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mercoledì 26 agosto 2026

Addio a Dolly Parton: l'alleata dal cuore di platino che ha amato la comunità queer

Un ritratto in bianco e nero della cantautrice Dolly Parton, raffigurata di profilo con i suoi iconici capelli chiari e vaporosi. Il volto è impresso su uno sfondo con i colori sfumati della bandiera arcobaleno e della bandiera trans (azzurro, rosa e bianco). In basso compare la scritta in bianco "I will always love you." seguita dalla firma autografa stilizzata di Dolly.
Un addio dal cuore di platino. Il ritratto eterno di Dolly Parton avvolto dai nostri colori. Una sorella, un'alleata incrollabile e un'icona che ha protetto le nostre esistenze quando il mondo sceglieva il silenzio. "I will always love you", Dolly. Questa volta, te lo cantiamo noi.

Di Vanessa Mazza — Libera pensatrice, cittadina e attivista transessuale (Milano, Lombardia)

Scompare a 80 anni la regina del country. Con lei si spegne una luce che per decenni ha illuminato chi viveva ai margini. La notizia, giunta da Nashville, ha scatenato un’ondata di commozione globale. Ma per noi, per la comunità trans, lesbica, gay e queer, la sua partenza non è solo la perdita di una monumentale cantautrice. È la perdita di una sorella protettrice, di un’alleata autentica e di un’icona eterna.

In un’epoca in cui l’alleanza con i nostri corpi viene spesso ridotta a puro marketing aziendale o a “performance” da Pride Month, Dolly Parton ha dimostrato cosa significhi la cura reale. Ha difeso le nostre esistenze quando farlo significava rischiare il boicottaggio, l’odio e la fine della carriera nell’America profonda e conservatrice.

🏳️‍🌈 Un’alleanza radicale nata nell’ombra, prima del “Pride” commerciale

Il legame tra Dolly Parton e la comunità LGBTQIA+ non è stato un riassestamento dell’ultima ora. Affonda le radici in decenni di vicinanza silenziosa e totale. Mentre le istituzioni e la politica puritana costruivano barriere e demonizzavano le identità non conformi, Dolly apriva i suoi concerti, i suoi spazi storici come Dollywood e le sue canzoni alla nostra comunità.

Dollywood, nel cuore del Sud conservatore, è stato per anni uno dei pochi luoghi dove drag queen, persone trans e coppie queer potevano lavorare e esibirsi senza paura. Un’oasi di libertà costruita da una donna che non ha mai avuto bisogno di dichiarazioni roboanti per dimostrare da che parte stava.

Brani straordinari come Travelin’ Thru (scritta per il film Transamerica) o Rainbowland (eseguita con la nipote Miley Cyrus) non erano semplici canzoni. Erano manifesti politici di accoglienza e autodeterminazione. Di fronte alle ondate d’odio transfobico e ai continui attacchi ai diritti delle persone trans, la sua voce è rimasta ferma, limpida e accessibile.

🗣️ Le parole che restano: “Siamo tutti figli di Dio”

Dolly Parton ha scardinato la retorica dei fondamentalisti religiosi usando proprio la loro stessa lingua: l’amore universale. In un’America che usava la Bibbia come arma contro di noi, Dolly la trasformava in un abbraccio.

Quando i bigotti provavano a interrogarla per estorcerle una condanna contro la comunità queer, lei rispondeva con la sua disarmante ironia meridionale:

«Penso che tutti debbano essere trattati con rispetto... Spero che ognuno abbia la possibilità di essere chi e cosa è. Come cristiani, non dovremmo giudicare. Se sei gay, sei gay. Se sei etero, sei etero. Siamo tutti creature di Dio».

Ha camminato al fianco dei suoi storici collaboratori e truccatori trans e drag queen, offrendo loro non solo protezione professionale, ma una totale e fiera validazione umana.

il modo migliore per onorare il suo cammino

Niente fiori, ha chiesto la famiglia, ma donazioni alla sua fondazione per l’alfabetizzazione dei bambini, la Imagination Library. Ma per noi attiviste, il modo più autentico per onorare l’eredità eterna di Dolly Parton è continuare a fare resistenza culturale.

In un tempo in cui i nostri diritti vengono di nuovo messi in discussione, ricordare Dolly significa ricordare che la gentilezza può essere rivoluzionaria. Dolly ci ha insegnato a non scusarci mai per la nostra natura, a brillare con eleganza anche sotto i colpi del pregiudizio e a difendere il linguaggio dell’amore puro contro la violenza strutturale dei dogmi.

La terra le sia lieve. 💔🌷 Noi continueremo a cantare, a esistere e a lottare, fiere di aver avuto una regina dal cuore di platino a indicarci la luce del mattino.

“I will always love you”, Dolly. Questa volta, te lo cantiamo noi.

vanessa mazza TLGBQI+