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martedì 20 ottobre 2026

Transgender Day of Remembrance (TDOR): le vittime della violenza transfobica che il mondo non deve dimenticare

Fotografia ravvicinata di una veglia notturna per il Transgender Day of Remembrance. In primo piano, numerose candele accese in bicchieri di vetro illuminano cartelli bianchi scritti a mano con frasi come 'Le loro vite contano', 'Memoria Dignità Giustizia Sempre' e il simbolo transgender nero impresso su una candela centrale. Sulla sinistra si scorge la bandiera trans azzurra, rosa e bianca. Sullo sfondo, un grande cartellone nero recita 'TRANSGENDER DAY OF REMEMBRANCE - Ricordare per un mondo più giusto' affiancato dal disegno di una candela con i colori trans."
Candele accese, fiori e messaggi di resistenza circondano il manifesto del Transgender Day of Remembrance. I cartelli scritti a mano gridano una verità fondamentale: "Le loro vite contano". (Immagine editoriale per vanessablogmazza.com)

Di Vanessa Mazza

Il 20 novembre non è una festa. Non è una ricorrenza simbolica come tante altre. È il giorno in cui il mondo si ferma per guardare in faccia una realtà che troppo spesso si vuole nascondere.
Il Transgender Day of Remembrance (TDOR) è la giornata internazionale dedicata al ricordo delle persone transgender uccise dalla violenza transfobica e di tutte quelle vite spezzate dall'odio, dall'emarginazione e dall'indifferenza.
Ogni anno, in centinaia di città del mondo, vengono letti nomi. Non slogan. Non statistiche. Nomi. Dietro ogni nome c'è una persona che aveva sogni, affetti, relazioni, desideri e un futuro che non ha mai avuto la possibilità di vivere.
Come nasce il Transgender Day of Remembrance
La storia del TDOR inizia a Boston nel 1998. Il 28 novembre di quell'anno Rita Hester, donna transgender afroamericana di 34 anni, venne assassinata nella propria abitazione. Il delitto non è mai stato risolto. La copertura mediatica fu spesso irrispettosa e la sua identità venne trattata con superficialità da parte di molti giornali dell'epoca.
La rabbia e il dolore provocati da quel delitto portarono circa 250 persone a partecipare a una veglia in sua memoria. Da quella mobilitazione nacque qualcosa di più grande.
Nel 1999 l'attivista transgender Gwendolyn Ann Smith fondò il progetto "Remembering Our Dead" e organizzò la prima commemorazione del Transgender Day of Remembrance, con l'obiettivo di ricordare le persone transgender uccise dalla violenza e impedire che venissero cancellate dalla memoria collettiva. Da allora il TDOR è diventato un appuntamento internazionale osservato in decine di Paesi.
Numeri che raccontano una strage silenziosa
Secondo i dati storici del progetto Trans Murder Monitoring di TGEU, che monitora gli omicidi di persone trans e gender diverse nel mondo, dal 2009 sono stati documentati oltre 5.000 omicidi. Gli stessi ricercatori sottolineano che i numeri reali potrebbero essere significativamente più alti a causa della sottodenuncia cronica dei crimini d'odio e del mancato riconoscimento istituzionale dell'identità delle vittime al momento del decesso.
I dati preliminari raccolti per il periodo del TDOR 2026 (che traccia i casi dal 1 ottobre 2025 al 30 settembre 2026) riportano 235 casi documentati. Dietro ogni numero ci sono volti e storie. E ciò che emerge anno dopo anno è sempre lo stesso identico schema.
Dove la violenza colpisce di più
La violenza contro le persone transgender non è distribuita in modo uniforme nel mondo. L'America Latina continua a rappresentare una delle aree più colpite dagli omicidi di persone trans, con la maggioranza delle vittime storicamente concentrate tra l'area latina e i Caraibi.
I dati globali mostrano che il Brasile rimane il Paese con il maggior numero di casi documentati a livello mondiale, seguito da Stati Uniti e Messico.
Molte vittime appartengono inoltre a gruppi sociali già esposti a gravissime forme di discriminazione intersezionale:
  • Donne trans
  • Persone nere o razzializzate
  • Migranti
  • Lavoratrici del sesso
  • Persone che vivono in condizioni di povertà.
Chi alimenta questa violenza?
Gli assassini premono il grilletto. Ma l'odio nasce molto prima.
  • Nasce nei discorsi d'odio che dipingono le persone transgender come una minaccia.
  • Nasce nelle campagne politiche costruite sulla paura e sul fango elettorale.
  • Nasce nei media che ridicolizzano o disumanizzano le identità trans.
  • Nasce quando un'adolescente transgender viene esclusa da scuola, quando una donna trans non trova lavoro, quando un ragazzo trans viene cacciato dalla propria famiglia.
La violenza fisica è spesso solo l'ultimo anello di una lunga catena di esclusione sociale.
Persone costrette a sopravvivere
In molte parti del mondo essere transgender significa vivere sotto una pressione costante. Significa rischiare il rifiuto familiare, l'espulsione dal sistema scolastico, la precarietà economica e, in alcuni casi, la persecuzione istituzionale.
Troppo spesso le persone trans vengono trattate come se non avessero diritto a occupare lo spazio pubblico. Come se la loro semplice esistenza fosse un problema da risolvere.
Ricordare è un atto politico
Il Transgender Day of Remembrance non è solo una giornata di lutto. È un atto di memoria attiva.
Ricordare significa affermare che queste vite avevano valore. Significa rifiutare l'idea che possano essere ridotte a una statistica. Significa pronunciare a voce alta nomi che qualcuno avrebbe voluto cancellare per sempre.
Perché ne scrivo oggi
Da anni il mio blog racconta storie transgender provenienti da ogni parte del mondo. Artiste, attiviste, persone che hanno cambiato la cultura, la politica e la società.
Oggi, però, il dovere è diverso. Oggi non celebriamo il successo. Oggi ricordiamo l'assenza. Ricordiamo chi non è riuscita a invecchiare. Chi non ha potuto realizzare i propri sogni. Chi è stata privata del diritto più fondamentale: quello di vivere.
Finché continueremo a pronunciarne i nomi, finché continueremo a raccontarne le storie, queste persone non saranno mai davvero dimenticate.
✍️ Vanessa Blog Mazza Informazione indipendente, libera da padrini e padroni. Perché il silenzio non è mai una notizia. La verità sì.
📚 Fonti e Approfondimenti per Blindare il Testo
  • Dati e Report Trans Murder Monitoring: Per consultare le tabelle globali, le mappe interattive e i report annuali sugli omicidi di persone trans nel mondo, visita il portale ufficiale di TGEU (Transgender Europe).
  • Diritti Umani e Mappature Europee: Per verificare il posizionamento dei singoli Paesi e l'arretramento normativo in materia di tutele civili, consulta i dati della Rainbow Map sul sito ufficiale di ILGA-Europe.
  • Progetto Storico di Commemorazione: Per approfondire la genesi della ricorrenza e l'archivio dei casi dal 1999 a oggi, consulta le risorse internazionali dedicate alla memoria di Rita Hester e alla nascita del Transgender Day of Remembrance.

giovedì 20 novembre 2025

“Italia Trans Agenda: la memoria che diventa progetto


“Un corpo politico contro la deriva transfobica”


Il 20 novembre è una data che non possiamo dimenticare. Ogni anno, il Transgender Day of Remembrance ci invita a pronunciare i nomi delle persone trans e non binarie vittime di violenza e transfobia. È un rito di memoria, ma anche un atto politico: trasformare il lutto in resistenza, la vulnerabilità in forza collettiva.

In questo tempo di ricordo, Italia Trans Agenda annuncia un passo decisivo: la nascita di un corpo politico nazionale nel 2026. Dopo due anni di coordinamento tra associazioni e collettivi, la rete sceglie di diventare struttura stabile, capace di trasformare conflitti e differenze in agenda comune. Un fronte unitario contro la propaganda d’odio, radicato nelle vite e nei territori trans*, che non uniforma ma mette in relazione.

In un Paese attraversato da politiche transfobiche e retoriche autoritarie, questo annuncio è un atto di visione e di cura. È la promessa che la memoria non resta confinata al silenzio, ma diventa progetto politico. Ogni candela accesa oggi, ogni nome pronunciato, ogni piazza che si illumina è parte di questo corpo collettivo che si prepara a durare.

Ogni candela accesa oggi, ogni nome pronunciato, ogni piazza che si illumina è parte di questo corpo politico che si prepara a durare.

Citazioni utili

Italia Trans Agenda | Associazioni trans e non binary

Gay.it: «Italia Trans Agenda diventa corpo politico: un fronte unitario contro la deriva transfobica».


Italia Trans Agenda – sito ufficiale: «Uniamoci per tessere alleanze e costruire un fronte comune contro la propaganda d’odio in Italia ai danni della comunità trans».


Arcigay Napoli (TDoR 2025): «Napoli ricorda le vittime di transfobia… la mattina con le detenute trans a Secondigliano, alle 19 fiaccolata a Scampia».


Hashtag Sicilia (Trans Pride Catania 2025): «Dal 20 al 22 novembre Catania ospita il Trans Pride 2025: lottare e manifestare per non dimenticare».

mercoledì 20 novembre 2019

Oggi 20 novembre, si celebra " Il Transgerder Day oF Remembrance". Giornata del ricordo, in onore alle vittime dell'odio e della discriminazione transfobica.


Ogni anno, il 20 novembre è dedicato a tutte le persone trans, vittime dell’odio transfobico. Un odio che non si arresta, ma che aumenta di anno in anno, secondo i dati riportati.

Il TDoR, il Transgender Day of Remembrance, è una commemorazione istituita il 20 novembre 1999 e da 19 anni viene celebrata in moltissime città di tutto il mondo.

Rita Hester



Il TDoR è dedicato a Rita Hester, una donna transgender uccisa il 29 novembre 1998, a Boston. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, Rita Hester viene vista l’ultima volta uscire dal locale Jacques, assieme a due persone. Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, un vicino chiama la Polizia per dei rumori sospetti e quando gli agenti entrano nell'appartamento della donna la trovano in fin di vita, accoltellata. Morirà dopo pochi minuti.

Ma Rita morirà due volte: la prima per le ferite riportate, la seconda per come venne trattata dai giornali. Tutti i media parlarono di lei al maschile, tralasciando il suo essere trans. Erano gli anni ’90, e la scarsa informazione portava a errori del genere molti giornalisti. Per tutti, quindi, era un uomo morto assassinato. Ai familiari e agli amici, rimase solo il ricordo di Rita. I responsabili non furono mai arrestati, ma le indagini supposero fossero stati dei conoscenti, in quanto non mancava nulla nell'appartamento e non c’erano indizi su un’eventuale colluttazione.

Le comunità di cui la Hester faceva parte, quella afroamericana e quella LGBT, si ribellarono, organizzando una fiaccolata a San Francisco dal nome Remembering Our Dead, da cui l’attivista Gwendolyn Ann Smith prese spunto e diede vita al TDoR.

Le statistiche di Transgender Europe



Ogni anno sono oltre 300 le persone transessuali uccise nel mondo, e i dati rilasciati da Transgender Europe nel 2019 rivelano un totale di 331 casi di omicidi segnalati di persone transgender.

L’aggiornamento TDoR 2019 ha rivelato un totale di 331 casi di omicidi segnalati di persone transgender e/o per motivi di intolleranza legati al genere tra il 1 ° ottobre 2018 e il 30 settembre 2019. In lieve calo dall'anno precedente, che segnava 369 casi.

Il triste primato va al Brasile con 130 omicidi, segue il Messico con 63 e gli Stati Uniti con 30, per un totale di 3314 casi “segnalati” in 74 paesi in tutto il mondo tra il 1 gennaio 2008 e il 30 settembre 2019.

Lo stigma e la discriminazione nei confronti delle persone trans sono reali e profondi in tutto il mondo, e fanno parte di un circolo strutturale e continuo di oppressione che priva le persone transgender dei loro diritti fondamentali. Le persone trans sono vittime di orribili violenze e reati, tra cui estorsione, aggressioni fisiche e sessuali e omicidio. Nella maggior parte dei paesi, i dati sulle persone trans assassinate non vengono prodotti sistematicamente ed è impossibile stimare il numero effettivo di casi, che è sicuramente maggiore rispetto alle cifre in nostro possesso.

Le vittime di queste violenze sono soprattutto prostitute (61%), a dimostrazione di quanto sia difficilissimo, per una persona transessuale, accedere al mondo del lavoro e vivere una vita dignitosa. In un mondo che volta loro le spalle, è la prostituzione, il più delle volte sfruttata dalla malavita, l’unica soluzione per una persona trans per mettere insieme il pranzo con la cena. Il 65% delle vittime di omicidio segnalate sono donne trans migranti.

(dati reperibili qui)



l’associazione Libellula ha messo in campo a Roma per il Transgender Day of Remembrance martedì 26, con il patrocinio di Roma Capitale, Regione Lazio, UNHCR, UNAR e CGIL.

Una mostra fotografica , “PER NON DIMENTICARE” che sarà inaugurata oggi a Palazzo Valentini (via IV Novembre 119/a) alla presenza della Sen. Monica Cirinnà e che racconta le vite strappate, recise, violate di decine di donne e uomini transessuali, che coraggiosamente hanno deciso di autodeterminarsi e scegliere con quali occhi vedere il mondo, e che purtroppo sono stati vittima del pregiudizio, dello stigma e dell’odio, di fronte al quale non hanno avuto scampo.

Si leggono le tristi vicende di Alex, studente di 19 anni trovato ucciso in Russia in circostanze misteriose; Camila, savadoregna di 29 anni, uccisa dopo essere tornata nel suo paese d’origine, Brayan, incoronata principessa gay del Carnevale a Misantia e colpita a a sangue freddo da due uomini armati, e molte altre. Giovani vite transessuali cancellate dal mondo con atti di violenza ignobili, guidati da un odio cieco e assurdo.
Le attiviste trans assassinate

Rita Hester è solo una delle centinaia di vittime che ogni anno l’odio transfobico miete. Tra queste ci sono diverse attiviste trans che coraggiosamente hanno dedicato la propria vita alle battaglie del movimento LGBT, per poi essere ammazzate una prima volta da persone transfobiche e una seconda volta dalle forze dell’ordine o della stampa.

Hande Kader

La figura dell’attivista transgender turca Hande Kader è diventata nota grazie soprattutto a una fotografia scattata durante il Pride di Istanbul del 2015, in cui veniva colpita dal getto degli idranti delle forze delle ordine, per via del divieto di manifestare. Il governo di Erdogan proibì infatti la parata all’ultimo minuto «perché ricorreva il Ramadan».



Alla giovane età di 23 anni, Hande fu trovata morta in una strada della capitale turca. Il suo corpo era stato mutilato e bruciato, probabilmente per togliere delle tracce che potevano far identificare l’autore dell’omicidio. La sua morte fece notizia in tutto il mondo, ma ancora oggi non è stato identificato l’assassino o gli assassini.

Sanath Kumara

Sanath Kumara era un’attivista srilankese impegnata nel sensibilizzare le persone transgender alla prevezione dell’HIV. La vita dei trans e delle trans non è facile in Paesi come lo Sri Lanka, tant’è che si scoprì che la stessa Sanath era una donna transgender soltanto dopo la sua morte. Il 5 settembre 2017, all’età di 34 anni venne ritrovata morta nel parcheggio di un ospedale di Dumballa: era stata brutalmente colpita con delle mazze di legno.



La sorella di Sanath venne a conoscenza del fatto con una telefonata da parte dello stesso assassino, che imprecò contro di lei senza però rivelare la propria identità.

Sasha Garden

Tra le vittime di una serie di attacchi a sfondo razzista e omotransfobico di Orlando, c’è Sasha Garden, considerata una delle voci più forti della comunità LGBT della città. Attivista transgender e coordinatrice di un’associazione per la sensibilizzazione alla prevenzione dell’HIV, Sasha è stata assassinata a soli 27 anni: il suo corpo è stato trovato in un parco la mattina del 19 luglio 2018.

L’avvocata transgender della vittima, Montrese Williams, spiegò che le persone trans sono molto restie a chiamare le forze dell’ordine in caso di necessità per il modo in cui spesso vengono trattate da questi. Aggiunse che, quando gli agenti arrivarono a casa sua per l’identificazione del corpo, si dimostrarono estremamente ignoranti sulla terminologia da usare per le persone trans. Nonostante Montrese spiegò che sia lei che la vittima fosse una donna trans, sul verbale Sasha venne descritta come «un uomo che indossava una parrucca e abiti femminili».

Vanesa Campos

Peruviana transgender trasferita a Parigi, Vanesa Campos era un’attivista impegnata nella lotta all’AIDS e per i diritti delle persone trans. Nella notte tra il 16 e il 17 agosto del 2018, Vanesa venne assassinata a 36 anni nel quartiere Bois de Boulogne: secondo una prima ricostruzione ufficiale fu accoltellata da un gruppo di uomini che aveva inseguito per difendere alcune colleghe sex worker che questi stavano molestando e derubando.

L’autopsia rivelò che non furono le coltellate dei ladri ad ammazzarla, bensì lo sparo di una pistola della polizia: secondo quanto riportato dal giornale satirico Le Canard enchaîné, l’arma del delitto apparteneva a un poliziotto che era stato derubato dai malviventi (versione mai confermata o commentata dalla Prefettura).

A questo link i dettagli di tutte le iniziative organizzate da Arcigay in occasione del Transgender Day of Remembrance 2019 su tutto il territorio nazionale.


lunedì 23 novembre 2015

La Giornata Trans di resilienza Art Project racconta le nostre storie di potere trans, visione e leadership.

Quest'anno in America, otto artisti trans hanno chiesto una riformulazione della giornata annuale di lutto( Transgender Day of Remembrance) che vieni ricordato il 20 novembre di ogni anno, per essere invece conosciuto come il Giorno Transgender di resilienza.


Hanno  collaborato con una rete di organizzazioni di sostegno che lavorano per migliorare la vita delle persone trans. Il progetto ha prodotto otto manifesti visivamente potenti che entrambi mettono in risalto le vittime delle violenze anti-trans, e sottolineare la potenza e la capacità di recupero della comunità trans di fronte all'oppressione.


Come spiegato sul sito web, il progetto d'arte "va oltre il ricordo, ed eleva la resistenza e la potenza della comunità trans di colore e di genere non conformi".


Ecco gli otto manifesti, insieme ai loro creatori e delle organizzazioni che hanno collaborato con:



Bishakh Som per Buried Seedz di Denver, CO




Wriply Bennet per Black Lives Materia, una organizzazione nazionale




B. Parker per Breakout! di New Orleans, LA




Micah Bazant per Audre Lorde Progetto di New York City




Adelina Cruz per Coalizione di Trans donne di colore di Albuquerque, NM




Rommy Torrico per TransLatina Coalition, un'organizzazione nazionale




Mohammed Fayaz per Transgender Law Center, una organizzazione nazionale




Ebin Lee per SPARK giustizia riproduttiva NOW di Atlanta, GA

venerdì 20 novembre 2015

Il 20 novembre ricorre il TDoR (Transgender Day of Remembrance),giornata internazionale in ricordo delle vittime della transfobia.



Il 20 Novembre, in tutto il mondo, si svolge il “TDoR” – Transgender day of remembrance -ricorrenza della comunità lgbtqi, lesbica, gay, bisessuale, transessuale, queer e intersessuale, che commemora le vittime dell’odio e del pregiudizio anti-transgender (transfobia), le discriminazioni, le violenze che continuamente subiscono le persone trans.

„Questa celebrazione nasce nel 1999, in memoria di Rita Hester, una donna transessuale afroamericana, uccisa nello stesso anno negli Stati Uniti. Da quel giorno, ogni anno, migliaia di candele in tutto il mondo sono state accese nelle piazze, per commemorare Rita e tutte le altre persone trans che hanno perso la loro vita a causa dell’odio e dell’intolleranza.

Questi momenti pubblici non sono solo un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere la consapevolezza sulla condizione transessuale e transgender, ma prima di tutto permettono che anche persone senza più un volto, un nome o una famiglia, possano essere ricordate per un giorno, sfuggendo al silenzio e all'indifferenza. “

#sayhername #tdor


Almeno 21 persone transgender sono state uccise negli Stati Uniti quest'anno, la maggior parte sono donne transgender di colore. Ma non è solo gli Stati Uniti La comunità transgender deve affrontare un numero elevato di violenza in tutto il mondo.

Diverse donne transgender sono state uccise in Argentina negli ultimi mesi, tra cui l'attivista transgender Diana Sacayán. E 'stato riferito che le persone transgender sono state assassinate in El Salvador e, più recentemente, un uomo transgender in Giappone è stato brutalmente assassinato.

Il Transgender Europe Trans Murder Monitoring (TMM) progetto ha riferito che almeno 1.700 persone transgender sono stati uccisi negli ultimi sette anni. Brasile e Messico hanno il più alto numero di omicidi riportati di persone transgender.



TDoR a MilanoAnche in Italia la comunità Lgbt si è attivata organizzando incontri per ricordare che la violenza si può sconfiggere, ma soprattutto non si deve ignorare, far finta di nulla, perché l’indifferenza è, se possibile, ancora peggio.

L’appuntamento è per giovedì 20 Novembre alle ore 18e30 presso la Casa dei Diritti del Comune di Milano -in via Edomondo De Amicis 10- alla presentazione e alla mostra fotografica denominata “Il tuo tabù è la mia famiglia”.

La mostra sarà allestita dal 20 al 25 novembre sarà visitabile dal pubblico nei giorni 21/22/ 24/25 novembre, negli orari seguenti: dalle 10 alle 19 venerdi/lunedì/martedì, sabato dalle 15 alle 18.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito di Ala Milano Onlus.
CHI È UNA PERSONA TRANS?



Una persona transessuale sente di appartenere al sesso opposto a quello in cui è nata. Si rende conto che il suo corpo la contraddice, ma spiega che la sua anima è imprigionata “in un corpo sbagliato” e ha bisogno di adeguare la realtà esterna al suo vissuto interno, indiscutibile.

Il termine si declina al femminile la transessuale per indicare persone di sesso anatomico maschile che sentono di essere donne – MtF – e al maschile il transessuale per indicare persone di sesso anatomico femminile che sentono di essere uomini. – FtM.

Entrambi desiderano poter vivere la propria vita nella dimensione a cui sentono di appartenere e desiderano poter avere un corpo che corrisponda il più possibile al proprio vissuto psicologico, nonché un riconoscimento sociale in accordo alla loro identità.   


Nel sito dedicato a TDoR è disponibile l’elenco degli eventi previsto per il 20 novembre, ulteriori informazioni si possono trovare sul sito Remebering Our Dead.

Per ulteriori informazioni su Transgender Day of Remembrance e di trovare un evento nella tua zona, visita hrc.org/TDOR..

Per ulteriori informazioni sulle iniziative di HRC verso l'uguaglianza transgender, andare ahrc.org/transgender..

Verificate anche Transgender Guida HRC Visibilità qui.

venerdì 23 novembre 2012

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la giornata internazionale dedicate alle vittime della transfobia



Il 20 novembre di ogni anno si celebra nel mondo il TDOR -Trensgender Day of Remebrance- Un'occasione per ricordare le tantissime vittime transessuali uccise ogni anno dall'odio e dalle violenze.
Il TDOR si tiene in onore di Rita Hester, una donna transessuale afro-americana uccisa il 28 novembre 1998 in Massachussets.Un crimine di odio. I media trattarono la notizia dell’omicidio, riferendosi a lei al maschile, come fece il “Boston Globe”, parlando di “doppia vita” e in altri casi non citando neppure il suo nome , sostituendolo con il termine “travestito”.

Rita fu uccisa per la seconda volta, nella sua dignità di persona, nelle consapevoli scelte di vita e libertà. Le indagini sull’omicidio di Rita Hester, come nella maggior parte dei casi di omicidi di persone transgender, non si sono ancora concluse.
L’assassinio di Rita Hester, ha dato inizio al progetto web "Remembering Our Dead" ed alla fiaccolata a San Francisco nel 1999, cui sono seguite commemorazioni in tutto il mondo nella giornata del 20 di novembre.

Anche quest'anno, nel mondo, oltre 200 vittime hanno perso la vita. L'Italia è seconda nel mondo per numero di vittime dopo la Turchia
La discriminazione e l'odio transfobico non producono soltanto cadaveri, ma anche morti viventi. Negando alle persone transessuali/transgender il diritto all'autodeterminazione, al lavoro, a quella naturale progettualità necessaria per vivere una vita dignitosa, una cittadinanza alla pari. Costruendo ostacoli sociali e giuridici che rubano la vita "alla vita.

Migliaia di persone i tutto il mondo hanno onorato le centinaia di persone uccise a causa della loro identità di genere sul Transgender Day of Remembrance .


Ci sono stati eventi per l'occasione in tutto il mondo, dal Canada agli Stati Uniti , Francia, Nuova Zelanda e Sud Corea.


Veglie a lume di candela sono state fate in diverse città, tra cui Manchester, nel nord dell'Inghilterra, Sacramento, nello stato americano della California e Genova in Italia.


Un evento a Kuala Lumpur, Malesia dove esperti hanno parlato di come di come vieni tratto sui media, sui diritti e la religione che ha portato alla violenza contro le persone transgender.


Mentre la chiesa a Groningen, dei Paesi Bassi, hanno fatto un gioco chiamato 'De gendermonologen' (I monologhi di genere) con un discorso della turca Sevval attivista trans Kiliç.


Natacha Kennedy, co-organizzatrice della TDoR London ha detto: 'le persone trans sono sempre esistiti in ogni civiltà nel corso della storia umana.


'La loro persecuzione, tuttavia, è, relativamente recente, risalente probabilmente non più di 500 anni nella maggior parte dei casi.'


I nuovi dati rilasciati questa settimana dal progetto Trans monitoraggio Murder mostra che 265 persone trans sono state vittime di uccisioni violente in tutto il mondo nel corso degli ultimi 12 mesi.


I dati mostrano un aumento di quasi il 20% rispetto allo scorso anno, quando 221 omicidi trans sono stati segnalati.


transfobia: lettera aperta ai candidati alle primarie
pubblicata da Michela Angelini il giorno Giovedì 22 novembre 2012 alle ore 15.06


Scrivo questa lettera aperta ai politici che si presentano alle primarie, che inseriscono nelle “carte di intenti” e “road map” una legge contro l'omotransfobia, perché ho il timore che non abbiano chiaro di che si parli quando usano questo termine. Tutti i candidati, nessuno escluso, dimostrano insicurezza e scarsa conoscenza dell'argomento quando, nei dibattiti, l'argomento transfobia viene sfiorato.


Ieri, 20 novembre, sono state commemorate le vittime di omicidi transfobici che, per quest'anno, sono 1083 nel mondo. L'Italia con le sue 15 vittime si conferma il primo paese dell'Unione Europea per omicidi di persone transessuali e, considerando tutto il continente europeo, è seconda solo alla Turchia con 23 morti.


“È terribile e faremo qualcosa nei primi 100 giorni di governo!”, risponderebbe un mio ipotetico interlocutore politico. Non possono esistere, nel 2012, persone giustiziate con colpi di pistola, mutilate vive, picchiate fino morire di traumi interni solo perché facenti parte di una minoranza discriminata. Palese che, chiunque, condannerebbe questi atti di efferata violenza ma cos'è la violenza?


L'Organizzazione mondiale della sanità definisce la violenza come “utilizzo intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro se stessi, un’altra persona, o contro un gruppo o una comunità, che determini o che abbia un elevato grado di probabilità di determinare lesioni, morte,danno psicologico, cattivo sviluppo o privazione. ”


Leggendo questa definizione mi viene da pensare ad un soggetto. Lo Stato, nella figura di medici, giudici, giuristi, avvocati, impiegati pubblici. Poi, però, mi viene da puntare lo sguardo anche sulla società che ci circonda ed includo in quella definizione massmedia, farmacisti, datori di lavoro, impiegati postali, padroni di casa. Ogni soggetto cui siamo costretti a mostrare un documento o il codice fiscale è potenzialmente artefice di transfobia. Come possiamo essere soggetti attivi e partecipi di questa società se ogni giorno subiamo danni psicologici da mal-educati cittadini e istituzioni, cui non interessa minimamente impegnarsi nel riconoscere la nostra identità e garantirci i diritti costituzionalmente dovuti a tutti gli italiani, noi compresi?


Lo stato, nella figura di uno psichiatra di un ospedale pubblico e nella figura di un endocrinologo di un ospedale pubblico, ci consente l'avvio dell'iter di transizione prima e ci prescrive ormoni poi. Lo stato, tramite la legge – sanatoria 164/82 accetta che la transessualità sia una variante di genere e che, chi ne fa richiesta, debba essere assistito dal servizio pubblico nella transizione. Questo non è sempre vero, soprattutto al sud Italia, carente di strutture con personale educato alle nostre problematiche, non è così raro incontrare professionisti che si rifiutano di ottemperare al loro dovere o rendono molto difficoltoso l'inizio del percorso. Non è transfobia questa?

L'interpretazione data alla sopracitata legge, da parte della giurisprudenza, ci permette di cambiare i documenti non quando cambiamo lineamenti del viso e forme del corpo, ma solo a seguito di interventi chirurgici genitali. Arriva, per tutte e tutti, quel momento in cui non si è più credibili nei panni del sesso che il documento indica, ma allo stato non importa. Ci costringe a vivere in società con la faccia che dice donna e i documenti che dicono uomo o con la faccia che dice uomo e i documenti che dicono donna.

Lo stato aiuta, così facendo, le persone transfobiche ad identificarci come diversi ogni qualvolta sia necessario mostrare un documento: ufficio di collocamento, lavoro, posta, farmacie, controlli delle forze dell'ordine, stipula di un contratto d'affitto, iscrizione alla palestra o quando si richiede la tessera per la raccolta punti al supermercato. Lo stato, restando in silenzio e additandoci come persone diverse, non si rende colpevole di transfobia? Come può, la sola legge contro la transfobia impedire, a chi ci sottopone a colloquio di lavoro, di scartarci con qualche scusa? Non potremmo, ad esempio, essere inclusi in una qualche categoria protetta, per facilitarci l'ingresso (e la permanenza) nel mondo del lavoro? La transfobia si combatte dando visibilità positiva alle persone transessuali e, facilitare l'assunzione, è uno tra i modi migliori di favorire l'integrazione.


Che messaggio si da quando ci mostrano, in tv e sui giornali, solo ed esclusivamente come donne aggettivate al maschile, come fenomeni da baraccone cui non è concessa nemmeno la dignità del pronome corretto, come prostitute e consumatrici di droghe? Perché non si parla di quelle transessuali integrate nella società che contribuiscono a mandare avanti l'Italia? Quanti sanno che esistono anche uomini transessuali? Non è transfobia questa?


Quante volte, durante una causa di separazione, l'avvocato consiglia a persone transessuali (ma anche, purtroppo omosessuali) di non avanzare troppe richieste al partner (anche se legittime) perché “non si sa mai che giudice si incontri all'udienza”? Non è omotransfobia questa?


Come accennavo, non per legge ma per interpretazioni della giurisprudenza, dobbiamo sottoporci ad interventi chirurgici distruttivi e ricostruttivi, disposti da un giudice, per poter avanzare richiesta, al tribunale, di adeguamento dei documenti.

Pare sia più importante aver documenti congrui ai genitali che alla faccia, ma noi non giriamo nude e nudi tra la gente. Probabilmente vi passiamo accanto ogni giorno senza che nemmeno ve ne accorgiate. Porre il focus sulla presenza o assenza di gonadi invece che sull'apparenza non è transfobia?


Avete mai pensato a chi appartiene il vostro corpo? Volendo fare una mastoplastica esagerata, tatuarvi da testa ai piedi, riempirvi di piercing ovunque, rifarvi naso, polpacci e glutei o chiedendo di dividere la lingua in due parti, per farla assomigliare a quella di una lucertola, verrebbe da pensare che appartenga all'individuo che lo abita. Se siete transessuali non la pensereste così. Nonostante fior fior di medici che, con visite e relazioni, dichiarano che non siamo affatto pazzi, ma che dobbiamo cambiare il nostro corpo per star bene con noi stessi e con gli altri, dobbiamo chiedere il permesso a un giudice, che autorizzerà un chirurgo ad intervenire:

Per rimuovere il seno e creare un simil pene ad un uomo transessuale (ftm) o creare una simil vagina ad una donna transessuale (mtf) serve, quindi, il benestare di un tribunale.


Dal chirurgo non è richiesto un certificato che dica che siamo capaci di intendere e di volere, ma una sentenza, che lo autorizzi a procedere, probabilmente per non essere accusato di lesioni personali.Occorrerà, quindi, un giudice che valuti la correttezza del nostro percorso di transizione avviato da medici di ospedali pubblici (già in atto quando ci si presenta in tribunale), che hanno scritto nero su bianco una diagnosi: soffriamo della differenza tra la nostra apparenza esteriore ed il nostro sentire interiore che non ci permette di vivere serenamente e, per questo, necessitiamo di cure mediche atte a far coincidere le due cose.

Per raggiungere lo stato di salute ci sarà, quindi, chi ha necessità di intervenire chirurgicamente e fare, ad esempio, di un pene una vagina, ma anche chi necessita solamente di vivere nei panni sociali del genere opposto e che non ha la minima intenzione di sottoporsi ad interventi mutilanti.


Questo giudice, la cui necessità reale non mi è ancora chiara, potrebbe leggere la documentazione fornita dal nostro avvocato, composta di relazioni di psicologi, psichiatri ed endocrinologi, tutti professionisti statali, che dicono all'unisono, che la persona portata a giudizio sta seguendo un iter medico trasparente e legale. Sarebbe troppo facile.

Il giudice prenderà tutta la documentazione medica e, senza farsi troppe domande, chiederà ad un CTU, un medico assunto dal tribunale ma pagato dalla persona transessuale, di verificare la documentazione medica fornita. L'udienza verrà così rimandata di due o tre mesi, per dare tempo al perito di indagare sul percorso di transizione.

Cosa dovrei pensare quando vengono date motivazioni del tipo “verificare se è veramente questa la strada migliore da percorrere”, come giustificazione all'imposizione di tecnico di parte? Devo pensare che un rappresentante della giustizia italiana non si fidi di un team di medici della sanità pubblica italiana? Vorrei poi sapere, visto che si chiede se la chirurgia sia la strada migliore da percorrere, quali possano essere le possibili alternative per una persona che, come minimo, prende ormoni da un anno al momento della prima udienza.

Questo ipotetico giudice costringerebbe, forse, un ragazzo FtM a vivere per sempre con il seno, producendo “l'effetto donna barbuta del circo” ogni volta che, questo, si trova in contesti sociali? Decreterebbe, forse, che i medici che hanno condotto questa donna a diventare uomo si son sbagliati, imponendo di assumere estrogeni per tornare come prima? Quali competenze ha un giudice del genere per valutare se far procedere o meno una persona transessuale nel percorso di transizione?

Richiedere una verifica, inutile, a spese della persona transessuale, riguardo il lavoro fatto da medici statali non è transfobia?


Poi c'è l'ultimo grave atto di violenza sociale. Ad oggi, sono state autorizzate persone al cambiamento dei documenti solo a seguito di avvenuta sterilizzazione per rimozione chirurgica degli organi genitali, maschili per le MtF o femminili per gli FtM, ad esclusione di un unico caso dove, però, la sentenza sottolinea che anni di terapia con androcur, il farmaco che, oltre ad abbassare i livelli di testosterone distrugge le cellule testicolari, sono ragionevolmente sufficienti per essere sterile. Non è transfobia costringere una persona alla sterilizzazione? Non è transfobia negare il cambio di documenti, ad inizio terapia, costringendo le persone transessuali ad anni di stigma sociale, in una società che lo stato non educa alle diversità? Non è transfobia far firmare un consenso informato che ci avvisa della probabile sterilità, data dalla terapia ormonale, invece di indicarci come conservare i gameti?


Ecco qua la transfobia legalizzata, quella continua violenza psicologica ed esclusione sociale prodotta dal nostro stato menefreghista, perpetuata ai danni del gruppo dei e delle transessuali. Prima, ci negano la dignità di aver documenti conformi al nostro essere, rendendo difficoltoso l'accesso al lavoro e amplificando lo stigma sociale di tutte quelle persone che incrociano i nostri documenti. Poi, vestendo la toga di un giudice, decide se autorizzare o meno un chirurgo ad intervenire sul nostro corpo. Infine, nei panni di una giurisprudenza basata sul pregiudizio, ci costringe ad essere sterilizzati per adeguare i documenti, anche se non sentiamo la necessità di sottoporci a chirurgie distruttive.

Il costo di questa violenza, alla faccia della gratuità del percorso, tra terapia, psicologi, relazioni psichiatriche, perizie di parte e spese legali può arrivare anche a 15.000 euro.


Reputo lo Stato primo soggetto da denunciare al varo di una legge che punisca la transfobia, perchécolpevole di alimentare la violenza nei nostri confronti quando dovrebbe essere al nostro fianco, come garante della nostra salute.


Chiudo con una domanda: volete rischiare che lo Stato sia il primo ad essere chiamato al banco degli imputati, o nelle vostre “road map” e “carte di intenti” è previsto qualcosa di pratico per cambiare le cose e permetterci di vivere dignitosamente e serenamente all'interno della società?


In bocca al lupo per le primarie, spero vinca il più sensibilizzato da questa mia lettera.

Inviata in data 22/11/2012 alle email dei candidati alle primarie del centrosinistra. Risponderanno?