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lunedì 24 agosto 2026

Oltre il dogma della tradizione: la storia queer e le verità nascoste tra le pagine della Bibbia

Un'illustrazione concettuale su sfondo stile pergamena antica. Due figure astratte stilizzate, una blu e una viola, si intrecciano strettamente formando un abbraccio unico. Le figure sono avvolte da un anello dorato orizzontale e sormontate da una piccola sfera d'oro, evocando simboli sacri di unione, alleanza e spiritualità.
Rappresentazione simbolica dell'unione indissolubile e sacra tra due anime, oltre i dogmi e i binari tradizionali.

 Perché il concetto di "matrimonio tradizionale" crolla di fronte alle Scritture.

Di Vanessa Mazza — Libera pensatrice, cittadina e attivista transessuale (Milano, Lombardia)

Quando la politica reazionaria o i movimenti conservatori difendono il matrimonio "tradizionale" come un modello unico, eterocisnormativo e immutabile dall'inizio dei tempi, compiono una clamorosa falsificazione storica e teologica. La verità è che l'affettività queer, i legami tra persone dello stesso sesso e i corpi fuori dal binarismo attraversano le pagine della stessa Bibbia da migliaia di anni.

Non siamo un'invenzione della modernità. Siamo una costante della civiltà, presente persino nel testo sacro. Oggi, armate di un linguaggio politico maturo, possiamo analizzare le Scritture per quello che sono realmente, offrendo una mappa inattaccabile contro ogni pregiudizio.

📜 Il sigillo teologico: Gesù e la legittimazione della diversità dei corpi

Statua di Attis (II secolo d.C., Museo Archeologico di Hierapolis, Turchia). Nell'Impero Romano del primo secolo, la figura dell'eunuco scardinava completamente i canoni del binarismo patriarcale. Mostrare la loro realtà storica, artistica e corporea ci aiuta a comprendere la portata rivoluzionaria di Gesù nel Vangelo di Matteo (19:12): Cristo non usa una metafora spirituale astratta o edulcorata, ma legittima ed eleva a pieni cittadini della Grazia dei corpi reali, eccentrici e marginalizzati che la società del tempo escludeva.

C'è un passaggio rivoluzionario nel Nuovo Testamento che la teologia conservatrice finge regolarmente di dimenticare. Nel Vangelo secondo Matteo (capitolo 19, versetto 12), Gesù si trova nel territorio della Giudea, oltre il Giordano. Interpellato dai farisei sulla struttura della famiglia, di fronte allo sconcerto dei discepoli sul matrimonio, pronuncia parole definitive:

«Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal grembo della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Nell'antichità, il termine "eunuco" non indicava solo una condizione fisica legata alla castrazione (quelli "resi tali dagli uomini"). Era una macro‑categoria sociale e culturale per definire tutti quegli individui che non rientravano nel modello eteronormativo tradizionale di marito e padre. Persone che la società marginalizzava perché non procreavano o perché estranee ai binari di genere dominanti.

Gesù non condanna, non giudica e non si scandalizza. Al contrario, legittima tre diverse condizioni di esistenza fuori dal binarismo patriarcale:

  • Chi è "nato così": portando impresso nella propria natura biologica e intima il destino di non formare una famiglia eterosessuale tradizionale.

  • Chi è stato "reso tale dagli uomini": subendo le modificazioni corporee e identitarie imposte dalla società, dalla cultura o dai poteri del proprio tempo.

  • Chi sceglie consapevolmente: di vivere al di fuori del binarismo del matrimonio patriarcale per una dedizione e una missione più alta.

Con l'espressione "Chi può capire, capisca", Cristo firma un invito universale a superare i pregiudizi morali dell'epoca. È il riconoscimento sacro che la diversità dei corpi, delle inclinazioni e delle esistenze ha pieno diritto di cittadinanza nelle Scritture.

📖 L'Antico Testamento: passioni, alleanze e cura radicale

I testi biblici dell'Antico Testamento custodiscono memorie affettive e patti d'amore potenti, che la censura patriarcale successiva ha tentato disperatamente di normalizzare o nascondere.

1. Davide e Gionata: l'anima annodata

Dipinto rinascimentale che raffigura due giovani uomini, Davide e Gionata, che camminano fianco a fianco in un paesaggio collinare con un castello sullo sfondo. Davide, sulla sinistra, indossa una tunica gialla, stivali rossi e tiene in mano la testa mozzata di Golia e una spada sulla spalla. Gionata, sulla destra, indossa un'armatura classica verde con un mantello rosso e tiene una lancia. I due si scambiano uno sguardo intenso.
Immagine 1: Cima da Conegliano, "Gionata e David con la testa di Golia" (1500 circa). Il celebre dipinto rinascimentale cattura l'intimità e lo scambio di sguardi tra i due protagonisti biblici, restituendo dignità visiva a un'unione che la teologia conservatrice ha tentato a lungo di derubricare a semplice alleanza militare.

Nel Primo e nel Secondo Libro di Samuel, l'amore tra Davide e il principe Gionata viene descritto con una potenza emotiva dirompente. Alla morte dell'amico, Davide intona un lamento celebre: «L'amore tuo per me era più meraviglioso dell'amore delle donne» (2 Samuele 1:26).

La prova della natura radicale di questo legame ci viene data dal testo originale, dove si racconta che l'anima di Gionata si era "annodata" a quella di Davide e che Gionata si spogliò della sua armatura per rivestire il compagno (1 Samuele 18:1‑4). Inoltre, il re Saul accusa violentemente il figlio di "vergogna" per aver scelto Davide, usando nel testo ebraico l'espressione ‘erwat (vergogna della nudità), un idioma tecnico dal forte valore sessuale utilizzato nel Levitico per le unioni illecite. La teologia conservatrice ha cercato di ridurre tutto a semplice cameratismo militare, ma il vocabolario biblico contiene una chiara connotazione di esclusività e alleanza intima.

2. Rut e Noemi: la genealogia della cura

Dipinto ottocentesco di Philip Hermogenes Calderon ambientato in un paesaggio desertico collinare con piante di fichi d'India. Sulla sinistra, la giovane Rut, con una tunica chiara e il capo scoperto, cinge appassionatamente il collo della suocera Noemi, vestita con un ampio manto grigio scuro e un velo nero e rosso, guardandola intensamente negli occhi prima del giuramento. Sulla destra, l'altra nuora Orpa, con una tunica blu e un velo bianco sul capo, assiste alla scena a distanza tenendo un fardello tra le mani.
Philip Hermogenes Calderon, "Ruth and Naomi" (1886). L'opera cattura lo straordinario impatto fisico ed emotivo dell'abbraccio che precede il celebre giuramento. Una genealogia della cura e della solidarietà radicale tra donne che scelgono l'autodeterminazione affettiva, rompendo i vincoli e le tutele del controllo patriarcale dell'epoca.

Il giuramento di devozione totale di Rut a sua suocera Noemi («Dove tu andrai, io andrò; il tuo popolo sarà il mio popolo»), pronunciato tra due donne vedove e private di qualsiasi tutela sociale, è l’essenza stessa dell’alleanza e della cura radicale.

La vera ironia politica sta nel fatto che le parole di questa profonda unione tra donne vengono lette ancora oggi durante i matrimoni eterosessuali in chiesa. La struttura eterocisnormativa ha letteralmente rubato le parole di una cura queer e transfemminista per legittimare le proprie istituzioni dominanti, nascondendo la storia di due donne che hanno scelto di sopravvivere e amarsi fuori dal controllo maschile.

✝️ Il Nuovo Testamento: l'amore e l'identità accolti dalla Grazia

Nel Vangelo e nella nascita della prima Chiesa, le barriere imposte dal binarismo e dalle regole patriarcali vengono esplicitamente abbattute per fare spazio a relazioni e corpi considerati "eccentrici".

3. Il centurione romano e il suo "ragazzo" (Matteo 8:5‑13 e Luca 7:1‑10)

Dipinto del XVI secolo di Paolo Veronese. A sinistra, Gesù Cristo, circondato dai suoi discepoli, estende la mano destra in un gesto di benedizione e guarigione. Al centro della scena, un centurione romano con una vistosa armatura metallica e un mantello rosso si inginocchia con profonda umiltà e devozione. Dietro di lui, diversi soldati romani in armatura con corazze e lance assistono alla scena sotto un cielo nuvoloso, davanti a grandi colonne architettoniche classiche.
Paolo Veronese, "Gesù Cristo e il centurione" (1570-1580 circa). L'opera rinascimentale immortala la radicale umiliazione pubblica del soldato imperiale, che si inginocchia davanti a Cristo per salvare la vita del suo pais (ragazzo). Un gesto di amore immenso e non convenzionale che rompe le gerarchie militari e morali del tempo, e che Gesù accoglie ed esalta senza alcuna condanna.

A Cafarnao, un centurione romano — un ufficiale dell'esercito occupante — si umilia davanti a Gesù per chiedere la guarigione di un suo servo morente. Nel testo originale greco, l'ufficiale non usa il termine ordinario per schiavo (doulos), ma la parola pais ("ragazzo" o "giovane"). Nella cultura greco‑romana e militare dell'epoca, ho pais indicava spesso il partner più giovane in una relazione intima tra due uomini.

Il Vangelo di Luca aggiunge che questo ragazzo era per il centurione éntimos, cioè "prezioso, di grandissimo valore affettivo".

Un durissimo soldato imperiale non avrebbe mai supplicato pubblicamente un predicatore ebreo per un semplice lavoratore, se non per salvare la vita del proprio compagno amato. Di fronte a questo legame non convenzionale, Gesù non esprime alcun giudizio morale o condanna. Al contrario, elogia pubblicamente la fede del centurione e compie il miracolo, accogliendo e legittimando quella convivenza queer.

4. L'eunuco etiope e il battesimo oltre il binarismo (Atti degli Apostoli 8:26‑40)

Un'icona in stile tradizionale etiope. Sulla sinistra, un dignitario etiope con una sontuosa veste scura, mantello blu e copricapo regale siede su un carro decorato a due ruote trainato da un cavallo bianco, mentre tiene in mano un testo sacro. Altri due uomini sono sul carro. Sulla destra, in una scena successiva lungo un ruscello azzurro, l'apostolo Filippo con un manto scuro battezza l'eunuco etiope, che è raffigurato in piedi nell'acqua con una tunica rossa e le mani giunte in segno di fede. Lo sfondo mostra colline azzurre e una pianura dorata.
L'apostolo Filippo incIcona tradizionale della Chiesa Ortodossa Tewahedo d'Etiopia. La rappresentazione sacra immortala l'incontro e il successivo battesimo dell'eunuco da parte dell'apostolo Filippo. Questa immagine, radicata in una delle tradizioni cristiane più antiche della storia, testimonia l'immediata accoglienza e l'inclusione formale di un corpo non conforme e non-binario nella comunità spirituale delle origini, senza alcuna richiesta di normalizzazione.

L'apostolo Filippo incontra lungo la via un potente dignitario della regina d'Etiopia, esplicitamente descritto come un "eunuco". Secondo le antiche leggi del Deuteronomio, gli eunuchi — in quanto portatori di una corporeità non conforme e non riproduttiva — erano banditi dall'assemblea sacra del Signore.

Quando l'eunuco scorge dell'acqua lungo la strada, pone a Filippo una domanda squisitamente politica: «Ecco dell'acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?».

Filippo non gli impone di rientrare nei binari del binarismo di genere, né gli chiede una "guarigione" anatomica. Lo battezza immediatamente così com'è. Il Nuovo Testamento sancisce qui un principio eterno: le identità sessualmente e corporalmente eccentriche non sono ostacoli per la Grazia, ma cittadine primarie della nuova comunità spirituale.

✊ Conclusione: le parole che ci riprendiamo

Oggi viviamo in un'epoca brutale, in cui i diritti trans e queer vengono sistematicamente attaccati, la violenza cresce e la politica usa i nostri corpi come bersaglio elettorale. Per questo è fondamentale fare controinformazione partendo proprio dai testi sacri che vorrebbero usarci contro come clave morali.

Le risposte di Gesù, i lamenti di Davide, la devozione di Rut, l'amore del centurione e l'inclusione dell'eunuco sono documenti politici. Sono la prova che l'esistenza queer, l'amore eccentrico e la rottura dei binari tradizionali sono sempre esistiti, custoditi nel cuore stesso della tradizione spirituale occidentale.

Oggi quelle parole le abbiamo conquistate con le nostre lotte. E dobbiamo usarle con forza, con eleganza e con assoluta verità per rivendicare il nostro diritto di esistere, ieri come oggi.

— vanessa mazza TLGBQI+

📚 Fonti bibliche e storiche di riferimento:
  • The Society of Biblical Literature (SBL): The Queer Bible Commentary (Second Edition) — Il testo fondamentale di riferimento edito da SCM Press che raccoglie gli studi accademici internazionali sull'esegesi queer, l'analisi semantica del termine pais nei Vangeli e il linguaggio di genere nei Libri di Samuel.
  • Vangelo secondo Matteo & Vangelo secondo Luca: I testi consultabili nell'archivio digitale The Society of Biblical Literature Resources per la verifica filologica dei termini greci antichi come pais ed eunouchos.
  • Primo e Secondo Libro di Samuel: Il testo ebraico d'archivio disponibile su Society of Biblical Literature (SBL) per l'analisi filologica del termine ‘erwat (nudità) e dei codici affettivi dell'Antico Testamento.

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