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domenica 30 agosto 2026

Quando il karma prende appunti: Milo Yiannopoulos espulso dagli USA dall’ICE (la sua agenzia preferita)

Il provocatore di estrema destra britannico Milo Yiannopoulos in giacca gessata e cravatta fiorata, mentre indossa un cappellino rosso con la scritta bianca 'Make America Great Again' ed esegue il gesto dell'OK con la mano davanti al prato della Casa Bianca.
Milo Yiannopoulos posa fiero con il cappellino MAGA davanti alla Casa Bianca. Nel weekend del 29-30 agosto 2026, l'ICE lo ha preso in parola sulla linea della "tolleranza zero", rispedendolo a Londra a causa del suo visto scaduto. Quando si dice un'efficienza... da applausi.

Ci sono momenti in cui l’Universo smette di essere un’entità astratta, si siede alla scrivania, sfoglia i social network e decide di presentare il conto con una precisione chirurgica.

L’ultima ricevuta è stata recapitata poche ore fa all’aeroporto di New Orleans.

Il destinatario? Milo Yiannopoulos, provocatore ultraconservatore britannico, ex volto di Breitbart ed ex braccio destro di Kanye West. Un personaggio diventato celebre per le sue campagne contro migranti, musulmani e minoranze, sempre pronto a invocare muri, deportazioni e frontiere blindate.

Con un colpo di scena che nemmeno la migliore satira avrebbe osato immaginare, Yiannopoulos è stato arrestato dagli agenti dell’ICE — proprio l’agenzia che lui ha glorificato per anni — ed è stato deportato nel Regno Unito.

Il motivo? Era un immigrato irregolare.

Entrato legalmente negli Stati Uniti nel 2019, ha lasciato scadere il visto e ha ignorato perfino la convocazione di un giudice dell’immigrazione lo scorso luglio. In pratica, ha fatto esattamente ciò che lui stesso definiva “una minaccia per la sicurezza nazionale”.

La bellezza di questa vicenda sta nella memoria storica. Stiamo parlando dello stesso individuo che nel 2025 scriveva su X che l’America “ha bisogno di posti di blocco dell’ICE agli ingressi dei supermercati, delle stazioni di servizio, dei centri commerciali e degli uffici governativi, con deportazione immediata per chiunque non possa dimostrare di essere legale”.

L’ICE lo ha preso in parola. Lo hanno intercettato allo scalo aeroportuale, gli hanno applicato il trattamento rigido che lui ha invocato per milioni di persone vulnerabili e lo hanno imbarcato su un volo di sola andata per Londra.

La parabola di Milo ci ricorda due verità fondamentali.

La prima: la retorica sovranista del “prima i nostri” è sempre stata un’arma ipocrita, pensata per colpire poveri e rifugiati, mai chi gode di privilegi, passaporti occidentali e pelle bianca. La seconda: l’Universo ha un senso dell’umorismo straordinario. Se passi la vita a invocare la caccia all’uomo, assicurati almeno di avere i documenti in regola.

Ben tornato a casa, Milo. Chissà se anche negli aeroporti britannici troverai l’efficienza che tanto lodavi oltreoceano.

Vanessa Mazza TLGBQI+ In esclusiva per vanessablogmazza.com (Riproduzione riservata — Condividi per ridere del karma e smontare l’ipocrisia sovranista)

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