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martedì 2 agosto 2011

Da che parte sta l'odio? Pensierini di un cittadino di serie Z


di Matteo B. Bianchi

Evidentemente ci sono cose che io non capisco. Che proprio non ci arrivo.

Per esempio, anche se mi fa imbufalire, posso capire perché un parlamento non approvi una legge che riconosca i diritti civili alle coppie dello stesso sesso: per compiacere il Vaticano, per ribadire ai cittadini che la maggioranza che li governa è schierata a destra, per conservarsi l'appoggio degli elettori più conservatori e compagnia bella. Posso capire anche che rifiutarsi di estendere dignità giuridica a una minoranza risponda al (delirante) percorso logico secondo il quale concedere alcuni diritti a una fetta di popolazione equivalga a toglierli a un altra (nel caso specifico, alla sacra Famiglia). Fin qui, ripeto, ci posso arrivare.

Quello che davvero non riesco a capire, e per favore aiutatemi, è come possa un parlamento rifiutarsi di riconoscere la gravità della violenza. Che sia verso i gay, verso i neri, verso le donne, verso Bambi, non importa: stiamo parlando di manifestazioni d'odio, di sopruso, di intolleranza cieca. Manifestazioni che vanno condannate sempre e comunque, no? Siamo anche in un paese cattolico, per quanto distanti possano essere le mie posizioni da quelle dei fedeli, almeno sul tema del rifiuto della violenza pensavo che fossimo tutti dalla stessa parte. E invece scopro che no.

Ma quello che faccio davvero più fatica a capire è: perché? Chi ci guadagna nel negare queste aggravanti? Il Vaticano può dirsi contento perché una bella fettina di botte e insulti vengono garantite? La maggioranza di governo può fregiarsi con orgoglio di aver segnato ancora un punto che ci arretra in maniera imbarazzante rispetto al percorso di tutti gli altri stati del mondo civilizzato? Davvero, spiegatemi.

Intanto, in questa stessa settimana in cui l'Italia fa un altro passo indietro sulla via della civiltà, leggo che a New York si è sposata la prima coppia gay italiana. La casualità vuole che i due si chiamino entrambi come me, Matteo, il che me li fa sentire ingenuamente più vicini, quasi una proiezione personale.

Pensare a loro per un po' mi ha rallegrato, poi invece mi è salita una rabbia ancora più grande al pensiero che siano stati costretti a solcare gli oceani e ad attraversare il pianeta per vedere riconosciuta la loro unione. Mi fa imbestialire l'idea che vivo in un Paese per il quale la mia relazione stabile (assai più longeva e solida della metà delle coppie sfaldate dei miei amici etero) è come se non esistesse, che considera illegittima qualsiasi mia richiesta di inserimento ufficiale nella società, che sottolinea giuridicamente che persino quando vengo aggredito e insultato sono da considerare un cittadino di serie B, o più probabilmente Z.

Riflettendo su queste cose, ieri sera sono andato a letto talmente nervoso che non riuscivo a prendere sonno. Errore mio. Avrei dovuto alzarmi, uscire, far sbollire la rabbia. Per esempio avrei potuto sfogarmi prendendo a botte impunemente due froci per strada. Mi sarei comunque potuto giustificare dicendo che lo facevo in modo bonario. Del resto, lo dice la legge: che male c'è?

Fonte:http://www.unita.it/culture/da-che-parte-sta-l-odio-pensierini-br-di-un-cittadino-di-serie-z-1.319362

giovedì 28 aprile 2011

Stanno diventando tutti matti !


pubblicata da Giuseppina la Delfa
28 aprile 2011

All'omofobo e bugiardo Buttiglione piuttosto che dargli una risposta, voglio fargli una domanda : a chi vanno i contributi versati dagli omosessuali e transessuali italiani ? quelle ingenti somme ogni mese prelevate dalle loro buste paghe ? a chi vanno l'iva e le tasse varie che paghiamo anche noi, ma che non paga la chiesa cattolica per esempio ??

Siccome non risponderà, lo faccio per lui :

Gli stipendi dei funzionari dello Stato, per esempio, sono pagati ANCHE con soldi di gay, lesbiche e trans !!!!! anche quei soldi che prende lui ogni mese !!!

Ma dove viviamo davvero ??!!!!!!!!!

Questo paese, a sentire le esternazioni folli di certi politici, somiglia sempre di più al paese di Pulcinella. Una vera Commedia dell'arte all'italiana con una trama che fa ridere solo alcuni eterosessuali privilegiati con la faccia tosta che prendono in giro i contribuenti, le famiglie, i lavoratori, le donne, i giovani, i malati ...

A Napoli, si dice "cornuti e mazziati" !!!!!!!

Noi omosessuali italiani, gli unici in tutta l'Europa a NON avere una briciola di diritti ma regolarmente tassati e tartassati dal fisco ma senza averne un benché minimo ritorno in quanto a tutele, veniamo pure presi per i fondelli e fatti passare per parassiti ???? Ma siete diventati tutti matti !!!??????

Buttiglione poi, fa anche finta di non sapere che i figli, noi gay, lesbiche e trans, li abbiamo già perché li sappiamo fare fin troppo bene ! e i nostri figli, benché non rispettati e non tutelati, pagheranno le pensioni anche ai reazionari bugiardi e falsi come lui.

giuseppina la delfa

presidente@famigliearcobaleno.org

associazione genitori omosessuali

www.famigliearcobaleno.org

Fonte:http://www.facebook.com/notes/giuseppina-la-delfa/stanno-diventando-tutti-matti-/10150166027056691

Coi loro commenti inopportuni nn fanno che sprofondare questo ns povero Paese sempre+nell'ignoranza.


Buttiglione:"Da etero pensioni gay"

Dopo manifesti pubblicitari dell'Ikea

23:10 - Il presidente Udc, Rocco Buttiglione, sottolinea come le pensioni degli omosessuali vengano pagate dalle famiglie etero. "Quando i bambini delle famiglie tradizionali sono grandi - dice - pagano tasse e contributi anche per le pensioni e l'assistenza sanitaria di quelli che i bambini non li hanno avuti e che hanno avuto molti soldi in più durante la vita. Sennò da dove pensiamo che si prendano i soldi per pagare le pensioni ai gay?".
Grillini: "Delirio omofobo"
"Dopo le sciocchezze gigantesche di Giovanardi, adesso ci tocca pure ascoltare le baggianate di Buttiglione che, non contento di tutte le corbellerie dette finora contro gli omosessuali, questa sera ha aggiunto la perla sulle pensioni di cui i gay godrebbero grazie agli eterosessuali". Lo afferma il responsabile diritti civili e associazionismo dell'Italia dei Valori, Franco Grillini. Per l'esponente dell'Idv si tratta di "una stupidaggine. Come tutti sanno, chiunque abbia un lavoro contribuisce al sistema previdenziale generale. Compresi quindi gli omosessuali".

Arcigay: "Basta cercare visibilità su pelle omosessuali"
"La dichiarazione - sottolinea Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay - oltre che assurda rappresenta una offesa al buonsenso. Comprendiamo l'ansia da amministrative che ossessiona gran parte del mondo politico italiano. Non ci prestiamo però a questa squallida ricerca di visibilità costruita sull'aggressione a migliaia di gay lesbiche e trans di questo Paese. Invitiamo i fondamentalisti cattolici a ritornare ai temi amministrativi che interessano gli italiani anzichè giocare con frasi spot deliranti sulla pelle di omosessuali, lesbiche e transessuali".

Fonte:http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo1007703.shtml

mercoledì 2 febbraio 2011

Che cosa può insegnare al mondo la morte di David Kato

La notizia del brutale omicidio di David Kato, attivista per i diritti umani in Uganda è arrivato in tutto il mondo. Kato è stato picchiato a morte nella sua casa a Kampala capitale dell'Uganda il 26 gennaio. Egli aveva dedicato gran parte della sua vita lavorativa ad aiutare i perseguitati a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere. Nei mesi precedenti alla sua morte, lui stesso era stato obiettivo di una campagna di odio-montato da un giornale locale, The Rolling Stone, che hanno stampato il suo nome, foto e indirizzo accanto a quelli di decine di altri presunti gay o lesbiche, chiedevano la loro impiccagione.

Proprio il mese scorso, lui aveva chiamato in causa il giornale , vincendo ed evitando quindi che nel futuro vengano fatte pubblicazione simili . La visibilità di Kato come un uomo dichiaratamente gay e attivista per i diritti delle persone lesbiche, gay, e transgender, comprensibilmente, ha alimentato l'ipotesi che egli era vittima di un fatale attacco omofobico. In questo momento la polizia continua ad indagare sulle circostanze della sua morte.

Dobbiamo attendere l'esito del procedimento giudiziario per sapere chi lo ha ucciso e perché. Ma chi è responsabile e qualunque sia il movente, capiamo la paura sentita da molte lesbiche, gay e transgender ugandesi, che continuano a subire il pregiudizio diffuso e la costante minaccia di violenza alla comunità omosessuale. La morte di Kato priva tutti di un difensore coraggioso ed eloquente.

Se l'omicidio di Kato stimola la discussione sulla violenza e la discriminazione verso le persone a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere, la sua morte non sarà stata completamente in vano. La discussione deve inevitabilmente affrontare la questione della depenalizzazione dell'omosessualità. Le sanzioni penali per l'omosessualità rimangono legge in oltre 70 paesi, tra cui l'Uganda.

Tali leggi sono un anacronismo, nella maggior parte dei casi, un retaggio di vecchi tempi della dominazione coloniale. Esse sono intrinsecamente discriminatorie e costituirebbero una violazione dei diritti umani di coloro la cui condotta cercano di sanzionare. Gli Stati spesso giustificano l'esistenza di queste leggi con riferimento al parere popolare.

Tuttavia l'opinione popolare non può mai giustificare certe persone e privarle dei loro diritti. Le persone hanno il diritto di disapprovare l'omosessualità. Essi hanno diritto di esprimere la loro disapprovazione. Ma essi non hanno diritto a danneggiare o infliggere violenza su gli altri esseri umani, né di usare la legge penale per arrestare , imprigionare, anche in alcuni casi semplicemente perché non siano d'accordo con loro.

Depenalizzare l'omosessualità è un primo passo essenziale verso la creazione di una vera parità di fronte alla legge. Ma reale, il progresso duraturo non può essere ottenuto cambiando solo le leggi. Dobbiamo cambiare le menti. Come il razzismo e la misoginia, l'omofobia è un pregiudizio che nasce dall'ignoranza. E come altre forme di pregiudizio, la risposta più efficace a lungo termine è l'informazione e l'educazione.

In più di mezzo secolo, abbiamo assistito ad un notevole cambiamento degli atteggiamenti della popolazione in quasi tutte le società verso la razza, sesso e disabilità. La sfida, per tutti coloro che credono nei diritti umani è la non discriminazione, è quello di incoraggiare un cambiamento simile in pubblico verso coloro che orientamento sessuale o identità di genere differisce da quella della maggioranza della società. Questa è una grande impresa che richiederà il coinvolgimento e l'impegno di tutti noi.

I messaggi di base in materia di non discriminazione, l'uguaglianza dei diritti umani devono essere inseriti nei programmi scolastici in tutto il mondo, rafforzato da efficaci campagne di educazione pubblica che coinvolgano il pubblico in generale. Il ruolo della società civile è vitale. Ovunque il progresso sociale è stato raggiunto nel corso degli ultimi cento anni, ha coinvolto gli sforzi concertati di gruppi di comunità e di altre organizzazioni non governative.

Oggi, con la presenza dei social media e le campagne basate su Internet, l'impatto potenziale dell'educazione civile sulla società, guida il pubblico più che mai. Noi presso le Nazioni Unite dobbiamo essere pronti a sostenere e promuovere questo cambiamento. Segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon si è già impegnato nel compito. Parlando alla Giornata dei Diritti Umani il 10 dicembre 2010, si è impegnato a lavorare per la depenalizzazione mondiale dell'omosessualità, utilizzando sia la diplomazia privata che il sostegno pubblico per mobilitare l'azione.

"La violenza finirà solo quando ci confronteremo contro il pregiudizio", ha detto. "Lo stigma e la discriminazione avrà fine solo quando saremo d'accordo. Ciò richiede a tutti noi di fare la nostra parte, parlarne a casa, al lavoro, nelle nostre scuole e nelle comunità, ed essere solidali ".

La signora Pillay Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani

Martedì 1 febbraio, 2011 14:40
Scritto da Navanethem Pillay

Traduzione: Vanessa Mazza

Fonte:http://www.southfloridagaynews.com/editorial/publishers-editorial/3024-guest-editorial-what-david-katos-death-can-teach-the-world.html

venerdì 28 gennaio 2011

David Kato Kisule 16/02/ 64 a 26/01/2011


Ieri 27 gennaio stata la Giornata della Memoria. Ricordiamo tutte le vittime di ieri e David Kato Kisule, il suo coraggio, perchè in tanti stati l'omocausto continua ancora oggi.
Ciao David.

Ieri sera l'ong radicale Non c'è pace senza giustizia ha convocato una veglia a Bruxelles, oggi a Roma e a Milano, fiaccolata alle 17,30 da piazza Duomo fino al consolato ugandese.

In memoria, David Kato. La tua voce non può essere messa a tacere.