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mercoledì 20 giugno 2018

LA TRANSESSUALITA' non è più classificata dall'Oms come malattia mentale.


Nel mese dell’orgoglio LGBT, l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, da un motivo in più per festeggiare e toglie la transessualità dalla lista delle malattie mentali.

La decisione dell'Oms è stata accolta con gioia dalle organizzazioni che da tempo si battono per vedere riconosciuti i diritti dei transessuali: è "l'equivalente di aver tolto l'omosessualità dai disordini psichiatrici, è una pietra miliare", ha commentato Sally Goldner dell'australiana TransGender Victoria. Un passo in avanti che aiuterà a combattere lo stigma e la transfobia, ha aggiunto, sottolineando che "non si può più dire che è un disordine mentale: c'è l'Oms che dice di no, che è solo parte della diversità umana e deve essere trattata con rispetto".


La classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi di salute correlati appena presentata dall'Organizzazione mondiale della sanità, andava necessariamente riveduta e corretta e dopo diciotto anni la nuova edizione, l'undicesima, ha visto finalmente la luce. Anche se dopo la presentazione alla prossima Assemblea generale dell'Oms, sarà ufficialmente in vigore "solo" nel 2022, per essere recepita con modalità differenziate dai singoli Stati membri. L'ICD-10, rilasciato nel 1990, fu recepito dalla Tailandia solo nel 1994


La svolta sulle persone transgender. Dopo un lavoro molto complesso, durato oltre dieci anni, l'ICD-11 è un "manuale" decisamente nuovo. Intanto perché è completamente elettronico, e questo ne agevola la consultazione e l'uso. Ma soprattutto perché registra svolte epocali: come lo spostamento dell'incongruenza di genere dai codici relativi ai disturbi mentali a quelli sulle condizioni di salute sessuale. «La logica - spiegano dall'Oms - è che mentre le prove sono ora chiare sul fatto che non si tratta di un disturbo mentale, classificazione che può causare uno stigma enorme per le persone transgender, restano significative esigenze di assistenza sanitaria che possono essere soddisfatte meglio se la condizione è classificata sotto l'Icd». No allo stigma, quindi; sì a una migliore presa in carico. Anche perché proprio per le condizioni di salute mentale «i codici ICD sono particolarmente importanti, «in quanto è uno strumento diagnostico». La transessualità - ha spiegato Lale Lay, coordinatrice del team che gestisce le problematiche di adolescenti e popolazioni a rischio - è stata inserita in un capitolo di nuova creazione, per dare spazio a condizioni legate alla salute sessuale e che non necessariamente hanno a che fare con altre situazioni codificate nell'ICD».



Secondo quanto riportato su tgcom24.mediaset.it, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato:

«L'incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disordini mentali dell'International Classification of Diseases per essere inserita in un nuovo capitolo delle “condizioni di salute sessuale”».

L’Oms ha anche aggiunto:
«è ormai chiaro che non si tratti di una malattia mentale e classificarla come tale può causare un'enorme stigmatizzazione per le trnpersone transgender».

Sono trascorsi quasi trent’anni da quando l’omosessualità è stata rimossa dalla “enciclopedia delle malattie” stilata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Un momento storico, quello del 17 maggio 1990, che ha aperto la strada a un lungo percorso (ancora incompiuto) di conquiste nel campo dei diritti della persona. E che si ripete oggi, con la decisione dell’Oms di rimuovere la transessualità dalla categoria dei disordini mentali dell’International classification of diseases(Icd).

La decisione dell’Oms è stata accolta con favore dalle associazioni Lgbtqi, come Arcigay, che ora chiede una “necessaria revisione dell’attuale normativa italiana, per una semplificazione delle procedure ed il rispetto del principio di autodeterminazione della persona“. Secondo il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni, inoltre, “da oggi chiunque dovrà adeguarsi alla verità scientifica: la transessualità non è una malattia ma una possibilità, libera e legittima, come abbiamo sempre sostenuto”. A parlare è anche l’attivista Lgbt ed ex parlamentare Vladimir Luxuria: “È un segnale positivo che fa capire che chi è a disagio con il proprio corpo anagrafico e lo modifica per armonizzarlo alla sua mente non è un disturbato ma una persona che ha diritto a pari opportunità affettive e lavorative”.
Il termine ‘transessuale’ fu coniato nella prima volta 1949 dal dottor David Cauldwell, ma è diventato di uso comune soltanto in seguito alla pubblicazione del libro ‘Il fenomeno transessuale’ ( The transsexual phenomenon ) da parte di Harry Benjamin ( sessuologo ed endocrinologo ). Negli anni precedenti alla coniazione e all’avvio degli studi sulla transessualità, essa era considerata una malattia da cui si poteva guarire con un percorso di psicoterapia e tramite un accanimento “terapeutico”: alle persone che presentavano situazioni di disforia ( un alterazione dell’umore in senso depressivo ) nei confronti del proprio sesso, venivano somministrati, in maniera ripetuta, ormoni del proprio sesso genetico. Solo in seguito a numerosi casi di tentativi di suicidio, registrati dopo questi accanimenti “terapeutici”, si cominciò a studiare la transessualità

Fu il sessuolo ed endocrinologo Harry Benjamin ad ipotizzare per primo che la persona transessuale dovesse ricevere un supporto psicologico e psichiatrico per affrontare correttamente le terapie endocrinologiche e chirurgiche e concludere in sicurezza il percorso di transizione di genere.

La nuova Classificazione Internazionale delle Malattie, che sarà effettiva dal gennaio 2022, oltre a sdoganare l’idea pregressa sugli individui transgender e ad aumentare l’accettazione sociale degli stessi, mira anche a fornire quanto più supporto possibile a chi decide di intraprendere un percorso di transizione garantendo loro l’accesso agli adeguati trattamenti sanitari.

giovedì 15 marzo 2018

Marielle Franco è stata giustiziata a Rio de Janeiro, per la sua lotta contro le violenze della polizia. È stata assassinata a colpi di pistola .

Brasile. Leader significativa e simbolo di attivismo nel campo dei diritti umani, Marielle ha svolto un ruolo decisivo nella difesa dei diritti di tutti i cittadini, con le lotte significative nella sicurezza pubblica e nelle cause delle donne, neri e Lesbiche, Gay, Bisessuali, transessuali e transgender .


Marielle Franco, 38 anni, era consigliera comunale, attivista del Partito Socialista e della Libertà (PSOL) è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco nel quartiere centrale di Estácio mercoledì sera (14) a Rio de Janeiro. Quando tornava da un evento chiamato "Giovani nere muovendo le strutture", per la difesa dei diritti delle donne di colore. Anche il suo autista è stato ucciso mentre un'altra donna che era in macchina è rimasta illesa. Secondo i primi elementi dell'inchiesta, i colpi fatali sono stati esplosi da un'altra macchina che ha affiancato l'auto della consigliera.

L'inizio del suo attivismo per i diritti umani ha un fattore in comune con la fine della sua vita: la violenza. Poco dopo essersi iscritta a una scuola comunitaria, ha perso un'amica, vittima di un proiettile vagante, in una sparatoria tra polizia e trafficanti nel Complesso Maré, un gruppo di favelas nella parte settentrionale della capitale. Il corso è stato l'inizio della sua carriera accademica, che l'ha portata a diventare sociologa e poi master in pubblica amministrazione.



La militanza le ha garantito i 46.502 voti che l'hanno resa la quinta consigliera più votata a Rio de Janeiro nel 2016. Prima della Camera, ha lavorato in organizzazioni della società civile come la Fondazione Brasil e il e il Centro de Acione Solidárias da Maré. Inoltre, ha coordinato la Commissione per la difesa dei diritti umani e la cittadinanza di Alerj (Assemblea legislativa dello Stato di Rio de Janeiro), a fianco dell'attuale rappresentante di Stato Marcelo Freixo, anch'egli membro del PSOL. Marielle era nel suo primo mandato come parlamentare.

La leggenda per la quale Marielle è stata eletta con il quinto maggior voto del comune nel 2016, con oltre 46 mila voti, rafforza l'ipotesi di matrice politica. Vale a dire un'esecuzione. Marielle aveva appena denunciato l'azione brutale e truculenta della PM( polizia militare) nella regione di Irajá una comunità( Favelas) di Acari.
Con il coraggio con cui Marielle ha affrontato chi pensa che " bandito buon è bandito morto" e per la sua lotta in difesa della pace nelle favelas è che lei e Anderson sono morti. Sono stati uccisi dalla crescente criminalizzazione dei movimenti popolari. Uccisi dal discorso di odio che considera ogni residente un criminale. Uccisi da coloro che cercano a tutti i costi di mettere a tacere la voce dei più poveri. Uccisi dall'impunità ereditata dalla dittatura militare. Uccisi dall'avanzata del fascismo.
La sua esecuzione ieri sera è un attacco diretto a tutti coloro che si battono per la fine della violenza della polizia contro la popolazione nera e periferica e per una società giusta ed equa. Ecco perché non possiamo tacere di fronte a questo crimine, né possiamo raffreddare la lotta per la quale Marielle ha dato la vita. Che gli mandante ed autori principali della sua morte possono essere identificati e puniti immediatamente!

Governo e politici condannano Il governo brasiliano ha annunciato che chiederà alla polizia federale di assistere le autorità di Rio nelle indagini. Il governatore di centro-destra dello stato di Rio, Luiz Fernando Pezão, ha parlato di "vigliaccheria estrema", e il sindaco evangelista della città ha condannato questo "brutale assassinio".

Amnesty: "Indagine rigorosa" L'associazione per i diritti umani Amnesty International ha ha chiesto "un'indagine immediata e rigorosa", in modo che "non ci sia dubbi sul contesto, le motivazioni e gli autori "dell'assassinio della consigliera comunale.

Il PCB( partito comunista brasiliano) di Rio de Janeiro ha sottolineato in un messaggio che l'omicidio "amplifica più fortemente la piaga della violenza urbana che è esposta ai poveri brasiliani e alla popolazione nera". 



Il Movimento dei lavoratori rurali senza terra (Mst) ha emesso un messaggio di dolore e sofferenza per l'omicidio di Marielle e del suo autista. "Marielle, era una amica e militanti del MST,. schierata in difesa dei diritti umani e l'uguaglianza sociale, lascia un'eredità di lotta a favore della classe operaia", dice il movimento.

In 15 mesi al municipio, ha presentato 16 progetti di legge. Due di essi sono stati approvati come leggi concrete: uno sulla regolamentazione delle motociclette, un importante mezzo di trasporto nelle favelas e un altro sui contratti del municipio con le organizzazioni sanitarie sociali, frequenti obiettivi di indagini sulla corruzione.

Alla fine di febbraio di quest'anno, è diventata la relatrice per un consiglio Comunale che accompagna il lavoro dei militari nell'intervento federale nell'area della sicurezza a Rio. Si era posizionata pubblicamente contro la misura.

La parlamentare ha denunciato sui suoi social, durante il fine settimana, un'azione della polizia militare nella favela degli Acari. "Il 41esimo battaglione della polizia militare di Rio de Janeiro sta terrorizzando e violentando i residenti di Acari ... È sempre successo ma con l'interversione è diventato anche peggio", ha scritto.

La PM di Rio ha confermato l'operazione e ha affermato che i criminali hanno sparato alla polizia e li hanno affrontati.

Donna, nera, madre, Lesbica ,era figlia della favela da Maré. Era Così che la consigliera Marielle Franco (PSOL), assassinata nella notte di questo mercoledì (14) , nel centro di Rio de Janeiro....Si definiva . Marielle Lascia una figlia di 17 anni.

l'8 marzo

Giovedì (8), Giornata internazionale della donna, Marielle si è rivolta alla plenaria del municipio e ha parlato della resistenza contro "i comandi e i desmandos che influenzano le nostre vite" e ha elencato i dati sulla violenza contro le donne subito dopo essere stata interrotta dalla consegna di una rosa. "L'uomo che fa i compiti" si lamentò.

Poi interrotta da un uomo che gridò dalla galleria durante il suo discorso, difendendo la dittatura, la consigliera si irritò e disse che non gli fermava l'interruzione dei consiglieri e quindi, non avrebbe accettato lo stesso "da un cittadino che viene qui e non sa ascoltare la posizione di una donna eletta.



Le fonte :https://g1.globo.com/rj/rio-de-janeiro/noticia/freixo-faz-homenagem-a-vereadora-marielle-em-rede-social.ghtml

https://g1.globo.com/rj/rio-de-janeiro/noticia/os-ultimos-momentos-de-marielle-franco-antes-de-ser-morta-com-quatro-tiros-na-cabeca.ghtml

https://istoe.com.br/batalhao-alvo-de-denuncias-de-marielle-franco-e-o-que-mais-mata/

http://www.redebrasilatual.com.br/

mercoledì 12 aprile 2017

Cecenia: aperto un campo di concentramento per omosessuali



#IoNonEsisto 

Purtroppo l'uomo non impara nulla dalla storia, in Europa nel mondo siamo di nuovo di fronte allo spettacolo dei muri innalzati, dei diritti umani calpestati e di queste vicende che avvengono nel silenzio aspettando che qualcuno intervenga per assistere poi al finto spettacolo dell'indignazione e dello sdegno della comunità internazionale. 

Stiamo assistendo a qualcosa che é già avvenuto, tutte le giornate della memoria dei fiori e dei discorsi in piazza pieni di buoni propositi a nulla servono.


In Cecenia, 100 persone omosessuali sembrano essere state rapite e confinate in lager dove continuano ad essere malmenate e torturate. Anche adesso.
Le autorità Cecene negano: “non puoi arrestare o reprimere persone che semplicemente non esistono nella nostra repubblica”. Tre di queste persone “inesistenti” pare siano già state uccise.

Diamo voce agli omosessuali ceceni che stanno rischiando la vita. Fermiamo insieme questo assurdo ritorno alla peggiore pagina della storia europea.


Cambia la tua foto profilo su https://twibbon.com/Support/io-non-esisto e mostra alle autorità Cecene e a tutto il mondo che l’amore non può essere sterminato.

Firma la petizione internazionale preparata da @AllOut qui: https://go.allout.org/it/a/chechen-100/


#VoglioCredere in un mondo migliore (#Cecenia inclusa) in cui nessuno debba più ripetersi "#IoNonEsisto"! #StopOmofobia!

venerdì 31 marzo 2017

31 Marzo, Giornata internazionale della visibilità transgender.

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La Giornata internazionale della visibilità transgender è una ricorrenza annuale che cade il 31 marzo dedicata alla sensibilizzazione contro le discriminazioni verso le persone transgender in tutto il mondo.

La Giornata fu fondata dall'attivista transgender statunitense Rachel Crandall nel 2009 evidenziando il fatto che non esistevano giornate specifiche per la visibilità della comunità transgender all'interno della comunità LGBT, dato che l'unica data dedicata era il Transgeder Day of Remembrance, che ricorda le vittime di odio transfobico ma non è specificamente indirizzata alla visibilità transgender.

Nel 2014 la Giornata fu adottata dagli attivisti LGBT a livello internazionale.

martedì 14 marzo 2017

Si chiama Jiratchaya Sirimongkolnawin, è la più bella di tutte. Lo ha stabilito la giuria a Pattaya, in Thailandia, che l'ha incoronata transessuale più bella del mondo.


Si chiama Jiratchaya Sirimongkolnawin, è la più bella di tutte. Lo ha stabilito la giuria a Pattaya, in Thailandia, che l’ha incoronata transessuale più bella del mondo. Il secondo e il terzo posto è andato alla Brasiliana Náthalie de Oliveira e la Venezuelana Andrea Collazo .



Sono le tre donne trans, più belle al mondo.


La Thailandese 25 anni, modella e stilista Jiratchaya Sirimongkolnawin, è stata incoronata venerdì 10/3/2017 Miss International queen 2016, scelta tra 24 candidate selezionate in tutto il mondo. Il secondo e il terzo posto è andato a Náthalie de Oliveira (Brasile) e Andrea Collazo (Venezuela). Miss International queem è il più grandi è prestigioso concorso di bellezza al mondo per le persone transessuale e transgender MtF (maschio a femmina) che ogni anno dal 2004 si tieni a Pattaya, proprio in Thailandia.

Il concorso è stato rinviato da novembre dello scorso anno a marzo di quest'anno, a causa della morte de re Bhumibol Adulyadej, nel mese di ottobre dello scorso anno. La Thailandia era in luto.


Il concorso è trasmesso in diretta è raccoglie ogni anno 15 milioni di telespettatori. Per la prima volta in 12 edizioni L’Italia stata rappresentata da una concorrente Italiana di nascita e provenienza. La cantante transgender Roberta Marten Roberta Martinazzo che porta a casa il titolo di BEST TALENT In MISS INTERNATIONAL QUEEN 2016 .


la Thailandia è diventata il paese che possiede più titoli, per le più belle transessuali con 4 signorine. Seguito da Filippine al secondo posto, il Venezuela, il Brasile, la Corea, il Giappone, il Messico e gli Stati Uniti hanno ciascuno una bella corona.

IL concorso è nella sua 12 edizione. Miss International Queen è aperto a donne transgender, che possono essere pre e post intervento chirurgico di riassegnazione chirurgica del sesso, di età compresa tra 18 e 36 anni.

Come in qualsiasi concorsi di bellezza le ragazze hanno sfilato in abiti da sera, costumi da bagno e costumi nazionali. 



Jiratchaya Sirimongkolnawin

Andrea Collazo (Venezuela)


Náthalie de Oliveira (Brasile) 

È interessante notare che la vincitrice proviene da Thailandia, un paese che rimane ancora una società molto conservatrice senza leggi importanti che riconoscono la comunità LGBTQ.


Congratulazioni! Miss Jiratchaya Sirimongkolnawin La nuova International Queen 2016.

giovedì 9 marzo 2017

Arrestati cinque coinvolti nell'omicidio della transessuale Dandara in Brasile.


Quattro sospettati di essere coinvolti nella uccisione della transessuale, Dandara dos Santos , a Bom Jardim, sono stati catturati Martedì, 7 a Fortaleza, Brasile. Nel pomeriggio di Lunedi, altri 6 coinvolti erano già stati catturati. L'informazioni sul caso è stata data in una conferenza stampa con la partecipazione del segretario di sicurezza, André Costa, e l'ufficiale responsabile delle indagini, Bruno Ronchi, titolare del Distretto di Polizia 32 ° (PD).

I sospettati catturati sono 3 adolescenti, 16 e 17 anni, e due uomini, ha detto, il delegato Bruno Ronchi. Gli adulti sono Isaias da Silva Camurça, 25, alias "Zaza", che già risponde per omicidio,e crimine di transito e contro la amministrazione pubblica, e Giulio Cesare Braga da Costa, 19, senza fedina penale, individuati per aver partecipanti al crimine. Tra coloro che sono coinvolti, e stato arrestato dalla polizia, il responsabili per la registrazione del video del delitto, che viralizou sui social, e uno dei ragazzi che appare nel video picchiando Dandara.

Secondo il segretario André Costa, le indagini mostra che l'uomo responsabile per il filmato è un noto trafficante di droga nella regione. "L'evidenza mostra questa persona. Una esperienza di riconoscimento vocale sarà fatto", ha detto il investigare.

Dopo l'arresto dei cinque sospetti, la polizia continua la ricerca di altre persone coinvolte nell'omicidio. Il delegato Bruno Ronchi non ha rivelato il numero di persone che sono ricercati per non ostacolare l'avanzamento delle indagini. Il titolare del 32 ° DP ha anche detto che sta ancora indagando su l'uomo armato che ha ucciso Dandara. "Ci sono alcune indicazioni di persone che possono aver effettuate i dispari, ma non diremo al momento nulla. L'indagine è in corso", ha detto il delegato.

Una delle questioni ancora aperte sul caso è la motivazione del delitto. "Per quanto riguarda la motivazione è ancora parte dell'inchiesta. Nel caso di omicidio è importante per scoprire il motivo per cui, a seconda del motivo può generare qualificazione per questo crimine", ha detto il segretario.

Gli arresti e sequestri di coloro che sono coinvolti sono il risultato di un'operazione congiunta delle forze di sicurezza do Ceará - Polizia Civile e Militare, Vigili del Fuoco, Forense e agenti del Coordinamento della Segreteria della Pubblica Sicurezza e Difesa Sociale (PDSS).

mercoledì 8 marzo 2017

La Giornata internazionale della donna ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.

Buon 8 marzo.
La Giornata internazionale della donna ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo. Che questa giornata ci ispiri ad approfondire in ogni giorni dell'anno ha riflettere sulle condizioni sociali vissute dai diversi gruppi di donne esclusi e oppresse ( madre, sorella, nonne, immigrate, insegnanti. Alle donne transessuali, neri e lesbiche che battagliano per riconoscimento di diritti ,rispetto! Alle tante donne in situazioni di violenza.


Meno mimose, e più rispetto 💖

sabato 4 marzo 2017

HORROR! VIDEO MOSTRA trans torturata fino alla morte, poi gettata nella spazzatura. in Brasile, nella cita de Fortaleza.



Sedici giorni sono passati da quando la transgender Dandara dos Santos, 42 anni, è stata torturata a morte nel quartiere di Bom Jardim, nella cita di Fortaleza in Brasile. Un'altra morte violenta di una persona trans, brutalmente uccisa diventata invisibili, se questo video non fosse reso pubblico. Video che registra l'azione criminale che viralizou nelle reti sociali, con ripercussioni nazionali in tutta la giornata di ieri. Finora nessuno è stato arrestato.

"SALI, SALI! Non voi salire, non?! "Gridano con molta aggressività tre uomini che appaiono all'inizio del video, mentre Dandara, seduta per terra, a malapena in grado di muoversi. Vogliono che lei salga su una vecchia carriola. lei piange. "IN FRETTA! Il 'O SCHIFOSO STA CON MUTANDINE'', la deride altro che riprende la barbarie.


Una sequenza di offese di genere. Gli insulti servono proprio per ferire, per offendere. calci, schiaffi, colpi con il legno, pietre. La maggior parte delle aggressione sono i testa, già piene de sangue. Dandara cerca di salire sulla carriola, ma non e in grado di stare in piede. Fino quando i carnefici gli alzano e la giocano sopra. e la portano via. È morta il 15 febbraio è stata gettata nella spazzatura.




Sono almeno cinque giovani nel video di 1 minuto e 20 secondi di tortura, che circolano su internet.


Per la ricercatrice di genere e sessualità Helena Vieira, le storie che coinvolgono gli attacchi contro le persone trans hanno molteplici contesti. "A volte le violenze sono puramente transfobica. Ma il odio è grande. Includi sempre torture, percosse, smembramento ", ha sottolineato.



La investigazione 
Secondo questore della 32a DP (Bom Jardim) Bruno Ronchi, coloro che sono coinvolti nel crimine sono stati identificati, ma non sono ancora stati arrestati. Oltre alle persone che hanno partecipato nel video, altri criminali sono visti come responsabili dell'omicidio. Il questore ha detto che sta aspettando il potere giudiziario. "Due giorni dopo il delitto, abbiamo ricevuto il video e stiamo cercando di identificare. Non solo le persone che appaiono nel video. E 'stato necessario indagare sull'omicidio. C'era dettagli del crimini che dovevano essere chiariti ", dice.

Secondo Ronchi, il reato è stato motivato da Omo-transfobia. "Un'altra ipotesi è stata sollevata, ma la causa principale e la transfobia. La causa e la continuità delle aggressione era transfobiche", dice.

Dopo che la Divisione di omicidio e la protezione delle persone (DHPP) eseguire le prime indagini del crimini, il caso è stata rinviata al 32 DP, che sono state nel posto dove stata assassinata Dandara.

Bruno Ronchi ha detto che il caso non era stato ampiamente riportato per non ostacolare le indagini e che la virilizzazione dl video è dannoso, perché gli autori hanno facile accesso al materiale e fuggono. Secondo il questore, i soggetti coinvolti sono adolescenti che hanno già passaggio dei passaggi nelle polizia dei bambini e dell'Adolescente (DCA) e sono noti per infrazioni violente nella Grande Bom Jardim.

I residenti del quartieri Ceará, dove Dandara abitava, hanno detto che la rabbia e la tristezza si sentiva ieri, sui social. Hanno detto Dandara era una figura carismatica nel quartiere. Secondo Rede Trans , Dandara è stata la quinta trans ad essere uccisa il mese scorso.

Il coordinatore della diversità sessuale di Fortaleza, Paulo Diógenes, pubblico su Facebook che il centro di referenza LGBT Janaina Dutra hanno già contattato l'avvocato Hélio Leitão, che si e reso disponibile a seguire le indagini da parte del pubblico ministero e la polizia civili .


venerdì 3 marzo 2017

Arabia Saudita: 35 trans arrestate. Due torturate a morte

Retata della polizia saudita ad una riunione di trans. Due sono state chiuse in sacchi e bastonate a morte dagli agenti. Solo 11 rilasciate dietro cauzione.

di Andrea Maccarrone pubblicato il 2 marzo 2017

È avvenuto a Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita, dove la polizia ha effettuato una retata. Gli agenti tenevano sotto stretta sorveglianza una riunione di trans e attivisti per i diritti di genere in una rest house. Sono intervenuti arrestando i presenti e portando via abiti femminili e gioielli.


In Arabia Saudita, una monarchia assoluta retta dalla famiglia Saud, vige la pena di morte per le persone omosessuali, ma anche indossare abiti ritenuti adatti all'altro sesso è considerato reato.


Le 35 trans, quasi tutte di origine pakistana, sono state arrestate e condotte in prigione. Solo 11 sono state rilasciate dopo aver pagato una cauzione di quasi 40.000 €. 22 sono ancora recluse.

Le due vittime, invece sono state orribilmente torturate a morte. Amna, 35 anni, e Meeno, 26 anni, sono state chiuse in dei sacchi e bastonate a sangue fino a ucciderle.
«La vita di una persona transgender non ha valore»


La notizia è stata riportata dai media pakistani. «Torturare essere umani gettandoli dentro sacchi e bastonandoli è disumano», ha dichiarato Qamar Naseem , un’attivista transgender pachistana . Alta rimane la preoccupazione per le 22 ancora detenute: «Nessuno si impegna per salvarle, perché la vita di una persona transgender non ha valore per nessuno, neppure per il nostro Governo».


L’attivista ha dichiarato di avere contattato la Commissione Nazionale per i Diritti Umani e di essere ancora in attesa di una risposta.


Fonte: http://www.prideonline.it/2017/03/02/arabia-saudita-35-trans-arrestate-due-torturate-morte/

giovedì 2 marzo 2017

Vogue Paris di Marzo mette in copertina Valentina Sampaio, modella transessuale di origine brasiliana


Dopo Lea T e Andreja Pejic è il momento di Valentina Sampaio, la prima modella trans a conquistare la cover di una delle più prestigiose tra i magazine di moda, del numero di Marzo di Vogue Paris. Valentina, 22 anni brasiliana, 1,77 di altezza, ha iniziato la sua carriera di modella a 16 anni. Nata a Fortaleza, una città della regione Nordest del Brasile, capitale dello Stato del Ceará, ed è la figlia di un pescatore e un insegnante. La più prestigiosa dopo l’iconica uscita di settembre, dal titolo "La beauté transgenre"“Questo mese siamo orgogliosi di celebrare la bellezza transgender e quanto le modelle come Valentina - si legge sui social di Vogue - stiano cambiando il mondo della moda distruggendo i pregiudizi” . Valentina è già apparsa su Elle Brazil nel novembre 2016 ed è stata scelta dal colosso L’Oréal Paris come volto di una linea di prodotti per capelli. Valentina conquista anche la cover di Marzo di L'Officiel Brasile. Meravigliosa in questa edizione di moda di
Flavia Lafer. Fotografa Nicole Heiniger è Henrique Martins make up artist and hair stylist. Già in edicola! #LOFFama .





Gli scatti, firmati da Mert & Marcus, vedono la modella indossare alcuni capi delle nuove collezioni primavera-estate. “Questa cover è sull'importanza dei diritti umani e sul fatto che dobbiamo ancora fare molti progressi su un sacco di altre cose orrende” ha dichiarato il direttore di Vogue Paris, Emmanuelle Alt.

Vogue francese non è la prima rivista di moda che immortala una modella transgender sulla sua copertina. Hari Nef è apparsa su Frische, una rivista di moda e arte, ben due volte l'anno di 2014; Andreja Pejić era su Marie Claire Spagna un anno fa; e la signorina Sampaio su Elle Brasile lo scorso ottobre, senza dimenticare Lea t, su la cover di Glamour Italia di Febbraio 2017 . Solo per citarne alcuni. Ma l'azione è stata rivoluzionaria per l'impero della moda, La scelta, secondo i dirigenti del magazine, cade per abbattere i pregiudizi, e per sottolineare come le modelle transgender stanno cambiando il mondo della moda.


Elseve di L'Oréal Paris - Pazze per capelli



L'Oréal Paris Brasil - Essere una donna trascende


L'Oréal Paris ritiene che essere donna trascende dal corpo, che è il motivo per cui il brand sta trasmettendo un messaggio per la lotta per libertà femminile in tutte le sue espressioni, presentando la storia di Valentina Sampaio. Il marchio aiuta Valentina, una donna transgender, a prepararsi a scattare una foto per la sua nuova carta di identità, che rifletterà ufficialmente la sua identità femminile.













La storia di Tracey Africa Norman: Rivoluzionarie e pioniere, ma anche avanguardiste, proprio come la moda stessa si manifesta. Sono le modelle transgender-


Dall'esilio al ritorno trionfale. La storia di Tracey Africa Norman.



Tracey inizio la sua carriera nel mondo del fashion negli anni ’70. E’ uscita bruscamente con un’interruzione che lei riconduce proprio al suo coming out avvenuto durante uno shooting fotografico negli anni '80. Originaria del Newark, New Jersey, Tracey stata scoperta dal famoso fotografo di moda Irving Penn per Vogue italia nel 1971.



Nella bottiglia di tintura per capelli di Clairol nice ’n easy, No 512, una tonalità di biondo rame scuro lanciato nel 1975. Conteneva una storia. Quel volto straordinario sulla bottiglia, apparteneva a Tracey Norman, una delle prime modelle afroamericane. Per rendere più grande, lei era la seconda donna di colore, dopo Beverly Johnson, ad apparire sulle pagine di Vogue Italia. La carriera di Norman era in piena espansione e la sua ombra è diventato un Bestseller subito dopo il suo lancio. 




Laverne Cox, meglio conosciuta per il suo ruolo nella serie televisiva Orange Is the New Black , ricorda la faccia di Norman su quella bottiglia, come molti altri milioni di donne americane. Ha detto la Cox per il New York Magazine l'anno scorso: "Non posso dirvi quante ore fissai quella foto di lei in quella bottiglia di Clairol e in quella frase, 'nata bella'. Sì, siamo nate belle ".

Tracey Norman, tuttavia, all'inizio della sua carriera di modella nel 1970, ha nascosto la sua identità trans . Che finalmente Oggi, è un motivo per festeggiare. Come donna trans che stava facendo la storia. Per tutto il tempo sperando che nessun altro venisse mai a sapere della sua identità di genere. La Cox, attrice trans, e ogni altra donna che ha comprato una bottiglia del No 512, non avevano idea che la bella donna nera sul lato della bottiglia Clairol era nata biologicamente un ragazzo. Norman era, insomma, la prima modella transgender nera.




Negli ultimi anni, è stato fatto un rapido, anche se in ritardo, progresso nel campo dei diritti LGBT e visibilità trans. Ora modelle trans, come Andreja Pejić, Carmen Carrera, Lea T e Hari Nef è tante altre, Camminano fiere in passerella e nelle campagne dei principali marchi di moda al mondo. Quaranta anni fa, tuttavia, la parola "trans" a malapena esisteva e il pregiudizio era cosi tale, che l'idea di una modella trans essere "sotto i riflettori" era impensabile. In quanto tale, Norman a ogni lavoro, pregava prima di ogni foto: "Per favore non lasciare che questo sia il giorno."

Lei, era per tutti una donna cisgender, prima di quel giorno, che vieni fuori la sua transessualità. Norman stata bandita, la sua carriera è stata in effetti terminata. Ora, però, siamo felice di annunciare che, all'età di 64 anni, Tracey Africa Norman, torna a essere il volto di Clairol Nice 'n Easy "Colore Come reale As You Are" campagna. Nel video della accompagna, Norman ci ricorda: "Negli anni '70 era un mondo diverso per le donne transgender ... Ho dovuto nascondere la mia verità". Il video si conclude: ". E 'bello essere di nuovo ed è davvero bello essere me stessa ". La direzione global di Clairol, ha dichiarato: "Siamo onorati di riportare Tracey Norman come una donna che non deve più nascondere la sua verità".

Durante il suo periodo di massimo splendore come modella nei anni, 70's-80 in quanto somigliava Beverly Johnson, la modello afroamericana più famosa del tempo. Tracey, si ritrovò non solo a lavorare per la terza più grande agenzia di modelle a New York, ma raccogliendo importanti contratti commerciali con Clairol, Ultra Sheen e Avon Cosmetics oltre ad essere per cinque volte sula Essence Magazine.
 A Parigi ed è diventata una modelle nello showroom di Balenciaga. Norman non è mai stata così grande come Iman , Beverly Johnson , Pat Cleveland , o ha altri modelli di colore di quello periodo su piste internazionali o sulla copertina di Vogue . Ma lei era in sella in quell'onda. Era più di quanto avrebbe mai potuto sperare quando era un bambino in New Jersey. Ai tempi in cui era un ragazzo che sapeva che, dentro, era una ragazza. 
pubblicato: Autunno / Inverno 2016
Per ultimo, Harper’s Bazaar ha ospitato, per la prima volta, una modella trans sulla sua copertina. Tracey Africa Norman stata nel ottobre del 2016 una delle nove modelle protagoniste (tra cui anche un’altra modella transgender: Geena Rocero) il progetto stato condotto da Christopher Sollinger che ha messo la sua luce proprio sulla copertina dell’edizione indiana del magazine. Tracey, sulla cover di Harper’s Bazaar India, è solo l’ultima delle transfaboulous della storia della moda. Una cover attesa per quasi 30 anni. Non stiamo parlando dell’attesa del magazine, quanto di quella di Tracey dopo un lungo periodo di silenzio. Resterà dunque la prima modella trans scoperta tra le pagine di Vogue.



Irving Penn per Vogue Italia 1980.
Jennifer, Tracey, Romney e sconosciuto.

Tracey, Peggy, Jennifer e Romney

È possibile leggere la storia completa sul Cut su Tracey "Africa" Norman 
http://nymag.com/thecut/2015/12/tracey-africa-transgender-model-c-v-r.html?mid=nymag_press