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giovedì 11 novembre 2010

Brasile - La polizia unita contro la violenza omofoba.


2010/10/11 - "Il grado di civiltà di un paese si misura dal trattamento delle persone LGBT", ha detto il Segretario Nazionale di Pubblica Sicurezza

Il tema dell'evento è "per la difesa della dignità umana" e mira a promuovere un dialogo tra le pubbliche autorità con la società civile sul tema e produrre politiche per la promozione della cittadinanza di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali.

"Questo evento, sponsorizzato dalla Segretaria di Pubblica Sicurezza ora può essere considerato come un punto di riferimento e dovrebbe essere ammirato per l'adozione di una causa impopolare in mezzo a tanto odio di Destra che sta contaminando la popolazione Brasiliana . Dovremmo sempre tenere a mente che la democrazia prima di una regola di maggioranza, si tratta di un regime di minoranza ", ha detto Rumsfeld, durante l'apertura del evento che ha la presenza della polizia, e di varie autorità e attivisti di tutto il paese.


Rio de Janeiro ospita il 2 ° Seminario Nazionale di Pubblica Sicurezza per la comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender), con una protesta contro l'omofobia si è verificato nei giorni scorsi (10) a Candelaria, nel centro della città. La protesta dei agenti di polizia della città, la polizia civile e militari che hanno ricordato le persone LGBT assassinate in Brasile. Durante la manifestazione, fiori sono stati distribuiti ai passanti, e le palline bianche che simboleggiano gli omosessuali assassinati.

Secondo il presidente della organizzazione non governativa Grupo Arco-Iris, Julio Moreira, non si può discutere di sicurezza pubblica per la comunità LGBT senza garantire l'inserimento sociale per gli omosessuali.

"Non possiamo discutere la questione della sicurezza pubblica [per gli omosessuali], se la politica non metti leggi di ordine pubblica di inclusione sociale. A volte la vittima subisce violenza omofoba proprio dalla vulnerabilità sociale in cui vivono. Un esempio sono i travestiti e transessuali, in quanto più esposti ad assumere una identità di genere femminile. Con questo, essi hanno difficoltà di accesso di base della sanità, dell'istruzione e del lavoro. Quindi, dobbiamo lavorare in questo contesto, anche per migliorare la discriminazione del paese ", ha detto.

Secondo il sovrintendente dei diritti individuali, collettivi o diffusi della Segreteria di Stato per l'assistenza sociale ei diritti umani a Rio, Claudio Nascimento, anche si la polizia ha una tradizioni maschilista, negli ultimi anni hanno cambiato la prospettiva nell'affrontare tematiche LGBT .

"La tradizione della polizia, a causa della dittatura militare, è una tradizione maschilista ancora molto conservatrice. Ma negli ultimi dieci anni, stiamo assistendo a un grande cambiamento dal punto di vista della polizia, nel trattare questo tema [LGBT]. Questo dimostra che le politiche di pubblica sicurezza stano arrivando, e ora abbiamo bisogno di aumentare ulteriormente il dialogo tra la comunità gay ed i diversi segmenti di operatori di pubblica sicurezza, "ha detto.

Il seminario, che si e svolto nel Hotel Guanabara , in centro, si e concluso ieri (10/11/2010). Secondo Nascimento, i partecipanti al seminario stano lavorando un piano nazionale di azione in materia di sicurezza pubblica per combattere la discriminazione. Sperano anche di sviluppare una serie di direttive per i 27 stati, diretto alla polizia in tutti gli stati della Federazione.


Agenzia Brasile

Fonte:http://www.pernambuco.com/ultimas/nota.asp?materia=20101110185913&assunto=88&onde=Brasil

In Californa eletto primo giudice transgender degli Stati Uniti

New York, 3 nov. (Apcom) - La contea di Alameda, in California, avrà il primo giudice transgender degli Stati Uniti. Victoria Kolakowski, con il 50,2 per cento delle preferenze, ha infatti sconfitto il suo avversario, il vice procuratore distrettuale, John Creighton. Kalokowski ha vinto nonostante i 25 anni di esperienza del suo rivale: porterà una ventata di novità in una corte già piena di uomini ed ex procuratori.

Kolakowski aveva vinto le primarie lo scorso giugno e, nella sua campagna elettorale, aveva attaccato la corte suprema della contea di Alameda accusandola di essere composta da un numero eccessivo di uomini bianchi.

Il nuovo giudice -che si considera lesbica- vede la sua nomina come una chance per sensibilizzare il sistema legale americano ai bisogno della comunità omosessuale. Inoltre, dice la Kolakowski, "avere un giudice transgender dimostrerà a giudici, avvocati, polizia e alla gente che anche i gay possono essere dei professionisti validi".

La neo eletta aveva già lavorato come avvocato per i diritti civili e come giudice amministrativo nella commissione della California per le public utility.

Fonte:http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2010/11_novembre/03/in_californa_eletto_primo_giudice_transgender_degli_stati_uniti,26837213.html

La transessuale Brasiliana Lea T, torna in un editoriale dark, per Hercules Magazine.

La transessuale Brasiliana, Lea T, che a ha guadagnato fama mondiale da protagonista nella sua ultima campagna di Givenchy, è tornata in un editoriale audace per Hercules Magazine. Le foto sono state scattate da Giampaolo Sgura in un clima feticci.


Lea appare con i seni esposti, e nudi modelli abbracciati, uno è il brasiliano Lucas Mascarino di 19 anni. Nel look un sacco di peli , borchie, e per aiutare un trucco pesanti per accentuare un un scenario dark.

Galleria di foto qui.http://virgula.uol.com.br/ver/album/lifestyle/2010/11/10/13517-transexual-brasileira-lea-t-posa-para-editorial-da-hercules-magazine

mercoledì 10 novembre 2010

New Delhi: pensione agli eunuchi

La quota mensile sarà di circa 17 euro

E' la prima volta che a New Delhi viene dato un riconoscimento economico agli eunuchi, di solito emarginati ai confini della civiltà indiana. La comunità, composta all'incirca da 300mila persone, tra cui transessuali e castrati, avrà diritto a una pensione di vecchiaia consistente in un minimo mensile di mille rupie, circa 17 euro. Lo ha deciso l'amministrazione cittadina. A riportarlo il quotidiano locale Times of India.

''Solo quelli giovani sono in grado di guadagnarsi da vivere, mentre quelli che hanno più di 40 anni sono disperati, perché non hanno abbastanza da mangiare e cure mediche'', ha detto Jagdish Mamgain, un responsabile della Municipal Corporation di Delhi. La loro categoria sarà quindi inclusa nella lista dei beneficiari del minimo pensionistico che comprende anche handicappati, vedove e orfani.

Gli eunuchi indiani sono considerati di buon auspicio in occasione di matrimoni e nascite, secondo la tradizione popolare, ma molti di loro finiscono nel giro della prostituzione o dell'accattonaggio.

Fonte:http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo495487.shtml

Appello per la vita di Mahtab, transgender perseguitata in Iran, e di suo marito Saleh

di EveryOnegroup

Il Gruppo EveryOne raccoglie l’appello internazionale lanciato dall’organizzazione Iranian Railroad for Queer Refugees riguardo a due casi umanitari gravi e urgenti.

Si tratta dei rifugiati Mahtab, una donna transgender, e di suo marito Saleh. Mahtab e Saleh sono iraniani e hanno vissuto nella discriminazione e nell’umiliazione. Nonostante formalmente la legge iraniana non condanni le persone transessuali, esse sono perseguitate dalle autorità e dalla stessa società islamica, come dimostrano le persone transessuali assassinate dalle loro stesse famiglie e le continue minacce di morte ricevute dalla stessa Mahtab.

Purtroppo la tolleranza apparente a volte trae in inganno il mondo democratico e l’Alto Commissario per i Rifugiati non ha accolto, fino a oggi, il disperato appello di Mahtab e Saleh, che chiedono protezione umanitaria per evitare una vita caratterizzata da esclusione sociale, terrore e violenza. Le organizzazioni che si occupano dei diritti delle persone Lgbt e delle donne in Iran, come IRQR o EveryOne, conoscono bene questa drammatica realtà e come le donne transgender e i loro compagni siano a tutti gli effetti dei perseguitati.

Attualmente la coppia si trova in Turchia, Paese che non riconosce il diritto di asilo agli iraniani perseguitati. Anche in Turchia, purtroppo, a causa della forte presenza degli integralisti islamici, i due corrono gravi pericoli. La sola speranza di salvezza che hanno è quella di trasferirsi urgentemente in Canada, dove saranno seguiti dai legali di IRQR per ottenere accoglienza.

Il Gruppo EveryOne appoggia la campagna promossa da IRQR: una raccolta fondi che consenta ai due di sopravvivere in Canada fino a quando non saranno completate le procedure di accoglienza ma contemporaneamente chiede all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati di riconsiderare la propria decisione e riconoscere a Mahtab e Saleh i diritti che derivano dalla loro condizione di perseguitati e dai rischi di trattamenti inumani e degradanti nonché di morte che correrebbero se rimpatriati nella Repubblica Islamica.

Il Gruppo EveryOne chiede inoltre al Parlamento europeo, alla Commissione europea e al Consiglio d’Europa di adoperarsi con ogni strumento diplomatico e di accoglienza affinché una nuova tragedia sia evitata a due esseri umani che non hanno colpe, se non quella di appartenere a una categoria socialmente perseguitata.


Nella foto, da sinistra: Saleh, Mahtab e l'attivista iraniano Lgbt Arsham Parsi


EveryOne Group

+39 393 4010237 :: +39 331 3585406

info@everyonegroup.com :: www.everyonegroup.com


Iranian Railroad for Queer Refugees Inc. (IRQR)

www . irqr . net

info @ irqr . net

Tel: (001) 416-548-4171

Fax: (001) 416-214-2043

Fonte:http://www.everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2010/11/4_Appello_per_la_vita_di_Mahtab,_transgender_perseguitata_in_Iran,_e_di_suo_marito_Saleh.html

Lo spot-pro Eutanasia.


lo spot pro-Eutanasia, ideato dall’associazione australiana Exit international e rilanciato in Italia dall’Associazione Luca Coscioni e dal Partito Radicale. Da gennaio lo spot dovrebbe andare in onda su Telelombardia.



Per contribuire all'iniziativa leggi qui le modalità di versamento www.lucacoscioni.it/contributo specificando la causale: "Spot eutanasia".

E' in rete lo spot-pro Eutanasia creato dall'associazione Exit international, bloccato dall'autorità per le Comunicazioni australiane e ora rilanciato in Italia dall'Associazione Luca Coscioni e dal Partito Radicale.

La versione italiana dello spot, interpretato in italiano dalla voce di Toni Garrani, è stata presentata stamane in una conferenza stampa alla quale ha partecipato, assieme a Mina Welby e al Segretario dell'Associazione Luca Coscioni Marco Cappato, anche Fabio Ravezzani, direttore di Telelombardia. L'emittente lombarda ha infatti preannunciato, prima televisione in Italia, la trasmissione dello spot.


Fonte;http://www.lucacoscioni.it/

venerdì 5 novembre 2010

Meglio Gay Che Berlusconi! (Il Premier Continua A Scherzare con la Vita Delle Persone)

Il 2 Novembre 2010, giornata di commemorazione per la scomparsa del poeta Pier Paolo Pasolini, il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi durante il Salone del Motociclo a Milano, ha dichiarato.“Meglio essere appassionati di donne che gay”.

La comunità LGBT organizzerà un weekend di sit in e riunioni di protesta contro le frasi omofobe pronunciate dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

“Meglio essere appassionati di donne che gay”, aveva affermato con tutta sicumera e quasi divertito, sfoggiando un gran sorriso successivamente. Lo sdegno della comunità lesbiche, gay, bisessuali, transgender è stato accompagnato dalle critiche di maggioranza e opposizione, concordi nel giudicare le ultime uscite del premier particolarmente offensive.

Le iniziative organizzate da Arcigay sono svariate:

Venerdì 5 novembre:

Catania: conferenza stampa presso l’Hotel Royal, alle 19

Napoli: presidio in Piazza Bovia, davanti la sede del Pdl, alle 16Palermo: Prefettura, alle 17

Pisa: Prefettura, alle 18

Ravenna: Piazza del Popolo, alle 15

Sabato 6 novembre:

Agrigento: Prefettura, alle 17.30

Bergamo: Prefettura di via Tasso, alle 16

Firenze: in via Cavour 1, alle 16

Genova: in piazza de Ferrari, 14.30

Livorno: in piazza Unità d’Italia 1, alle 15

Pavia: in piazza Vittoria, alle 17

Pistoia: in piazza Duomo 1, alle 10

Rimini: in Piazza tre martiri, alle 11

Verona: flashmob organizzato nel pomeriggio di sabato

Pesaro: banchetto-presidio in Piazza del Popolo, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19

Lunedì 8 novembre:

Chiusura a Milano, in via Giovanni Gattamelata 5, presso la Conferenza nazionale della Famiglia, con un sit cui parteciperanno Arcigay, Arcilesbica, Certi diritti, Agedo, Famiglie arcobaleno, Mit, Trangenere, Crisalide Pangender.

Dovrebbe presenziare al Forum della famiglia anche il premier Silvio Berlusconi in persona, inizialmente invitato ufficialmente, poi al centro di una discussione da parte del presidente Francesco Belletti che ha messo in dubbio un suo intervento, date le trascorse vicissitudini.

“La sua presenza era prevista fin dall'inizio, ma, alla luce degli ultimi eventi, ci imbarazza, è un fatto delicato. Il dibattito sui comportamenti pubblici e privati del premier non ci vede in sintonia”, ha affermato Belletti.

In seguito alla bufera scatenata per ragioni che esulano dal discorso politico, il premier è nel mirino della stampa italiana ed estera. Il calendario delle iniziative organizzate da Arcigay, nella persona del presidente Paolo Patanè, è stata pubblicata dal sito dell'associazione.




MEGLIO RICCHIONI CHE SILVIO BERLUSCONI -- Sit in a piazza colonna...

Nel paese delle anomalie, politiche , sociali e istituzionali, l'omosessualità può essere usata per giustificare i casi di pedofilia da parte di un vescovo mentre è intervistato dai media stranieri, o da un premier per giustificare i suoi rapporti intimi con ragazze minorenni straniere...

che dire???



Julianne Moore critica la battuta omofoba del premier italiano Silvio Berlusconi ("E' meglio essere appassionato delle belle ragazze che essere gay"): "E' un peccato aver detto una cosa del genere: così idiota, arcaica, infelice e imbarazzante. Viviamo in un'epoca in cui l'orientamento sessuale è vario: ognuno è quello che è. Troppa gente divide sempre le cose per categoria -- razza, genere, religione. Bisognerebbe concentrarsi di più sul fatto che siamo tutti esseri umani."



"Il tuo teatro della virilità mette tristezza" e ancora "Hai scelto di vestire i panni di un sultano d'occidente". Così il governatore della Puglia replica all'affermazione omofoba di Silvio Berlusconi . Repubblica TV



Esistono ancora paesi dove essere gay è reato. in alcuni di questi la pena è addirittura la pena di morte. Il premier berlusconi dopo aver offeso ed umiliato operai precari sfollati terremotati ecc ecc ecc adesso offende ed umilia anche gli omosessuali...



le reazioni delle tv estere



Un Tg brasiliano parla di una battuta ‘infelice’ del primo ministro italiano: l’espressione scandalizzata del conduttore.


Il canale inglese I.T.N. punta sul Bunga Bunga


I tedeschi


senza contare i francesi,





la ricostruzione manga dei cinesi.


Durante il Festival di Roma ci ha pensato una bella modella ha dare pan per focaccia al nostro Premier.
Sveva Alviti, una bionda modella che era ospite alla manifestazione, ha voluto rispondere a modo suo a Silvio Berlusconi scrivendo su una t-shirt la frase “Meglio gay che Berlusconi”. La modella ha mostrato la maglietta alle telecamere e agli obiettivi che non hanno potuto far altro che riprendere e scattare la situazione.

Sveva Alviti si è fatta portavoce e con semplicità ha ribattuto alla frase infelice di Silvio Berlusconi. Sul web ora sono molti quelli che si sono schierati dalla parte della modella, addirittura è stata creata una pagina su Facebbok e la frase sulla t-shirt sta diventando un vero e proprio slogan contro il Presidente del Consiglio. (Foto: Facebook)

Le proteste dalla reti.
In un paese in cui la parola "pudore" ormai suona come un errore di battitura in una pubblicità per deodoranti, anche io voglio dire che mi sento fortunato.
Nonostante tutto, infatti, poteva andarmi peggio: potevo essere Berlusconi.








Vanessa Mazza

giovedì 4 novembre 2010

Portogallo: 'Reporter TVI « transessuale in" Metamorfosi "

Portogallo_: Si stima che in Portogallo ci sia , 210 transessuali ¿una minoranza che subisce discriminazioni e l'esclusione sociale, perché credano di essere nate nel corpo sbagliato.
In Portogallo a differenza della maggior parte dei paesi europei, parte di queste persone sono donne che si sentono uomini, perché questo è l'informazione che il cervello dà a loro. Ci sono alcuni che sono venuti a sposarsi avere dei bambini cercano di adattare un modello normale, ma che per essere felici, alla fine si trasformano in uomini e come i loro figli non possono avere due nomi di padre, sulle carte d'identità, rimangono bloccate a un bivio.

Molti transessuali continuano a sopravvivere con le identificazioni ufficiali di genere di opposto a quelli che si sentono - Tutto perché il cambio di nome e di genere, fino ad ora, è un processo lungo e costoso, e si deve passare attraverso il tribunale.

Con la nuova legge sulle identità di genere, questa situazione sarà molto Rapida e facile da risolvere perché il processo si sposta al Conservatório Dos Registos Civil , cosi si può cambiare il nome prima dell'intervento chirurgico,con un referti medici.

La transessualità è la condizione di una persona la cui identità sessuale fisica non è corrispondente alla condizione psicologica dell'identità di genere maschile o femminile e che, sovente, persegue l'obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso interventi medico-chirurgici. Un'operazione che deve essere autorizzata dal medico e la cui lista di attesa è di due anni, perché c'è solo un chirurgo, che operano in Portogallo.

Le persone transgender vivono anni in una terribile ambiguità fino al momento finale. portando quasi sempre momento di grande sofferenza per le loro famiglie.










'Metamorfosi' è una storia di Alexandra Borges
l'immagine Tiago Ferreira, Paulo Oliveira, Gonçalo Prego e Giovanni Franco
montaggio di Miguel Freitas.

Fonte:http://www.tvi24.iol.pt/sociedade/reporter-tvi-metamorfose-transexuais-tvi24/1204555-4071.html

Il Papa va a Barcellona, ed è già pronta la t-shirt “Io non ti aspetto”

Cresce l’attesa per l’arrivo di Benedetto XVI in Spagna. Se a Santiago di Compostela l’attesa dei fedeli è febbrile, nella laica Catalogna ad organizzarsi è l’eterogeneo fronte anti-papista, dove Benedetto XVI “non è desiderato”


Se un tempo una visita papale era un evento da ricordare negli anni, ultimamente sta diventando un avvenimento solo per chi, queste escursioni fuori porta (di Pietro) del “primo inquilino” del Vaticano le contesta. La storia si ripete un po’ ovunque, specie quando il Papa peregrina nell’Occidente secolarizzato. Anche nella cattolicissima Spagna si preparano le proteste. In particolare, nella “laica” Barcellona dove il Papa è appunto atteso per il prossimo 7 novembre. Atteso dai fedeli certo, ma anche non desiderato “No t’espero” dal vasto fronte laico catalano.

YO NO TE ESPERO - Fronti diversi, eterogenei, quelli degli oppositori alla calata di Benedetto XVI in terra catalana. Troviamo i cattolici più critici, i laici, gli atei, i sindacalisti, i gay (LGBT) e le femministe che stanno organizzando per l’occasione una grande manifestazione di piazza pproprio poco dopo il passaggio del “Santo padre”, che avrà luogo alle 19 di pomeriggio nella Plaza Sant Jaume. La stessa polizia catalana ha predisponendo il tutto, al fine di evitare qualsiasi “contatto” con i sostenitori del Papa, questi ultimi attesi da tutta la Spagna, in particolare dalla cattolicissime regioni dell’interno. I gruppi laici e progressisti sono stati i principali agitatori. Da giorni circolano scritte, manifesti, T-shirt, cappelli che invitano più o meno esplicitamente i catalani a “boicottare” l’evento. C’è chi “cavalca” i temi storici di attrito “anticattolico” come l’aborto, il divorzio oppure quelli più recenti come la procreazione assistita, la ricerca sull’embrione fino a quelli più “sociali” come l’atteggiamento – spesso intollerante – della Chiesa nei confronti di minoranze agguerrite come i gruppi LGBT, le “unioni di fatto” e infine, ovviamente, chi rinfaccia alle gerarchie cattoliche il loro “assordante” silenzio su tutta quella lunga sequela di fatti riguardanti la violenza sessuale, gli abusi e la pedofilia nella Chiesa. Ad onor del vero, il “frente Anti-Benedetto” non è poi così compatto come si potrebbe credere. Come capita spesso in queste circostanze, il protagonismo degli uni (le femministe, per esempio) non piace agli altri (i gruppi omosessuali) e viceversa. Il comune denominatore ruota intorno allo slogan “Io non t’aspetto”, che si legge un po’ ovunque, in queste ore.

BACIAMOCI TUTTI - Un ruolo fondamentale, ovviamente, lo sta svolgendo la Rete. Non sicontano i siti, i blog e persino i gruppi di Facebook “antipapisti”, sorti nelle ultime settimane. Barcellona, o quanto meno questo eterogeneo fronte, vuole ribadire, ancora una volta, la sua idea di Stato laico. Uno stato che non scenda a compromessi con le potenti gerarchie ecclesiali spagnole, che faccia della libertà un valore universale. Per esempio, le femministe criticano la misoginia che, a loro avviso, si muove la Chiesa quando questa rifiuta di accettare il sacerdozio alle donne. “Noi siamo streghe, siamo peccatori, siamo donne libere. Manifesteremo contro il Papa”, dicono mentre distribuiscono volantini davanti all’Università. L’agguerrito drappello ritiene che l’istituzione clericale vuole decidere del loro corpo e della loro libertà. “Fuera los rosarios de los ovarios”, ossia fuori i rosari dalle ovaie è un’altro loro grido di battaglia. A pochi metri di distanza da loro troviamo i gruppi omosessuali. Gay e lesbiche si preparano a lanciare la più potente ‘performance’ e certamente quella più provocatoria anti Benedetto XVI: il bacio di massa in coincidenza con la partenza del Pontefice dalla “Sacra Famiglia”. Un’iniziativa nata su Facebook. Una sorta di “Flash mob” che ha avuto l’adesione di migliaia di persone. Dopo poco tempo però, inspiegabilmente, Facebook ha chiuso il gruppo. Altri sono sorti nel frattempo, ma hanno seguito in breve tempo la sorte del loro antesignano. L’iniziativa è stata poi promossa su internet dal blog Queer Kissing Flashmob. ”Azioneremo un segnale sonoro che indicherà l’inizio del bacio, e ci sarà un altro segnale dopo due minuti. Una volta realizzato il bacio, ce ne andremo come se nulla fosse successo’’ promette una degli organizzatori che chiede poi ai partecipanti di non rispondere “ad alcun tipo di provocazione”. Il Papa sarà in Spagna il 6 e il 7 novembre: il primo giorno a Santiago di Compostela, in occasione dell’anno santo giacobeo, il secondo a Barcellona per la consacrazione della Sagrada Familia.

di Pietro Salvato

Fonte:http://www.giornalettismo.com/archives/93082/papa-barcellona-molti-non-laspettano/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+giornalettismocom+%28Giornalettismo%29&utm_content=Google+Reader

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?


pubblicata da Stefano Luzi il giorno giovedì 4 novembre 2010

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Un cacciabombardiere europeo bireattore Tornado e un Amx Ghibli, il cacciabombardiere monoreattore da attacco al suolo italo-brasiliano attualmente impiegato in Afghanistan, oggi in mostra in Piazza del Duomo a Milano?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Le forze dell’ordine che pestano i manifestanti a Taverna del Re?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

L’apparizione di bandiere verdi nel nord Italia?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Gli accordi con la Libia per toglierci dai piedi i nostri fratelli migranti e trasformare il mediterraneo in un cimitero per stranieri, i container prigioni o il deserto delle carogne umane?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Un governo del puttaniere e l’insulto alle donne e ai gay?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Un parlamento diventato il rifugio di delinquenti non punibili?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Il finanziamento della scuola privata e il disfacimento di quella pubblica?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

La totale precarizzazione del mondo del lavoro?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Il culo di Belen e le tette della Marcuzzi?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

La televisione pubblica diventata il salotto dei servi?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Le escort scortate dalle forze dell’ordine per soddisfare i vizi dell’imperatore?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Il ritorno al nucleare?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Il record di prigionieri nelle carceri e nei CIE?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

Il tasso di disoccupazione e la chiusura delle piccole e medie aziende?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

I paradisi fiscali che contengono la ricchezza prodotta dal paese?

CHE CAZZO FESTEGGIAMO?

La scoperta del Bunga Bunga?


Fonte:http://www.facebook.com/note.php?note_id=414610914158&id=1566734462

L'INIZIATIVA SUI DIRITTI CIVILI: Manifesti gay: scopri la differenza

Parte lunedì una campagna contro la discriminazione Loprieno: «Manifesti per non vergognarsi si fare outing»

Manifesto per le lesbiche

BARI - «Scopri la differenza, ma non fare differenza». E’ lo slogan di una sorprendente campagna per i diritti civili che - da lunedì prossimo - partirà nella città di Bari per poi estendersi ad altri territori della Puglia. Complice una cinquantina di manifesti 6x3 , con il viso di belle e bei ragazzi, che saranno affissi un po’ dovunque i cittadini vengono simbolicamente sfidati a riconoscere chi fra loro sia omosessuale. Con una raccomandazione, appunto: «Scopri la differenza, ma non fare differenza». Un’intelligente campagna di sensibilizzazione sui diritti civili che è soprattutto una battaglia culturale, spiega Viviana Loprieno, lesbica dichiarata, 29 anni, che vive ormai da tempo con una compagna cinquantenne e racconta, in prima persona, il tormento di fare outing. A promuovere l’iniziativa coraggiosa è la neonata associazione Between, di cui Viviana Loprieno è fra i fondatori, un nome che è già un programma: dall’inglese fra, fra i due sessi, appunto. «L’associazione è un’evoluzione del "movimento" - spiega Loprieno - siamo tutti dentro e partiamo da questo progetto-pilota con l’intenzione, se avrà successo, di fare in modo che le istituzioni possano adottarne altri promossi da noi».

Azioni positive di civiltà moderna, si potrebbero definire queste campagne che mettono i cittadini di fronte ad una realtà sulla quale, a volte, si preferisce non interrogarsi: «Da stime ufficiali è stato rilevato che una persona su dieci, oggi, è un gay. In Puglia, per la mia esperienza, una su sette», osserva Loprieno. Non è un caso che fra le tante associazioni di "diversi" come Arcigay e Arcilesbica, Kebari, Cime di Quir e molte altre, ci sia anche l’Agedo, associazione di genitori che hanno figli omosessuali che hanno smesso di fingere di non sapere. Di recente ha visto la luce anche Equality, lobby trasversale sui diritti civili che opera in Parlamento. Perchè partire da Bari? «Perchè Bari è un passo avanti rispetto ad altre città - continua ancora Loprieno - lo dimostra la grande festa di gente che ha accolto il Gay Pride del 2003, anno in cui ho fatto coming-out». Migliaia di curiosi, infatti, in strada e molti dai balconi, al passaggio dei carri nelle strade del centro, cantavano e ballavano: una festa collettiva di etero, trans e omo senza distinzione di sesso. Con queste premesse, ci riprovano i ragazzi di Between a premere sull’acceleratore del laicismo levantino e dell’integrazione culturale. Già la prima parte della loro battaglia sembrano averla vinta grazie alle tante sensibilità incontrate: la campagna, infatti, sono riusciti a realizzarla a costo zero. Gratis il progetto grafico dello studio CCBC di Mario Brambilla, gratis le affissioni offerte da Fidanzia Sistemi e Marconi pubblicità, gratis i "volti", etero e gay. L’associazione è riuscita ad abbattere anche i costi di stampa e carta grazie all’aiuto della tipografia «Pubblicità e Stampa».

«Troppo comodo continuare a piangersi addosso con la solita litania: le istituzioni non fanno nulla per noi», spiega ancora Loprieno. La campagna parte a poche ore dalle ultime esternazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e ha quasi l’aria di una risposta in salsa pugliese al «teatro della virilità» messo in scena dal premier, per usare le parole del governatore Vendola. «Sono solo coincidenze. La battuta, però, resta idiota, oltre che grave perchè potrebbe essere un’istigazione alla violenza nei nostri confronti. E non ne sentivamo davvero la mancanza visto l’omofobia che c’è già in giro», spiega ancora Loprieno. Lo dimostra la manifestazione che si è tenuta proprio ieri a Casamassima contro l’omofobia, dopo che un mesetto fa un minorenne è stato picchiato da alcuni balordi per il solo fatto di essere gay. I genitori del ragazzo hanno atteso quasi un mese per sporgere denuncia: un atteggiamento che la dice lunga sulla necessità di sdoganare la libertà sessuale. «Ci ha fatto piacere che il governatore Vendola - chiude Viviana Loprieno - sia intervenuto sulle dichiarazione del premier. Ci aspettavamo di più ma, almeno, lo ha fatto. Certo, è ancora lunga la strada del rispetto verso chi è portatore di una diversità sessuale: in Europa si marcia in questa direzione, in Italia no. Noi, da qui, proviamo a cambiare il senso di marcia».

Lorena Saracino
04 novembre 2010
Fonte:http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2010/4-novembre-2010/manifesti-gay-scopri-differenza--1804093366744.shtml

mercoledì 3 novembre 2010

Video: dichiarazione d'amore attraverso il linguaggio dei segni.



Da qualche giorno, su Youtube è cliccatissimo un video in cui un ragazzo gay realizza la sua dedica d’amore al ragazzo sordomuto attraverso il linguaggio dei segni. Nei sottotitoli si legge:

Vieni a casa ora. Voglio baciarti su tutto il corpo e fare l’amore tutta la notte. Sei il ragazzo più dolce che io conosco. Tutti i giorni voglio svegliarmi con te e vederti faccia a faccia. Mi prenderò cura di te e ti amerò sempre.

Non so praticamente nulla su questo ragazzo ho solo il gusto di vederlo dichiarare il suo amore nel linguaggio dei segni per il suo fidanzato, e diciamo che il ragazzo in questione è stato molto fortunato ...

martedì 2 novembre 2010

Nichi Vendola - videolettera a Silvio Berlusconi - Il teatro della virilità



Caro Berlusconi, le battute, soprattutto quelle volgari, possono ferire. Eppure dovresti saperlo: quella che tu spacci per galanteria spesso si rivela come molestia, le barzellette razziste sono una minuscola enciclopedia dell'imbecillità. E in quanto ai gay, se un tuo figlio, un tuo amico, un tuo ministro lo fosse e non avesse il coraggio di confessartelo pensa a quanta gratuita sofferenza gli staresti infliggendo. Tu sei l'uomo più potente d'Italia, dovresti persino sentire l'assillo e l'onere di essere un esempio per il nostro popolo, una guida politica e morale. Hai scelto invece di vestire i panni di un Sultano d'Occidente. Ora che il tuo regno smotta paurosamente nel fango e nell'immondizia, ora che molti tuoi generali e caporali cercano di negoziare la propria personale salvezza, sarebbe bello da parte tua un'uscita di scena all'insegna del decoro. Il nostro popolo ha bisogno di pulizia, di verità, di sobrietà, di libertà, di serenità. (http://www.nichivendola.it - http://www.facebook.com/pages/Nichi-V...

BERLUSCONI, GRAVE E OFFENSIVA BATTUTA CONTRO GAY


BERLUSCONI, GRAVE E OFFENSIVA BATTUTA CONTRO GAY. SIT-IN ORE 18 DAVANTI A PALAZZO CHIGI



BERLUSCONI: LA SUA DISPERAZIONE POLITICA DIVENTA DEMAGOGIA E OFFESA AI CITTADINI. E’ VERGOGNOSO QUANTO DICHIARATO, SEGNO DI FORTE DEBOLEZZA.
SIT-IN DAVANTI A PALAZZO CHIGI, OGGI, DALLE ORE 18.

Comunicato stampa dell’Associazione Radicale Certi Diritti:

Roma, 2 novembre 2010



È molto grave quanto dichiarato oggi da Berlusconi, che denigra e offende le persone gay. La sua disperazione politica, causata dalla sua incapacità di governare impulsi e comportamenti, non certo degni di un Presidente del Consiglio, non può giustificare battute da osteria, che necessariamente alimentano la violenza e la discriminazione verso le persone gay nel nostro paese.

Troviamo inaccettabile e gravissimo quanto da lui dichiarato oggi: battuta idiota che si aggiunge ai già molto gravi comportamenti politici di totale indifferenza alle richieste di leggi di riforma del diritto di famiglia riguardo i diritti civili e umani delle persone lgbt(e) nel nostro paese.


Alle ore 18 di oggi, martedì 2 novembre, saremo davanti a Palazzo Chigi per un sit-in insieme a parlamentari, associazioni e cittadini che si battono per il superamento delle diseguaglianze nel nostro paese.

Fonte:http://www.certidiritti.it/tutte-le-notizie/860-belrusconi-grave-e-offensiva-battuta-contro-gay-sit-in-ore-18-davanti-a-palazzo-chigi.html



Organizzare
qualcosa di simultaneo su Roma e Milano. Farlo subito, la
gente deve sentire le nostre voci.Inutile
cercare appoggio al Vaticano. Inutile aspettare segnali altrui. Il
segnale dobbiamo darlo per primi noi. Poi, chi ci ama, ci segua....
Vanessa Mazza.

venerdì 29 ottobre 2010

MTV NEWS racconta “Il paese dei trans”

MTV NEWS racconta “Il paese dei trans”, che prende spunto dalla cronaca per spiegare non solo chi sono i transessuali, come vivono, perché scelgono l’Italia per prostituirsi, ma anche l’evoluzione nei costumi sessuali degli italiani.

Ana Paula è in Italia da 16 anni, vive e si prostituisce a Lido di Classe. E’ profondamente credente e tutti i lunedì va a messa, ma deve rimanere fuori perché dentro la Chiesa non è ben vista dal parroco e dagli altri credenti.
Ana Paula ci apre le porte della sua casa, piena di icone religiose e di bambole, ci fa conoscere le sue amiche, ci racconta cosa voglia dire essere trans e come non lo si scelga.
Per vedere il video qui: http://www.mtvnews.it/1-storie/la-storia-di-ana-paula/

Karoll ha 29 anni, è arrivata in Italia dal Brasile cinque anni fa e vive a Lido di Classe da tre anni.
E’ transessuale, di giorno fa la parrucchiera, il lavoro che faceva in Brasile, e di notte si prostituisce.
Ha un fidanzato italiano.
Sostiene che gli abitanti del posto siano ipocriti, perché i trans fanno comodo anche a loro: pagano gli affitti delle case, acquistano ai negozi, gli albergatori le chiamano per i clienti.
Karoll spera di riuscire a vivere solo con il lavoro di parrucchiera e sogna prima o poi di tornare a Rio. Per vedere il video qui: http://www.mtvnews.it/1-storie/la-storia-di-karoll/

A Lido di Classe sono molti i residenti che non vogliono che i transessuali si prostituiscano per strada. A capo del “comitato anti trans” il presidente della pro-loco Terzino Giorgini. MTV NEWS segue una loro manifestazione in strada.
Ma a Lido di Classe c’è anche chi i trans li aiuta: sono Valentina e i volontari dell’unità di strada di Ravenna, che ogni sera con il loro pulmino fanno prevenzione sanitaria e aiuto psicologico alle donne e ai transessuali che si prostituiscono. Video qui:http://www.mtvnews.it/1-storie/laiuto-e-il-rifiuto/

Ilario ha 24 anni ed è uno dei pochissimi ragazzi che in inverno vive a Lido di Classe. Con il suo amico Daniele, 23 anni, pizzaiolo, ci racconta cosa vuol dire vivere in un paese che per la maggior parte dell’anno è deserto, un paese che non ha nulla…se non i trans e i loro clienti. Video: http://www.mtvnews.it/1-storie/la-storia-di-ilario/

Si voi seguire le storie, qui sotto il link di mtv.
Fonte:http://www.mtvnews.it/