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giovedì 18 settembre 2025

La scacchista transgender francese, vittima di violenze online, vince il titolo nazionale e entra nella storia


Yosha Iglesias donna trans vince il campionato femminile di scacchi in Francia e risponde ai messaggi di odio.

 Il suo successo arriva dopo che l'organizzazione internazionale di scacchi avevano annunciato la possibilità di vietare la partecipazione dei transessuali in questa categoria.

Sebbene non si tratti di un gioco di forza, ma di tecnica, astuzia e strategia, alcune organizzazioni conservatrici hanno chiesto l'annullamento della vittoria di Yosha Iglesias nel campionato nazionale.

La scacchista, 37 anni, ha fatto storia alcuni anni fa diventando la prima donna trans a raggiungere il grado di Maestra Internazionale in un gioco che ha iniziato a praticare all'età di 16 anni e che le ha permesso di conoscere altri grandi giocatori del mondo come Boris Spassky.

“Solo un tweet per ringraziare tutti i transfobici di questo bar nazista. Il vostro bullismo mi ha dato la forza mentale di cui avevo bisogno per vincere il Campionato Francese (...) Grazie a voi sono una giocatrice migliore e una persona migliore. La vostra meschinità è diventata la mia grandezza”, ha scritto su X dopo aver ricevuto centinaia di messaggi di odio.

Nell'aprile 2024, è diventata la prima donna transgender al mondo a ottenere il titolo di Maestra Internazionale Donna (WIM

Nel 2025, Yosha Iglesias ha conquistato il titolo di Campionessa Francese Femminile, un risultato importante per la sua carriera e un simbolo di inclusione nello sport.

mercoledì 29 gennaio 2025

I MIGLIORI FILM SULLE QUESTIONI TRANSGENDER.

Disclosure (Disclosure: Trans Lives on Screen) è un documentario del 2020, diretto da Sam Feder e incentrato sulle vite delle persone transgender e del loro impatto sulla cultura e sull'industria cinematografica. Il documentario è stato presentato al Sundance Film Festival il 27 gennaio 2020. Il 19 giugno dello stesso anno il documentario è stato pubblicato sulla piattaforma streaming Netflix.



“The Danish Girl” (2015) – Questo film offre una prospettiva sulla vita di Lili Elbe, una delle prime persone a subire un intervento di riassegnazione di genere, interpretata magistralmente da Eddie Redmayne.


“Dallas Buyers Club” (2013) – Basato su una storia vera, il film segue la lotta di Ron Woodroof, un uomo eterosessuale che diventa attivista per i diritti delle persone con l’HIV/AIDS e fa amicizia con una donna transgender.
           

“A Fantastic Woman” (2017) – Il film racconta la storia di Marina, una donna transgender che affronta discriminazione e pregiudizi dopo la morte del suo compagno, dimostrando una forza straordinaria.


“Boys Don’t Cry” (1999) – Basato su eventi reali, il film narra la tragica storia di Brandon Teena, un giovane transgender vittima di pregiudizio e violenza.


“Hedwig and the Angry Inch” (2001) – Una commedia musicale che segue le vicissitudini di Hedwig, una rock star transgender, nel suo viaggio alla ricerca dell’identità e dell’amore.

“Tomboy” (2011) – Una tenera storia che segue la vita di Laure, una bambina transgender, mentre esplora la sua identità di genere durante le vacanze estive.


“Transamerica” (2005) – Un film che segue il viaggio di Bree, una donna transgender, mentre cerca di riconciliare il passato con il suo futuro e riallacciare il rapporto con suo figlio.

“Tangerine” (2015) – Girato interamente su iPhone, il film segue due amiche transgender durante una frenetica giornata natalizia a Los Angeles, offrendo una prospettiva unica e autentica.

Un anno con tredici lune, è un film drammatico tedesco del 1978, diretto da Rainer Werner Fassbinder. Profondamente colpito dal suicidio, avvenuto nell'estate del '78, dell'amico e compagno Armin Meier, Fassbinder girò questo film in soli 25 giorni, curandone anche la fotografia.


La moglie del soldato (The Crying Game) è un film del 1992 scritto e diretto da Neil Jordan.Irlanda. Un commando di terroristi dell'IRA rapisce Jody, un soldato dell'esercito inglese, per ottenere uno scambio con un leader irlandese, pena l'uccisione. Il militare, fiutando il proprio destino, familiarizza col terrorista Fergus pregandolo di contattare Dil, la sua ragazza a Londra, una volta morto. Fergus non è un malvagio ma gli eventi lo porteranno comunque in Inghilterra...


Princesa è un film del 2001 diretto da Henrique Goldman che racconta la storia di una donna transessuale, Fernanda, che si reca a Milano e lavora come prostituta per finanziare il suo intervento chirurgico di riassegnazione del sesso. Il film è stato ispirato da un libro con lo stesso nome scritto da Maurizio Janelli e Fernanda Farias de Albuquerque.

Tutto è possibile (Anything's Possible) è un film del 2022 diretto da Billy Porter. Kelsa, una studentessa di liceo trans molto sicura di se stessa, scopre che il suo compagno di scuola Khal è innamorato di lei decidendo di invitarla al ballo di fine anno.

Con Trace Lysette, Patricia Clarkson, Adriana Barraza, Emily Browning, Joshua Close. Monica torna a casa per la prima volta dopo una lunga assenza. Ritrovando sua madre e il resto della sua famiglia, da cui si era allontanata da adolescente, intraprende un percorso nel suo dolore e nelle sue paure, nei suoi bisogni e nei suoi desideri fino a scoprire dentro di sé la forza per guarire le ferite del proprio passato. Il ritratto intimo di una donna che esplora i temi universali dell’abbandono e dell’accettazione, del riscatto e del perdono.

La quindicenne Lara è determinata a diventare una ballerina professionista. Con il sostegno del padre, si lancia alla ricerca dell'assoluto in una nuova scuola. Le frustrazioni e l'impazienza adolescenziale di Laura si accentuano però quando si rende conto che il suo corpo non si piega così facilmente alla rigida disciplina dal momento che è nata maschio.


Ma vie en rose è un film del 1997 diretto da Alain Berliner. Racconta la storia di Ludovic, una ragazza transgender, e descrive la sua famiglia e la sua comunità che lottano per accettare la sua identità di genere. Il film ha ricevuto recensioni ampiamente positive ed è stato selezionato come candidato belga per il miglior film in lingua straniera alla 70ª edizione degli Academy Awards, ma non è stato accettato come candidato


Cowboys
Anna Kerrigan, USA 2020
Troy (Steve Zahn) è un padre problematico ma dal cuore grande che, di fronte al disagio del giovane figlio trans pronto a compiere la transizione, decide di scappare con lui. La moglie Sally (Jillian Bell), da cui è separato, non riesce ad accettare che la sua bambina si senta in tutto e per tutto Joe (Sasha Knight). Padre e figlio fuggiranno attraverso le terre selvagge del Montana nella speranza di arrivare al confine con il Canada. Nel frattempo un detective di polizia (Ann Dowd) si metterà sulle loro tracce, venendo a conoscenza delle dinamiche della famiglia di Joe e iniziando a dubitare cosa sia davvero meglio per lui.

venerdì 22 gennaio 2016

Comunicato stampa: #‎svegliatitalia‬: scende in piazza: è l'ora dei diritti e dell'uguaglianza.

Per la mobilitazione del 23 gennaio siamo arrivati a 71 manifestazioni in tutta Italia (una persino a Londra).
Il paese ha voglia di civiltà!
Tutte e tutti in piazza!



‪#‎svegliatitalia‬

"L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.

Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.


Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.

Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.

Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti."

Ci troveremo tutte e tutti in piazza della Scala a partire dalle ore 14,30. Il flash mob è previsto per le ore 15,30

Non solo le 90 piazze italiane, in Piazza Sabato ci sarà anche l'Europa: Tra le principali città a scendere in sostegno della comunità gay italiana ci saranno Berlino, Francoforte, Londra, Dublino, Monaco e Copenhagen
LA RIVOLUZIONE E' INIZIATA

Qui tutte le piazze: www.svegliatitalia.it

Ecco tutti i punti di incontro:
ALBA: 23 gennaio, ore 16.00, via Vittorio Emanuele
https://www.facebook.com/events/1534547480176999/

ALESSANDRIA: 23 gennaio ore 16.00, piazzetta Della Lega
https://www.facebook.com/events/804935409616473/

ANCONA: 23 gennaio ore 16.30, piazza Roma
https://www.facebook.com/events/755252464606814/

ANDRIA (BAT): 23 gennaio ore 18.30, Viale Crispi
https://www.facebook.com/events/1266887709994595/

AOSTA: 23 gennaio ore 15.00, Piazza Émile Chanoux
https://www.facebook.com/events/491873230937730/

AREZZO: 23 gennaio ore 15.30, Piazza San Jacopo
https://www.facebook.com/events/1251177421565259/

ASTI: 23 gennaio ore 10.30, Piazza S.Secondo
https://www.facebook.com/events/888389847925843/

BARI: 23 gennaio ore 16.30 piazza del ferrarese
https://www.facebook.com/events/878995545548581/

BASSANO DEL GRAPPA (VI): 23 gennaio ore 15.30, piazza Garibaldi
https://www.facebook.com/events/1553505731641714/

BELLUNO: 23 gennaio, ore 16.00, piazza dei Martiri
https://www.facebook.com/events/946107078800639/

BENEVENTO, 23 gennaio ore 17.30, Prefettura
https://www.facebook.com/events/1006255619461235/

BERGAMO: 23 gennaio ore 14.30, Stazione
https://www.facebook.com/events/1559263084364330/

BERLINO: 23 gennaio, ore 15.45, Ambasciata italiana
https://www.facebook.com/events/522913107868110/

BIELLA: 23 gennaio ore 15.00, via Italia zona Fons Vitae

BOLOGNA: 23 gennaio ore 16.00, piazza Nettuno
https://www.facebook.com/events/471229309745632/

BOLZANO: 23 gennaio ore 15.00, Piazza Municipio
https://www.facebook.com/events/818641151579204/

BRESCIA: 23 gennaio ore 15.00, Piazza del Mercato
https://www.facebook.com/events/1658152911114075/

BRINDISI: 23 gennaio, ore 17.30, piazza Vittoria
https://www.facebook.com/events/499740523483875/

CAGLIARI: 23 gennaio ore 16, Scalinata della Bonaria
https://www.facebook.com/events/1713887652178989/

CALTANISSETTA: 23 gennaio ore 18.00, piazza Falcone e Borsellino
https://www.facebook.com/events/497541690432977/

CASERTA, 23 gennaio ore 17.30, piazza Alfonso Ruggiero
https://www.facebook.com/events/441594139344298/

CASTELLANA GROTTE (BA): ore 9.00, piazza Garibaldi
https://www.facebook.com/events/191769941175652/

CATANIA: 23 gennaio, ore 18.30 Piazza Stesicoro.
https://www.facebook.com/events/964685176954314/

CATANZARO: 23 gennaio, ore 10.00, piazza Prefettura
https://www.facebook.com/events/960413357372608/

CESENA: 23 gennaio, ore 15.30, Corteo da piazza Guidazzi (teatro Bonci)
https://www.facebook.com/events/142995419410997/

CHIETI: 23 gennaio, ore 15.00 largo Martiri della Libertà
https://www.facebook.com/events/802727949872520/

COPENHAGEN (DK): 23 gennaio ore 14.00 locali, Fredericiagade 2, next to Amalienborg, di fornte alla residenza dell’Ambasciatore Italiano
https://www.facebook.com/events/1674408119511765/

COSENZA: 23 gennaio ore 11, piazza XI Settembre
https://www.facebook.com/events/761707890601208/

CREMONA: 23 gennaio ore 15.30, Piazza Roma (zona Pagoda)
https://www.facebook.com/events/1200743656621842/

CUNEO: 23 gennaio ore 16.00, via Roma
https://www.facebook.com/events/1657136824549932/

DUBLINO (IE): 23 gennaio, ore 14.00, Italian Embassy 63-65, Northumberland Road Dublin 4
https://www.facebook.com/events/425967810861083/

FERRARA: 23 gennaio ore 16.00, piazza Municipale
https://www.facebook.com/events/815437535252548/

FIRENZE: 23 gennaio ore 15, piazza della Repubblica
https://www.facebook.com/events/1542499239398950/

FOGGIA: 23 gennaio ore 17.00, Corso Vittorio Emanuele
https://www.facebook.com/events/795364457258825/

FRANCOFORTE (D): 23 gennaio ore 15.00 Kettenhofweg, (di fronte al consolato Italiano) 1

GENOVA: 23 gennaio ore 15.00, cortedo da piazza della Meridiana
https://www.facebook.com/events/1770803569807487/

GORIZIA, 23 gennaio ore 11.00, piazza Vittoria.

GROSSETO: 23 gennaio ore 17.00, Piazza San Francesco
https://www.facebook.com/events/104964563218976/

GUIDONIA (Roma): 23 gennaio ore 15.00 piazza degli Anemoni

ISERNIA: 23 gennaio, ore 16.30, piazza Celestino V
https://www.facebook.com/events/1187485261280874/

IVREA: 23 gennaio ore 16.30, Giardini di Corso Cavour
https://www.facebook.com/events/753355991464915/

L’AQUILA: 23 gennaio ore 15:00, Fontana Luminosa
https://www.facebook.com/events/1502656446710340/

LA SPEZIA: 23 gennaio ore 17.00, Piazza Garibaldi
https://www.facebook.com/events/1034592909938002/

LECCE; 23 gennaio, ore 18, Piazza sant’Oronzo
https://www.facebook.com/events/1011553815568445/

LIMERICK (IRLANDA): 23 gennaio ore 14.30, 3 Little Ellen Street
https://www.facebook.com/events/721820544585356/

LIVORNO: 23 gennaio, ore 15.00, Corteo da Piazza Attias fino a Piazza del Municipio.
https://www.facebook.com/events/964290136982821/

LODI: 23 gennaio, ore 15.30, piazza della Vittoria
https://www.facebook.com/events/578186418998735/

LONDRA (UK): 23 gennaio, ore 15.00 Ambasciata d’Italia
https://www.facebook.com/events/215257098811527/

LUCCA: 23 gennaio, ore 16.00, piazza san Michele
https://www.facebook.com/events/212028782472469/

MANTOVA: 23 Gennaio ore 17.00, piazza Mantegna
https://www.facebook.com/events/1497742967200672/

MASSA: sabato 23, ore 16.00, Piazza Mercato
https://www.facebook.com/events/1025666620789768/

MATERA: sabato 23 ore 18.00, piazza Vittorio Veneto
https://www.facebook.com/events/761812590619251/

MILANO, 23 gennaio ore 14.30, piazza della Scala
https://www.facebook.com/events/1683275998623800/

MODENA, 23 gennaio ore 15.00, piazza Mazzini.
https://www.facebook.com/events/1665558196994813/

MONACO (D), 23 gennaio ore 16.30 Marienplatz

NAPOLI: 23 gennaio ore 16.30, corteo da piazza Carità a piazza Plebiscito
https://www.facebook.com/events/1547271932264278/

NOVARA: 23 gennaio ore 15.30, piazza Martiri
https://www.facebook.com/events/219650621705642/

NUORO: 23 GENNAIO ORE 16.30, piazza San Giovanni
https://www.facebook.com/events/962945493779680/

ODERZO (TV): 23 gennaio ore 10.00, piazza Grande
https://www.facebook.com/events/1005117096227363/

PADOVA: 23 gennaio ore 16.00, via VIII Febbraio
https://www.facebook.com/events/1659451457669898/

PALERMO: 23 gennaio ore 16.30, piazza Verdi (teatro Massimo)
https://www.facebook.com/events/478529692352237/

PARMA: 23 gennaio ore 16:00, Piazza Garibaldi
https://www.facebook.com/events/974449745960179/

PAVIA, 23 gennaio ore 15.30, piazza Della Vittoria
https://www.facebook.com/events/1655025101453630/

PERUGIA: 23 gennaio ore 15.30, Piazza Italia
https://www.facebook.com/events/471797653028870/

PESCARA: 23 gennaio ore 16.00, Piazza Salotto
https://www.facebook.com/events/699030713573061/

PIACENZA: 23 gennaio ore 15.00, piazza Duomo
https://www.facebook.com/events/1677497119156307/

PISTOIA: 23 gennaio, ore 17.00 piazza Gavinana
https://www.facebook.com/events/984676434958487/

POTENZA: 23 gennaio ore 17.00, corteo da P.zza Mario Pagano a P.zza Sedile
https://www.facebook.com/events/1049598738437213/

RAGUSA: 23 gennaio ore 18.00, piazza San Giovanni
https://www.facebook.com/events/207596696257187/

REGGIO EMILIA: 23 gennaio ore 16, piazza Martiri del 7 Luglio
https://www.facebook.com/events/215694388768663/

REGGIO CALABRIA: 23 gennaio ore 18, Corso Garibaldi
https://www.facebook.com/events/212741092398660/

ROMA: 23 gennaio ore 15 di fronte al Pantheon (Piazza della Rotonda)
https://www.facebook.com/events/553096614854902/

SALERNO: 23 gennaio ore 18.30, Corso Vittorio Emanuele
https://www.facebook.com/events/559645330877725/

SANREMO: 23 gennaio, ore 15.00, Via Escoffier angolo C.so Matteotti
https://www.facebook.com/events/1097109616986725/

SARZANA (SP): 23 gennaio ore 17.00, piazza Matteotti
https://www.facebook.com/events/171930376504122/

SASSARI 23 gennaio, ore 18.00, piazza d’Italia
https://www.facebook.com/events/1496699837303712/

SAVONA: 23 gennaio, ore 16.00, Piazza Sisto IV
https://www.facebook.com/events/1102176959793952/

SIRACUSA: 23 gennaio ore 21, Largo 25 Luglio (tempio di Apollo)
https://www.facebook.com/events/1667782986795508/

TARANTO: 23 gennaio ore 20, piazza Maria Immacolata
https://www.facebook.com/events/202811763399848/

TORINO: 23 gennaio ore 15.30, piazza Carignano
https://www.facebook.com/events/139055686471422/

TRENTO: 23 gennaio ore 16.00, piazza Dante
https://www.facebook.com/events/1672328719708251/

TREVISO:23 gennaio, ore 15.30, piazza Indipendenza
https://www.facebook.com/events/1199934583367522/

TRIESTE, 23 gennaio ore 15.00, piazza Unità d’Italia.
https://www.facebook.com/events/1018604871530798/

UDINE: 23 gennaio ore 15, Piazza San Giacomo
https://www.facebook.com/events/1066196056745237/

VARESE: 23 gennaio, ore 15.00, piazza Monte Grappa.
https://www.facebook.com/events/1665837623628360/

VERBANIA: 23 gennaio ore 10, piazza Ranzoni
https://www.facebook.com/events/811280212328052/

VERCELLI: 23 gennaio ore 15:00, piazza Cavour
https://www.facebook.com/events/1167398069938080/

VENEZIA: 23 gennaio ore 16.30, Campo Santa Margherita
https://www.facebook.com/events/970303926382575/

VERONA: 23 gennaio ore 15.00, piazza Bra
https://www.facebook.com/events/427426657462912/

VIAREGGIO: 23 gennaio ore 16.00, piazza Mazzini
https://www.facebook.com/events/883466591760836/

VICENZA: 23 gennaio ore 16.00, Piazza dei Signori.
https://www.facebook.com/events/723392434458406/

VITERBO: 23 gennaio ore 18,30, piazza del Plebiscito
https://www.facebook.com/events/1717639231787998/

PRESIDIO PERMANENTE AL SENATO:
Roma: Dal 28 gennaio alle 16:00 al 30 gennaio alle 14:00 piazza delle cinque lune
https://www.facebook.com/events/813278762115102/
Di seguito il comunicato ufficiale di Arcigay:
http://www.arcigay.it/comunicati/unioni-civili-associazioni-lgbt-compatte-tante-piazze-per-raccontare-luguaglianza/Evento facebook: https://www.facebook.com/events/1665558196994813/


‪#‎SVEGLIATITALIA‬

Le associazioni promotrici: Agedo, ALA Milano ONLUS, ArciLesbica Zami Milano, B.Rain - Bicocca Rainbow - lgbtqi, Studenti BEST, Associazione Radicale Certi Diritti, CIG Arcigay Milano, Circolo Culturale TBGL Harvey Milk Milano, Circolo "Quelli di Calusca", Famiglie Arcobaleno, Gay Statale Milano, I Sentinelli di Milano, le Rose di Gertrude Magenta, Pride Sport Milano, PoliEdro, Renzo e Lucio - Associazione GLBT, Rete Genitori Rainbow,

venerdì 20 novembre 2015

Il 20 novembre ricorre il TDoR (Transgender Day of Remembrance),giornata internazionale in ricordo delle vittime della transfobia.



Il 20 Novembre, in tutto il mondo, si svolge il “TDoR” – Transgender day of remembrance -ricorrenza della comunità lgbtqi, lesbica, gay, bisessuale, transessuale, queer e intersessuale, che commemora le vittime dell’odio e del pregiudizio anti-transgender (transfobia), le discriminazioni, le violenze che continuamente subiscono le persone trans.

„Questa celebrazione nasce nel 1999, in memoria di Rita Hester, una donna transessuale afroamericana, uccisa nello stesso anno negli Stati Uniti. Da quel giorno, ogni anno, migliaia di candele in tutto il mondo sono state accese nelle piazze, per commemorare Rita e tutte le altre persone trans che hanno perso la loro vita a causa dell’odio e dell’intolleranza.

Questi momenti pubblici non sono solo un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere la consapevolezza sulla condizione transessuale e transgender, ma prima di tutto permettono che anche persone senza più un volto, un nome o una famiglia, possano essere ricordate per un giorno, sfuggendo al silenzio e all'indifferenza. “

#sayhername #tdor


Almeno 21 persone transgender sono state uccise negli Stati Uniti quest'anno, la maggior parte sono donne transgender di colore. Ma non è solo gli Stati Uniti La comunità transgender deve affrontare un numero elevato di violenza in tutto il mondo.

Diverse donne transgender sono state uccise in Argentina negli ultimi mesi, tra cui l'attivista transgender Diana Sacayán. E 'stato riferito che le persone transgender sono state assassinate in El Salvador e, più recentemente, un uomo transgender in Giappone è stato brutalmente assassinato.

Il Transgender Europe Trans Murder Monitoring (TMM) progetto ha riferito che almeno 1.700 persone transgender sono stati uccisi negli ultimi sette anni. Brasile e Messico hanno il più alto numero di omicidi riportati di persone transgender.



TDoR a MilanoAnche in Italia la comunità Lgbt si è attivata organizzando incontri per ricordare che la violenza si può sconfiggere, ma soprattutto non si deve ignorare, far finta di nulla, perché l’indifferenza è, se possibile, ancora peggio.

L’appuntamento è per giovedì 20 Novembre alle ore 18e30 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano -in via Edomondo De Amicis 10- alla presentazione e alla mostra fotografica denominata “Il tuo tabù è la mia famiglia”.

La mostra sarà allestita dal 20 al 25 novembre sarà visitabile dal pubblico nei giorni 21/22/ 24/25 novembre, negli orari seguenti: dalle 10 alle 19 venerdi/lunedì/martedì, sabato dalle 15 alle 18.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di Ala Milano Onlus.
CHI È UNA PERSONA TRANS?



Una persona transessuale sente di appartenere al sesso opposto a quello in cui è nata. Si rende conto che il suo corpo la contraddice, ma spiega che la sua anima è imprigionata “in un corpo sbagliato” e ha bisogno di adeguare la realtà esterna al suo vissuto interno, indiscutibile.

Il termine si declina al femminile la transessuale per indicare persone di sesso anatomico maschile che sentono di essere donne – MtF – e al maschile il transessuale per indicare persone di sesso anatomico femminile che sentono di essere uomini. – FtM.

Entrambi desiderano poter vivere la propria vita nella dimensione a cui sentono di appartenere e desiderano poter avere un corpo che corrisponda il più possibile al proprio vissuto psicologico, nonché un riconoscimento sociale in accordo alla loro identità.   


Nel sito dedicato a TDoR è disponibile l’elenco degli eventi previsto per il 20 novembre, ulteriori informazioni si possono trovare sul sito Remebering Our Dead.

Per ulteriori informazioni su Transgender Day of Remembrance e di trovare un evento nella tua zona, visita hrc.org/TDOR..

Per ulteriori informazioni sulle iniziative di HRC verso l'uguaglianza transgender, andare ahrc.org/transgender..

Verificate anche Transgender Guida HRC Visibilità qui.

mercoledì 16 settembre 2015

UNA PROPOSTA ALLE UNIVERSITA’ DI PERUGIA PER ELIMINARE DISCRIMINAZIONI SULL’IDENTITA’ DI GENERE

Dichiarazione di Patrizia Stefani ed Emidio Albertini copresidenti di Ompalos Arcigay Arcilesbica e Michele Guaitini segretario di Radicaliperugia.org


In Italia la discriminazione basta sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere, in generale, e la transfobia, in particolare, hanno causato e continuano a causare non solo morti ed aggressioni, ma altre sì impediscono alle persone transessuali il diritto all'autodeterminazione, al lavoro, allo studio, laddove tali diritti costituiscono condizioni necessarie per condurre una vita dignitosa e godere di una pari cittadinanza.


Anche le Università possono fare la loro parte: - dicono Stefanio, Albertini e Guaitini - quella di Torino, primo Ateneo in Italia, dal 2003; l’Università Alma Mater di Bologna dal 2004; l’Università Statale ed Università Bicocca Milano dal 2009; l’Università Federico II di Napoli dal 2010; il Politecnico di Torino dal 2011; l’Università di Padova dal 2013; l’Università di Urbino dal 2014; l’Università di Verona dal 2014; l’Università Aldo Moro di Bari dal 2015; l’Università di Catania dal 2015 permettono agli studenti ed alle studentesse transgender di richiedere il cambiamento del proprio nome nel libretto e nei documenti universitari al fine di frequentare i corsi, rispondere agli appelli, sostenere gli esami senza che la loro privacy venga violata e senza sottoporsi a situazioni imbarazzanti e/o umilianti.


Per questo Omphalos Arcigay Arcilesbica e Radicaliperugia.org – concludono Stefani, Albertini e Guaitini - hanno scritto ai Rettori delle due Università perugine, rispettivamente Franco Moriconi Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia e Giovanni Paciullo Magnifico Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia chiedendo di attivare una procedura di tutela della identità degli studenti transgender.

mercoledì 23 luglio 2014

Riattribuzione chirurgica del sesso: in Italia si può - Di Laura Denu.

RIATTRIBUZIONE CHIRURGICA DEL SESSO: IN ITALIA SI PUÒ - UNA CLASS ACTION INDISCRIMINATA RISCHIA DI AFFOSSARE 30 ANNI DI LAVORO, IMPEGNO E CONQUISTE


Perchè la volontà di riaffermare questo dato di fatto? Per contrappormi all'ondata di disinformazione, mistificazione e strumentalizzazione a cui sto/stiamo assistendo per mano e volontà di alcuni personaggi del mondo transgender e non solo, che hanno ritenuto proficuo fare azione di terrorismo, distribuendo sul territorio nazionale l'informazione secondo cui in Italia sarebbe azzardato se non addirittura pericoloso, rivolgersi ai diversi centri sparsi nel territorio, per accedere all'intervento per cambiare sesso.


“Non esistono centri autorizzati e sufficientemente specializzati” a cui rivolgersi per vedere tutelata la propria salute psico-fisica, e per scongiurare danni e mutilazioni irreversibili, sarebbe opportuno rivolgersi in Thailandia o negli USA. Affermazioni del genere danno il via a sentimenti diffusi di diffidenza e paura, che destabilizzano chi serenamente coltivava questo tipo di progetto.

Tutto si sviluppa da alcuni episodi di cronaca dell'ultimo anno, in particolare mi riferisco al caso del policlinico Umberto I di Roma e alle quattro pazienti che sarebbero state “usate come cavie” all'interno di un protocollo sperimentale a loro insaputa. Il caso vuole che io, per altre problematiche, frequenti il dipartimento di chirurgia plastica ricostruttiva del policlinico di Roma da ben 16 anni e per questo posso tranquillamente fare una considerazione personale in merito all'altissimo livello di professionalità, competenza, disponibilità e umanità degli operatori, di cui ho goduto in questi anni, anche nei momenti più difficili da gestire, al di là di ogni possibile aspettativa. Come testimone diretta, posso dunque contestualizzare questa mia personale esperienza.

Ora, si potrebbe fare un manuale vero e proprio su storia, termini, forma e sostanza, ma diventerebbe estenuante. Mi limito a mettere il punto su poche ma fondamentali questioni centrali.


L'intervento di riattribuzione chirurgica del sesso oggi è un intervento iper collaudato, che vede l'uso di tecniche chirurgiche raffinatissime ed ottimizzate a livelli altissimi, sia dal punto di vista estetico che funzionale, ma in soltanto tre o quattro centri sparsi nel territorio. In Italia si effettuano circa 150 interventi l'anno, con un aumento del 25% negli ultimi 5 anni. Per lo più si tratta di conversione andro-ginoide (da maschio a femmina). I numeri relativi alla riuscita dell’intervento chirurgico di RCS, stando alle percentuali fornite dai centri specializzati e associazioni, su 10 operazioni 8 hanno un buon esito, 2 hanno esito parzialmente o totalmente negativo (stenosi e fibrosi delle pareti vaginali, fistole, infezioni, prolasso della cute peniena che riveste la neo-vagina). Le seconde hanno altrettanto peso se si tratta della vita delle persone. Non esistono, in realtà, dati e statistiche precise che riportino i numeri esatti, ma le tendenza pare essere questa stimata. Dati confermati anche in questo studio presentato al Congresso Nazionale SIA.

Qui riprendo una considerazione, a mio parere equilibrata, di Porpora Marcasciano, presidente del MIT (Movimento Identità Transessuali), che si è espressa in un articolo su Italialaica.it in merito alla questione sollevata dall'avvocata Alessandra Gracis secondo cui in Italia non esistono centri affidabili a cui rivolgersi per cambiare sesso: “Facciamo nostre tutte le denunce di mala sanità sollevate da Alessandra e da tutte le persone trans che hanno subito dei danni reali e drammatici, con la speranza e l’invito a far rientrare le loro richieste in una strategia comune, intelligente, concordata e di rete. Facciamo molta attenzione perché il rischio di perdere quello che abbiamo conquistato è molto alto e su questo credo e spero che ognuno si assuma le proprie responsabilità, quelle di una popolazione di circa 50000 persone in Italia, della loro dignità, delle loro possibilità, dei loro diritti, compreso quello di cambiare sesso.”


Testimonianze dirette, che vengono dalla lunga frequentazione personale del Policlinico di Roma che esegue la RCS da almeno 20 anni, riferiscono esiti chirurgici soddisfacenti. E' evidente che nel mondo Trans, tutti/tutte sanno dove si può e dove non si può andare, quale chirurgo è più accreditato di altri o meno. E bisogna considerare che le reazioni biologiche ad un qualsiasi intervento chirurgico sono altamente soggettive, anche se fatto da mani esperte. Di questo una mente consapevole dovrebbe tenerne conto.


Questo è un punto centrale: la consapevolezza, l'informazione e le aspettative spesso poco realistiche che le persone danno a questo tipo di interventi. L'approccio a volte sembra essere al limite del “mi cambio il taglio di capelli”. Nell'articolo di Repubblica citato sopra si dichiara: “Nessun consenso informato presentato alle pazienti relativo al carattere sperimentale di quel tipo di operazione”. Eppure da qualche anno esiste l'obbligo di un consenso informato specifico, che spiega nei dettagli e in merito all'intervento a cui si sta per essere sottoposti, rischi, controindicazioni, eventuali complicazioni, ecc.

Per questo a seguire mi limiterò a stendere una lista di cose che spesso non fate ma che dovreste fare per auto-tutelarvi da brutte sorprese. Tenendo conto comunque delle ragioni per cui si arriva all'intervento oppresse e sfiancate da anni di attese, di rinvii, di ingerenze burocratiche e coatti protocolli pseudo-scientifici (Onig). Se abbracciate la scelta di autodeterminarvi, deciderete voi se, come, dove e quando.

Per avviare il percorso di transizione non occorre affidarsi necessariamente a consultori e associazioni. Basta cercarsi un buon avvocato ed un bravo endocrinologo che non sia legato a protocolli pseudo-scientifici.

Non occorre nessuna diagnosi di DIG (disturbo dell'identità di genere): sarà il giudice del tribunale di appartenza, una volta presentato il ricorso, se lo riterrà opportuno, a nominare un consulente tecnico d'ufficio (CTU), che deciderà per una indagine di tipo psicologico. Sta a voi stabilire la necessità di una relazione da allegare al ricorso (sono sufficienti due incontri) che confermi il DIG.
Le terapie ormonali possono essere prescritte da un endocrinologo di fiducia, meglio se in una struttura pubblica, senza l'autorizzazione di nessuno.
I trattamenti estetici di base (come l'epilazione) si fanno negli ospedali. Diversi fanno anche la mastoplastica additiva: chiedete, informatevi.
Stabilite il più possibile un rapporto di fiducia con i professionisti che vi seguono, dialogate con loro, chiedete, esigete risposte. Con il chirurgo che vi siete scelte non abbiate timori reverenziali, cercate un rapporto paritario di scambio emotivo e di informazioni. Se qualcosa non andrà proprio come previsto (capita), cercate un dialogo ed un confronto onesto e diretto per decidere insieme come comportarsi, anziché viverlo come un fallimento e chiudervi nell'irrisolvibile. È possibile, se vi siete scelte il medico giusto, che vi ascolta e che parla con voi perchè voi lo avete preteso.
Capisco che dopo anni di negazione di sé, la fretta di concludere un percorso, che in realtà non si chiude mai, prenda il sopravvento. Proprio per questo non mettetevi in lista per l'intervento in tre/quattro ospedali secondo il principio “chi mi chiama, prima vado”. A meno che non abbiate le possibilità economiche per andare all'estero, pagare e fare tutto in tempi ragionevoli per le vostre esigenze.
Non caricate l'intervento di aspettative poco realistiche: la vostra neo-vagina non è un organo “naturale” ma ri-costruito e che presenta dei limiti strutturali e anche di tipo biologico. Capacità di cicatrizzazione, tempi di guarigione, strutture cutanee, quantità di tessuto utilizzabile per la ricostruzione. Non esiste una neo-vagina profonda 20 cm, ma si può ottenere il meglio se ci si attiene scrupolosamente a tutte le indicazioni del caso. Il tutore vaginale per gli esercizi di dilatazione va usato tutta la vita, tranne se avete rapporti continuativi e “regolari”. La neo-vagina anche dopo 20 anni tende per natura alla fibrosi e al restringimento. Se un chirurgo non vi trasmette tutti questi dati, non è quello giusto. Cercatene un altro!
Il corpo è solo un corpo, non deve rappresentare nessuno tranne voi stesse/stessi, non esistono modelli e stereotipi a cui assomigliare, non dobbiamo diventare “normali e uguali” a nessuno. Pensare di fare la RCS se non si hanno motivazioni strutturate, realistiche e consapevoli, che non vadano oltre l'intimo perimetro del proprio sentire sarebbe un rischio in ogni caso. Anche se il vostro intervento avrà esiti strabilianti. Ma non fatevi strumentalizzare da personaggi senza scrupoli in cerca di potere e visibilità. Cercate soluzioni col vostro medico, se avete costruito e preteso un rapporto diretto, c'è sempre una soluzione se c'è stata quella consapevolezza come fondamento.
All'atto del ricovero vi viene chiesto di leggere e firmare il consenso informato. Se ve ne consegnano uno soltanto non lo firmate, chiedete il consenso informato specifico per l'intervento che state per fare, dove vengono elencati con chiarezza pro e contro. Ma soprattutto leggeteli e rileggeteli, non li legge nessuno, lo so. “Che mi frega di leggere tutti questi fogli, firmo e basta”! È un classico che si ripete sempre. In caso contrario non potrete recriminare nulla, se non lo avete letto ma lo avete firmato.
Non state dietro al “si dice in giro che”....cercate fonti di informazione attendibili, esistono ovunque, finchè non trovate il meglio per le vostre aspettative. Un protocollo sperimentale si chiama sperimentale perchè non è stato mai fatto ed è primario essere consapevoli del fatto che può andare a buon fine o meno. Nel caso dell'Umberto I non era sperimentale la tecnica chirurgica, già applicata da anni alle problematiche genitali femminili (sindrome di Mayer-Rokitansky-Kuster-Hauser) con successo. E' l'applicazione alla riattribuzione sessuale ad essere sperimentale, e non sempre con esiti negativi.
Non si accede alla RCS per le richieste del compagno di turno, oppure nell'illusione di una maggior integrazione socio-lavorativa o di una vita “normale” e meno marginalizzata. La tendenza alla prassi del respingimento e dell'esclusione sociale non avrà fine con un intervento chirurgico, ma forse avrà fine con la nostra lotta quotidiana per il diritto come “persona” all'affermazione delle nostre aspirazioni e dei nostri talenti personali.
Laddove è stato impossibile, invece, assicurarsi tutta una serie di tutele e garanzie, a causa di scelte sbagliate, affrettate o non dipendenti dalla propria volontà, e i danni subiti sono stati irreversibili, invalidanti, proprio a causa dell'incompetenza accertata del medico che vi ha operate, e dove viene a mancare la volontà da parte dei sanitari e della struttura a cui vi siete rivolte di collaborare nella ricerca di una qualche soluzione, allora diventa d'obbligo rivolgersi ad un legale e denunciare. E' falso che la classe medica sia inattaccabile, se si è stati attenti al fatto che regole, procedure e documentazioni siano state effettuate ed applicate correttamente.

Infine, il vero problema in Italia è rappresentato dalle lunghe liste di attesa nei centri migliori, perchè anche nei pochi centri specializzati si fanno pochi interventi in quanto classificati di bassa priorità. Siamo considerate “malate” (DSM), ma per curarci ci impiegano anni, questo è la contraddizione di fondo. Siamo tutte e tutti vittime di un sistema economico-politico-sociale che non funziona ed è innegabile, ma lavorare su noi stessi/stesse per imparare ad auto-tutelarci ed autodeterminarci diventa fondamentale per sopravvivere e resistere ad una macchina infernale pronta a schiacciare, ostacolare e distruggere. Quindi a ciascuno le proprie responsabilità, che si denunci la malasanità laddove esiste, ma attenzione a chi approfittando di questo polverone, non aspetta altro che toglierci anche quel poco che abbiamo conquistato. Poi altro che diritto alla salute!


Per questo a noi persone Trans, ma non solo, non è concesso improvvisare se vogliamo difendere e proteggere il nostro diritto ad essere e ad esserci, come meglio crediamo. Attraverso l'unico strumento che ci occorre: l'orgoglio di essere ciò che siamo, senza che nessuna istituzione scientifica e giuridica si arroghi il diritto di scegliere e decidere per noi. A qualsiasi prezzo, tranne quello della propria salute psico-fisica.

La normalizzazione non è mai una risposta!




Brevi cenni storici


La tecnica chirurgica di riattribuzione sessuale viene introdotta dal dott. Christian Hamburger che per la prima volta, nel 1951, portò a termine tale intervento. Pochi anni più avanti, nel 1956, il ginecologo francese Georges Burou, inizia presso una clinica nel centro di Mers Sultan, la sua lunghissima e storica esperienza medico/chirurgica di riattribuzione sessuale. Sarebbero più di 1000 gli interventi all'attivo di Burou, e la sua tecnica viene ancora oggi insegnata nel mondo, a quasi 30 anni dalla morte.



Il dott.re Georges Burou


In Italia fa da pioniere di questa tecnica chirurgica il prof. Angelo Salvini, urologo di fama europea che iniziò a praticarla clandestinamente a metà anni '70, alle persone che ne facevano richiesta e che non avevano la possibilità di recarsi a Londra (Charing Cross Hospital) o a Casablanca. L'attività del Prof. Salvini si sviluppa in modo esponenziale come unico punto di eccellenza italiano per il cambio di sesso, in quegli anni, a Milano.


In seguito, nei primi anni '90, altri due centri si sono uniti all'Ospedale di San Donato Milanese dove operava Salvini, l'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dove operava il dott. Alfredo Palmisano, e il SAIFIP diretto e fondato nel '91 dal prof. Aldo Felici. Ma anche a Pietra Ligure (dott. Bormioli), a Trieste (dott. Trombetta), a Roma (prof. Scuderi), a Milano (prof. Austoni), a Perugia (prof. Dominici), a Bari (prof. Selvaggi).


Nel 1982 arriva il supporto della regolamentazione giuridica con la legge 164/82 – Norme in materia di riattribuzione sessuale – legge De Cataldo, voluta fortemente dal M.I.T. di quegli anni – Movimento Italiano Transessuali – e dal Partito Radicale, accolta ed approvata in tempi brevissimi dal Parlamento in modo trasversale.


E' proprio di questi mesi, dopo 30 anni, la proposta - ddl 405 - di ridiscussione della legge 164/82, che, pur essendo uno strumento giuridico rilevante, presenta alcuni aspetti di restrizione rispetto all'autodeterminazione delle persone, nella volontà, che dovrebbe essere riconosciuta, di non voler accedere alla riassegnazione chirurgica del sesso per vedere invece legittimato il diritto alla rettifica anagrafica del genere di appartenenza, senza dover essere obbligate/i alla medicalizzazione forzata, laddove non ve ne sia volontà e necessità.



Fonte: laura denu

mercoledì 14 maggio 2014

#ddl405 per i diritti delle persone transessuali e intersessuali



Pubblicato in data 11/mag/2014


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e manda tuoi contributi in sostegno alla nostra petizione a disegnodilegge405@gmail.com



La proposta di legge in breve:

Sparisce il tribunale dal percorso di transizione, con un netto risparmio in termini economici, di tempo, di uso della pubblica amministrazione. Nessuno è chiamato a giudicare. La procedura di modificazione dell'attribuzione di sesso e del nome di nascita andrà presentata al prefetto, che in 30 giorni dispone il cambio. Sarà possibile cambiare nome e sesso o anche solo il nome. Occorre solo la relazione di disforia di genere per richiedere il cambio anagrafico. Il cambio anagrafico viene richiesto quando il diretto interessato lo desidera, non quando lo concede il giudice (situazione attuale).

Resta il ricorso al tribunale per i minori che, non essendo maggiorenni, possono comunque usare questa via per accedere al percorso, al cambio anagrafico e all'operazione. Sarà possibile ricorrere ad un tutore speciale in caso i genitori si oppongano alla volontà del minore.

È specificato che, in caso di disforia di genere, l'asportazione di organi sani (apparato genitale) non rientra tra le mutilazioni, ma un normale procedimento di tutela della salute della persona. Non è più necessario ricorrere al giudice per l'autorizzazione all'intervento.

Il matrimonio non può più essere sciolto automaticamente ma segue la normale procedura di separazione/divorzio.

È vietato qualsiasi intervento chirurgico cosmetico, di riattribuzione forzata del sesso, sui bambini nati con genitali atipici (intersessuali).

Tutte le procedure e i trattamenti sono gratuiti

È attivato un programma di sensibilizzazione riguardo la transessualità per il personale sanitario.


Uno speciale ringraziamento va a Matteo Tortora (regista), Sandra Garuglieri (attrice), Alessandro Baldinotti (attore) e a tutti gli attori del Laboratorio Nove di Sesto Fiorentino (voci) senza i quali questo video non sarebbe stato realizzato. Grazie!

giovedì 17 aprile 2014

India: la Corte Suprema ha riconosciuto il diritto dei transessuali a essere considerati come «terzo sesso» sui documenti legali




La Corte Suprema indiana ha riconosciuto Martedì  15/04/2014  il diritto dei transessuali a essere considerati come «terzo sesso», né maschio né femmina, una decisione accolta con soddisfazione da gruppi di militanti. 


Una sezione del massimo organo giudiziario, composta dai giudici K.S.Radhakrishnan e A.K.Sikri, ha stabilito che i transessuali devono avere gli stessi diritti degli altri cittadini e che devono essere considerati come minoranza da tutelare. Il che significa che possono accedere alle “quote riservate” ad alcune minoranze e caste inferiori nelle scuole e nella pubblica amministrazione nell’ambito delle politiche di discriminazione positiva. È previsto che abbiano accesso al sistema sanitario e anche il diritto a usufruire di bagni pubblici separati. La Corte, inoltre, ha chiesto al governo e agli Stati di avviare programmi di “welfare” e campagne di sensibilizzazione. Il ricorso è stato presentato nel 2012 da un gruppo guidato da Laxmi Narayan Tripathi, un attivista eunuchi e transessuali nota per la sua lotta per il riconoscimento dei loro diritti.

All'inizio di aprile, la più alta corte in Australia ha stabilito che una persona possa essere riconosciuta dallo stato civile come sesso neutre rispetto al genere, uno dei pochi paesi a riconoscere un terzo genere. 

Nel frattempo, la Germania e Nepal permettono ai loro cittadini di mettere una X nella "sesso" box passaporto.

In India , la stessa Corte di Cassazione nel mese di dicembre ha rifiutato di depenalizzare l'omosessualità , che resta un reato. La sentenza ridà speranza alla battaglia della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) diretta a ottenere l’abolizione del vecchio e obsoleto articolo 377 del Codice penale indiano che vieta il `sesso contro natura´ come la sodomia e la fellatio. Rovesciando una precedente decisione di una corte inferiore del 2009, lo scorso dicembre la Corte Suprema aveva reintrodotto la disposizione in base alla quale i rapporti tra omosessuali sono illegali.

giovedì 10 aprile 2014

UN ALTRO GENERE È POSSIBILE.


Campagna per ottenere il cambio del nome e del sesso anagrafico senza intervento chirurgico

Nel 1982 quando la Legge 164 venne emanata fu un’opportunità grandissima per le persone Trans.
Dopo 30 anni la Legge 164 è diventata il più grande ostacolo per le persone transessuali di emanciparsi dalla discriminazione.

Condizionare il cambiamento del nome e del sesso anagrafico all’intervento chirurgico fa sì che ogni persona Trans che non desidera o non può operarsi non può mai ottenere il cambiamento del nome.

In poche parole condanna le persone Trans non operate in un limbo giuridico da quale non potranno mai uscire.

E’ arrivato il momento di spezzare questa catena e di pretendere che in Italia sia possibile cambiare il nome anche per chi decide di NON operarsi.

L’identità sessuale è un diritto e non può essere condizionato dalla chirurgia.

Ecco perchè pensiamo sia urgente che venga approvata una nuova legge.

Esiste già una proposta per la quale ci batteremo politicamente.

Nel frattempo, se questo Parlamento non legifererà noi proporremo cause in ogni Tribunale d’Italia per ottenere, così come è già avvenuto a Roma, sentenze cheautorizzano il cambiamento del sesso e del nome anche senza l’intervento chirurgico.

Ogni persona Trans d’Italia che non desidera operarsi ma desidera avere il cambiamento del nome potrà unirsi alla nostra battaglia.

Se sei un persona Trans non operata che vuole cambiare nome e sesso contattaci a: altrogenerepossibile@gmail.com o chiama lo 051.271666

Se vuoi aderire e diffondere la campagna puoi scaricare il materiale qui.






giovedì 9 maggio 2013

Elezioni in Pakistan: la prima volta dei candidati transgender

Islamabad - Sono solo sette, su 23mila, i candidati transgender alle elezioni parlamentari che si terranno l’11 maggio in Pakistan. Una rappresentanza esigua dei circa 500mila 'eunuchi' pakistani che ha però la forza di una rivoluzione nel sistema politico pakistano. Perché è la prima volta che, come indipendenti, si presentano alle urne i rappresentanti di omosessuali, transessuali, travestiti, ermafroditi, uomini castrati. Eunuchi, appunto, che secondo la tradizione pakistana vengono chiamati a ballare ai matrimoni o alle celebrazioni per la nascita di un figlio secondo la credenza che chi è nato sfortunato porterà fortuna. E che ora vedranno i loro nomi nelle liste dei candidati a Karachi, Jehlum, Gujrat e Sargodha, come spiega Almas Boby, presidente della Pakistan Shemale Foundation che difende la comunità transgender pakistana. «Se riusciremo a entrare in Parlamento avremo un trattamento migliore nella società», ha detto.

Ma le chance di essere eletti sono limitate, visto che la maggior parte dei candidati ha risorse finanziarie limitate e la loro campagna elettorale si svolge porta a porta, afferma Boby. Riconosciuti nel 2011 dalla Corte suprema come “terzo sesso”, con tanto di carte d’identità ad hoc e con il riconoscimento del diritto al voto, quella dei transgender è una battaglia a tutela dei diritti umani e contro la violenza. A portarla avanti sono proprio loro, spesso trattati come oggetti sessuali e vittime di abusi, anche da parte degli stessi familiari, spesso impuniti. Costretti ad abbandonare presto la casa paterna e a trovare un modo per guadagnare i soldi necessari a sopravvivere, spesso prostituendosi.

«La gente non crede che possiamo essere corrotti perché non abbiamo né figli, né famiglia - dichiara la candidata indipendente a Sukkur, Sanam Faqeer, contattata da ‘Express Tribune’ - Non abbiamo bisogno di rubare soldi come fanno altri politici per costruirci ville per le nostre generazioni future». «Il mio obiettivo è dare giustizia ai poveri, benessere agli anziani, promuovere la meritocrazia e cancellare la disoccupazione. Una volta eletta, renderò la mia città più pulita e metterò fine al traffico caotico», afferma Faqeer, nata nel 1975 come Essa Gul, da sempre nel mirino dei suoi fratelli per i suoi atteggiamenti effimeri. A 15 anni, alla morte del padre, è stata allontanata da casa e affidata a un esponente di spicco della comunità transgender. Da qui il cambio di nome, la decisione di farsi crescere i capelli, di indossare abiti femminili e di lavorare come prostituta. Nel 2009 ha fondato una struttura per gli eunuchi anziani. Oggi la sua casa è trasformata in un istituto che offre ai transgender la possibilità di usare il computer e la prospettiva di un lavoro più rispettabile.

A farle eco è Resham, che nel Gujrat, al confine con l’India, tenta l’impossibile: sfidare il premier uscente e l’ex ministro della Difesa per un seggio in Parlamento in quello che definisce «un jihad per candidarmi». «I principali partiti politici non hanno ascoltato i problemi della gente», dice mentre conduce la sua campagna contro la povertà e l’inflazione galoppante. «Sono sicura di ottenere oltre 60mila voti», dice Resham, che sostiene di avere l’appoggio delle «donne che sono stufe dei pezzi grossi della politica. Mi hanno chiesto si sconfiggerli». Lo stesso vale per Bindiya Rana, candidata transgender, che quando va a presentarsi porta a porta nei bassifondi di Karachi trova gente che ascolta il suo programma piuttosto che guardare alla sua identità sessuale. Un programma mirato a combattere i reati di strada e le interruzioni di elettricità. «Se vinco, darò voce ai transgender, spesso vittime e umiliate», dice infine Lubna Lal, candidata per l’assemblea provinciaale di Jehlum nel Punjab.

Fonte:http://www.corrierenazionale.it/home/esteri/2013/05/08/news/97536-Elezioni-in-Pakistan-la-prima-volta-dei-candidati-transgender