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mercoledì 24 aprile 2019

Ankara: revocato il divieto per gli eventi lgbt.


Nessun divieto per le manifestazioni pro-lgbt nella capitale turca, Ankara.

Il tribunale locale ha accolto l’appello del gruppo lgbti+ turco “Kaos GL” contro il ban posto dal Governo di Ankara del novembre 2017, che aveva disposto il diniego di ogni attività propagandistica lgbt nel territorio della capitale per questioni di “moralità pubblica” e “sensibilità sociale“. A seguito del primo appello, andato a vuoto, dello scorso novembre, l’Associazione ha chiesto di essere riaccolta in udienza per addurre nuove argomentazioni, che sono state accettate.

Il tribunale, nello specifico, ha dichiarato che “deve essere assicurato un livello maggiore di sicurezza” anziché porre il ban su libere manifestazioni, che non possono essere vietate “neanche in stato di emergenza“: “Invece di negare i diritti e le libertà fondamentali per proteggere la pace sociale, hanno affermato che il gruppo vulnerabile a qualsiasi attacco dovrebbe essere protetto. Si può dire che la Corte abbia stabilito che lo Stato deve proteggere i diritti e le libertà fondamentali di LGBTI +” ha commentato l’avvocato di Kaos GL Hayriye Kara in una dichiarazione.

Grande soddisfazione da parte di Amnesty International, che ha così accolto la notizia da Ankara attraverso il suo portavoce Fotis Filippou, direttore delle campagne per l’Europa ad Amnesty International: “Questa è una giornata importante per le persone LGBTI in Turchia e un’enorme vittoria per gli attivisti per i diritti LGBTI. L’amore ha vinto ancora una volta.” e apre le porte ad un nuovo, storico Pride che, dopo i ban governativi di Istanbul degli ultimi due anni, potrebbe tornare a svolgersi nella capitale turca: “Le persone LGBTI e i loro alleati sono stati scandalosamente e illegittimamente banditi dal tenere eventi LGBTI da novembre 2017. Con la stagione dell’orgoglio che si avvicina il mese prossimo, celebriamo questa significativa sentenza della corte”.

Istanbul Pride 2018
Per quattro anni le autorità cittadine, fortemente influenzate da Erdogan, hanno vietato espressamente che nella città del Bosforo si tenesse il consueto + , per non meglio precisate “ragioni di sicurezza“. Una marcia storica per il mondo musulmano, che per dieci anni è stata un punto di riferimento importantissimo per la comunità lgbt turca (registrando una partecipazione altissima che in alcune edizioni ha sfiorato le 100.000 persone) e nel 2012 ha visto, tra i partecipanti, anche i manifestanti di Gezi Park. Circostanze che hanno preoccupato il regime repressivo di Erdogan: mentre nel 2015 la polizia ha utilizzatocannoni ad acqua per disperdere i manifestanti, dal 2016 il Pride ha subito l’interdizione governativa.

Nonostante questo, il primo luglio dello scorso anno un migliaio di manifestanti hanno occupato alcune vie del centro sfidando la polizia in assetto anti sommossa. Gli arrestati, circa trenta, sono stati rilasciati dopo poche ore

Sarà giunto finalmente il momento per gli amici turchi di tornare a sfilare con le loro bandiere arcobaleno? Ce lo auspichiamo per loro.

fonte: PinkNews, Kaos GL

https://www.gaystarnews.com/article/turkish-court-lifts-ban-on-pride-events-in-ankara/#gs.7i06re

sabato 30 giugno 2018

Marcha de orgulho LGBT de Istambul ocorrerá apesar de proibição do governo, diz organização

Il coraggio della comunità LGBTIdi Istanbul, che ogni anno sfida i divieti da un governo sempre più conservatore e autoritario e manifesta per il Pride, testimonia che la lotta per i diritti civili non può essere arrestata. Siamo solidali con le sorelle ed i fratelli turchi. LoveWins Pride2018 La Turchia è stata per decenni depositaria di una cultura istituzionale laica e a suo modo progressista. "È stata, ad esempio, tra i primi paesi musulmani a consentire lo svolgimento di un gay pride" ricorda Jenny Van Der Linden, coordinatrice per la Turchia di Amnesty international a Bruxelles. "Ma ora la manifestazione è bandita, e il presidente Erdogan si è spinto al punto di dichiarare ai media che l'omosessualità è incompatibile con i valori del Corano".


ISTAMBUL (Reuters) - A marcha de orgulho lésbico, gay, bissexual e transgênero (LGBT) de Istambul ocorrerá no domingo, mesmo que o governo da cidade turca a tenha proibido, citando preocupações com segurança, disseram os organizadores do evento nesta sexta-feira.

Em comunicado publicado na página da Semana LGBTI+ de Istambul no Facebook, os organizadores disseram que a decisão de proibir a marcha era discriminatória e ilegítima.

"Essa marcha é organizada para combater a violência e discriminação alimentada por essa decisão da governança", disseram os organizadores.

"Nós gostaríamos de informar à imprensa e ao público que nós seguiremos adiante com a nossa orgulhosa marcha com a mesma ambição que tínhamos antes."

Paradas de orgulho gay foram proibidas em Istambul pelos últimos três anos. Embora a homossexualidade não seja crime na Turquia, diferentemente de outros países de maioria muçulmana, há ampla hostilidade a homossexuais na sociedade turca.

Na quinta-feira, autoridades na capital turca Ancara proibiram a exibição do filme Pride, uma comédia dramática de 2014 de temática LGBT, citando riscos à segurança pública.

Liberdades civis na Turquia se tornaram uma preocupação particular para o Ocidente após uma onda de repressão depois de uma tentativa de golpe militar em julho de 2016.

A Turquia prendeu 160 mil pessoas e demitiu quase o mesmo número de funcionários públicos desde a tentativa de golpe, disse a Organização das Nações Unidas em março. Destes, mais de 50 mil foram formalmente processados e estão sendo mantidos presos durante julgamento.

(Por Ezgi Erkoyun e Yesim Dikmen)

giovedì 28 aprile 2011

Turchia, due trans in corsa per una poltrona in Parlamento

BURSA (TURCHIA) – Aveva sospirato: “Se mi candidano è un miracolo, se mi eleggono potrebbe esserci una rivoluzione”. Lei è Oyku Ozen, trans candidata dall’opposizione del Partito repubblicano del popolo, CHP, delle elezioni del 12 giugno.

Özen, capo dell’associazione per i diritti umani di Bursa che ha promesso di combattere per l’emancipazione di gay e lesbiche nel paese, è in lizza per un posto in parlamento per la sezione della provincia nord-occidentale dal Partito.

La sua più grande soddisfazione sarebbe ricevere il consenso della comunità omosessuale turca, così restia a esporsi se non nelle città più grandi come Istanbul.

“I voti delle persone gay sono abbastanza per me. Ci sono 10 milioni di persone gay in Turchia, la maggior parte di loro vive nascondendo la sessualità. Dovremmo anche essere rappresentati in Parlamento”, ha detto Özen.

“Gli omosessuali non sono diversi dagli altri e per dimostrare che, ho deciso di diventare un candidato candidato di portare i problemi delle persone gay in Parlamento”, ha detto Özen. “Se sono stato scelto come deputato, è perché il mio partito vuole rompere i pregiudizi verso le persone gay. La gente sa circa le persone gay solo in luoghi di intrattenimento”, ha detto.

Il 18 aprile scorso però la neo candidata ha minacciato di uccidersi, secondo quanto racconta Hurriyet. Il problema sarebbe legato al marito, scrive il quotidiano, e non allo stress per la sua candidatura.

Alle elezioni del 12 giugno però Ozen non è l’unica trans candidata, quella che ha fatto più scalpore in realtà è Almina Can, una musicista, che aspira a diventare deputata ma del partito musulmano conservatore Akp.


Almina Can

“I compagni di partito mi trattano con rispetto. Finalmente nel mio paese sembra essere giunta la democrazia! Finora le porte della politica mi sono state chiuse per la mia sessualità. Adesso, se verrò eletta non mi interesserò solo ai problemi dei transessuali ma affronterò problemi comuni, come la lotta agli sprechi”, ha raccontato.

C’è anche Belgin Celik, che concorre concorre per un seggio da consigliere comunale a Istanbul, nel distretto che comprende il quartiere centrale di Cihangir e Istiklal Caddesi.

28 aprile 2011 | 09:48

Fonte:http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/turchia-trans-candidata-oyku-ozen-837110/