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| Rappresentazione simbolica dell'unione indissolubile e sacra tra due anime, oltre i dogmi e i binari tradizionali. |
Perché il concetto di "matrimonio tradizionale" crolla di fronte alle Scritture.
Di Vanessa Mazza — Libera pensatrice, cittadina e attivista transessuale (Milano, Lombardia)
Quando la politica reazionaria o i movimenti conservatori difendono il matrimonio "tradizionale" come un modello unico, eterocisnormativo e immutabile dall'inizio dei tempi, compiono una clamorosa falsificazione storica e teologica. La verità è che l'affettività queer, i legami tra persone dello stesso sesso e i corpi fuori dal binarismo attraversano le pagine della stessa Bibbia da migliaia di anni.
Non siamo un'invenzione della modernità. Siamo una costante della civiltà, presente persino nel testo sacro. Oggi, armate di un linguaggio politico maturo, possiamo analizzare le Scritture per quello che sono realmente, offrendo una mappa inattaccabile contro ogni pregiudizio.
📜 Il sigillo teologico: Gesù e la legittimazione della diversità dei corpi
C'è un passaggio rivoluzionario nel Nuovo Testamento che la teologia conservatrice finge regolarmente di dimenticare. Nel Vangelo secondo Matteo (capitolo 19, versetto 12), Gesù si trova nel territorio della Giudea, oltre il Giordano. Interpellato dai farisei sulla struttura della famiglia, di fronte allo sconcerto dei discepoli sul matrimonio, pronuncia parole definitive:
«Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal grembo della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
Nell'antichità, il termine "eunuco" non indicava solo una condizione fisica legata alla castrazione (quelli "resi tali dagli uomini"). Era una macro‑categoria sociale e culturale per definire tutti quegli individui che non rientravano nel modello eteronormativo tradizionale di marito e padre. Persone che la società marginalizzava perché non procreavano o perché estranee ai binari di genere dominanti.
Gesù non condanna, non giudica e non si scandalizza. Al contrario, legittima tre diverse condizioni di esistenza fuori dal binarismo patriarcale:
Chi è "nato così": portando impresso nella propria natura biologica e intima il destino di non formare una famiglia eterosessuale tradizionale.
Chi è stato "reso tale dagli uomini": subendo le modificazioni corporee e identitarie imposte dalla società, dalla cultura o dai poteri del proprio tempo.
Chi sceglie consapevolmente: di vivere al di fuori del binarismo del matrimonio patriarcale per una dedizione e una missione più alta.
Con l'espressione "Chi può capire, capisca", Cristo firma un invito universale a superare i pregiudizi morali dell'epoca. È il riconoscimento sacro che la diversità dei corpi, delle inclinazioni e delle esistenze ha pieno diritto di cittadinanza nelle Scritture.
📖 L'Antico Testamento: passioni, alleanze e cura radicale
I testi biblici dell'Antico Testamento custodiscono memorie affettive e patti d'amore potenti, che la censura patriarcale successiva ha tentato disperatamente di normalizzare o nascondere.
1. Davide e Gionata: l'anima annodata
Nel Primo e nel Secondo Libro di Samuel, l'amore tra Davide e il principe Gionata viene descritto con una potenza emotiva dirompente. Alla morte dell'amico, Davide intona un lamento celebre: «L'amore tuo per me era più meraviglioso dell'amore delle donne» (2 Samuele 1:26).
La prova della natura radicale di questo legame ci viene data dal testo originale, dove si racconta che l'anima di Gionata si era "annodata" a quella di Davide e che Gionata si spogliò della sua armatura per rivestire il compagno (1 Samuele 18:1‑4). Inoltre, il re Saul accusa violentemente il figlio di "vergogna" per aver scelto Davide, usando nel testo ebraico l'espressione ‘erwat (vergogna della nudità), un idioma tecnico dal forte valore sessuale utilizzato nel Levitico per le unioni illecite. La teologia conservatrice ha cercato di ridurre tutto a semplice cameratismo militare, ma il vocabolario biblico contiene una chiara connotazione di esclusività e alleanza intima.
2. Rut e Noemi: la genealogia della cura
La vera ironia politica sta nel fatto che le parole di questa profonda unione tra donne vengono lette ancora oggi durante i matrimoni eterosessuali in chiesa. La struttura eterocisnormativa ha letteralmente rubato le parole di una cura queer e transfemminista per legittimare le proprie istituzioni dominanti, nascondendo la storia di due donne che hanno scelto di sopravvivere e amarsi fuori dal controllo maschile.
✝️ Il Nuovo Testamento: l'amore e l'identità accolti dalla Grazia
Nel Vangelo e nella nascita della prima Chiesa, le barriere imposte dal binarismo e dalle regole patriarcali vengono esplicitamente abbattute per fare spazio a relazioni e corpi considerati "eccentrici".
3. Il centurione romano e il suo "ragazzo" (Matteo 8:5‑13 e Luca 7:1‑10)
A Cafarnao, un centurione romano — un ufficiale dell'esercito occupante — si umilia davanti a Gesù per chiedere la guarigione di un suo servo morente. Nel testo originale greco, l'ufficiale non usa il termine ordinario per schiavo (doulos), ma la parola pais ("ragazzo" o "giovane"). Nella cultura greco‑romana e militare dell'epoca, ho pais indicava spesso il partner più giovane in una relazione intima tra due uomini.
Il Vangelo di Luca aggiunge che questo ragazzo era per il centurione éntimos, cioè "prezioso, di grandissimo valore affettivo".
Un durissimo soldato imperiale non avrebbe mai supplicato pubblicamente un predicatore ebreo per un semplice lavoratore, se non per salvare la vita del proprio compagno amato. Di fronte a questo legame non convenzionale, Gesù non esprime alcun giudizio morale o condanna. Al contrario, elogia pubblicamente la fede del centurione e compie il miracolo, accogliendo e legittimando quella convivenza queer.
4. L'eunuco etiope e il battesimo oltre il binarismo (Atti degli Apostoli 8:26‑40)
L'apostolo Filippo incontra lungo la via un potente dignitario della regina d'Etiopia, esplicitamente descritto come un "eunuco". Secondo le antiche leggi del Deuteronomio, gli eunuchi — in quanto portatori di una corporeità non conforme e non riproduttiva — erano banditi dall'assemblea sacra del Signore.
Quando l'eunuco scorge dell'acqua lungo la strada, pone a Filippo una domanda squisitamente politica: «Ecco dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?».
Filippo non gli impone di rientrare nei binari del binarismo di genere, né gli chiede una "guarigione" anatomica. Lo battezza immediatamente così com'è. Il Nuovo Testamento sancisce qui un principio eterno: le identità sessualmente e corporalmente eccentriche non sono ostacoli per la Grazia, ma cittadine primarie della nuova comunità spirituale.
✊ Conclusione: le parole che ci riprendiamo
Oggi viviamo in un'epoca brutale, in cui i diritti trans e queer vengono sistematicamente attaccati, la violenza cresce e la politica usa i nostri corpi come bersaglio elettorale. Per questo è fondamentale fare controinformazione partendo proprio dai testi sacri che vorrebbero usarci contro come clave morali.
Le risposte di Gesù, i lamenti di Davide, la devozione di Rut, l'amore del centurione e l'inclusione dell'eunuco sono documenti politici. Sono la prova che l'esistenza queer, l'amore eccentrico e la rottura dei binari tradizionali sono sempre esistiti, custoditi nel cuore stesso della tradizione spirituale occidentale.
Oggi quelle parole le abbiamo conquistate con le nostre lotte. E dobbiamo usarle con forza, con eleganza e con assoluta verità per rivendicare il nostro diritto di esistere, ieri come oggi.
— vanessa mazza TLGBQI+
- The Society of Biblical Literature (SBL): The Queer Bible Commentary (Second Edition) — Il testo fondamentale di riferimento edito da SCM Press che raccoglie gli studi accademici internazionali sull'esegesi queer, l'analisi semantica del termine pais nei Vangeli e il linguaggio di genere nei Libri di Samuel.
- Vangelo secondo Matteo & Vangelo secondo Luca: I testi consultabili nell'archivio digitale The Society of Biblical Literature Resources per la verifica filologica dei termini greci antichi come pais ed eunouchos.
- Primo e Secondo Libro di Samuel: Il testo ebraico d'archivio disponibile su Society of Biblical Literature (SBL) per l'analisi filologica del termine ‘erwat (nudità) e dei codici affettivi dell'Antico Testamento.

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