, niente scollature audaci o seni al vento, pantaloni invece che minigonne vertiginose. Poco distante c'è chi, all'angolo, sta trattando per una dose; loro, las chicas, attendono con pazienza. Giovani, molto giovani, già con figli. E responsabili: devono portare a casa i soles alla famiglia, madri comprese; madri che non disdegnano i soldi dell'amore a ore, anzi, a volte, trovano clienti alle loro stesse figlie.

Si ferma un uomo, si tratta. Niente accordo, l'uomo va ancora avanti, prosegue. Poi ci ripensa, torna sui suoi passi, i due tornano a dialogare e si accordano: venti soles, meno di 5 euro. Lei prende l'iniziativa e lui la segue. Girano l'angolo ed entrano nel primo portone, nel motel. Quanti alberghi dalle insegne luminose e intermittenti "bucano" le notti di Lima, miriadi di stanze disadorne pronte ad accogliere incontri occasionali. Un letto, un asciugamano, un preservativo, l'immancabile specchio e già metà del compenso vola nella avide mani degli affittuari.

Il sesso in mezzo alle discariche. Stesse immagine, stesse scene dal Callao al Defensore de la Patria, da Nuova Esperanza a Villa El Salvador, tutti gli immensi "asientamentos humanos" senz'acqua né fogne che circondano la metropoli peruviana. Ma è ancora peggio per i transessuali che si prostituiscono lungo le arterie meno illuminate, al confine tra un quartiere e l'altro, in mezzo alle discariche. Rapporti veloci, in macchina, anche per 5 soles. Come Alexis e Rosa tra i rifiuti nel buio pesto dell'Avenida Pachacutec, loro che si sono rifatte il seno da sole con il silicone usato nell'aviazione e che sono dovute stare immobili una settimana per non disfare il "lavoro".

La casa del sorriso. Lima quaggiù non è per turisti; ma ci vengono, anche di notte, i volontari, peruviani e anche italiani, del Cesvi, l'organizzazione laica di cooperazione e sviluppo nata a Bergamo, che da oltre un ventennio è presente in Perù. Monica, assistenze sociale di origine colombiana e lo psicologo Louis, indossano il giubotto avana e iniziano il giro di contatti e verifiche. Molte delle chicas de calle hanno i bambini nelle loro Casa de la sorrisa (Casa del sorriso), isola di dignità e resistenza contro lo sfruttamento sessuale che nel 2004 nacque con fondi del ministero degli Esteri italiano e della Regione Lombardia. Ora sono 113 i bambini e le ragazze che la frequentano.

Sfruttati dai parenti. "Metà sono piccoli sotto gli 11 anni - racconta Monica -"poi viene il gruppo a rischio degli adolescenti e le ragazze che già sono sulla strada. Dobbiamo lavorare per creare alternative ai bambini e alle fasce a rischio, perché in queste famiglie, che vivono in baracche sovraffollate con una forte promiscuità, chi porta i soldi è la ragazza che ormai si prostituisce: a lei tutti chiedono di continuare a farlo. Non esiste un racket organizzato della prostituzione in questi casi, ma una forma di sfruttamento che vede coinvolti i parenti..."

Il calvario dei transessuali. I transessuali sono una realtà a parte: stigmatizzati, considerati i soli "portatori" del virus dell'Aids, solo a volte sono accettati nelle famiglie. Gruppi di trans e gay hanno anche costituito una loro "Casa" alternativa, che per alcuni anni ha funzionato: La casa de los talentos. Casa creativa, hanno fatto spettacoli, musica, eventi: poi alcuni di loro sono andati a vivere altrove ed ora l'esperienza sta esaurendosi.

La speranza nasce nel fare impresa. Quelle che invece non si esauriscono sono le imprese sociali che il Cesvi, insieme ad altre ong e con finanziamenti istituzionali, hanno creato in questi anni. "Si tratta di realtà imprenditoriali che sono sul mercato, con a capo persone che hanno esperienze nel settore e che occupano e formano svariate centinaia di ragazze e ragazzi a rischio: un'alternativa reale al marciapiede", segnala Nicola Baj, il responsabile dei progetti Cesvi in Perù. E così si sono sviluppate Artytex, azienda tessile che produce divise da lavoro ma anche borse di ottima fattura e design, guidata dalla trentenne Karen, peruviana, affiancata da Giada, milanese con mamma venezuelana, e Yoper panificio, dolciumi e catering con sede al Sorquillo, camioncini per le consegne, con Silvia come amministratrice unica.

Una sfida. Cioè quella di creare realtà economiche che coinvolgono, formano e occupano giovani già vittime di violenza, di prostituzione o anche di droga. "E' sempre complicato coniugare il concetto di impresa e di mercato con le esigenze di recupero sociale", racconta Nicola Baj, ingegnere con esperienze e studi internazionali. "L'idea è bella ma è tutt'altro che scontato il rapporto con persone che sono abituate a pensare esclusivamente in termini di sopravvivenze e di quotidianità. La progettazione, il futuro, la stabilità sono elementi fuori dalla loro visione. E i problemi umani si sommano a quelli già complessi per una piccola impresa che deve produrre e competere con altri. Considerando in più che, ovviamente, noi assumiamo tutti regolarmente con paghe sindacali e tutti i diritti contrattuali".

Iniziative in incubazione. Altre imprese stanno per nascere in Perù ed è sbarcata anche una catena colombiana, Crepes and Waffle, del tutto privata che, però assume solo ragazze in difficoltà. Qualcosa si muove. Uno dei problemi è la mobilità sul lavoro, che è qui enorme: appena un ragazzo viene formato, magari decide di andare da altre parti a lavorare. "Ma noi cerchiamo di seguire le famiglie e rimanere in contatto con loro. E' vero però che esistono forti contraddizioni, immensi gli sforzi che ci vorrebbero", ricordano Monica e Louis.

Il Sud America peggio dell'Africa.
L'America Latina è il continente dove è più grande il divario tra ricchi e poveri, più che in Africa, dicono i dati. E lo racconta anche Doris Lessing, premio Nobel della Letteratura nel 2007, in Sorriso africano: "Sud America peggio dell'Africa? Sì, è peggio. Tanto per incominciare, ci sono grandi differenze fra ricchi e poveri". Peggio persino rispetto allo Zimbabwe, dove la Lessing è cresciuta: "Niente di altrettanto brutto o crudele...".

In regalo uno stereo. Arrampicandosi nella collina di baracche e fango di Nuova Esperanza, nome emblematico, Louis e Monica vanno a trovare Pilar, ragazzina con alle spalle già un aborto, che ha finalmente ripreso a studiare nelle scuole private domenicali. E, sorpresa, in una delle due faticenti e disadorne stanze dove vivono in otto sotto un tetto di lamiera, accanto al'immancabile altare con madonna, troneggia ora un potente e nuovissimo impianto stereo Pioneer con altoparlanti mastodontici. Il fratello quattordicenne di Pilar ne parla con distacco, ma compiaciuto. La mamma di Pilar si giustifica: "I miei figli non hanno nulla, vivono in questa miseria. Ho voluto prendere il massimo, lo stereo migliore". Al costo di indebitarsi per i prossimi dieci anni. La musica cullerà le notti a Nuova Esperanza.

Fonte:http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2010/10/14/news/cesvi_a_lima_las_chicas_de_calle_provano_a_pensare_ad_un_futuro_migliore-8058206/

Foto :http://www.travelpod.com/travel-blog-entries/karrasco/bolivia/1173736620/tpod.html#_