Translate

Visualizzazione post con etichetta omosessuali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta omosessuali. Mostra tutti i post

venerdì 7 febbraio 2014

Il segretario Onu alla vigilia dell’olimpiade di Sochi: «L’odio di qualsiasi genere non deve avere posto nel 21esimo secolo»

Da San Pietroburgo a Gerusalemme, da Londra a Parigi in diciannove città del mondo sono state organizzate manifestazioni di attivisti per i diritti Lgbt contro gli sponsor che sostengono le Olimpiadi di Sochi 2014.


In questo clima di proteste globali, non ha potuto esimersi dall’intervenire il segretario dell’Onu Ban Ki-moon Sochi (Russia), 6 feb. (LaPresse/AP) - "Dobbiamo alzare la voce contro gli attacchi a lesbiche, gay, bisessuali, transessuali o intersessuali". Così, in Russia, il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha condannato attacchi e discriminazioni contro gli omosessuali, in un discorso al Comitato olimpico internazionale, il giorno prima dell'inizio dei Giochi invernali di Sochi. "Dobbiamo opporci agli arresti, alle detenzioni e alle restrizioni discriminatorie che devono affrontare". I diritti degli omosessuali in Russia è un argomento che ha caratterizzato il dibattito internazionale sui giochi olimpici di Sochi. Nel suo discorso Ban Ki-moon ha anche ribadito il suo appello alle parti che nel mondo stanno combattendo guerre a deporre le armi nel periodo delle Olimpiadi. Il segretario delle Nazioni Unite ha affermato che molti atleti professionisti, omosessuali o eterosessuali, si stano pronunciando contro il pregiudizio e la discriminazione.

NO ALLE DISCRIMINAZIONI. "L'odio di qualsiasi genere non deve avere posto nel 21esimo secolo" ha detto Ban Ki-Moon. Il segretario ha ricordato che il principio 6 della Carta olimpica sancisce l'opposizione del Comitato olimpico a qualsiasi forma di discriminazione. "Le Olimpiadi dimostrano il potere dello sport di riunire gli individui senza distinzione di età, razza, classe, religione, capacità, sesso, orientamento sessuale o identità di genere" ha ricordato Ban Ki-moon. Ieri intanto manifestanti in diverse città del mondo hanno chiesto agli sponsor olimpici di pronunciarsi contro la legge russa anti-gay firmata lo scorso luglio dal presidente Vladimir Putin. Il presidente del Cio Thomas Bach ha ripetutamente detto che il presidente Putin ha dato assicurazione che non ci sarà discriminazione di alcun genere durante i giochi. "Posso assicurarvi che il Cio ha fatto tutto quel che doveva e abbiamo tutte le assicurazioni che la Carta olimpica verrà pienamente applicata in questi Giochi olimpici, inclusi i fondamenti del principio 6, perchè questo è quello per cui lo sport si batte" ha detto Bach a Ban."Si batte per il rispetto e contro ogni forma di discriminazione" ha spiegato Bach. Nel suo discorso Ban Ki-moon ha poi elogiato Putin per il suo "impegno per la pace, l'unità e lo sviluppo attraverso lo sport"

Per questo motivo oggi alla cerimonia inaugurale sarà boicottata da diversi capi di stato e primi ministri, come Cameron, Hollande, Merkel. E anche Obama, che al suo posto manderà una delegazione di atleti orgogliosamente omosessuali. Dopo la lettera aperta del mese scorso di 27 premi Nobel, ieri si sono aggiunte all’appello per il boicottaggio dei Giochi anche le Pussy Riot Nadia Tolonnikova eMaria Alyokhina. La prova di forza machista di Vladimir Putin, che attraverso l’organizzazione dei Giochi invernali più costosi della storia vuole imporre la Russia come dominus dei nuovi rapporti di potere, rischia di sgretolarsi davanti alle bandiere arcobaleno.

venerdì 21 giugno 2013

Chiude Exodus, la più antica fautrice delle terapie riparative

Il 19 giugno 2013, dopo anni di non proprio onorato servizio, chiude i battenti, per delibera unanime del suo Consiglio di amministrazione, la Exodus International, potente organizzazione americana di ispirazione cristiana dedita alla cura delle persone omosessuali.

Le cure che l’associazione proponeva sono ben note, e in linguaggio medico si chiamano teorie riparative. Si sostiene che dall’omosessualità si possa uscire, o che comunque essa possa essere in qualche modo curata o rimediata, attraverso un percorso religioso di riflessione, preghiera e in ultima analisi conversione. Ci si concentra sulle parole dell’Antico Testamento, del Levitico per la precisione, che sanzionano – tra l’altro con la pena di morte, a voler ben vedere – il fatto di un uomo che “giace” con un altro uomo. Forse non c’è altro precetto biblico che abbia cagionato tanta sofferenza e discriminazione lungo i secoli.

Il Presidente di Exodus Alan Chambers si è ufficialmente scusato con l’intera Comunità LGBT per l’infinità di “storie di vergogna, violenze sessuali e false speranze” vissute da coloro che, spesso convinti dalle loro famiglie, sono entrati in Exodus, per poi uscirne, spiega Chamber, “solo con un trauma in più”. Lo stesso Chambers oggi si dichiara omosessuale e si accetta così com’è. “Mi dispiace”, dice Chambers, “che molti abbiano interpretato quello che è un rifiuto religioso da parte di cristiani come se venisse da Dio”. Chambers conclude il suo messaggio giurando di dedicare la sua vita “alla pace e al bene comune”.

La vicenda porta a riflettere non tanto sull’autenticità del messaggio biblico, sulla quale molti cristiani (o sedicenti tali) non sono disposti a discutere, quanto piuttosto sulla sua compatibilità con l’amore verso il prossimo. Lo scontro, è il caso di dirlo, è “biblico”. La dottrina rigida e brutale contro l’amore concreto e solidale. La parola fredda e priva di sentimento contro il sentimento vero dell’amore reciproco. La verità, spesso imposta, contro la persona. La tradizione contro la concretezza.

Non c’è possibilità di compromesso tra queste due visioni del mondo se non ammettendo che ogni cristiano ha un fratello e una sorella omosessuali e che l’omosessualità è una caratteristica personale che ha una sua dignità nel disegno di Dio esattamente al pari dell’eterosessualità.

Non c’è niente da curare, niente per cui pregare. L’unica cosa per cui pregare, piuttosto, è che ogni cristiano realizzi, nel profondo della propria coscienza, che è suo dovere non disprezzare, discriminare, rifiutare, ma accettare ed amare.

Certo, alcuni cristiani abituati alla cruda propaganda della Chiesa e di una certa politica, risponderanno che tutto ciò è difficile, o quantomeno più facile a dirsi che a farsi. Quel che è certo è che se esiste un Dio e se vi sarà un giudizio universale, tutti noi verremo giudicati non certo in base al modo con cui, in vita, avremo disprezzato, discriminato o rifiutato.

Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/20/omosessualita-chiude-exodus-leader-delle-teorie-riparative/632333/

giovedì 9 maggio 2013

Elezioni in Pakistan: la prima volta dei candidati transgender

Islamabad - Sono solo sette, su 23mila, i candidati transgender alle elezioni parlamentari che si terranno l’11 maggio in Pakistan. Una rappresentanza esigua dei circa 500mila 'eunuchi' pakistani che ha però la forza di una rivoluzione nel sistema politico pakistano. Perché è la prima volta che, come indipendenti, si presentano alle urne i rappresentanti di omosessuali, transessuali, travestiti, ermafroditi, uomini castrati. Eunuchi, appunto, che secondo la tradizione pakistana vengono chiamati a ballare ai matrimoni o alle celebrazioni per la nascita di un figlio secondo la credenza che chi è nato sfortunato porterà fortuna. E che ora vedranno i loro nomi nelle liste dei candidati a Karachi, Jehlum, Gujrat e Sargodha, come spiega Almas Boby, presidente della Pakistan Shemale Foundation che difende la comunità transgender pakistana. «Se riusciremo a entrare in Parlamento avremo un trattamento migliore nella società», ha detto.

Ma le chance di essere eletti sono limitate, visto che la maggior parte dei candidati ha risorse finanziarie limitate e la loro campagna elettorale si svolge porta a porta, afferma Boby. Riconosciuti nel 2011 dalla Corte suprema come “terzo sesso”, con tanto di carte d’identità ad hoc e con il riconoscimento del diritto al voto, quella dei transgender è una battaglia a tutela dei diritti umani e contro la violenza. A portarla avanti sono proprio loro, spesso trattati come oggetti sessuali e vittime di abusi, anche da parte degli stessi familiari, spesso impuniti. Costretti ad abbandonare presto la casa paterna e a trovare un modo per guadagnare i soldi necessari a sopravvivere, spesso prostituendosi.

«La gente non crede che possiamo essere corrotti perché non abbiamo né figli, né famiglia - dichiara la candidata indipendente a Sukkur, Sanam Faqeer, contattata da ‘Express Tribune’ - Non abbiamo bisogno di rubare soldi come fanno altri politici per costruirci ville per le nostre generazioni future». «Il mio obiettivo è dare giustizia ai poveri, benessere agli anziani, promuovere la meritocrazia e cancellare la disoccupazione. Una volta eletta, renderò la mia città più pulita e metterò fine al traffico caotico», afferma Faqeer, nata nel 1975 come Essa Gul, da sempre nel mirino dei suoi fratelli per i suoi atteggiamenti effimeri. A 15 anni, alla morte del padre, è stata allontanata da casa e affidata a un esponente di spicco della comunità transgender. Da qui il cambio di nome, la decisione di farsi crescere i capelli, di indossare abiti femminili e di lavorare come prostituta. Nel 2009 ha fondato una struttura per gli eunuchi anziani. Oggi la sua casa è trasformata in un istituto che offre ai transgender la possibilità di usare il computer e la prospettiva di un lavoro più rispettabile.

A farle eco è Resham, che nel Gujrat, al confine con l’India, tenta l’impossibile: sfidare il premier uscente e l’ex ministro della Difesa per un seggio in Parlamento in quello che definisce «un jihad per candidarmi». «I principali partiti politici non hanno ascoltato i problemi della gente», dice mentre conduce la sua campagna contro la povertà e l’inflazione galoppante. «Sono sicura di ottenere oltre 60mila voti», dice Resham, che sostiene di avere l’appoggio delle «donne che sono stufe dei pezzi grossi della politica. Mi hanno chiesto si sconfiggerli». Lo stesso vale per Bindiya Rana, candidata transgender, che quando va a presentarsi porta a porta nei bassifondi di Karachi trova gente che ascolta il suo programma piuttosto che guardare alla sua identità sessuale. Un programma mirato a combattere i reati di strada e le interruzioni di elettricità. «Se vinco, darò voce ai transgender, spesso vittime e umiliate», dice infine Lubna Lal, candidata per l’assemblea provinciaale di Jehlum nel Punjab.

Fonte:http://www.corrierenazionale.it/home/esteri/2013/05/08/news/97536-Elezioni-in-Pakistan-la-prima-volta-dei-candidati-transgender

martedì 30 aprile 2013

Scomunicato in Brasile il prete che difende i matrimoni gay

Il vescovo di Bauru, una città di circa 350 mila abitanti all'interno dello stato di San Paolo, in Brasile, ha scomunicato un prete che si era espresso in favore delle unioni tra persone dello stesso sesso. La scomunica è stata resa nota dalla diocesi di Bauru attraverso il proprio sito internet in cui si precisa che "uno degli obblighi del vescovo è quello di difendere la fede, la dottrina e la disciplina della Chiesa". Il testo è firmato dal Consiglio dei preti diocesani, è composto da dieci sacerdoti della cupola dell'organo. Ora, il processo di scomunica sarà toccata da un giudice istruttore per poi  raggiungere il Vaticano, per ultima analisi, della chiesa.
 
Conosciuto per contestare il conservatorismo morali della Chiesa Cattolica, Roberto Francisco Daniel, 48 anni, conosciuto come padre Beto, ha tenuto la sua ultima Messa, Domenica (28), in due chiese che erano piene di fedeli commossi.

Il vescovo di Bauru, Caetano Ferrari, 70 anni, aveva invitato il sacerdote "a confessare l'errore commesso" e, al suo rifiuto, è scattata la scomunica.

Padre Beto è un personaggio anticonformista e molto popolare. Lo si può incontrare spesso nei pub e nelle birrerie di Bauru con indosso magliette con immagini di rockstar o di Che Guevara e con anelli e piercing. Oggi ha salutato i suoi ormai ex parrocchiani dicendo loro di sperare di tornare presto.

Per fortuna nessun rogo ', ha detto commentando in modo ironico la decisione del vescovo. Padre Bento ha detto che la decisione non cambierà nulla nella tua vita, avendo già deciso dalla rimozione della Chiesa.

"Chi ha detto che un dogma non si può discutere? Se riflettere è un crimine, io sarò sempre un peccatore", ha aggiunto.

Fonte:http://www1.folha.uol.com.br/cotidiano/2013/04/1270637-igreja-decide-excomungar-padre-que-defende-homossexuais-em-sp.shtml

venerdì 15 marzo 2013

Brasile elegge membro del Congresso un pastore evangelico razzista, anti-gay, a capo del comitato dei diritti umani

I brasiliani hanno appreso una brutta notizia, settimana scorsa. Giovedi (7), il Pastore Marco Feliciano (PSC-SP) è stato eletto presidente della Commissione dei Diritti Umani della Camera dei Deputati. Il processo si è verificato in una sessione a porte chiuse per evitare che i rappresentanti delle organizzazioni che rappresentano i gruppi come le donne, i neri e gli omosessuali non causassero tumulto. Il voto era già stato cancellato una volta a causa del volume elevato di manifestazioni popolari che si opponevano alla candidatura di Feliciano relativo al fatto che è un uomo accusato di essere razzista, misogino, omofobo truffatore e non poteva stare di fronte a una commissione la cui funzione è quella di difendere il diritto delle minoranze.


Marco Feliciano appartiene al PSC, un partito di estrema destra che 'sostenitori della terapia di 'cura gay e si oppone alle leggi di uguaglianza e anti-discriminazione. un partito cristiano, le sue affermazione stanno causando grande scalpore, commenti fatti su Twitter, come l'affermazione che 'Gli africani discendono da antenati maledetti da Noè'.
Feliciano ha commentato, nel 2011, che non era razzista ed è stato una interpretazione della Bibbia. 'Il caso del continente africano è sui generis: quasi tutti i culti satanici, voodoo, sono di lì. Queste malattie, come l'AIDS, sono tutti in Africa ', ha detto.
Per quanto riguarda le affermazioni considerate omofobiche di Feliciano come 'l'AIDS è il cancro dei gay' e 'il marciume dei sentimenti omosessuali portano all'odio, la criminalità e il rifiuto,' il Pastore dice che la pratica è 'veramente proibita nella Bibbia '. Le citazioni Romani 1:19-29, Genesi 2:18-24 e Levitico 18:22 d'accordo con Feliciano

Il deputato ha avuto 11 voti in una sessione senza la presenza di manifestanti, ma con molte discussioni. Sei deputati non hanno votato, una reazione contro la sua scelta.

Il deputato Domingos Dutra, del partito PT del Stato del Maranhão, si è dimesso da presidente e non ha portato alla elezione di un nuovo presidente per protestare contro il divieto di ingresso di rappresentanti dei movimenti sociali.

Il deputato e Pastore Marco Feliciano risponde al processo alla Corte Suprema per appropriazione indebita. Egli è accusato di aver ricevuto 13.000 $ Mil per condurre un culto religioso a Rio Grande do Sul, senza essere alla fine andato li.

Indignati, migliaia di persone sono scese in piazza durante il fine settimana in varie città del Brasile per protestare contro il risultato.








Chiese cristiane tradizionali emettono una  nota ripudiando l'elezione di Marco Feliciano

La fama di omofobo e razzista di Marco Feliciano (PSC-SP) ha fatto che dal Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane del Brasile (Conic) chiedono le dimissioni del pastore dalla carica di presidente del Consiglio per i diritti umani e le minoranze (CDHM).

Formata dalle chiese cattolica romana, Chiesa anglicana episcopale del Brasile, Confessione Evangelica Luterana in Brasile, siro-ortodossi di Antiochia e United Presbyterian, l'entità espressa, in una dichiarazione di Domenica, 10, il suo ripudio dalle dichiarazioni del sig  pastore:

'Considerando il corollario della nostra missione alla luce dei valori che lo hanno ispirato, e dimostrazioni di vari segmenti della società brasiliana, esprimere il nostro sdegno per il processo che ha portato alla scelta del signor Marco Feliciano (PSC), che, nelle loro dichiarazioni pubbliche , contenuto verbale e scritta discriminatorie, razzista e pregiudizi nei confronti delle minoranze, che risponde ai processi che procedono attraverso la Corte Suprema '. 

Le minoranze sono quei settori della società che non hanno accesso a tutti i diritti garantiti dalla legge e, pertanto, hanno necessità di leggi specifiche per la loro protezione. Le minoranze non sono necessariamente piccoli gruppi di persone.

La Commissione dei Diritti Umani della Camera dei Deputati è responsabile di “ricevere, valutare e indagare sulle denunce di violazioni dei diritti umani', secondo il sito web della istituzione. E come  fa una persona che non crede che le minoranze meritino questi diritti,  presieda questo comitato?

E nelle sue mani 'discutere e votare sulle proposte legislative relative a queste tematiche, supervisionare e controllare l'attuazione dei programmi di governo del settore, collaborando con organismi non governativi, la ricerca condotta e studi sulla situazione dei diritti umani in Brasile e nel mondo ' . E che cosa sappiamo di lui?

Sappiamo che è una persona che, in primo luogo, non crede in uno Stato laico - uno stato separato dalla religione, qualunque essa sia. E questo rende le religioni con convinzioni diverse dalle sue non siano rispettate - 'Tra i miei nemici in rete (sic), ci sono : satanisti, omosessuali, macumbeiros ...'. Le religioni di origine africana hanno sofferto con i loro progetti di legge .

Sappiamo anche che egli crede che i neri soffrono perché se lo meritano, poiché c'e una maledizione di Noè sopra l'Africa - 'maledizione di Noè a Canaan (il nipote) tocca i suoi discendenti diretti, gli africani' e 'Africani discendono dal ancestrale maledetto da Noè . Questo è un fatto. ' Nel mondo - e la sua parola - è un fatto che, pero non esiste prova o informazione di una cosa del genere, vero?

Lui dice anche che l'AIDS è una malattia omosessuale - si può ascoltare la frase e molte altre assurdità in questo video qui - e che il responsabile per l'omofobia è il sentimento gay, che è marcio - 'Il marciume dei sentimenti omoaffettivi portano (sic) l'odio, la criminalità, il rifiuto. ' Io non capisco come una malattia che colpisce chiunque possa essere una malattia gay. E anche non capisco come l'amore può essere qualcosa di marcio. Hai capito?

Inoltre, egli è contro l'aborto, che interferisce con i diritti riproduttivi delle donne e dovrebbero essere decise da essa, e da nessun altro. E uno dei suoi idoli è Jair Bolsonaro, noto per le sue dichiarazioni controverse, le opinioni non supportate e la lotta contro le minoranze.

Tutte queste linee possono essere viste in video su Internet o in messaggi su Twitter. Non è intrigo della opposizione, non e dittatura gay o lotta contro una religione specifica. Si combatte per tutti e per avere lo stesso diritto, che possono andare e venire, prendere decisioni sul proprio corpo secondo i loro costumi e credere a quello che si adatta meglio nella vostra vita.

Non è necessario far parte delle minoranze per combattere per loro, non dovette smettere di credere nella religione e notare quelli che usano le parole considerate sacre a proprio vantaggio, e per lottare per la parità dei diritti hai bisogno di aver empatia. Ed è abbastanza facile da intuire che Marco Feliciano queste doti non le ha.


 Famosos criticano il pastor nella Commissione per i diritti umani.

La condutrice Xuxa, della tv Globo ha detto sulla sua pagina ufficiale di Facebook scrive che Marco Feliciano non poteva essere presidente della Commissione per i diritti umani. 'Non può avere questo spazio da utilizzare, per denigrare l'essere umano.' Il commento è stato condiviso da molti fan e ha vinto lo spazio nelle reti sociali. Con l'atteggiamento globale, altri famosi criticarano la nomina del religioso.
 
Luciano Huck, presentatore: 'Se il conclave papale seguendo la logica del Congresso brasiliano di eleggere i suoi presidenti di commissione, è probabile che (Mahmoud) Ahmadinejad (presidente dell'Iran) diventi Papa

'Gaby Amarantos, cantante:'. Ho letto alcune dichiarazioni di questo Pastore Feliciano e mi viene difficile credere che ci siano persone che pensano in questo modo, egli dice che essere nero è sfortuna, solo un esempio. Scusa amore, ma io sono così disgustata da questa situazione che un pastore omofobo e razzista presieda la Commissione dei diritti dell'uomo... La questione va oltre la religione, si tratta di rivedere un sacco di cose in questo paese # ForaFeliciano 'Amatevi l'un l'altro' semplice

'Aguinaldo Silva, autore di romanzi e scrittore:' Io non voglio condannare nessuno. Ma so che ci sono evangelici molto più in grado di occupare la posizione data al pastore Marcos Feliciano. Il problema del pastore Marcos Feliciano non essendo egli evangelico: ma è quello di avere opinioni che si scontrano con la commissione che lui deve occupare dei diritti umani.

 Sembra che la classe politica agendo in questo modo, andando contro mano del politicamente corretto, si sta vendicando su qualcuno, in questo caso, su coloro che lottano per le cause sociali in Brasile. Ma non del tutto. Parlare di diritti umani in Brasile in questo momento e raccoglie inimicizia con molte persone ignare, ignoranti e depoliticizzate che spesso sostengono apertamente il ritorno di pratiche sociali e politiche del Medioevo. E in questo caso non è solo il cittadino privo di lettura del mondo, no. Quotidianamente  si vedono giornalisti, politici, sacerdoti, insegnanti e formatori di opinioni, conclamare pubblicamente a tutti, idee reazionarie, per difendere il triste ritorno al passato.

Purtroppo, vedo l'estinzione definitiva della politica dei diritti umani e di tutte le altre garanzie che abbiamo conquistato 'di recente. Questi idioti sembrano ignorare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la lotta dell'umanità contro i deliri di Hitler e la sua cricca nei campi di sterminio. Inutile parlare qui delle molte prediche,delle assurdità delle bugie 'insegnate' nelle chiese del Brasile e del mondo, l'accettazione da parte dei fedeli, senza alcuna discussione o riflessione di ciò che si sente.

 Purtroppo, questo pastore evangelico e idiota, accusato di omofobia, l'intolleranza, razzismo e frode fa parte del modo di pensare della società non solo brasiliana, ma mondiale e così rimarrà sulla sua posizione come  tanti altri scelti e benedetti dalla religione. In questa logica, torturatori sono onorati con titoli meritevoli. E tutti noi rimaniamo in silenzio di fronte a questo scempio della democrazia. E accettiamo.

 Vanessa Mazza.
Fonte: http://noticias.uol.com.br/politica/ultimas-noticias/2013/03/07/comissao-de-direitos-humanos-elege-pastor-polemico-como-presidente.htm

http://midiacon.com.br/materia.asp?id_canal=10&id=55253 

http://www.youtube.com/watch?v=PTqQczynQ78http://www.youtube.com/watch?v=PTqQczynQ78

http://g1.globo.com/ceara/noticia/2013/03/camara-de-fortaleza-aprova-acao-de-repudio-contra-marco-feliciano.html


http://www.paraiba.com.br/2013/03/13/53663-direitos-humanos-da-oab-pb-chama-feliciano-de-facista-e-reclama-vai-causar-fratura-enorme-em-trabalho-de-anos

http://www.ibahia.com/detalhe/noticia/top-10-ibahia-lista-10-frases-polemicas-do-pastor-marco-feliciano/?cHash=8c26d017add4a8ed6de151bf42a92b10

 http://g1.globo.com/sp/ribeirao-preto-franca/noticia/2013/03/apos-protestos-em-franca-deputado-marco-feliciano-retira-agenda-do-site.html

http://correiodobrasil.com.br/ultimas/manifestacao-contra-feliciano-em-paris/589912/

giovedì 24 gennaio 2013

Karl Lagerfeld, lo storico stilista di Chanel, ha mostrato il suo sostegno per la legalizzazione del matrimonio gay in Francia, mandando in passerella due modelle in abito da sposa .

La sfilata couture Chanel ha trasformato il Grand Palais in un bosco romantico Martedì (22) a Parigi. Tra un clima retrò, l'esplosione di texture - in pelle, piume, tulle, paillettes e stivali della collezione, che ha attirato l'attenzione sono stati anche le due spose che hanno chiuso la sfilata che tiene la mano del piccolo Hudson, nipoti di Karl.

Secondo il suo direttore creativo del brand, l'intenzione era quella di sostenere il matrimonio gay. "Non capisco questo dibattito. Dal 1904 (in Francia) Chiesa e Stato sono separati," Karl ha detto in un'intervista con l'Associated Press.

Il stilista ha anche detto che le persone che considerano il matrimonio una unione sacra può continuare quella tradizione nelle loro chiese, templi, sinagoghe e moschee, ma che tutte le religioni devono rispettare il matrimonio gay. Nonostante tutto questo, Karl, sorprendente come sempre, non dice sostenere l'adozione da parte di coppie omosessuali.


MATRIMONIO GAY UNA PRIORITÀ DEL PRESIDENTE HOLLANDE

La Chanel, grande protagonista della storia della moda in Francia, alza la bandiera del matrimonio gay in un momento in cui il paese sta vivendo l'attesa per una legge che favorisce il matrimonio e l'adozione da coppie dello stesso sesso, certamente una causa sostenuta dal Presidente François Hollande . Il capo dello Stato che dovrebbe annunciare una posizione sulla questione il Venerdì (25).

Anche questo mese, la rivista "Elle" francese ha sorpreso mettendo due spose in copertina con le parole "matrimonio per tutti!"




Nel suo discorso inaugurale del suo secondo mandato, che è successo il (21) a Washington, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha difeso il matrimonio gay. "Il nostro viaggio non sarà completa fino a quando i nostri fratelli e sorelle gay saranno trattati come tutti gli altri dalla legge", ha detto.

Fonte;http://gnt.globo.com/moda/desfiles/Lagerfeld-apoia-casamento-gay-com-noivas-lesbicas-em-desfile-da-Chanel.shtml

mercoledì 23 gennaio 2013

Documentario, 52 minuti, discute l'adozione da parte di coppie omosessuali in Brasil. film 100% brasiliano che concorerà per il premio Maguey. festival di documentari in Messico

Il documentario 'Familia nella carta', diretto dalle giornaliste Fernanda Friedrich e Bruna Wagner, è stato selezionato per il Festival Internazionale del Cinema Maguey Award a Guadalajara, in Messico, che si verifica tra i giorni 1 e 9 marzo. Questo è l'unico film 100% brasiliano che ufficiamente è tra i 18 film provenienti da tutto il mondo.



Il film di 52 minuti, discute l'adozione da parte di coppie omosessuali in Brasile, mostrando le storie di sette famiglie e le loro lotte per i diritti di adottare bambini in varie regioni del paese.

Per la seconda volta all'interno del Festival Internazionale Guadalajara, il Premio Maguey apre lo spazio per le produzioni audiovisive relative agli argomenti: (LGBTTTI). L'obiettivo è quello di promuovere la diversità e la tolleranza attraverso la cultura e il cinema differenziata e innovativa, che parte dei problemi che vengono con un orientamento aperto e diversificato.

'Familia nella carta'è il vincitore del Gay Rio Film Festival 2012, uno dei più grandi del genere nel paese, dalla giuria. 'E' un grande onore avere il film selezionato tra i tanti in tutto il mondo, uno dei festival più importanti che lo spazio aperto di discussione che coinvolgono tematiche omosessuali ', ha detto.


Sono state selezionati da paesi come Argentina, USA, Spagna, Canada, Cile, Francia, Regno Unito, Israele, Svezia, Danimarca, Germania e Messico. Il Premio si verifica a marzo 01-04, all'interno del programma del festival.
http://g1.globo.com/sc/santa-catarina/noticia/2013/01/documentario-catarinense-e-selecionado-para-festival-do-mexico.html

martedì 18 dicembre 2012

Matrimoni gay, "Io sono un pericolo per la pace": con "CondividiLove" singoli e coppie ci mettono la faccia, contro le parole del papa

L'Huffington Post | Di Marco Pasqua


Rispondono mettendoci la faccia e il cuore. Coppie gay e lesbiche, ma anche singoli, omosessuali, eterosessuali e transgender, protagonisti della reazione virale che ha fatto seguito alle affermazioni del Papa sulle unioni omosessuali. Quando il Pontefice ha affermato che la cancellazione del valore della famiglia, attraverso leggi che equiparano le unioni gay al matrimonio uomo-donna rappresenta un attentato alla pace, i ragazzi e le ragazze che animano il gruppo “CondividiLove” hanno pensato ad una possibile risposta. Forte e, soprattutto, virale.

Prima hanno organizzato la manifestazione a San Pietro, portando solo cuori e slogan d’amore. E, nelle stesse ore, hanno creato un’applicazione che permette, su Facebook, di aggiungere un cuore con scritta alla foto profilo: “Io sono un pericolo per la pace”, anche nella versione plurale per le coppie. Le adesioni sono cresciute in maniera virale, giorno dopo giorno. Già 2500 persone hanno usato l’applicazione, condividendo la loro foto sullapagina Facebook del “movimento” spontaneo (vedi sotto la gallery).


Il gruppo "CondividiLove". Nato la scorsa estate e formato da “liberi cittadini di ogni orientamento sessuale”, il gruppo decide di unire le forze “per una causa che dovrebbe appartenere a tutti, al di là di ogni differenza”. Un progetto “interamente libero, il cui marchio è a disposizione per ogni iniziativa che voglia portare avanti la rivendicazione di pari diritti per le coppie di ogni orientamento sessuale”. “Perché in un Paese come l'Italia non possiamo aspettarci che siano i leader politici a chiedere al loro popolo il coraggio di supportare i cambiamenti necessari a sanare le diseguaglianze ancora presenti nella legislazione”, spiegano in una nota di presentazione. In Italia il cambiamento non ha alcun illustre testimonial. Deve quindi partire dal basso, con tutti i mezzi di cui dispone. Il primo, mai come oggi, è la condivisione. Il matrimonio è un diritto di tutti”: da qui il nome.


“Noi non chiediamo diritti solo per i gay ma diritti uguali per tutti – spiega uno degli animatori della pagina - Siamo convinti che l'unico modo perché in Italia succeda qualcosa è che una nuova generazione di uomini e donne si faccia avanti. una generazione che non vede differenze tra le persone in base alla loro sessualità. Il concetto è proprio quello di condividere le battaglie, per essere realmente tutti uguali”. "Se il pericolo è quello di rendere la nostra nazione un Paese civile lo corriamo volentieri! Se pericoloso è chi al di là del proprio orientamento sessuale crede che sia arrivato il tempo di una reale uguaglianza nei diritti, noi non siamo solo pericolosi, siamo pericolosissimi, e soprattutto tantissimi! Facciamo all'Italia un cuore grande così", scrivono in queste ore per ringraziare quanti ci hanno messo la faccia.



Io sono un pericolo per la pace? Fermiamo l’odio con l’amore su http://condividilove.com/peace.html

Fonte:http://www.huffingtonpost.it/2012/12/18/matrimoni-gay-io-sono-un-pericolo-per-la-pace-con-condividilove_n_2321087.html?clear#slide=more270498

venerdì 14 dicembre 2012

Il Papa benedice la parlamentare della “pena di morte per i gay” in Uganda

"Guardate questo tenero Papa che oggi ha benedetto una cazzo di cogliona (non merita di essere definita ‘donna’) che è a favore della pena di morte per i gay. Complimenti. Se vi potessi incontrare, vi sputerei in faccia per quanto mi fate schifo.

E sono questi che vogliono insegnare l’amore a tutto il mondo."

                          Vanessa Mazza.


Rebecca Kadaga è la promotrice della riforma di legge contro i "comportamenti sessuali devianti", che tra le ipotesi prevede anche la pena di morte per gli omosessuali recidivi. Spera di dare questo "regalo di Natale" a tutti i suoi sostenitori. Oggi il Santo Padre l'ha benedetta a San Pietro.

Il Papa benedice la promotrice ugandese della Pena di Morte per gli omosessuali.

Giovedì 13 Dicembre 2012 una delegazione di giudici Ugandesi guidata dalla portaparola del Parlamento, Rebecca Kadaga é stata ricevuta dal Papa Benedetto XVI presso la Basilica di San Pietro.

Durante l’incontro il Papa ha benedetto la delegazione ugandese e in special modo Rebecca Kadaga.


La proposta di legge, che sarà discussa in parlamento il 15 dicembre prossimo, intende introdurre i concetto di malattia mentale per l’omosessualità e la pena di morte o l’ergastolo per i gay recidivi.

Leggi tutto l'articolo http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/14/papa-benedice-promotrice-legge-che-prevede-pena-di-morte-per-gay-in-uganda/446392/

giovedì 2 agosto 2012

Matrimoni gay in Italia: il progetto di Condividilove [VIDEO]




Il matrimonio gay è innanzitutto una questione di civiltà, ancor prima che una questione d’amore! A sottolineare un fatto che dovrebbe essere teoricamente ovvio, ma che purtroppo non lo è ancora per tutti, sono i creatori del progetto ”Condividilove”, un progetto volto alla sensibilizzazione della società in materia di diritti gay, che in realtà, sono solo ed esclusivamente diritti umani, diritti che dovrebbero essere riconosciuti a ogni singolo cittadino del nostro Paese.

Ma torniamo al progetto pro-matrimonio gay ”Condividilove”, un progetto che – come dicevamo – nasce dal bisogno di rivendicare i sacrosanti diritti delle coppie lgbt.

“Negli stessi giorni in cui dall’America echeggiava il messaggio “Legalize Love” ispirato dalle parole del presidente Barack Obama, – si legge sulla pagina Facebook ufficiale dell’iniziativa – in Italia i maggiori rappresentanti di un partito che dovrebbe dirsi “progressista” etichettavano come estremista e illusoria la sola possibilità che nel nostro paese due persone dello stesso sesso vengano mai unite in matrimonio. Mai. È ispirandosi a questi fatti che alcuni liberi cittadini di ogni orientamento sessuale hanno deciso di mettersi insieme per una causa che dovrebbe appartenere a tutti, al di là di ogni differenza”.
E questi liberi cittadini, gay, etero, bisessuali, transessuali e lesbiche, sono quelli che compaiono nel bellissimo video che vi proponiamo.

“In un paese come l’Italia – si legge ancora sulla pagina Facebook di Condividilove – non possiamo aspettarci che siano i leader politici a chiedere al loro popolo il coraggio di supportare i cambiamenti necessari a sanare le diseguaglianze ancora presenti nella legislazione. Pensiamo non solo a premier socialisti come Zapatero o Hollande, ma persino a un conservatore come il premier britannico Cameron che proprio in questi giorni ha dichiarato: “Il matrimonio mi appassiona molto e penso che se funziona per gli eterosessuali come me, dovrebbe funzionare per tutti; per questo dovremmo avere i matrimoni gay e per questo li introdurremo.”

Nel nostro Paese, come si fa notare giustamente (e con non poca amarezza), non vi sono testimonial di spicco, (siano essi del mondo della politica, dello sport o dello spettacolo), che scelgono di diventare portavoce della battaglia per i diritti lgbt, o perlomeno, questi personaggi sono davvero pochi. E’ per questa ragione che la lotta deve partire dai liberi cittadini: “Deve partire dal basso, con tutti i mezzi di cui dispone. Il primo, mai come oggi, è la condivisione”.
Una iniziativa davvero lodevole, che noi di Gay Wave appoggiamo assolutamente. Ecco il video ragazzi, cosa ne pensate?

vi lasciamo con le parole di Roberto Saviano scritte su L'Espresso: 

"Sentire il presidente del Partito democratico Rosy Bindi dire: «Noi siamo chiamati a governare il Paese, non una minoranza» in riferimento alla polemica sui matrimoni gay è stato un duro colpo. Qualunque partito vada al governo o aspiri ad andarci è
chiamato a governare una molteplicità di minoranze, perché di questo è fatto il paese, questa è di fatto la democrazia. Testamento biologico, tutela e sostegno per chi accudisce familiari diversamente abili, riconoscimento dello ius soli ai figli di immigrati nati in Italia e procedure più agili per concedere la cittadinanza agli immigrati che qui lavorano e che di fatto sono nostri concittadini, matrimoni gay, pari diritti e adozioni per le coppie gay, riconoscimento reale delle coppie di fatto, miglioramento delle condizioni dei detenuti nelle carceri che ogni anno a decine si tolgono la vita. Affrontare questi temi non vuol dire essere anticonformisti, fregarsene dei reali problemi del paese, essere pro morte, ma solo essere difensori di diritti inalienabili e scelte individuali che arricchiscono la comunità. La società civile cattolica e laica e molti nella Chiesa, su questi temi hanno una maggiore apertura della classe politica e delle posizioni ufficiali del Vaticano... Una Repubblica in cui le minoranze non vengono tutelate, dove non sono rispettati i diritti civili e in cui i nostri amministratori non credono sia una priorità il pieno sviluppo della persona umana, è una Repubblica destinata a morire. La mancanza di centralità del dibattito sui diritti civili ha contribuito negli anni a spostare l'asticella della sopportazione degli italiani tanto in alto da poter sopportare anche gli eccessi del berlusconismo. E' come se ci fossimo assuefatti. E' come se avessimo abbandonato l'idea di dover difendere i diritti di chi non ne ha. E non difendendo i loro, finiamo per perdere quelli di tutti".

venerdì 27 luglio 2012

Milano approva registro delle Unioni civili. Pisapia: "ridotto spread dei diritti civili"

Milano - «Abbiamo ridotto lo spread sull’Europa dei diritti civili». Con queste parole il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha accolto l’approvazione del registro cittadino per le unioni civili. Il voto definitivo - 27 favorevoli, 7 contrari e 4 astenuti - è arrivato nella notte, poco dopo le tre e mezza, alla fine di un Consiglio comunale fiume durato undici ore e mezza (era iniziato alle 16,30).


La delibera istituisce un registro a cui le coppie, sia etero che omosessuali, possono iscriversi contestualmente alla registrazione della famiglia anagrafica. «D’ora in poi nelle delibere comunali saranno parificate a chi è sposato. Anche le coppie gay – spiega Marco Mori, presidente di Arcigay Milano – C’è voluto più tempo del previsto, ma il voto di questa notte è un segnale importante».

NON È IL MATRIMONIO GAY - Le unioni civili «registrate» permetteranno l’accesso solo ai servizi forniti dal Comune. Non apriranno alla possibilità di ereditare o alla pensione di reversibilità: benefici garantiti alle coppie sposate che dipendono dalle leggi dello Stato. E infatti Pisapia ha precisato che il registro milanese è un provvedimento solo «di carattere amministrativo». «Escludo che questa delibera apra alla possibilità di matrimoni gay», ha spiegato il sindaco, «per avere i matrimoni gay servirebbe una legge del Parlamento».

UNA LUNGA TRATTIVA - Il voto è arrivato dopo una lunga trattativa, fuori e dentro la maggioranza. Alla fine, nonostante l’approvazione di alcune modifiche alla delibera, quattro cattolici del Pd si sono astenuti e solo due consiglieri del Pdl, Luigi Pagliuca e Pietro Tatarella, hanno votato con la maggioranza. Contrari al provvedimento la maggioranza dei consiglieri comunali del Pdl e la Lega Nord. Il testo è frutto della mediazione fra le richieste dell'ala cattolica del Pd e quelle dell'ala laica del Pdl, favorevole al provvedimento. Dalla versione approvata - su proposta del Pdl - è stato cancellato il termine «famiglia anagrafica» ed è stato sostituito con «unione civile», per «rimarcare la differenza tra coppie di fatto e famiglia tradizionale». E, nel definire le unioni civili, il passaggio «insieme di persone legate da vincoli affettivi» è stato sostituito con «due persone legate da vincoli affettivi» per «evitare il rischio di poligamia». Si è arrivati così alla creazione di un registro «diverso da quello della famiglia anagrafica ma collegato», che consentirà di ottenere un attestato di unione civile e al quale le coppie di fatto potranno iscriversi dopo aver ottenuto il certificato di famiglia anagrafica.

IL VALORE SIMBOLICO - I sostenitori del provvedimento, però, rivendicano il valore simbolico del registro, soprattutto per le coppie omosessuali: «Non c’è dubbio che stiamo parlando del diritto degli omosessuali di essere riconosciuti come coppia; perché gli omosessuali questo diritto non ce l’hanno», ha spiegato la capogruppo del Pd in Consiglio comunale Carmela Rozza. Milano così è la terza metropoli italiana, dopo Torino e Napoli, a fornire un riconoscimento alle coppie non sposate. Anche il neosindaco di Genova, Marco Doria, in campagna elettorale si era detto pronto a farlo.

I CATTOLICI DEL PD - Fanzago, Cormio, Pantaleo e Mancuso si sono astenuti.

venerdì 4 maggio 2012

AMMINISTRATIVE: ARCIGAY, SOSTENIAMO CANDIDATI LGBT

(AGENPARL) - Roma, 04 mag - "Il 6 e 7 maggio, si rinnoveranno numerosi consigli comunali, provinciali e di quartiere e più di 7 milioni di italiani saranno chiamati alle urne. Le elezioni amministrative sono particolarmente importanti per le persone lgbt che vivono in un Paese lontano anni luce dagli standard europei di piena parità nella cittadinanza e nei diritti tra omosessuali e eterosessuali. 

Lo stallo di Parlamento e Senato su questo temi può essere superato in parte proprio a livello locale, con atti concreti di amministratori realmente laici e sensibili alle tematiche lgbt. Un buon amministratore, da questo punto di vista, è colui che inserisce tra le priorità del suo mandato la promozione dell’uguaglianza dei cittadini e della cittadine lgbt e una vivibilità serena della città per tutti e tutte. 

Chi amministra una città può realmente promuovere un’immagine positiva dell’omosessualità con l’approvazione di registri delle unioni civili, con il riconoscimento anagrafico delle coppie di persone dello stesso sesso e con dichiarazioni contro l’odio e il pregiudizio antigay. Sono molti poi gli atti concreti nelle politiche di inclusione che ci attendiamo dai futuri amministratori. 

Tra questi, ad esempio, la diffusione di bandi pubblici che mettano sullo stesso piano le coppie gay e la famiglia coniugata, la promozione della socialità e della visibilità lgbt, il contatto diretto con la militanza e l’associazionismo locale, l’attrazione del turismo lgbt, il sostegno alla ricostruzione della memoria, la partecipazione a eventi e commemorazioni organizzati dalla militanza, campagne di sensibilizzazione contro l’omo transfobia, osservatori contro il bullismo e l'omofobia, la formazione dei dipendenti pubblici alle tematiche omosessuali e transessuali, l’agevolazione nell’accesso al lavoro delle persone trans, l’attenzione alla salute, la promozione dell'uso del preservativo e così via. 

Proprio per questo Arcigay invita a sostenere con il voto i diversi candidati apertamente omosessuali o trans (o a coloro che hanno espresso aperture positive e interesse genuino sulle tematiche lgbt) che, sempre più numerosi ad ogni tornata elettorale, sfidano il pregiudizio e si propongono per amministrare le città, le province e i quartieri con quella sensibilità che ancora manca sul territorio. 

La visibilità pubblica di omosessuali, lesbiche e trans, da questo punto di vista è un valore che va sostenuto e promosso anche con il voto. 

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay Un elenco dei candidati apertamente omosessuali e trans aggiornato è disponibile qui: http://www.enciclopegaya.com/index.php?title=Voto_gay#Elezioni_amministrative_del_2012". Lo si legge in un comunicato stampa dell'Arcigay.

martedì 19 luglio 2011

Mancuso: se la legge contro l’omofobia verrà bocciata daremo i nomi dei politici gay invisibili


"Oggi pomeriggio Equality Italia, insieme a tante associazioni, parteciperà al sit in davanti a Montecitorio organizzato in vista della discussione della legge contro l'omofobia è trans-fobia. Il primo scoglio saranno le orribili pregiudiziali di costituzionalità presentate da Lega, Pdl e UdC.

Ciò che c'è scritto in quelle pregiudiziali è offensivo della dignità di milioni di cittadine e cittadini italiani, che a differenza di tutto il resto d'Europa, in Italia sono trattati come dei pericolosi pervertiti. Le manifestazioni e i sit in sono naturalmente utili, ma è anche giunta l'ora di reagire con più forza, smascherando tutti quegli omosessuali invisibili, politici, preti, uomini e donne di potere, che per nascondersi si accaniscono pubblicamente contro le libertà e i diritti delle persone lgbt. Non è più sopportabile dopo quarant'anni di battaglie continuare ad essere pazienti e corretti, mentre ogni giorno si viene aggrediti e discriminati.

Se saranno approvate le pregiudiziali di costituzionalità, è pronta una campagna che tenendo conto delle leggi in vigore, attuerà una forma intelligente di outing per far comprendere all'opinione pubblica quanta violenta ipocrisia sia presente nella classe dirigente italiana. L'operazione non sarà promossa né gestita da Equality Italia, rete trasversale per i diritti civili, ma da siti gay indipendenti". Lo dice Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia, in una nota.

Fonte:http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110719-omofobia-mancuso-equality-se-verra-bocciata-legge-pronta-campagna

sabato 9 luglio 2011

A Samoa il presidente Tuila’epa Sailele elogia i trans: "Sono un dono di Dio"


A Samoa i transessuali, meglio conosciuti come fa'afafine, sono ben integrati nel territorio e il governo sembra non osteggiare la sessualità: indicativo che il primo ministro sia presidente della loro associazione.

Trans è bello, questo è il pensiero del Primo Ministro delle isole Samoa Tuila'epa Sailele, che ha tributato alti elogi alle transessuali, chiamandole ''miracoli gloriosi di Dio'', che ''noi uomini' non possiamo non trovare attraenti''. A Samoa i transessuali, meglio conosciuti come fa'afafine, sono ben integrati nel territorio e il governo sembra non osteggiare la sessualità: indicativo che il primo ministro sia presidente della loro associazione.

"Siete come diamanti, siete un genere speciale" questo quanto dichiarato- stando alle indiscrezioni del quotidiano Savali- da parte del presidente all'associazione trans: "voi afafine (transessuali) siete speciali, è per questo che avete speso così tanti soldi in operazioni così speciali". E continua: "Ogni anno apparite diversi. Capelli biondi, labbra luccicanti di gloss, borse Gucci:gli uomini sono attratti dal vostro look curato. Sono solo i vostri muscoli scolpiti, che avete guadagnato con anni e anni di duro allenamento, che date via".

Un elogio al genere trans che secondo il primo ministro vive in grazia di Dio: "Non è merito vostro-continua- se siete come siete. Siete semplicemente scintillanti creature di Dio, un esempio dei suoi gloriosi miracoli".

Un riconoscimento alla natura trans ma anche al lavoro svolto dalle associazioni: il premier dello stato-arcipelago di Samoa ha applaudito le fa'afafine per l'opera esemplare a favore della beneficienza da parte della comunità trans e di quella lesbica. "Il mio unico monito- conclude Tuila'epa Sailele- è quello di essere buoni cittadini, stare a casa e aver cura dei propri familiari. Non vagabondate in giro la notte".

Fonte:http://www.gqitalia.it/viral-news/articles/2011/7/a-samoa-il-presidente-tuila-epa-sailele-elogia-i-trans-sono-un-dono-di-dio