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martedì 5 gennaio 2016

Nera, lesbica e attivista Phyll Opoku-Gyimah, rifiuta MBE in segno di protesta contro la persecuzione LGBT da 'regimi coloniali

'Le Persone LGBTQI sono ancora perseguitati, torturati e anche uccisi a causa delle leggi sulla sodomia ... che sono stati messi in atto da imperialisti britannici', dice Lady Phyll

A Londra ogni nuovo anno la regina assegna a centinaia di sudditi il titolo di Membro dell'Eccellentissimo ordine dell'impero britannico (MBE). Tra le tante persone scelte per aver reso servizio alla corona e al popolo del Regno Unito, ci sono anche attivisti per i diritti umani e non mancano esponenti del movimento LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali). Quest'anno, però, una delle personalità inserite nella prestigiosa Lista d'onore del nuovo anno della regina, che preannuncia l'assegnazione del titolo, ha deciso di rifiutare pubblicamente il gentil pensiero. Si tratta dell'attivista lesbica nera Phyll Opoku-Gyimah [nella foto], meglio conosciuta come Lady Phyll, che, pur dicendosi "onorata e grata", ha deciso di rispondere con "no grazie" per coerenza con il proprio percorso politico e per rispetto dei valori per i quali si batte da anni.


COLONIALISMO IERI, OMOFOBIA OGGI


"In quanto sindacalista, ragazza della classe operaia e nera africana dichiaratamente lesbica, voglio mantenere fede ai miei principi e ai miei valori" ha spiegato Lady Phyll adivamag.co.uk. "Se fai parte di una minoranza, o di più minoranze, è importante essere visibile, essere un modello per gli altri, ed è importante che anche i tuoi successi siano visibili" ha detto, per poi però aggiungere: "Io non credo nell'impero. E non solo non credo, ma faccio attivamente resistenza contro il colonialismo e la sua eredità tossica che persiste nel Commonwealth, in cui, tra tante altre ingiustizie, le persone LGBTQI sono ancora perseguitate, torturate e persino uccise per colpa delle leggi contro la sodomia introdotte dagli imperialisti britannici. Questo succede anche in Ghana, il paese da cui provengo".


Per capire le motivazioni di Lady Phyll non basta ricordare come la passata dominazione britannica sia, dal punto di vista statistico, la caratteristica che meglio spiega la presenza di leggi omofobiche nei codici penali contemporanei . E' utile ricordare anche come ben 39 dei 53 stati aderenti al Commonwealth delle nazioni, l'organizzazione intergovernativa guidata dalla regina d'Inghilterra di cui fanno parte quasi esclusivamente ex colonie britanniche, considerano reato i rapporti tra persone dello stesso sesso. In altre parole, più della metà degli stati che nel mondo criminalizzano l'omosessualità aderiscono al Commonwealth.


PHYLL E IL FARDELLO DEL PREGIUDIZIO


"Phyll è una donna del Ghana forte, attenta alle famiglie della classe operaia. Capisce le lingue twi e fanti [due idiomi ghanesi; ndr], cosa che la ricollega alla ricca eredità culturale africana che difende nella sua battaglia per l'unità e l'uguaglianza": così la presenta il sito di UK Black Pride [ukblackpride.org.uk], l'associazione per i diritti delle minoranze etniche e sessuali che ha fondato nel 2005. Tra le poche donne nere a ricoprire incarichi di responsabilità nel sindacato, componente del consiglio di amministrazione della fondazione Stonewall e attivista pluripremiata, Lady Phyll ha sempre avuto tra le proprie priorità personali e politiche la lotta al razzismo, all'omofobia e alla transfobia.


La sua citazione preferita è una frase della poetessa afroamericana Maya Angelou: "Il pregiudizio è un fardello che confonde il passato, spaventa il futuro e rende il presente inaccessibile".

lunedì 4 gennaio 2016

L'intervista a Monica Romano, la scrittrice del libro “Trans. Storie di ragazze XY”.

Prima di tutto ringrazio  Monica Romano, per aver accettato l'invito per questa intervista. Sono grata per la tua gentilezza.

Ora basta parlare e andiamo un po 'su Monica , che gentilmente ha concesso questa intervista per il blog.

Con una scrittura fluida e coinvolgente, questa ragazza ha già scritto un saggio, “Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione”, pubblicato nel maggio del 2008 dalla casa editrice Costa e Nolan. 

Ha contribuito alla realizzazione di documentari sulla realtà trans ed LGBT:
“Crisalidi – 5 Storie di vita trans” di Federico Tinelli, vincitore del Novara Film Festival 2005 e del Tekfestival 2006;
“O sei uomo o sei donna chiaro” di Enrico Vanni;
“Ci chiamano diversi” di Vincenzo Monaco.


Monica Romano è attivista del movimento per i diritti delle persone LGBT. Ha una lunga militanza iniziata nel 1999 presso l’associazione Arcitrans. Ha fondato l’associazione «La Fenice» – Transessuali & Transgender Milano, di cui è stata presidente fino al marzo del 2009.


Si è laureata in Scienze Politiche nel 2007, con una tesi sulla discriminazione nel mondo del lavoro delle persone transgender. È autrice di Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione (2008). Ha contribuito alla realizzazione di due documentari sulla realtà transgender. Attualmente fa parte del direttivo del Circolo culturale “Harvey Milk” a Milano.

“Trans. Storie di ragazze XY

«I ragazzi della mia età spesso venivano a chiedermi a quale metà del cielo appartenessi. C’erano i maschi, c’erano le femmine, e c’ero io. Poteva essere questa la risposta? Non nel mondo in cui vivevo.»

«Sei maschio o femmina?» È il 1986 quando Ilenia si sente fare per la prima volta questa domanda. Al momento non sa cosa rispondere, non vuole essere diversa, è e basta. La ricerca di una vera risposta la accompagnerà lungo tutto il cammino attraverso l’adolescenza e verso l’età adulta. Il suo è il viaggio travagliato di una ragazza che sembra avere per la società e per i benpensanti un’unica meta, la prostituzione. Ma Ilenia è una persona che non si arrende e scompiglia fin da subito le carte del destino: nonostante bullismo, discriminazione, violenze fisiche e verbali, si laurea, trova un lavoro e un amore inaspettato, quello per una donna.
Le paure, le battaglie, le ferite, i traguardi di una giovane trans, che come tante altre ragazze XY, lotta per una vita serena e autentica, verso la libertà di genere e il pieno diritto di cittadinanza per le persone transgender nella società civile.

1.Come è nata la tua passione per la scrittura?


Monica-La passione per la scrittura è arrivata durante l'infanzia, molto incoraggiata da mia madre. Adoravo leggere e scrivere già durante i primi anni delle scuole elementari. La scrittura è stata, da sempre, il mio mezzo comunicativo prediletto.

2. Come ti descriveresti? Hai trovato difficoltà ad iniziare il percorso di transizione? . E invece qual è stato l'ostacolo maggiore nella tua vita in relazione alla tua identità di genere e poi sessuale?Monica-Sono una donna transgender che vive e lavora Milano, in uno studio di consulenza del lavoro, ho una famiglia, una compagna, due cani. Amo dedicare il mio tempo libero al volontariato e all'attivismo per i diritti LGBT.
Rispetto al mio percorso di transizione ed autodeterminazione, che ho iniziato a 19 anni, ormai 15 anni fa, l'ostacolo più significativo che ho incontrato è stato l'immaginario collettivo estremamente penalizzante legato alla nostra condizione, l'idea che l'unico destino di una donna transgender sia quello della prostituzione, che per noi non esista la possibilità di un lavoro regolare, di una vita vissuta alla luce del sole fatta di affetti, amore, lavoro, sana normalità.
Di questo, del desiderio di normalità che molte donne transgender vivono, parlo ampiamente nel mio nuovo libro.

3.Qual è il messaggio che hai voluto far passare attraverso le righe di questo libro?

Monica-Il libro è soprattutto un messaggio per le ragazze che oggi stanno per iniziare un percorso di transizione. Attraverso Ilenia, la protagonista del mio memoir, e attraverso le donne che Ilenia incontra lungo il suo cammino, intendevo raccontare alle giovani trans che realizzarsi, avere una vita "diurna", un lavoro regolare, degli affetti, un amore è possibile anche per noi.
Alle nuove generazioni di ragazze transgender intendevo comunicare che la nostra è una strada certamente in salita, ma non impraticabile, che anche noi possiamo essere felici, a dispetto di un sistema sociale e culturale che ci penalizza in ogni contesto. La nostra felicità e realizzazione passano soprattutto dal bene per noi stesse e dall'orgoglio per il nostro percorso di vita, senza paure e vergogne per quello che siamo.


3.Cosa vuol dire per te essere una scrittrice? donna, lesbica e trans? in una cultura dominante sessista che in altri milioni di casi impone alle donne, per mantenerle nel ruolo che la medesima cultura maschilista ha loro assegnato.
Monica-Prima di essere una scrittrice sono un'attivista.
La scrittura per me è un mezzo molto potente per sovvertire gli stereotipi che riceviamo.
Essere una donna, una trans e una lesbica nella stessa vita non è affatto semplice.
La cultura maschilista e fallocentrica in cui siamo immersi fa molta fatica ad accettare l'idea che una trans compia il suo percorso di autoaffermazione per se stessa, per poter finalmente essere, e che non lo faccia per piacere agli uomini. L'esistenza delle trans lesbiche è la più evidente dimostrazione che identità e orientamento sessuale sono cose da tenere ben distinte.
Realtà difficile da digerire per un immaginario che ci ha sempre viste come oggetti, carne da macello ad uso e consumo del maschio.


4.E stato difficile trovare una casa editrice disposta a pubblicarti?
Monica-Sorprendentemente no.
Ho inviato il mio manoscritto ad una decina di case editrici grandi e medie.
In breve tempo ho ricevuto la proposta di pubblicazione della Ugo Mursia.


5-Qual'è il tuo libro (o autore) preferito?
Monica-E' molto difficile dare una risposta!
Sono abbastanza "onnivora" nelle mie letture.
Amo in particolare la saggistica (Bauman, Marzano, Aspesi), i romanzi politici (Orwell), i memoir (Primo Levi).
Poi ci sono scrittrici che seguo da sempre, come Isabel Allende, Marcela Serrano e Banana Yoshimoto.
Amo la poesia di Alda Merini.

6- Trans. Storie di ragazze XY, è un libro autobiografico?
Monica-Sì. "Trans. Storie di ragazze XY" è un memoir, quindi un romanzo di ispirazione autobiografica.

7-Parliamo del tuo blog (http:// http://transgenderfreedom.com/ /), Com'è nata l’idea?
Monica-L'idea del mio "Blog la libertà di genere" è nata dalla voglia di condividere articoli e riflessioni che scrivo sul tema dell'identità di genere, e funziona: il mio blog ha ricevuto la nomination per miglior blog trans 2015 all'"Italian Gay blogger Awards" 2015.

8-Hai in programma di scrivere un nuovo libro?
Monica-Sì, e presto inizierò a lavorarci.


9-Qual è l’antidoto alla paura e alla ignoranza di chi ci percepisce come “diversi”?
Monica-L'informazione, la sensibilizzazione e l'orgoglio per le nostre differenze.

Di Vanessa Mazza

Per conoscere un po 'di più Monica Romano e acquisire i suoi libri, basta visitare la pagina dell'autrice.

venerdì 21 febbraio 2014

"Sono stanca di nascondermi e di mentire". Con queste parole l'attrice canadese Ellen Page ha Fatto coming.



La mia ammirazione per Ellen ha raggiunto il picco massimo! Impossibile non amarla! grazie Ellen Page.




"Sono qui oggi perché sono gay. E perché forse io posso fare la differenza", ha detto Latrice 26, Ellen Page. strappando una standing ovati-on da parte del pubblico.

"Forse posso fare la differenza".

Per l'attrice, la decisione di uscire non è stato fatto solo per ispirare e dare coraggio ad altri giovani gay. E 'stata anche una necessità personale. "Sono stanca di nascondere e mentire per omissione," ha detto. "Ho sofferto per anni perché avevo paura. Il mio spirito ha sofferto, la mia salute mentale ha sofferto e le mie relazioni hanno sofferto. Ed oggi sono qui con tutti voi sul lato opposto di tutto questo dolore.

La Human Rights Campaign, un gruppo di difesa per i diritti di gay, lesbiche e transgender, posto il discorso sul sito , congratulandosi con Page per completare il "viaggio profondamente personale e arduo" di Assumere la sua condizione.


giovedì 4 aprile 2013

Daniela Mercury. Una delle cantanti più popolari del Brasile, ha fatto Coming Out Via Instagram.


Daniela Mercury. Coming Out Via Instagram.(Nel mondo LGBT l'espressione coming out è usata per indicare la decisione di dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere)

Daniela Mercury. Una delle cantanti più popolari del Brasile,47 anni, ha fatto il suo "Coming Out", via Instagram , inviando una foto di lei e della sua compagna, la giornalista Malu Vercosa. Ha incluso anche un commento, 'Malu ora è mia moglie, la mia famiglia, la mia ispirazione per cantare.'

Daniela Mercury ha venduto oltre 20 milioni di album in tutto il mondo. Ha vinto un Latin Grammy e ambasciatrice UNICEF, ha adottato una bambina di tre anni nel mese di febbraio e la custodia definitiva di due ragazze 11 e 14 anni. La cantante ha anche due figli biologici dal suo primo matrimonio, e già una nonna.


I fan di Daniela Mercury hanno dimostrato il loro sostegno sul suo profilo Instagram: Più di 8900 mi piace alle foto e oltre 2.400 fan hanno lasciato commenti di congratulazioni.



CONGRATULAZIONI DANIELA... questa ATTITUDINI è un grande esempio di amore.

Ho pensato che bello. Un altra bella giornata ;-)

Capisco, e mi identifico con questa sensazione. Un stato d'amore che libera e ci porta a compiere azioni che gli altri chiamano di 'coraggio', ma che noi chiamiamo 'verità'. Vivere la verità stessa, in uno stato di amore, condividere con il mondo. Nulla può essere più bello. Dell'amore ❤

Vanessa Mazza

martedì 9 ottobre 2012

Expedia a favore dei matrimoni gay: Un spot pubblicitario mostra il rapporto commovente di un padre con la figlia lesbica.

Un momento difficile quando un padre deve decidere, in abbracciare un nuovo rapporto con la figlia che vuole sposare un'altra donna, è riportato splendidamente in questa pubblicità Web da Expedia. pubblicità super gay-friendly ,  che sta causando commozione per la sua bellezza e sensibilità. Stato trasmesso  in tv per la prima volta settimana scorsa, si tratta del spot pubblicitario di un sito online di viaggio ( Expedia) che mostra un padre che si prepara per il matrimonio di sua figlia lesbica. 

Nel video, dice Goldstein, mi aspettavo che mia figlia si sposasi con un uomo. "Le ho detto: 'Questo non era il sogno che avevo fatto per mia figlia,'", riferisce l'episodio in cui la fidanzata di sua figlia vieni a chiedere la sua mano al padre. Anche se in un primo momento ero riluttante, accettai l'unione. Il video ha ricevuto fino a questo Martedì 9 ottobre 5409 "mi piace" e 172 "non piace", il che significa una maggiore tolleranza della gente.

La pellicola è descritta come "Ogni viaggio è unico. In questo viaggio, Artie Goldstein attraversa il paese per partecipare al matrimonio di sua figlia con una persona dello stesso sesso, un viaggio che gli metterà alla prova, sfidando gli e cambiando in modo inaspettato". 


Lo slogan della pubblicità di Expedia è "Trova la tua intesa."

martedì 25 ottobre 2011

'Pulizia sessuale': in carcere 22 iracheni. Senza un’accusa

di Marta Ghezzi da Amman

Continuano i rastrellamenti della polizia irachena ai danni dalla comunità lgbt. Il 15 settembre scorso, 25 uomini sono stati arrestati, nella città di Kalar, a nord di Baghdad, durante una festa privata.



Di questi, ne sono stati scarcerati solo 3, e solo per le proteste di numerose associazioni per la difesa dei diritti umani. Degli altri 22 non si conoscono le condizioni di salute, né il luogo di detenzione. Tantomeno sono stati formalizzati capi di accusa.

A denunciare l’accaduto è la Iraqi Lgbt, associazione irachena transfuga a Londra a difesa dei diritti della comunità gay, lesbica e transgender in Iraq.Tra il 2003 e il 2009 sembra siano più di 700 le vittime di quella che sembra una vera e propria pulizia sessuale. Attivisti per i diritti dei gay e semplici cittadini vengono picchiati, arrestati, rapiti e spesso giustiziati sommariamente a causa del loro orientamento sessuale, vero o presunto.

Nell’immensa casistica registrata dall’associazione figura anche l’omicidio di un bambino, sospettato di comportamenti sessuali contrari alla morale. Dalla caduta del regime di Saddam Hussein, milizie sciite e plotoni di polizia compiacenti attuano sistematicamente una lotta extra-legale all’omossessualità nel paese. Sebbene nessuna legge condanni ufficialmente l’omosessualità, la pesante fatwa dell’ayatollah Ali Al-Sistani pesa sulle teste dell’intera comunità dal 2006.

Deposto il rais e distrutta la società civile e laica, i gay in Iraq si trovano a dover vivere in condizione di clandestinità e continuo pericolo: rastrellamenti casa per casa, raid nei luoghi di ritrovo, processi organizzati in corti islamiche non riconosciute dal governo centrale con il solo scopo di dichiarare colpevoli di immoralità gli imputati, sono ormai all’ordine del giorno.

Il gruppo di Iraqi Lgbt opera in segreto da diversi anni, garantendo protezione in case-rifugio per i cittadini iracheni vittime di persecuzione da parte della polizia e dei fanatici religiosi, arrivando anche a organizzarne la fuga all’estero.
25 ottobre 2011