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sabato 5 aprile 2014

NOI CI SAREMO! ANCORA, UN'ALTRA VOLTA! SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO LA PRESENZA A VERONA DELLE "SENTINELLE IN PIEDI"


Circolo Pink GLBTE Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Lieviti Verona,
Arcilesbica Verona, Milk Center Verona

NOI CI SAREMO! ANCORA, UN'ALTRA VOLTA!
Le associazione GLBTQIE di Verona scenderanno ancora in piazza contro la presenza domenica 13 aprile 2014 delle "Sentinelle in piedi" a Verona, ore 18.00.

Come successe a settembre 2013, quando in Gran Guardia a Verona si tenne il convegno omo-bi-transfobico dal titolo “La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo?” e le associazioni GLBTQI di Verona, del Veneto e di molte altre città italiane scesero in piazza per dire no alla violenza contro gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, così domenica 13 aprile 2014 alle ore 18,00 saremo nuovamente in piazza Bra a Verona per contrastare la presenza del movimento delle "SENTINELLE IN PIEDI".

Come persone, gruppi e associazioni LGBTQI di Verona siamo stanche e stanchi di assistere al continuo attacco da parte della destra cattolica omo-bi-transfobica contro la nostra autodeterminazione, contro le nostre vite e famiglie diverse, contro tutto quello che la nostra cultura di inclusione e tolleranza sta costruendo e proponendo. 

Ci rendiamo conto che la paura da cui sembra pervasa la nostra controparte è in realtà la consapevolezza che le loro “convinzioni” stiano perdendo terreno e la preoccupazione di non riuscire più a controllare tutto quello che può portare alla perdita di tutti i privilegi educativi di cui hanno goduto davsempre e che hanno sempre usato contro tutte le diversità ma soprattutto contro di noi, lesbiche, gay, bisessuali e transessuali.

Dietro i loro discorsi, solo (e neanche tanto) apparentemente innocui, si nasconde un disegno ben più ampio a livello nazionale, che utilizza il concetto del gender come spauracchio agitato a tutti i livelli, soprattutto a livello culturale, politico ed educativo in nome della difesa della famiglia naturale e dei diritti dei bambini.

Da parte nostra siamo pienamente consapevoli che questi personaggi non sono da sottovalutare perché fanno parte di un disegno politico che mira al non allargamento dei diritti di cittadinanza. Il loro tentativo è quello di non far approvare una legge contro i reati di omo-bi-transfobia,

facendo passare le loro e altre posizioni come opinioni con piena libertà di circolazione. Peccato che dietro a tutto ciò ci sia molto, troppo odio contro le nostre persone.
I recenti fatti: il tentativo a Trento di togliere i figli biologici (!) a famiglie con genitori omosessuali, l'attacco di Bagnasco contro l'UNAR, le posizioni integraliste di Fassino a Torino, i convegni e gli incontri organizzati in tutta Italia contro la presunta teoria del Gender, fanno parte di quel disegno,
un accerchiamento da più parti per far sì che i diritti non vengano estesi a noi persone LGBTQI, in evidente contrasto con quanto raccomandato dalla corte costituzionale e dai vari trattati in materia di diritti civili che l’Italia ha sottoscritto.

Per rispondere a tutti questi attacchi violenti abbiamo deciso come persone, gruppi e associazioni LGBTQI di Verona di scendere in piazza domenica 13 aprile 2014 a Verona in concomitanza con la presenza in Piazza Bra delle "SENTINELLE IN PIEDI", ribattezzate per l’occasione "SENTINELLE IN PIEGA". Facciamo un appello a cittadini e cittadine (e non) di essere con noi per dire basta all'ipocrisia cattolica integralista che vuole imporsi sulle nostre vite e su quelle di chi crede in una società inclusiva, laica, aperta. Non possiamo più assistere in silenzio a questo continuo uso e manipolazione distorta della nostra sessualità.

NOI CI SAREMO!

Circolo Pink GLBTE Verona, Arcigay Pianeta Urano Verona, Lieviti Verona,
Arcilesbica Verona, Milk Center Verona

Fonte:https://www.facebook.com/CircoloPink

Verona 4 aprile 2014

domenica 27 gennaio 2013

Mov5Stelle, spiega il programma lombardo sui “temi gay”

Cosa prevede il programma del M5S in Lombardia sulle tematiche Lgbt?

Lo ha spiegato Iolanda Nanni, portavoce del M5S e candidata al Consiglio Regionale Lombardo, durante l’incontro svolto ieri, 26 gennaio, che ha visto tra i partecipanti i Presidenti Nazionali di Arcigay, Agedo, Certi Diritti e Famiglie Arcobaleno, nonché diversi attivisti e portavoce del M5S, candidati alla Regione e al Parlamento.

Oltre alla modifica dello Statuto della Regione Lombardia, al fine di equiparare tutti i cittadini, indipendentemente dall’identità di genere, il M5S si impegna a portare in Consiglio Regionale anche una legge che tuteli le persone omosessuali e transessuali.

Ecco quindi l’intervento di Iolanda Nanni.

“Sono molto orgogliosa di questo momento. [...] È la prima volta che la comunità Lgbt, rappresentata a livello nazionale incontra il M5S [...]. A noi non piace fare promesse da marinaio, come vi hanno fatto i partiti in tutti questi anni, ma abbiamo cercato di metterci a tavolino e lavorare a fianco della Comunità Lgbt locale, qui a Pavia, che supportiamo da tanti anni. E infatti il mio ringraziamento particolare va a Giuseppe Polizzi, perché personalmente è anche grazie a lui e grazie alla comunità locale che ho potuto conoscere da “donna etero” quali sono le problematiche, entrarci dentro, capirle dal profondo e capire la necessità di rivoluzionare ed introdurre delle tuteli forti [...] per creare una trasformazione culturale. Perché questo serve al nostro Paese.

Se voi andate a vedere i Paesi occidentali ed europei, compresi la Spagna e il Portogallo, che sono più vicini a noi come mentalità mediterranea, hanno una normativa avanzata per la tutela dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Il gap italiano, a mio giudizio, è dovuto ad un substrato di pregiudizio e di ignoranza. E questo substrato può essere smantellato in vari modi, come con delle campagne di sensibilizzazione, ma, da un punto di vista più concreto – e di concretezza voglio parlarvi – normativamente. Quindi introducendo delle leggi e delle norme che tutelino i diritti che oggi non sono oggettivamente tutelati.

Io sono candidata in Regione Lombardia, le competenze regionali sono limitate, ma sono ugualmente importanti e strategiche, perché dalle Regioni e dal territorio arriva poi l’input per lavorare a livello nazionale. Sappiamo che la vostra principale rivendicazione è il matrimonio egualitario – che però è appunto un tema nazionale – e abbiamo messo a programma a livello regionale un progetto di legge per la tutela dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, con proposte concrete.




http://www.youtube.com/user/schumyno17?feature=watch
IL PROGETTO DI LEGGE

Questo progetto di legge è suddiviso in cinque settori, partendo dalla Formazione. [...] In particolare, sotto questo profilo, noi intendiamo, per le persone transessuali e transgender, introdurre delle misure specifiche per l’accesso al lavoro, perché sono categorie esposte oggettivamente ad un maggior rischio di esclusione ed emarginazione sociale. Verranno promosse norme per incentivare una cultura professionale che sia aperta [...] all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Abbiamo pensato anche, nel campo della responsabilità d’impresa, [...] alla possibilità per le associazioni Lgbt di andare effettivamente a verificare se in queste imprese [...] siano rispettati i principi di correttezza e di tutela dei diritti delle persone omo-transessuali. E chiederemo al Consiglio delle pari opportunità della Regione Lombardia di introdurre azioni correttive, qualora – sia d’ufficio, che su segnalazione delle associazioni Lgbt, che avrebbero dunque un ruolo attivo – di introdurre misure correttive, a fronte di inadempienze. Questo perché noi riteniamo – essendo tutti cittadini e non essendo dei politici – che il ruolo delle associazioni sul territorio, in ogni tematica, anche lgbt, deve essere più attivo: non deve essere contrapposto con le Istituzioni, come spesso accade oggi, ma deve essere integrante.

[Altro aspetto è] la formazione del personale regionale introducendo anche dei codici linguistici e comportamentali che rispettino le perosne omotransessuali. Il progetto di legge toccherà anche la Sanità, introdurremo delle norme che consentano di poter delegare una persona designata le scelte mediche [...], chiederemo di rendere gratuito l’accesso per le persone transessuali alla possibilità di modificare i tratti secondari – oggi come sappiamo la legge prevede l’accesso gratuito solo i tratti sessuali primari – e attiveremo con le Asl delle collaborazioni fattive per la formazione, il sostegno e l’avanzamento delle politiche integrative, soprattutto anche nel rapporto con la famiglia, quindi con un percorso che possa rendere migliore la comprensione dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere nel rapporto genitori-figli.

Chiudo dicendo che ci sarà anche una parte dedicata alla comunicazione: chiederemo al Coracom (Comitato regionale per la comunicazione) di monitorare i contenuti che non siano discriminatori negli spazi televisivi e radiofonici e anche di dedicare spazi proprio alle tematiche lgbt, proprio per promuovere la trasformazione culturale di cui parlavo prima in Regione Lombardia. E chiederemo alla Regione Lombardia di promuovere – insieme alla Amministrazioni locali – anche delle azioni per consentire agli adolescenti omosessuali e transessuali di potersi esprimere liberamente e, quindi, azioni che vadano a combattere l’omotransfobia.

[Nel progetto di legge è prevista anche] una sezione dedicata per le attività culturali, gli eventi e le attività turistiche, chiedendo uno sviluppo del turismo inclusivo [...]“.





P.s. Il resto del programma lo trovate qui.

Fonte:http://darlingmichele.wordpress.com/2013/01/27/tsunamitour-iolanda-nanni-candidata-del-mov5stelle-spiega-il-programma-lombardo-sui-temi-gay/

martedì 11 settembre 2012

I risultati del Congresso di Arcigay Salerno.Ottavia Voza, primo presidente transessuale di un circolo Arcigay.

10 settembre 2012 · Sabato 01.settembre.2012, si è tenuto, presso la sede associativa, il Congresso provinciale del Comitato Arcigay Marcella di Folco di Salerno. Presenti circa un centinaio di persone di cui 76 associate/i aventi diritto al voto.

Il Congresso ha eletto all’unanimità a presiedere i lavori il Presidente uscente Antonello Sannino.

Dopo un ampio ed articolato dibattito, con 49 voti a favore e 13 voti contrari il Congresso approva il progetto associativo, dal titolo “Eguaglianza e territorio-la comunità dei diritti diffusi”(http://www.arcigaysalerno.it/documenti%20sito/Documento%20politico%202012.pdf) presentato dall’Arch. Ottavia Voza.

Vengono elette le seguenti cariche sociali:

Presidente Arch. Ottavia Voza
Vicepresidente Prof. Edoardo Palescandolo
Tesoriere Cosimo Pastore

Consiglieri: Lorenzo Forte, Dario Aliberti, Annarita Solpietro, Giovanni Frasci

Il collegio dei revisori dei conti sarà composto da:

Carlo Oneto, Filomena D’elia, Nunzio Carnale.

Inoltre:

Ottavia Voza viene indicata dal Congresso quale candidata per il Comitato Arcigay di Salerno al Consiglio Nazionale di Arcigay

Vengono eletti come delegati al XIV Congresso Nazionale di Arcigay :Ottavia Voza, Lorenzo Forte e Giovanni Frasci.

Il Comitato dedicato a Marcella di Folco e presieduto da oggi, da una persona transessuale e questo per noi ha un valore simbolico notevole per tutta la nostra Associazione ed è un ulteriore riconoscimento importante per l’universo transessuale/transgender, da sempre avanguardia per l’intero movimento di liberazione omosessuale del nosto Paese.
Nel nuovo direttivo ci sono persone validissime, che rappresentano la continuità con quanto fatto in questi due anni (Lorenzo Forte, ex Consigliere comunale, Giovanni Frasci, Dario Aliberti, Annarita Solpietro e Cosimo Pastore sono stati fondamentali nell’organizzazione del Pride di Salerno e membri dell’uscente CD provinciale) e con la storia del movimento a Salerno ed in campania (Edoardo è stato il fondatore del FUORI a Salerno nel 1976, Carlo Oneto è stato uno dei primi presidenti del Circolo Arcigay G. Lorca di Salerno, ora Comitato Marcella di Folco).

venerdì 4 maggio 2012

AMMINISTRATIVE: ARCIGAY, SOSTENIAMO CANDIDATI LGBT

(AGENPARL) - Roma, 04 mag - "Il 6 e 7 maggio, si rinnoveranno numerosi consigli comunali, provinciali e di quartiere e più di 7 milioni di italiani saranno chiamati alle urne. Le elezioni amministrative sono particolarmente importanti per le persone lgbt che vivono in un Paese lontano anni luce dagli standard europei di piena parità nella cittadinanza e nei diritti tra omosessuali e eterosessuali. 

Lo stallo di Parlamento e Senato su questo temi può essere superato in parte proprio a livello locale, con atti concreti di amministratori realmente laici e sensibili alle tematiche lgbt. Un buon amministratore, da questo punto di vista, è colui che inserisce tra le priorità del suo mandato la promozione dell’uguaglianza dei cittadini e della cittadine lgbt e una vivibilità serena della città per tutti e tutte. 

Chi amministra una città può realmente promuovere un’immagine positiva dell’omosessualità con l’approvazione di registri delle unioni civili, con il riconoscimento anagrafico delle coppie di persone dello stesso sesso e con dichiarazioni contro l’odio e il pregiudizio antigay. Sono molti poi gli atti concreti nelle politiche di inclusione che ci attendiamo dai futuri amministratori. 

Tra questi, ad esempio, la diffusione di bandi pubblici che mettano sullo stesso piano le coppie gay e la famiglia coniugata, la promozione della socialità e della visibilità lgbt, il contatto diretto con la militanza e l’associazionismo locale, l’attrazione del turismo lgbt, il sostegno alla ricostruzione della memoria, la partecipazione a eventi e commemorazioni organizzati dalla militanza, campagne di sensibilizzazione contro l’omo transfobia, osservatori contro il bullismo e l'omofobia, la formazione dei dipendenti pubblici alle tematiche omosessuali e transessuali, l’agevolazione nell’accesso al lavoro delle persone trans, l’attenzione alla salute, la promozione dell'uso del preservativo e così via. 

Proprio per questo Arcigay invita a sostenere con il voto i diversi candidati apertamente omosessuali o trans (o a coloro che hanno espresso aperture positive e interesse genuino sulle tematiche lgbt) che, sempre più numerosi ad ogni tornata elettorale, sfidano il pregiudizio e si propongono per amministrare le città, le province e i quartieri con quella sensibilità che ancora manca sul territorio. 

La visibilità pubblica di omosessuali, lesbiche e trans, da questo punto di vista è un valore che va sostenuto e promosso anche con il voto. 

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay Un elenco dei candidati apertamente omosessuali e trans aggiornato è disponibile qui: http://www.enciclopegaya.com/index.php?title=Voto_gay#Elezioni_amministrative_del_2012". Lo si legge in un comunicato stampa dell'Arcigay.

mercoledì 26 ottobre 2011

''Oltre le Differenze'' continua il viaggio tra le associazioni lgbtq


Su Antenna Radio Esse, una finestra sull’omosessualità e non solo
Venerdì 28 ottobre alle 21, il format radiofonico condotto da Natascia Maesi ed Eleonora Sassetti conosce meglio il comitato provinciale Arcigay e Arcilesbica Omphalos di Perugia.

Riparte il viaggio di “Oltre le Differenze” nelle associazioni lgbtq d’Italia. Questo mese la redazione del format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer - condotto da Natascia Maesi e Eleonora Sassetti e in onda alle 21 sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 99.10) e in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it – andrà a Perugia per dedicare l'intera puntata di venerdì 28 ottobre all'associazione Omphalos - comitato provinciale Arcigay e Arcilesbica perugino.

Si comincia con Nikita Queen, al secolo Michele, la resident drag queen di Omphalos che aprirà la puntata accompagnando gli ascoltatori nel viaggio alla scoperta del personaggio drag di cui veste i panni e che anima le serate di divertimento lgbtq di tutta l'Umbria e non solo...

Spazio poi alla storia del circolo Omphalos e alle iniziative promosse dall’associazione... dal piccolo circolo nato neglio anni '90 all'organizzazione del XIII Congresso Nazionale di Arcigay nel 2010... con un’ampia intervista alla presidente Patrizia Stefani. Conclude il viaggio una divertente e un po’ irriverente carta d’identità di Omphalos, firmata dal segretario del comitato provinciale Giuliano Foca.

logo_omphalosImmancabile il consueto scaffale, che in questa puntata speciale consiglierà letture e film “scelti per voi” dall'associazione Omphalos e non mancheranno le segnalazioni di appuntamenti culturali e festaioli a tema.


Per chi ascolta “Oltre le differenze”, c'è la possibilità di interagire con la redazione del programma chiamando il 366 2809050 o scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com. E’ possibile inoltre visitare la pagina facebook e il blog: http://oltreledifferenze.splinder.com/ in cui trovate i video di tutte le puntate già andate in onda.

Fonte:http://www.sienafree.it/eventi-e-spettacoli/256-eventi-e-spettacoli/27499-oltre-le-differenze-continua-il-viaggio-tra-le-associazioni-lgbtq

giovedì 17 febbraio 2011

“Una sentenza che dà dignità all’omofobia”



Un anno di galera alla civiltà: la maestra, il giudice, il bullo e il papà “macho”

“La punizione ad un anno di carcere, inflitta ad una insegnante di Palermo per aver castigato un alunno omofobo è paradossale perché riconosce dignità all’omofobia”. Lo dice Paolo Patané, presidente dell’Arcigay. “L’insegnante che ha difeso una vittima – aggiunge – ha assolto al suo ruolo e giustamente punito un bullo con l’intenzione di fargli comprendere l’orrore generato dalla violenza, dalla sopraffazione e dalla denigrazione. Quell’insegnante, come tutti gli insegnanti oggi, opera in un Paese privo di tutele e di leggi antidiscriminatorie per le persone gay, lesbiche e trans e in una scuola che non offre agli operatori culturali strumenti utili di prevenzione e contrasto al bullismo omofobo. Sarebbe bene che la sentenza di Palermo apra spazi di dibattito sulla necessità di costruire finalmente una cultura del rispetto, tema sul quale si gioca la crescita civile e il futuro del Paese”.

“Per evitare – conclude – che le vittime continuino ad essere vittime e i carnefici carnefici, chiediamo ai giudici una riflessione più attenta e approfondita sull’omofobia e esprimiamo la nostra solidarietà all’insegnante, insieme all’auspicio che le istituzioni siciliane, e il ministero dell’istruzione, esprimano il loro sostegno ad una persona ingiustamente condannata”.



Qui sotto per approfondire l'articolo. dal sito
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/anno-galera-civilta-maestra-bullo-papa-macho-753362/
di Alessandro Camilli

PALERMO – “Chiunque abusi dei mezzi di correzione o disciplina in danno di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, ovvero per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito, se dal fatto deriva il pericolo di una malattia nel corpo o nella mente, con la reclusione fino a sei mesi. Se dal fatto deriva una lesione personale, si applicano le pene stabilite negli articoli 582 e 583, ridotte a un terzo; se ne deriva la morte, si applica la reclusione da tre a otto anni”, recita l’articolo 571 del nostro codice penale. Sulla base di questo articolo una professoressa di Palermo è stata condannata ad un anno di reclusione per aver costretto un suo alunno, colpevole di aver negato l’accesso al bagno dei maschi ad un suo compagno ritenuto effeminato e di essersi poi rifiutato di scusarsi, a scrivere cento volte sul quaderno “sono un deficiente”. Un anno di galera alla civiltà, assoluzione e soddisfazione piena per i due “machi”, il ragazzino impunito e il suo orgoglioso papà.

Teatro di questa vicenda è la scuola media Boccone di Palermo. Qui due alunni della prima media, anni 11, avevano impedito a un loro compagno di classe di entrare nel gabinetto dei maschi “perché sei una femminuccia, un gay”. La questione era venuta fuori in classe, di fronte alle lacrime della vittima. La professoressa di Lettere, Giuseppa Valido, aveva deciso di affrontare la situazione in maniera energica: uno dei due bulletti in erba che avevano offeso il ragazzino aveva chiesto scusa, mentre l’altro non ne aveva voluto sapere, si sentiva immune e protetto. Era così scattata la punizione: l’alunno discolo era stato costretto a darsi del “deficiente” per cento volte sul quaderno e poi aveva dovuto portare il quaderno al papà perché lo firmasse e dimostrasse di averne preso consapevolezza.

Il padre del ragazzo, Vincenzo C., imprenditore nel settore delle demolizioni di auto, non solo ne “aveva preso consapevolezza”, ma aveva risposto per le rime dando della cogl… alla professoressa. Aveva fatto visitare il ragazzino, che aveva risentito dello “choc”, gli psicologi dell’azienda sanitaria avevano segnalato il fatto alla direzione della scuola e alla Procura. Uno “choc” chiamato educazione, complimenti agli psicologi che hanno derubricato l’educazione a trauma.

Il giudice Piergiorgio Morosini aveva assolto l’imputata. Nella motivazione della sentenza aveva sostenuto che la professoressa non fuggì dalle proprie responsabilità. Da stigmatizzare sarebbe stato piuttosto il comportamento del ragazzino: “Il non intervenire – aveva scritto il giudice – avrebbe finito per accreditare, tra i compagni di classe, l’idea che condotte vessatorie a danno dei più deboli sarebbero state comunque accettate”. Ma i giudici della Corte d’Appello non la pensano evidentemente allo stesso modo e hanno quindi deciso di condannare la “violenta” insegnante ad un anno di reclusione, nonostante l’accusa avesse richiesto per l’imputata una condanna a 14 giorni. Così impara ad educare.

Sorvoliamo sul fatto che l’alunno in questione oltre a studiare da bullo aveva scritto per 100 volte deficiente senza “i”, questa sì una colpa imputabile alla sua insegnante che evidentemente non era riuscita a fargli entrare in testa l’italiano, e sorvoliamo persino sulle sue bravate, in fondo a 11 si è ancora poco più che bambini e difficilmente si è in grado di rendersi conto di quello che è giusto sbagliato e ancor più difficilmente si ha la maturità per soffermarsi sulle proprie responsabilità e concentriamoci sul padre del bulletto. Si, il padre, è lui “la causa della cattiva educazione del figlio. Basta vedere la parolaccia con cui ha risposto all’insegnante” dicono l’avvocato della professoressa e il buon senso. Padre che, sentito da La Stampa, ha candidamente detto “io stesso non giustifico il comportamento del ragazzo – e ci mancherebbe aggiungiamo noi – ma c’è modo e modo di correggere un ragazzino di soli 11 anni”. Talmente non l’ha giustificato che a chiesto alla giustizia, giustizia che in questo caso efficacemente Massimo Gramellini su La Stampa chiama “giustizia deficiente”, di punire l”insegnante. Quello che al padre non è stato chiesto, purtroppo, è se secondo lui il modo giusto per correggere il ragazzino di soli 11 anni in questione è quello di portare in Tribunale la professoressa che l’ha costretto a scrivere 100 volte “sono un defic(i)ente”, e se questa punizione esemplare l’ha illuminato.

Siamo freschi reduci sui giornali da una polemica alquanto astratta e toerica sulla dura educazione “cinese” secondo cui le mamme di laggiù impongono alla prole ogni sacrificio e mai danno ragione e manforte ai “pupi e pupe” di casa. Sulla “educazione cinese” che forgerebbe automi di successo mentre la nostra educazione occidentale e mediterranea sarebbe più umana e foriera di libera scelta e arbitrio. La cronaca vera, quella di Palermo scavalca e risolve la questione: qui da noi, sentenza alla mano, è reato impartire qualunque educazione. Una generazione è già persa, andata: quella del papà, che l’altra, quella del figlio, che dio l’aiuti e abbia pietà.

17 febbraio 2011 | 14:55

Fonte:http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/anno-galera-civilta-maestra-bullo-papa-macho-753362/

http://www.livesicilia.it/2011/02/17/una-sentenza-che-da-dignita-allomofobia/