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sabato 29 ottobre 2011

Una storia di vita impressionante. Un video troppo emozionante per non essere visto.



Si tratta di un giovane partecipante di "Korea's Got Talent" l'equivalente dell'italiano "Italian's got Talent". Ha 22 anni, dal passato poco felice: senza famiglia, ha vissuto in un orfanotrofio e dormito nei bagni pubblici ma ha una grande passione e talento per la musica ascoltata fuori, attraverso la finestra di un locale notturno.
Il ragazzo canta "Nella Fantasia" è un brano musicale italiano basato sul tema di Gabriel's Oboe dal film Mission, composto da Ennio Morricone e scritto da Chiara Ferraù. Questo video e troppo emozionante per non essere visto.

mercoledì 26 ottobre 2011

Dopo 30 anni, l'ILGA in Italia: a Torino il XV Congresso

Da domani a domenica il XV Congresso annuale di ILGA-Europe sul tema "Diritti umani e 'valori tradizionali': scontro o dialogo?". Più di 300 delegati di 43 nazioni. Presenti Emma Bonino e Vendola.

È ancora possibile un dialogo tra coloro che chiedono il riconoscimento dei diritti gay e chi sostiene i cosiddetti ‘valori tradizionali’? O lo scontro sarà inevitabile? Se ne parlerà per quattro giorni, da domani a domenica 30 ottobre, presso l’Hotel NH Ambasciatori di Torino in Corso Vittorio Emanuele 104.

L’evento in programma è il XV Congresso annuale di ILGA-Europe, sezione europea dell’ILGA - International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association, la più importante organizzazione federativa ‘ombrello’ che rappresenta le associazioni glbt a livello mondiale. Più che festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia, ILGA-Europe celebrerà un altro anniversario, il suo, ma anche i tre decenni trascorsi dalla prima conferenza italiana, quella di Torre Pellice nel 1981 (tra i fondatori c’era anche la storica associazione gay "Fuori!" di Torino). Per la prima volta, il Comitato organizzatore ha ottenuto i patrocini di Senato della Repubblica e Camera dei Deputati, oltre che del Ministero delle Pari Opportunità, della Provincia e della Città di Torino e di Esperienza 150. Il tema su cui verteranno i lavori è: "Diritti umani e ‘valori tradizionali’: scontro o dialogo?" e vedrà la partecipazione di oltre 300 delegati provenienti da più di 40 Paesi europei con un piccolo record: la massima presenza di esponenti dall’Europa dell’Est. Hanno confermato la loro presenza, tra gli altri, la senatrice Emma Bonino, il Presidente della Puglia Nichi Vendola e Anna Grodzka, neoeletta al Parlamento polacco di cui è la prima esponente trans, nonché presidente dell’organizzazione Trans-Fuzja che si occupa di diritti delle persone transessuali in Polonia.

Il programma del convegno comprende più di 30 workshop, tavole rotonde e spazi autogestiti. Tra i titoli degli incontri: "Può la Commissione Europea esserci di qualche aiuto?"; "Combattere l’omofobia a scuola"; "Misoginia e omofobia nell’Italia di Berlusconi: l’estetica femminile e il corpo lesbico". Il Comitato Organizzatore della XV Conferenza Ilga-Europe è stato costituito dal Coordinamento Torino Pride lgbt insieme alle organizzazioni nazionali italiane che aderiscono a ILGA, cioè Arcigay, Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno, Associazione Radicale Certi Diritti e 3D (Democratici per Pari Diritti e Dignità di lesbiche, gay, bisessuali e trans).
Potete leggere il programma completo della manifestazione cliccando qui.

di Roberto Schinardi

Fonte:http://www.gay.it/channel/attualita/32622/Dopo-30-anni-l-ILGA-in-Italia-a-Torino-il-XV-Congresso.html

Cile: transessuali in lotta per i propri diritti

Solo poche settimane fa Valentina Verbal, 40 anni, stava seduta a un tavolo laccato lucido insieme alle sue tre allegre amiche. Nessuno le guardava di traverso in quel locale così alla buona, vicino al centro di Santiago, in Cile. Indossava jeans comodi, sneakers bianche non di marca ed un filo di trucco. In genere, è così che trascorre le giornate, ha detto, frequentando luoghi familiari come questo locale dove pranza. Ma quando abbandona la sua routine, come quando deve compilare una domanda di lavoro, il fatto che sui suoi documenti ci sia scritto “maschio” ma il suo rossetto fucsia urli femmina, può essere più che un ostacolo.

Grave comportamento discriminatorio della ASL di Terni.

Grave comportamento discriminatorio della ASL di Terni che rifiuta le cure ormonali a transessuale detenuta. Giudice di sorveglianza ordina alla ASL il mantenimento gratuito della cura e l'ASL fa ricorso.

Esposto di Certi Diritti alla Procura della Repubblica. Deputati Radicali presentano interrogazione parlamentare urgente a risposta scritta

Comunicato Stampa dell'Associazione Radicale Certi Diritti

Il gravissimo comportamento della Asl di Terni che ha deciso di non dare assistenza terapeutica ad una transessuale detenuta nel carcere di Tern, è gravissimo. Ancora più grave sono le ragioni addotte dalla Asl, basate sull'ignoranza e il pregiudizio discriminatorio, per le quali è dovuto intervenire il Giudice di Sorveglianza che con un'ordinanza ha detto alla Asl di garantire la somministrazione gratuita degli ormoni.

Non soddisfatta la Asl ha annunciato un ricorso alla Corte di Cassazione perchè 'nessuna legge impone la somministrazione di ormoni agli uomini'.

La gravissima vicenda verrà segnalata alla Procura della Repubblica di Terni.

I deputati Radicali, prima firmataria Rita Bernardini, hanno oggi depositato una interrogazione parlamentare urgente sulla vicenda.

Qui di seguito il testo integrale dell'interrogazione parlamentare:

Interrogazione urgente a risposta scritta:

Al Ministero della Sanità
Al Ministero della Giustizia

Secondo informazioni di stampa il magistrato di sorveglianza di Spoleto ha, con un'ordinanza, dato indicazioni alla Asl di Terni di sostenere le spese necessarie a garantire le cure ormonali ad una persona transessuale detenuta nel carcere di Terni motivando la decisione in quanto "la sua integrità psicofisica viene garantita unicamente dalle cure già intraprese prima della detenzione";

La Asl di Terni ha annuciato che farà ricorso contro questa ordinanza perchè sostiene che 'la legge non include la prescrizione di ormoni sessuali femminili a soggetto maschile';

A seguito del ricorso dovrà esprimersi la Corte di Cassazione

Per sapere:

  • In base a quali ragioni medico-scientifiche la Asl stabilisce che una persona transessuale detenuta non possa avere l'assistenza sanitaria necessaria così come previsto dalla legge?
  • quali sarebbero gli articoli di legge che impediscono ad una persona transessuale di ricevere le cure ormonali necessarie al suo stato fisico e comportamentale;
  • quanti sono i casi di Asl che stabiliscono al di fuori di competenze medico-sanitarie se un detenuto può ricevere assistenza sanitaria;
  • quali iniziative intende prendere il Ministero della Sanità nei confronti della Asl che rifiuta l'assistenza di terapie alla detenuta transessuale?

Fonte:http://www.radicali.it/comunicati/20111021/grave-comportamento-discriminatorio-della-asl-di-terni-che-rifiuta-cure-ormonali

''Oltre le Differenze'' continua il viaggio tra le associazioni lgbtq


Su Antenna Radio Esse, una finestra sull’omosessualità e non solo
Venerdì 28 ottobre alle 21, il format radiofonico condotto da Natascia Maesi ed Eleonora Sassetti conosce meglio il comitato provinciale Arcigay e Arcilesbica Omphalos di Perugia.

Riparte il viaggio di “Oltre le Differenze” nelle associazioni lgbtq d’Italia. Questo mese la redazione del format radiofonico interamente dedicato al mondo gay, lesbico, bisex, transessuale e queer - condotto da Natascia Maesi e Eleonora Sassetti e in onda alle 21 sulle frequenze di Antenna Radio Esse (FM 91.25, 93.20, 93.50 99.10) e in diretta online dal sito www.antennaradioesse.it – andrà a Perugia per dedicare l'intera puntata di venerdì 28 ottobre all'associazione Omphalos - comitato provinciale Arcigay e Arcilesbica perugino.

Si comincia con Nikita Queen, al secolo Michele, la resident drag queen di Omphalos che aprirà la puntata accompagnando gli ascoltatori nel viaggio alla scoperta del personaggio drag di cui veste i panni e che anima le serate di divertimento lgbtq di tutta l'Umbria e non solo...

Spazio poi alla storia del circolo Omphalos e alle iniziative promosse dall’associazione... dal piccolo circolo nato neglio anni '90 all'organizzazione del XIII Congresso Nazionale di Arcigay nel 2010... con un’ampia intervista alla presidente Patrizia Stefani. Conclude il viaggio una divertente e un po’ irriverente carta d’identità di Omphalos, firmata dal segretario del comitato provinciale Giuliano Foca.

logo_omphalosImmancabile il consueto scaffale, che in questa puntata speciale consiglierà letture e film “scelti per voi” dall'associazione Omphalos e non mancheranno le segnalazioni di appuntamenti culturali e festaioli a tema.


Per chi ascolta “Oltre le differenze”, c'è la possibilità di interagire con la redazione del programma chiamando il 366 2809050 o scrivendo a redazione.oltreledifferenze@gmail.com. E’ possibile inoltre visitare la pagina facebook e il blog: http://oltreledifferenze.splinder.com/ in cui trovate i video di tutte le puntate già andate in onda.

Fonte:http://www.sienafree.it/eventi-e-spettacoli/256-eventi-e-spettacoli/27499-oltre-le-differenze-continua-il-viaggio-tra-le-associazioni-lgbtq

Riflesso della vita: THE IRREPRESSIBLES - "IN THIS SHIRT"

Forse ho già postato questo video prima, ma che importa .. E 'un bellissimo video .
riflesso della vita.

martedì 25 ottobre 2011

'Pulizia sessuale': in carcere 22 iracheni. Senza un’accusa

di Marta Ghezzi da Amman

Continuano i rastrellamenti della polizia irachena ai danni dalla comunità lgbt. Il 15 settembre scorso, 25 uomini sono stati arrestati, nella città di Kalar, a nord di Baghdad, durante una festa privata.



Di questi, ne sono stati scarcerati solo 3, e solo per le proteste di numerose associazioni per la difesa dei diritti umani. Degli altri 22 non si conoscono le condizioni di salute, né il luogo di detenzione. Tantomeno sono stati formalizzati capi di accusa.

A denunciare l’accaduto è la Iraqi Lgbt, associazione irachena transfuga a Londra a difesa dei diritti della comunità gay, lesbica e transgender in Iraq.Tra il 2003 e il 2009 sembra siano più di 700 le vittime di quella che sembra una vera e propria pulizia sessuale. Attivisti per i diritti dei gay e semplici cittadini vengono picchiati, arrestati, rapiti e spesso giustiziati sommariamente a causa del loro orientamento sessuale, vero o presunto.

Nell’immensa casistica registrata dall’associazione figura anche l’omicidio di un bambino, sospettato di comportamenti sessuali contrari alla morale. Dalla caduta del regime di Saddam Hussein, milizie sciite e plotoni di polizia compiacenti attuano sistematicamente una lotta extra-legale all’omossessualità nel paese. Sebbene nessuna legge condanni ufficialmente l’omosessualità, la pesante fatwa dell’ayatollah Ali Al-Sistani pesa sulle teste dell’intera comunità dal 2006.

Deposto il rais e distrutta la società civile e laica, i gay in Iraq si trovano a dover vivere in condizione di clandestinità e continuo pericolo: rastrellamenti casa per casa, raid nei luoghi di ritrovo, processi organizzati in corti islamiche non riconosciute dal governo centrale con il solo scopo di dichiarare colpevoli di immoralità gli imputati, sono ormai all’ordine del giorno.

Il gruppo di Iraqi Lgbt opera in segreto da diversi anni, garantendo protezione in case-rifugio per i cittadini iracheni vittime di persecuzione da parte della polizia e dei fanatici religiosi, arrivando anche a organizzarne la fuga all’estero.
25 ottobre 2011

lunedì 24 ottobre 2011

Segni particolari: "SEMBIANZE FEMMINILI" - Breve memoria storica di un Movimento alla deriva


Prima dell'Aprile 1982, anno in cui venne approvata la legge 164/82 - Norme in materia di riattribuzione di sesso - le persone transessuali erano una vera e propria razza con tanto di schedatura. I loro documenti, prima di quella data, erano uno strumento di devastazione e di selezione razziale. La mia carta d'identità sarebbe stata questa!

Le persone transgender in Italia sono incapaci all'organizzazione in un movimento di rivendicazione.
Ignorano le battaglie e la storia del movimento fatta di mazzate, galere e confino. Si nutrono di contrapposizioni e falsi ideologici, che fanno di un potenziale esercito, un contenitore di antagonismi e di immobilità patologica.. Le associazioni e la politica hanno fallito in tema di diritti civili, tuttavia anzichè identificare un terreno comune su cui costriure e condividere una nuova lotta di rivendicazione che abbia e sfrutti la sua forza autonoma, si preferisce galleggiare nelle sabbie mobili della "delega", evitando accuratamente consapevolezza e soggettività attiva e mirata.. Le giovani generazioni affidano le loro vite ad "altri", dimenticando che il diritto all'autodeterminazione è il fondamento di una efficace progettualità personale e collettiva.

Il momento che vive il nostro paese, dal punto di vista politico, economico e sociale, non è una scusa sufficiente , per continuare a fare finta che non ci sia più nessuna battaglia da combattere..
Il coraggio alla disobbedienza civile, ha un prezzo che più nessuno è disposto a pagare, e che inizia appena fuori la porta di casa, quando e se inizia!

Se si considera una conquista civile un giochetto di magia che permette a tutti di avere un doppio nome sui documenti, e lo si fa passare come una soluzione credibile da sostenere, beh, diventa davvero inevitabile appassionarsi ad altro. Il mio contributo alla causa, ammesso che ce ne sia stato e che qualcuno lo abbia recepito, finirà il 20 novembre con il video dedicato al TDOR 2011.


LauraDenu

Fonte:http://lauradenu.blogspot.com/

La prima transessuale non operata a cambiare nome è la presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Salerno

Tutto è nato da una scommessa con l'amica e avvocatessa Morena Rapallo; lei sosteneva che, non essendo io operata, non avrei mai ottenuto il cambio del nome: è quanto ha raccontato la Dott. Castellana, presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Salerno, che da ieri, infatti, ha una carta d’identità dove sotto lo spazio destinato al nome compare Michel Martina.

Michel Martina Castellana, è questo il nuovo nome di Michele Castellana, la prima transessuale non operata a cambiare nome.

Alla transessuale, eletta tra le file del Pdl a Salerno, è bastato presentare la richiesta alla prefettura di Salerno per ricevere poi una risposta positiva dal Ministero dell'Interno, l'affissione all'albo pretorio della richiesta l'undici settembre scorso e infine l'ufficialità del cambio di nome l'undici ottobre.

L'undici settembre, nel giorno del Ground Zero, è nata Michel Martina – continua la Dott. Castellana - è il primo caso in Italia per una transessuale non operata. Quanto accaduto conferma che anche la burocrazia, quando è di buon senso, può contribuire a regalare un sogno. Ho avuto l'opportunità di riequilibrare il mio aspetto fisico e la mia anima al mio documento d'identità: è una grande gioia >>.

La Dott. Michel Martina Castellana, dermatologa - responsabile del primo consultorio dell'Asl in Italia sui disturbi di identità di genere – dopo aver rotto un grande tabù con la sua candidatura prima e con la sua elezione poi, con “il cambio ufficiale del nome” segna una vera e propria svolta nella storia dei diritti della realtà transgender.

Vorrei confrontarmi in maniera leale e corretta. Non aspiro certo a diventare una soubrette. Trovo bella la mia presenza in politica – è quanto dichiarava Michel Martina Castellana, durante la sua campagna elettorale – Voglio essere votata non perché sono transessuale, ma perché sono un medico. In un mondo in cui ci sono sogni e speranze che possono essere tradite da dure realtà, possiamo anche provare a trasformare i sogni in una realtà un po' più vivibile e serena. A spingermi a questo passo è stata l'idea di poter fare qualcosa di utile. Trovo una cosa bella la mia presenza in politica. In quanto persona e in quanto medico mi è stata offerta la possibilità di fare qualcosa di buono, di offrire il mio contributo. Ed è quello che intendo fare, con un occhio di riguardo per la sanità: un aspetto che mi piacerebbe molto curare. Per me, la politica significa ascoltare le persone, farsene carico e diventarne l'interprete principale. Credo che il disaccordo sia la via più breve per l'incontro tra due anime. Non si può essere simpatici a tutti, non si può essere amati da tutti.

Fonte:http://www.levanteonline.net/index.php/cronaca/regione/5268-la-prima-transessuale-non-operata-a-cambiare-nome-e-la-presidente-della-commissione-pari-opportunita-della-provincia-di-salerno.html

Transgender Day of Remembrance in Zona 2 a Milano

Articolo pubblicato il 24/10/2011 nella sezione Associazioni

Dichiarazione di Yuri Guaiana, Gruppo Radicale - Federalista europeo, Vicepresidente Consiglio di Zona 2 a Milano e membro del direttivo di Certi Diritti.

Mentre il PdL affida la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Salerno alla transessuale Michel Martina Castellana che ieri ha ottenuto il cambio del nome sul proprio documento d'identità, Libero e Il Giornale di Milano pubblicano due sciatti articoli di critica all'iniziativa della Zona 2 in occasione del Transgender Day of Rememberance (20 novembre) che, per chi avesse problemi con idiomi non padani, commemora la giornata mondiale in ricordo delle vittime dell'odio e del pregiudizio contro le persone transessuali e non l'orgoglio trans che invece si celebra insieme a quello lesbico e gay il 28 giugno.

I due articoli sono profondamente transfobici e giustificherebbero da soli l'iniziativa promossa dal Gruppo Radicale - Federalista Europeo. In entrambi i pezzi infatti si usano ancora solo gli articoli al maschile per riferirsi sia alle persone in transito dal femminile al maschile sia le persone in transito dal maschile al femminile, mostrando la più totale mancanza di rispetto per il genere della persona transessuale che è quello di destinazione del loro percorso, l'unico col quale deve concordare l'articolo in un italiano corretto e rispettoso delle singole individualità.

L'iniziativa di Zona 2 si rivolge a tutta la cittadinanza proprio per combattere l'ignoranza e il pregiudizio che stanno alla base di quella transfobia che è dilagata in 18 anni di totale indifferenza da parte dell'amministrazione di centro-destra e che ha portato a ripetute aggressioni a danno di cittadine milanesi transessuali, l'ultima in ordine di tempo l'11 luglio scorso, e l'Italia a detenere il triste primato al modo di maggior numero di vittime di transfobia, vittime sacrificate da un pregiudizio insensato.

Il consiglio di Zona 2 rivendica quindi il merito di aver preso autonomamente l'iniziativa facendosi così carico di una delle problematiche di una zona di Milano in cui molte persone transessuali vivono e sono costrette a esercitare l'unica professione a loro accessibile: la prostituzione. L'obiettivo primario è infatti quello d'innalzare il livello di conoscenza sulla transessualità, svincolandola possibilmente dalla prostituzione, dove è perennemente confinata.

Si precisa infine che l'iniziativa non prevede solo una mostra sulla rappresentazione storica, sociale e culturale del transessualismo ma anche una serata con la partecipazione di vari referenti istituzionali per iniziare a interrogarsi su come le politiche sociali possano contribuire al fiorire di una cultura della diversità e la proiezione di un video in cui cinque transessuali milanesi hanno voluto provare a rappresentare la loro realtà da un punto di vista inconsueto e molto umano facendo emergere uno spaccato esistenziale lontano dai concetti di trasgressione, prostituzione e spettacolarizzazione che solitamente i media accompagnano al concetto di transessualità.

Forse i membri del gruppo consiliare della Lega Nord dovrebbero andare a lezione dai loro colleghi di maggioranza a Salerno prima di assumere certe posizioni.

www.radicalisenzafissadimora.org

Fonte: http://www.certidiritti.it/transgender-day-of-remembrance-in-zona-2-a-milano

giovedì 20 ottobre 2011

Filippine, concorso per eleggere la più bella transessuale


Filippine. Miss Amazing Philippines Beauties 2O11. Per eleggere la più bella transessuale del paese. 21 candidate che concorrono per il titolo di più bella. Mercoledi ( 19) sono state fotografate in un albergo di Manila.
. Il concorso mira a rafforzare l'amicizia tra i partecipanti, oltre a dare una chance per i transessuali,transgender e travestiti di mostrare la loro bellezza e talento.





Fonte

mercoledì 19 ottobre 2011

Alessandra Di Martino: Finalmente Donna

Vittoria - Pubblicato da Ismeca libri di Bologna, dai primi di ottobre si trova in tutti i bookstore online e anche nella pagina del sito della casa editrice.
E' il libro di Alessandra Di Martino, una storia vissuta con dignità e raccontata con pudore.

"Finalmente donna" narra la vicenda umana di una transessuale, la sua transizione, in una Sicilia dell’inizi anni 90, in cui non esistono Facebook, né gruppi sociali di sostegno, e dove chi trova il coraggio di affrontare questo percorso incontra come tappa obbligata l'emarginazione e l'oscurità.

Alessandra oggi si racconta, senza veli, perché è proprio la comunicazione cambia la pubblica opinione. Il libro vuole essere un aiuto a chi inizia questo percorso. Scrive Alessandra: "Ognuno di noi, prima o poi, si trova faccia a faccia con la propria metà oscura. E' difficile rimanere illesi da questo scontro. Siamo immersi nella luce e nel buio. Vaghiamo tra le sensazioni. Vaghiamo".
Si può ordinare il libro inviando una mail a segreteria@ismeca.it. Il libro sarà presentato a Ragusa il 12 novembre, all'Hotel Antica Badia, alle 16,30.
fonte:

POLONIA Il fattore Palikot cambia la politica

"La rivoluzione di Palikot", titola Wprost a proposito del movimento che ha raccolto oltre il 10 per cento delle preferenze alle ultimeelezioni, diventando il terzo partito.

Il settimanale di Varsavia pubblica in prima pagina la foto di tre dei leader del Movimento Palikot (Rp): il fondatore Janusz Palikot, La transessuale Anna Grodzka e l'attivista gay Robert Biedroń. "Cambieranno la politica, la chiesa e i polacchi?", si domanda Wprost.

Di sicuro hanno grandi ambizioni. La loro prima proposta – la rimozione della croce dal parlamento – ha già scatenato un dibattito infuocato con i partiti tradizionali. Secondo un sondaggio di Gazeta Wyborcza, la maggior parte dei polacchi (71 per cento) non è d'accordo con la proposta. Ma Palikot non si scoraggia facilmente. In un'intervista a Wprost sostiene che il suo obiettivo non è "creare un altro partito politico" ma "portare avanti il cambiamento". "La società polacca si trasformerà comunque, anche se non faremo parte di nessuna coalizione di governo o se le nostre proposte verranno bocciate. La diversità verrà accettata su larga scala", promette Palikot, che chiede un finanziamento pubblico della procreazione assistita, la legalizzazione delle unioni omosessuali e della marijuana e la liberalizzazione dell'aborto. Il messaggio del Movimento Palikot è stato accolto con imprevisto entusiasmo da un elettorato da sempre considerato conservatore. "Palikot non ha soltanto risposto al forte sentimento anticlericale della società polacca, ha anche capito che da ovest soffia il vento del cambiamento", conclude il filosofo e opinionista Marcin Król.

Cuba: morta Laura Pollan, la fondatrice delle “Damas de blanco” .

L'AVANA – E’ morta all’età di 63 anni, a causa di un arresto cardiaco, LauraPollan Inés Toledo. La donna è stata un importante leader dell'opposizione cubana, malata da tempo, si ricorda per essere stata la fondatrice delle “Damas de blanco” .

Il gruppo dissidente, delle “Donne in bianco”, nei primi anni della dittatura castrista, organizzò cortei di protesta pacifica con le mogli dei prigionieri politici a Cuba per chiedere la loro scarcerazione. Fin dalla nascita dell'organismo, mogli e madri dei dissidenti, vestendosi di bianco, hanno cominciato a mobilitarsi organizzando inusuali manifestazioni pubbliche, durante le quali chiedevano il rilascio dei loro congiunti. Pollan ha lavorato, fino al pensionamento, come insegnante di letteratura. Suo marito, Héctor Maseda Gutiérrez, faceva parte del Gruppo dei 75, giornalisti, attivisti e commentatori che furono arrestati durante la “Primavera Nera” di Cuba . Il gruppo aveva più volte denunciato i soprusi del governo cubano .

La Pollan soffriva di diabete e le complicazioni polmonari l’hanno stroncata. I funerali si svolgeranno nella sua abitazione. Secondo quanto aveva dichiarato al momento del ricovero il marito Hector Maseda, la moglie era stata portata nella clinica a causa di un'infezione virale ai polmoni.

Martin Luther King. Simbolo della «rivoluzione nera»


Washington - «Oggi è un giorno importante di cui tutti dobbiamo andare orgogliosi: non è la festa di noi afroamericani, ma di tutto il Paese». Urla al microfono davanti al monumento dedicato al padre, Bernice King, la figlia di Martin Luther King, aprendo la giornata dedicata al simbolo della lotta contro la segregazione razziale. Una celebrazione, programmata lo scorso 28 agosto, la data del `I have a dream speach´, ma che è stata rinviata per colpa del passaggio dell’uragano Irene. Oggi, sul mall di Washington batte un sole primaverile e da tutta l’America sono arrivati in migliaia nella capitale per rendere omaggio alla memoria di dottor King.

Barack Obama è arrivato alle celebrazioni per Martin Luther King e ha scatenato l’entusiasmo della folla, per la stragrande maggioranza nera, verso il primo presidente afro-americano della storia degli States. È un abbraccio forte e convinto, malgrado i dissapori degli ultimi mesi tra la Casa Bianca e il gruppo parlamentare nero. «Four More years», altri quattro anni», urlano a squarciagola appena i maxischermi posti sulla spianata del Mall mostrano l’arrivo di Barack e Michelle nei pressi del palco da dove sta cantando Aretha Franklyn.

Barack Obama, il primo presidente nero della storia americana, parla così all’inaugurazione del monumento dedicato a Martin Luther King, che con colpevole ritardo trova il suo posto, anche fisico, tra i `Padri d’America´. Obama non delude, anche se nel suo discorso parla al cervello di tutta l’America, più che alle viscere degli afro-americani. Evitando ogni retorica, non cerca applausi facili. Anzi, in modo seppure implicito, propone un paragone tutto politico tra Mlk e se stesso.

Era il 28 agosto del 1963 quando 300mila manifestanti giunti da ogni parte degli Stati Uniti si radunarono davanti al Lincoln Memorial a Washington per quella che era stata chiamata 'Marcia su Washington per il lavoro e la libertà'. In quell' occasione il pastore battista e premio Nobel per la pace 1964, Martin Luther King, leader del movimento per i diritti civili, pronunciò dai gradini del Memorial il suo discorso più famoso: "I have a dream", in cui chiedeva la fine della discriminazione razziale e pari diritti per gli afroamericani.


"I have a dream"

(di Martin Luter King)

Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.

Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza, firmarono un "pagherò" del quale ogni americano sarebbe diventato erede. Questo "pagherò" permetteva che tutti gli uomini, si, i negri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.

E’ ovvio, oggi, che l’America è venuta meno a questo "pagherò" per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l’America ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: "fondi insufficienti". Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.

Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all’America l’urgenza appassionata dell’adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio. Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei negri non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza.

Il 1963 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo.

Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.

Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.

Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.

E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: "Quando vi riterrete soddisfatti?" Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.

Non ha dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.

Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.

Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.

Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.

Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

Ma non soltanto.

Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.

Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.

E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".







Fonte:http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/10/16/AOcktFEB-luther_martin_giorno.shtml