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sabato 5 aprile 2014

Occupano piazze contro la legge che punisce l'omofobia."SENTINELLE IN PIEDI" una crociata contro i diritti.


Per gli omofascisti, il razzismo non esiste né razzismo né omo-transfobia, per loro le minoranze non esistono. Riescono a credere solo al politicamente scorretto, al loro umorismo nero, dopo tutto per loro conta solo il diritto di " libertà di opinione " ( come insultare, picchiare, violentare psicologicamente e fisicamente, uccidere) di RUBARE I NOSTRI DIRITTI DI ESSERE UMANI, DI PERSONA). 

Questa è la società di oggi, quella di mascherare un falso come verità incontrovertibile, la mancanza di rispetto per l'altro con battute e argomenti pietosi e manifestare contro i diritti di chi non è uguale a loro ( biancho, etero). 

Continueremo a lottare e difendere per i diritti di persone che per secoli sono state uccise e calpestate nei loro diritti di esseri UMANI. Gli studi di persone autorevoli, hanno dimostrato che dare diritti non lede fisicamente e psicologicamente nessuno. Volete essere omofobi? "Fatelo! sappiate che nella storia vi è un movimento evolutivo per cui, anche se vi sono momenti di retrocessione, alla fine si progredisce e si va avanti.


Vanessa mazza.

mercoledì 26 febbraio 2014

Uganda, legge anti-gay:Il presidente ugandese Yoweri Kaguta Museveni ha firmato ieri la controversa legge che prevede l'ergastolo per gli «omosessuali recidivi».


«Questo è un giorno tragico per l’Uganda e per tutti coloro che credono nella causa dei diritti dell'uomo». Così si è espresso il 25 febbraio John Kerry, segretario di Stato Usa, all’indomani dell’approvazione della controversa legge anti-gay che prevede persino l’ergastolo per punire il «reato» di omosessualità.

Peccato che tra i principali «consiglieri» del presidente ugandese Yoweri Museveni che ha fortemente voluto questa legge ci siano proprio tre cittadini statunitensi, «esperti» della materia, tre predicatori evangelici (fondamentalisti cattolici), che almeno dal 2009 hanno offerto la loro «consulenza» in materia al governo dell’Uganda.




Si tratta, per l’esattezza, di
 Scott Lively, letteralmente ossessionato dal fatto che «il movimento gay sta cercando di prendere il potere nel mondo», anzi, così ossessionato, da aver sviluppato una lettura storiografica revisionista che praticamente legge tutti gli avvenimenti della storia mondiale, o almeno i principali, in chiave gay.  E  Caleb Lee Brundidge, che si definisce «ex gay convertito» e propone seminari di «guarigione» per riportare chi sbaglia sulla retta via dell'eterosessualità; Don Schmierer, rappresentante di Exodus International, un gruppo la cui missione è «mobilitare il corpo di Cristo per portare grazia e verità in un mondo colpito dall'omosessualità» 


A Lively, in copia con un altro fondamentalista, però ebreo, Kevin Abrams, si deve – giusto per fare un esempio – uno dei libri più deliranti sul nazismo, The Pink Swastika. Homosexuality in the Nazi Party, edito nel 1995 (ma oggi giunto alla quarta edizione), per conto dell’editore californiano Veritas EternaPress, che propone una «contro storia» del nazismo in chiave appunto gay.

L’amore fra persone dello stesso sesso è tabù in 38 stati del continente su 53. Tabù certificato da un divieto imposto dalla legge. Il presidente ugandese Yoweri Museveni è il più intransigente: ha appena firmato una legge discriminatoria così restrittiva da prevedere addirittura l’ergastolo per l’omossessualità “aggravata”, cioè quella imputabile ai recidivi. Altrimenti sono 14 anni di galera. Per poco non è stata introdotta la pena di morte per i gay ostinati.

Ma le pressioni internazionali nulla hanno potuto per impedire l’oltraggio di una legge così liberticida. Usa e Olanda hanno minacciato il blocco degli aiuti finanziari, Museveni, che incolpa l’Occidente per la diffusione del “morbo”, ha risposto che si tratta di “imperialismo sociale”. Nel frattempo, le vittime degli imperialisti (è l’ultima agghiacciante notizia), pubblicano liste di proscrizione sui giornali: il Red Pepper, quotidiano ugandese, ha strillato in prima pagina i nomi di 200 omossessuali, in larga parte attivisti, titolando “Scoperti!”.


Il 14 marzo 2012, il Center for Constitutional Rights, che rappresenta Sexual Minorities Uganda - una coalizione di organizzazioni LGBT ugandese - ha intentato una causa contro Lively per il suo ruolo nella persecuzione della comunità LGBT in Uganda. Lively è il delirante ispiratore di gran parte delle feroci angherie che la comunità LGBT ugandesi soffrono oggi.

Attraverso incontri con i maggiori responsabili politici e religiosi ugandesi Scott Lively, secondo la denuncia dell’organizzazione Sexual Minorities i cui archivi sono stati recentemente saccheggiati da sconosciuti, propone loro una “gay agenda” dove denuncia le intenzioni degli omosessuali di sodomizzare bambini,sovvertire l’ordine istituzionale, invia loro un articolo linkato a una pagina web dove scrive che “Il movimento gay internazionale, ha dedicato ingenti risorse per trasformare la cultura morale mondiale da matrimonio-etero-centrica a una basata sull’anarchia sessuale”, pressiona la classe politica affinché si arrivi alla pena di morte per legge per le persone omosessuali.

La denuncia alle autorità americane dell’organizzazione ugandese Sexual Minorities fa il suo corso Scott Lively sarà processato per crimini contro l’umanità.



Non possiamo neanche dimenticare Il presidente del parlamento ugandese, Rebecca Kadaga, che in 12 novembre 2012, aveva annunciato che questa norma sarebbe stata un ”regalo di Natale” per tutti gli ugandesi anti gay. La signora, come si legge sul sito del parlamento del paese africano, è stata ricevuta e benedetta il 13 dicembre 2012 dal Papa Benedetto XVI che nel suo, messaggio per la Giornata mondiale della pace, ha definito i tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna “un’offesa contro la verità della persona umana” e “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”. Nella foto si vede Benedetto XVI accanto alla speaker.

mercoledì 19 giugno 2013

Questa è l'eredità dell'amministrazione Dilma (PT) per i diritti umani in brasile.

Eco un'altra perla che arriva dal Brasile, la banda di fondamentalista religiosi comandata dal pastor e deputato Marco Feliciano approvano il progetto CHR che promuove la 'cura gay'. Questo è il risultato di un governo che fa accordi con i fondamentalisti religiosi. Questa è l'eredità dell'amministrazione Dilma per i diritti umani.

Sotto la guida del deputato Marco Feliciano (PSC-SP), la Commissione dei Diritti Umani della Camera ha approvato Martedì (18) progetto che permette ai psicologi a promuovere cure al fine di curare l'omosessualità.

La proposta, nota come 'cura gay', deve ancora passare per altre due comitati della Camera: la sicurezza sociale e la Costituzione e la Giustizia. Se approvata da entrambi, si va al plenario della camera.

La proposta adottata oggi annulla anche l'articolo della risoluzione che afferma che 'gli psicologi non si pronunciano né parteciparono con dichiarazioni pubbliche, nei mezzi di comunicazione di massa, al fine di rafforzare i pregiudizi sociali esistenti nei confronti degli omosessuali come portatore di disturbo psichiatrico '.
Il voto è una vittoria per la panchina fondamentalista evangelica, che da anni cercano di approvare leggi di filo omofobi.

Feliciano è fortemente criticato dalle organizzazioni per i diritti umani per le sue dichiarazioni considerate omofobiche e razziste. Mentre era in corso il dibattito, fuori dalla Camera si sono radunate un centinaio di persone che hanno esposto uno striscione dove c'era scritto: "Non si può curare quello che non è una malattia". Il Paese sudamericano sembra schizofrenico su questo argomento: il 14 maggio il Consiglio nazionale di giustizia ha autorizzato, infatti, le unioni tra lo stesso sesso. Nonostante ciò, in Brasile si registra in media l'uccisione di un gay ogni due giorni e gli episodi di omofobia sono molto frequenti.

L'omosessualità non è una malattia mentale

Il Consiglio federale di Psicologia semplicemente segui le regole della OMS - Organizzazione mondiale della sanità - le Nazioni Unite, nel 1974 l’omosessualità venne cancellata dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) pubblicato dall'American Psychiatric Association (APA). Nella prima versione del 1952 risultava condizione psicopatologica tra i “Disturbi sociopatici di Personalità”, nel 1968 rientrò nelle deviazioni sessuali, come la pedofilia, trovando posto tra i “Disturbi Mentali non Psicotici”, nel 1974 venne rimossa ma spuntò l’”omosessualità egodistonica”, ovvero quella condizione in cui una persona omosessuale non accetta il proprio orientamento sessuale e non lo vive con serenità. Anche questa voce sparirà dal Dsm nel 1987 ed effettivamente dal 1990 anche l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) depennerà l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali definendola "una variante naturale del comportamento sessuale umano".

Questa è l'eredità dell'amministrazione Dilma (PT) per i diritti umani.

E per questo e tutte le altri Assurdità, che la gente oggi in Brasile protesta.

http://www1.folha.uol.com.br/poder/2013/06/1296984-dilma-encontrara-com-lula-em-sp-para-discutir-protestos-pelo-pais.shtml