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mercoledì 9 maggio 2012

L'amore senza diritti, la denuncia di Shane



Shane e Tom sono stati fidanzati per sei anni. Hanno convissuto, comprato una casa, costituito un'azienda e, infine, avevano anche progetto di sposarsi, quando ciò sarebbe stato possibile nello Stato della California. Non ce l'hanno fatta, perché Tom Bridegroom, giovane attore e presentatore, è morto all'età di 29 anni, il 7 maggio del 2011, cadendo da un tetto.

La sua storia è raccontata in un commovente video, “It could happen to you” (“Potrebbe capitare a te”) realizzato dal compagno, per celebrare il primo anniversario della sua scomparsa e per denunciare tutte le difficoltà incontrate dopo quel drammatico 7 maggio. A partire dall'ostilità dei genitori di Tom, che non avevano mai accettato il suo orientamento sessuale. Avevano persino cercato di mandarlo da un medico e il padre lo aveva minacciato con un fucile.

Dopo il tragico incidente, la madre ha preteso che il corpo fosse sepolto nell'Indiana. Lo Stato dal quale Tom era fuggito, per andare a vivere con Shane in California. La madre ha anche chiesto (e ottenuto) che le fossero restituiti i suoi oggetti personali. “Per il governo, io e Tom eravamo coinquilini”, denuncia oggi Shane, che non ha neanche potuto prendere parte al suo funerale. Uno dei familiari di Tom gli aveva fatto capire che se fosse venuto, sarebbe stato aggredito dal padre. Lo ha potuto rivedere solo tempo dopo la morte, andando a visitare, in segreto, la sua tomba.
Oggi Shane ha aperto una pagina Facebook in onore di Tom (i suoi genitori hanno fatto cancellare quella del figlio), invitando tutti a battersi per garantire alle persone omosessuali pari diritti. “Se io e Tom avessimo avuto il diritto di sposarci, molte cose sarebbero state diverse”, dice Shane. “Ho bisogno di combattere per ciò che ritengo giusto e forse tutto questo è accaduto per aprirmi gli occhi. Non aspettate che sia troppo tardi. Combattete per i vostri diritti”.


venerdì 4 maggio 2012

Rufus Wainwright, Helena Bonham Carter - Out Of The Game

Il suo settimo album esce prima in Europa che non negli Usa - Rufus Wainwright è senza dubbio una delle voci più originali, interessanti e appassionate tre quelle dei nostri giorni.

Per voi:

AMMINISTRATIVE: ARCIGAY, SOSTENIAMO CANDIDATI LGBT

(AGENPARL) - Roma, 04 mag - "Il 6 e 7 maggio, si rinnoveranno numerosi consigli comunali, provinciali e di quartiere e più di 7 milioni di italiani saranno chiamati alle urne. Le elezioni amministrative sono particolarmente importanti per le persone lgbt che vivono in un Paese lontano anni luce dagli standard europei di piena parità nella cittadinanza e nei diritti tra omosessuali e eterosessuali. 

Lo stallo di Parlamento e Senato su questo temi può essere superato in parte proprio a livello locale, con atti concreti di amministratori realmente laici e sensibili alle tematiche lgbt. Un buon amministratore, da questo punto di vista, è colui che inserisce tra le priorità del suo mandato la promozione dell’uguaglianza dei cittadini e della cittadine lgbt e una vivibilità serena della città per tutti e tutte. 

Chi amministra una città può realmente promuovere un’immagine positiva dell’omosessualità con l’approvazione di registri delle unioni civili, con il riconoscimento anagrafico delle coppie di persone dello stesso sesso e con dichiarazioni contro l’odio e il pregiudizio antigay. Sono molti poi gli atti concreti nelle politiche di inclusione che ci attendiamo dai futuri amministratori. 

Tra questi, ad esempio, la diffusione di bandi pubblici che mettano sullo stesso piano le coppie gay e la famiglia coniugata, la promozione della socialità e della visibilità lgbt, il contatto diretto con la militanza e l’associazionismo locale, l’attrazione del turismo lgbt, il sostegno alla ricostruzione della memoria, la partecipazione a eventi e commemorazioni organizzati dalla militanza, campagne di sensibilizzazione contro l’omo transfobia, osservatori contro il bullismo e l'omofobia, la formazione dei dipendenti pubblici alle tematiche omosessuali e transessuali, l’agevolazione nell’accesso al lavoro delle persone trans, l’attenzione alla salute, la promozione dell'uso del preservativo e così via. 

Proprio per questo Arcigay invita a sostenere con il voto i diversi candidati apertamente omosessuali o trans (o a coloro che hanno espresso aperture positive e interesse genuino sulle tematiche lgbt) che, sempre più numerosi ad ogni tornata elettorale, sfidano il pregiudizio e si propongono per amministrare le città, le province e i quartieri con quella sensibilità che ancora manca sul territorio. 

La visibilità pubblica di omosessuali, lesbiche e trans, da questo punto di vista è un valore che va sostenuto e promosso anche con il voto. 

Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay Un elenco dei candidati apertamente omosessuali e trans aggiornato è disponibile qui: http://www.enciclopegaya.com/index.php?title=Voto_gay#Elezioni_amministrative_del_2012". Lo si legge in un comunicato stampa dell'Arcigay.

La Svezia discute le differenze di genere e i diritti dei transessuali



Di Martina Greco




Stoccolma – Fa discutere l’inserimento, avvenuto qualche giorno fa nella versione on-line dell’Enciclopedia Nazionale svedese, di un nuovo pronome personale, il neutro hen, che potrà essere usato indiscriminatamente al posto del maschile han, e del femminile hon.

Sembra incredibile che un semplice pronome personale possa scatenare dibattiti, eppure la questione linguistica è solo la spia di un cambiamento ben più grande. Sempre più diffusi sono i nomi neutri per i nuovi nati svedesi e molte catene di giocattoli propongono, nei loro dépliant, bambine avventurose in sella a moto da corsa, oppure piccoli spiderman intenti a spingere una carrozzina.

Da sempre all’avanguardia nella lotta contro le discriminazioni sessuali, la Svezia punta negli ultimi anni a una neutralità che dovrebbe permettere a ogni individuo di essere se stesso, senza pregiudizi e senza imposizioni da parte della società.

Il pronome hen, prima utilizzato solamente nei circoli Lgbt e femministi, rappresenta lo stendardo di questa battaglia contro le discriminazioni sessuali, tanto da essere inserito nelle regole comportamentali di asili come Egalia, struttura unica per ora, nella quale le maestre, seguite costantemente da un esperto di differenze di genere, si rivolgono ai piccoli alunni – tutti fra uno e sei anni – con il pronome neutro hen, o con il termine friend, anch’esso neutro. All’interno della scuola i giocattoli non sono divisi in aree “femminili” e “maschili” e ai bambini vengono lette storie come quella dell’amore fra due giraffe maschio. Il progetto riscuote un certo successo, molte famiglie sono in lista d’attesa per l’iscrizione dei proprio piccoli fra i 33 alunni dell’Egalia, ma non mancano le critiche. Molti opinionisti si chiedono se la spinta verso la neutralità non crei confusione e disorientamento nei piccoli e nella costruzione della loro socialità futura.

L’attenzione del governo di Stoccolma e della società svedese verso le differenze di genere e la libertà di espressione dei singoli individui, sembra però incagliarsi sulla questione del riconoscimento giuridicodelle persone transessuali e transgender.

Negli ultimi mesi una forte polemica si è scatenata sul web a causa della discussione di una legge che, in un certo senso, obbliga le persone che vogliano essere riconosciute giuridicamente come appartenenti a un altro sesso, a intraprendere il lungo iter verso la cosiddetta “riassegnazione chirurgica del sesso”.

La questione è stata erroneamente presentata come una “sterilizzazione forzata” dei transessuali a opera del governo conservatore svedese, guidato dal 2006 da Fredrik Reinfeldt. In realtà l’utilizzo del termine “sterilizzazione” è quanto mai errato. I transessuali non vengono sterilizzati, ma privati degli organi riproduttivi, per portare a termine il passaggio da un sesso all’altro.
Ciò che viene messo in discussione è, casomai, ilmancato riconoscimento giuridico per quelle persone che non vogliono sottoporsi alla riassegnazione chirurgica del sesso, ovvero a una lunga terapia ormonale e psicologica prima, e a un’operazione che completi il passaggio all’altro sesso, poi.
Semplificando potremmo dire che le persone transgender che non vogliano operarsi e che desiderino quindi mantenere le proprie caratteristiche riproduttive, non possono essere riconosciute dalla legge come appartenenti all’altro sesso. Si potrebbe quindi intendere che vengano “costrette” a operarsi, rinunciando de facto alla possibilità di procreare.
Inoltre, la legge svedese proibisce a chi chiede la riassegnazione chirurgica del sesso di conservare, criogenizzandoli, il proprio sperma o i propri ovuli. Ed è proprio questo che ha scatenato le proteste contro il governo svedese, accusato di subire le pressioni di lobby cattoliche e di voler limitare la libertà dei suoi cittadini.
Human Rights Watch ha dichiarato che la normativa «viola i diritti fondamentali degli individui» e il suo portavoce per le campagne Lgbt, Boris Dittrich ha scritto al Primo ministro chiedendone la rimozione.
«La legge svedese causa discriminazione per le persone transessuali che non vogliono sottoporsi ad interventi del genere – ovvero la riassegnazione chirurgica del sesso – che sono oltremodo invasivi, per varie ragioni, come il desiderio di diventare genitori, un giorno», afferma la petizione di Dittich.
Fa riflettere che, in un Paese come la Svezia, nel quale viene posta l’attenzione persino sull’utilizzo dei pronomi personali come mezzo per scardinare le imposizioni della società riguardo le differenze di genere e permettere a ogni cittadino di esprimere se stesso in libertà fin da bambino, si assista a una discussione simile.
Parlare di “sterilizzazione forzata” e di leggi eugenetiche, è decisamente un’esagerazione, ma resta aperta la questione delle libertà personali, del diritto individuale di esprimere se stessi anche attraverso il genere, inteso come insieme degli aspetti culturali e soggettivamente connessi alla percezione della propria sessualità e non solo tramite l’affermazione del sesso biologico e il suo riconoscimento legale.


                                                                                                                                      

Dal 4 al 6 maggio a Bologna > Divergenti festival di cinema transessuale




DEDICATO A MARCELLA >

Divergenti 2012 è dedicato alla figura di Marcella Di Folco, storica presidente del MIT e pioniera del movimento trans.
La sua lotta, il suo impegno, la sua umanità rivivono nel festival.

Il festival, organizzato dal M.I.T., Movimento Identità Transessuale, dedica la sua quinta edizione al trentennale della Legge 164, che nel 1982, grazie alla dura battaglia condotta proprio dal M.I.T., introdusse il cambio di sesso in Italia: una mostra documentaria allestita presso il cinema Lumière permetterà al pubblico di visionare le testimonianze di quella grande vittoria del movimento transessuale, conservate presso l’archivio storico dell’associazione.

  Il cinema trans è ormai maturo. Lo dimostra il fatto che quest’anno Divergenti è pieno di icone, personagg* e pioniere della storia trans che arricchiscono con le loro forti figure un genere che ormai ha una chiara capacità di affermazione e auto-rappresentazione. I racconti che prendono vita da produzioni indipendenti superano i limiti della rappresentazione main-stream, in cui la figura trans è da sempre stigmatizzata stereotipata. 

Arrivare alla costruzione di icone proprie permette invece di valorizzare e dare il giusto riconoscimento alle pioniere che con il loro coraggio, mettendo avanti il proprio corpo e le proprie vite, hanno sfidato convenzioni, pregiudizi e falsi moralismi di facciata. 

Il cinema trans ricostruisce dunque la propria storia, come in I am a Woman Now, in cui eleganti signore ci raccontano come era compiere la transizione cinquant’anni fa. Celebra le proprie icone: Giò Stajano, protagonista della dolce vita romana, Russulella, uno degli ultimi femminielli napoletani, le esuberanti e commoventi Coccinelle e infine Romina Cecconi, ‘illustrata’ in un libro a lei dedicato. 

E ne crea di nuove, come Madame X, la prima supereroina trans! Diversi lungometraggi arricchiscono quest’anno il festival. Melting Away e Lovely Man ci parlano dei difficili rapporti fra genitori e figli, Orchids -
My intersex Adventure dell’intersessualità.

Tarda mattinata del 14 aprile, qualcuno dalla porta del Parlamento annuncia l’approvazione della 164, la Legge che permette di cambiare sesso, il primo grande riconoscimento, dopo secoli di negazione, che apriva la strada dei diritti. Era il 1982.

 Diverse persone trans presenti nella piazza antistante vanno in visibilio. Sorrisi, lacrime, urla… champagne! Si festeggia una grande vittoria. È un fotogramma della favolosa storia trans, scelto da Divergenti 2012 per festeggiare trent’anni di storia per immagini, colori, emozioni, attraverso un cinema che restituisce spessore e umanità. 


Il programma completo su http://www.mit-italia.it/divergenti.htmhttp://www.mit-italia.it/divergenti.htm
Ingresso per ogni ciclo di proiezioni: euro 4,50
Tessera ficc obbligatoria: euro 2
Biglietteria T. +39 051 2195311


Cinema Lumière, Via Azzo Gardino, 65 - Bologna

Porpora Marcasciano
Luki Massa

Arcigay Palermo: ""Un" transessuale: quando un articolo seppellisce l'identità di una persona"

E' di ieri la notizia della tragica morte di "un" transessuale, "trovato morto" nel suo appartamento nel centro storico di Palermo.
Secondo un'enciclopedia di facile consultazione come Wikipedia, "la transessualità è la condizione di una persona la cui identità sessuale fisica non è corrispondente alla condizione psicologica dell'identità di genere maschile o femminile e che, sovente, persegue l'obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso interventi medico-chirurgici".

In altre parole una persona trans è una persona in transizione da un genere ad un altro: o dal maschile verso il femminile (MtoF: "male to
female) o dal femminile verso il maschile (FtoM: "female to male").
E' un processo laborioso, e troppo spesso anche doloroso, di riappropriazione della propria identità.
Per questo motivo i titoli e gli articoli che ad esempio, come in questo caso, definiscono al maschile una trans MtoF, che riconosce in sé e chiede il riconoscimento di un'identità femminile è un'offesa.
Una negazione di quello che la persona voleva affermare lottando ogni giorno contro gli infiniti pregiudizi che una persona trans deve subire da una società che la respinge ai margini.

La stessa wikipedia prosegue, con molta chiarezza: "In mancanza di indicazioni specifiche da parte dell'individuo stesso, la forma del genere da utilizzare per le persone transessuali, rispettosa nei confronti della persona, è quella propria del genere di elezione. Nel caso di MtF i termini transgender/transessuale andranno quindi declinati al femminile, mentre - al contrario - nel caso di FtM i termini transgender/transessuale andranno declinati al maschile "

Crediamo che la responsabilità dei giornalisti non possa non tenere conto della dignità e del rispetto che si devono a qualunque individuo, sopratutto, come in questo caso, nei confronti di una persona che non si può più difendere, e che nel giro di poche ore è morta due volte: fisicamente e moralmente.

domenica 22 aprile 2012

Brasile: transessuale cambia nome senza operazione di cambio di sesso.


Brasile: La conduttrice radiofonica  Sandra Gomez dos Santos, 33 anni, sta attraversando una nuova fase nella sua vita dopo che il giudici Erasmus Hallysson Campos, della terza Corte civile di Roraima,  uno stato del Brasile, localizzato nella sezione settentrionale del paese. Confina a nord con il Venezuela. Ha autorizzato il cambio di nome nei suoi documenti senza la necessità di un cambio chirurgico di sesso. La decisione è stata presa il 3 di questo mese. Martedì scorso (17), la transessuale ha fato la correzione sul registro elettorale.

Nell'anno delle elezioni comunali, Sandra è felice di votare per la prima volta firmando il nome che si identifica nella sua essenza. "Sarà la prima vera esperienza elettorale come una donna", ha detto la conduttrice.


Con la decisione del giudice in mano, Sandra e andata all'ufficio del Registro di Boa Vista, e  nello stesso giorno ha chiesto il rilascio del nuovo certificato di nascita. "L'unica cosa negativa in questa decisione è che, pur avendo cambiato il mio nome nel documento, il sesso è ancora identificato come maschio. Questo è il lato negativo della decisione di modifica del nome senza la necessità di intervento chirurgico completo. Continuo come 'maschio 'nel certificato e nella carta di identità "

Sandra ha anche detto che il prossimo passo è quello di ottenere il rilascio del diploma universitario. "Quando mi sono laureata, ho chiesto che non rilasciassero il documento perché volevo stare con il mio nome di donna. Ora, ho fatto la richiesta."

La conduttrice è molto nota in Boa Vista, per il suo lavoro alla radio e per essere una militane dei diritti GLBT, ma anche cosi non era fuori dai problemi individuati dalla sua identità."Mi vergognavo di mostrare i miei documenti. Mi sentivo male, perché dovevo sempre dare spiegazioni su me stessa. Questa sentenza era tutto per me. E guardate che quando siamo conosciuti le cose diventano più facili."

Il pubblico difensore Nathaniel Francis, che ha rappresentato Sandra nel processo, ha detto che il caso della conduttrice aveva una "mancata corrispondenza tra il sesso anatomico e quello psicologico." Ha detto che questo è il primo caso in cui il giudice decide nello Stato, autorizzando il cambio di nome senza un cambiamento di sesso. "Ci sono altri cause in movimento nello Stato e questa decisione servirà come giurisprudenza," ha detto.

Il riconoscimento giuridico e il finanziamento delle operazioni di cambiamento di sesso in Brasile.

La possibilità dei transessuali dopo l'intervento chirurgico di riassegnazione del sesso, cambiare il nome sul documento di nascita, è stato riconosciuto anche per la giustizia in tante parti del paese, come São Paulo , Distretto Federale , Goias  e Pernambuco , e che la decisione del Distretto Federale divenne chiara che il transessuale può anche cambiare il sesso sul loro registro civile.

Il Tribunale federale ha anche obbligato il sistema Unico di Salute (SUS) a coprire i costi delle operazioni di cambiamento di sesso.

L'azione proposta dai procuratori federali nel 2001 a Porto Alegre, non era favorevole in prima istanza, ma la quarta Corte federale della Regione ha accolto il ricorso ad agosto 2007, ordinando che le operazioni fossero pagate dal SUS in tutto il paese. La Unione si è appellata contro la decisione alla Corte Suprema, sostenendo che il requisito porterebbe grande peso sulle casse pubbliche. Il primo giudice, il ministro Ellen Gracie Northfleet, ha sospeso la decisione il 12 dicembre 2007, ma il giorno dopo il Ministero della Salute ha annunciato la sua intenzione di includere la procedura nel SUS. Il Ministero della Salute ha annunciato che fino al fine del 2008 avrebbe cominciato a finanziare le operazioni.

Nel luglio 2009, la procuratoria generale della repubblica ha presentato una ADIN nella STF con l'obiettivo di consentire che i transessuali possano cambiare il loro nome nel registro civile a prescindere dal cambiamento di sesso chirurgico.

Ossia, In Brasile, non esiste una legislazione specifica che regola la materia. Tuttavia, la maggior parte dei giudici applicano l'analogia e i principi generali del diritto (04) per risolvere i casi riguardanti ai transessuali. Così, l'assenza di una normativa è completata da pronunciamenti giurisprudenziali.

La Costituzione prevede tutto il necessario per la direzione giudiziaria. All'articolo 1 della Carta Magna sono elencati i principi fondamentali della Repubblica federativa del Brasile. Tra di essi è la dignità umana. All'articolo 3, si osserva che uno degli obiettivi della nazione è quello di promuovere il bene di tutti, a prescindere di origine, razza, sesso, e di colore, età e altre forme di discriminazione. Inoltre, l'articolo 4 afferma che nelle relazioni internazionali, il Brasile è governato dalla prevalenza dei diritti umani. Articolo 5, a sua volta, prevede che "tutti sono uguali davanti alla legge, senza distinzione alcuna, garantendo a brasiliani e stranieri residenti nel paese il diritto inviolabile alla vita, alla libertà, uguaglianza, sicurezza e la proprietà. "

Per quanto riguarda le operazioni e incontro con i fondi del Sistema Sanitario Nazionale si può dire che la realizzazione di loro hanno protezione costituzionale in linea di principio il diritto alla salute. L'arte. 6 della Costituzione dice: "sono diritti sociali all'istruzione, salute, lavoro, alloggio, tempo libero, sicurezza, welfare, tutela della maternità e dell'infanzia, e l'assistenza alle persone senza fissa dimora, ai sensi della presente Costituzione" .

In questo modo, il diritto alla salute è un diritto fondamentale che può essere difeso sul  piano individuale e collettivo.

Nome sociale è il nome con cui le persone con disturbo dell'identità di genere (transessuali e transgender) preferiscono essere chiamati continuamente, in contrasto con il nome ufficialmente registrato che non riflette la loro identità di genere.

In Brasile, L'Università Federale di Amapá stata la pioniera nella adozione del nome sociale per i loro studenti trans. Oggi ci sono iniziative in corso nella stessa direzione in altri Stati, in particolare Minas Gerais, Amazon, Piauí, Para, Goiás e Paraná, secondo l' Associazione brasiliana di gay, lesbiche, bisessuali , e Transgender (ABGLT) brasiliane.


Io particolarmente sono una sostenitrice dell'uso del nome sociale, è uno strumento importante per ridurre la mancanza di inserimento delle persone transessuali nella società. La maggior parte delle persone transessuali hanno un basso livello di istruzione, che inevitabilmente porta queste persone nella prostituzione. Quando il pregiudizio non viene percepito nelle scuole, non avremo dubbi che in futuro vedremo tante transessuali, con master e dottorato.

Vanessa Mazza.

venerdì 20 aprile 2012

First Transsexualism European Meeting. di Torino 17 e 18 Maggio.


17-18 maggio 2012 - convegno - First Transsexualism European Meeting PSYCHOLOGICAL, MEDICAL and SURGICAL management in gender identity disorder. An international highlight.


l CIDIGeM (Centro Interdipartimentale Disturbi dell'Identità à di Genere Molinette), organizza il prossimo 17-18 maggio, a Torino, il primo Congresso Internazionale sul Disturbo dell'Identità di Genere.




Invitiamo a partecipare tutti gli interessati contribuendo anche con delle presentazioni che permettano di confrontarsi tra i vari modelli di intervento.
All'evento sono stati attribuiti crediti ECM.
In allegato trovate il programma, la registration form per l'iscrizione e il call for abstract.

programma
modulo di registrazione


giovedì 19 aprile 2012

Identità di genere e transgenderismo?



Rispondendo a tante persone che mi chiedano spiegazione su transessualità,transgederrismo e identità di genere, penso che serva anche ai giovani transgender, ai genitori che scoprono che il loro bambino(a) possa essere transgender. Questi persone sono alla ricerca di informazione per se stessi, ma anche per loro familiari e amici. Nel mio sforzo per raggruppare questi risposte concrete a queste domande, ho cercato per le risorse. La maggior parte della letteratura potette trovare su internet, ho cercato di prendere le informazione in particolare dai  professionisti che aiutano che hanno già una conoscenza di base di transgenderismo. Spero che questo articolo possa essere utile e utilizzato dai genitori, insegnanti, parenti, amici, professionisti e studenti.

Essere transgender è un problema serio per coloro che sono trans, e alla loro famiglia e amici, ma so per esperienza personale che se c'è un vuoto di leggerezza, si può finire per sentirsi senza speranza, soprattutto considerando la mancanza di comprensione del'opinione pubblica Italiana che circonda le questioni trans. La negazione ad una corretta e onesta informazione; di cosa siamo.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera

La transessualità è la condizione di una persona la cui identità sessuale fisica non è corrispondente alla condizione psicologica dell'identità di genere maschile o femminile e che, sovente, persegue l'obiettivo di un cambiamento del proprio corpo, attraverso interventi medico-chirurgici.


Storia del concetto

Secondo il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Manuale di Classificazione dei Disturbi Mentali, redatto dall'Associazione Americana degli Psichiatri) e l'International Classification of Diseases (a cura dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, X edizione), la persona transessuale soffre del disturbo dell'identità di genere (DIG). Questo senso di distonia e disforia nei confronti del proprio sesso di nascita può svilupparsi già nei primi anni di vita, durante l'adolescenza o, più raramente, in età adulta.

Il termine "transessuale" è stato coniato nel 1949 dal dottor David Cauldwell (1897-1959), ma è diventato di uso comune dopo la pubblicazione del libro The transsexual phenomenon (Il fenomeno transessuale) del dott. Harry Benjamin, edito nel 1966, che è diventato ben presto testo di studio universitario, in quanto è il primo libro che indaga sulla transessualità con un approccio anchenosografico, affermando che si tratta dell'unica patologia classificata come psichiatrica a non essere curata psichiatricamente. Lo psichiatra infatti non "guarisce" la persona transessuale facendola nuovamente sentire a proprio agio con il suo sesso di origine, bensì avviando la persona a cui è diagnosticato il "disturbo dell'identità di genere" alle terapie endocrinologiche e/o chirurgiche per iniziare il percorso di transizione.

"1982 Il 14 Aprile viene approvata in Italia la legge 164 che permette di cambiare sesso."



"Identità di genere" in relazione a "ruolo" e "sesso" 
Sesso, identità di genere e orientamento sessuale: tre concetti differenti che concorrono alla sessualità di una persona.


Nella maggioranza della popolazione, l'identità, il ruolo di genere e il sesso biologico corrispondono (persone "cisgender").


Ad esempio, una donna cisgender:
ha gli attributi femminili (sesso)
si sente donna (identità)
viene percepita dagli altri come donna (ruolo)

Idem nel caso di un uomo cisgender, dove però ovviamente sesso, identità e ruolo di genere saranno al maschile.

L'identità di genere è il modo in cui un individuo percepisce il proprio genere: questa consapevolezza interiore porta a dire "io sono uomo" o "io sono donna".


Transgender.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il termine transgender ha assunto nella lingua italiana diversi significati a seconda degli ambiti in cui è usato.

La sua origine è da identificarsi all'interno del movimento LGBT, nato negli Stati Uniti d'America intorno ai primi anni ottanta, per indicare un movimento politico che contesta la logica eterosessista e genderista secondo la quale i sessi dell'essere umano sono solo due, che l'identità di genere di una persona debba necessariamente combaciare con il sesso biologico e che il tutto debba restare immodificabile dagli esseri umani.

Il termine "transgender", quindi, nasce come termine ombrello dentro cui si possono identificare tutte le persone che non si sentono racchiuse dentro lo "stereotipo di genere" normalmente identificato come "maschile" e "femminile".

Da questo punto di vista sotto il termine "ombrello" di "transgender" possono identificarsi:
la persona transessuale operata (che ha raggiunto a tutti gli effetti e in tutto e per tutto il genere sentito proprio).
la persona transessuale non completamente operata (che ha lasciato integri i genitali di origine).
la persona genderqueer (femmina genetica o maschio genetico di qualsiasi orientamento sessuale) che non si riconosce nel binarismo/dicotomia uomo/donna, rifiutando così lo stereotipo di genere che la società e la cultura locale impone ai due sessi. In questo senso e in questa accezione del termine, che però è la meno conosciuta in Italia, alcuni ritengono che transgender e "queer" siano due termini-ombrello fra loro sovrapponibili.
la persona crossdresser, termine che tende a sostituirsi sempre più alla dicitura "travestito" perché associato, quest'ultimo, alla parafilia. In questo senso il crossdresser è una persona che si traveste, in privato e/o pubblicamente, senza implicazioni di eccitazione sessuale; il crossdressing può praticarlo sia una donna che uomo, indipendentemente dal suo orientamento sessuale.

Nel tempo e nella trasposizione del termine nella cultura italiana la parola transgender ha assunto diversi ed altri significati che poco hanno a che vedere con l'origine del termine inteso come "movimento politico culturale". Questa seconda accezione è ormai diventata più popolare di quella originale.
La traduzione italiana di transgender sarebbe transgenere, ma questo termine non si è radicato nell'uso comune nella nostra lingua e quindi un termine "importato" dall'inglese e lasciato in prevalenza immutato.

percorso di transizione.


Ogni anno 30 persone transessuali si sottopongono a un intervento chirurgico per cambiare sesso (in Italia sono circa 150). E, come racconta la psicologa Daniela Anna Nadalin, che lavora al consultorio del Mit “sono sempre più i giovani, accompagnati dalle famiglie”. Sono circa 780 gli utenti del consultorio del Mit, ma non per tutti il percorso di transizione si conclude con l’intervento chirurgico. Per quelli che ci arrivano però l’attesa è lunga: 2 anni per il passaggio MtF (da uomo a donna) e 7/8 mesi per il passaggio FtM (da donna a uomo). Il percorso di transizione può essere quindi anche molto lungo: se si considera che servono almeno 2 anni di accompagnamento e supporto dal primo accesso, a cui vanno aggiunti, oltre a quelli della lista di attesa, anche quelli del tribunale che deve esprimersi sulla domanda di cambio di sesso (in media 1 anno). Alla fine di questo percorso, per la legge italiana un transessuale da donna a uomo diventa uomo a tutti gli effetti, compreso il diritto di sposarsi ed adottare. Lo stesso vale per la transessuale da uomo a donna. Teoricamente sarebbe molto difficile o addirittura impossibile risalire al sesso originario di una persona, ma non sempre è così. L'ufficiale dell'anagrafe potrà, comunque vedere le "tracce" sull'estratto integrale di nascita e, allo stesso tempo, l'impiegato che si occupa della residenza ai servizi demografici vedrà un atto di nascita con lo stesso numero a nome di due persone. Stesso vale per il Tribunale, o anche l'Agenzia Delle Entrate, e sono solo pochissimi esempi.


MtF o M2F (Male to Female) è un acronimo inglese che indica una persona che transiziona con il suo corpo da maschio a femmina. In inglese si dice anche transwoman o trans woman, cioè donna trans. Talvolta in italiano viene usato anche il termine 'neodonna' (nuova donna), per riferirsi a trans operate.

Orientamento sessuale delle persone MtF .

Così come le donne nate tali, anche l'orientamento sessuale delle donne MtF può essere diverso da persona a persona, perciò una MtF può essere: una donna eterosessuale (a cui piacciono gli uomini) 
oppure lesbica (a cui piacciono le altre donne) 
o bisessuale e tutte le altre sfumature intermedie e casi minori. In genere la casistica è simile a quella delle donne nate tali e la maggior parte delle donne MtF è eterosessuale.

La vaginoplastica è una complessa operazione chirurgica.
Questa tecnica viene usata per:
riattribuzione del sesso genitale a cui si sottopongono alcune transessuali MtF (male to female, da uomo a donna) per poter cambiare sesso, per quanto storicamente sempre esistita (con castrazione e/o evirazione volontaria) ha raggiunto solo negli ultimi anni dei livelli eccezionali, tanto da essere indistinguibile una vagina vera da una ottenuta chirurgicamente. Oltre all'estetica si aggiunge una buona funzionalità, tanto da poter essere utilizzata come una vagina naturale. È naturalmente esclusa la possibilità di procreare.

FtM o F2M (Female to Male) è un acronimo inglese indicante una persona che opta per una transizione del proprio corpo da femmina a maschio. In inglese viene anche usato il termine transman o trans man, cioè uomo trans.
Gli FtM sono persone geneticamente di sesso femminile (aventi cromosomi sessuali XX) che si identificano e si sentono uomini, desiderando di vivere nel ruolo di genere maschile; questa condizione è causata dalla disforia di genere.

Attualmente esistono terapie ormonali principalmente a base di testosterone e di altri androgeni steroidei, oltre alle terapie chirurgiche quali: mastectomia, isterectomia e interventi demolitivi/ricostruttivi dei genitali a cui possono sottoporsi le persone trans*, seguendo così un percorso di transizione per adeguare il proprio corpo all'identità di genere sentita. Alla fine di tale percorso, secondo la legge del 164/82, è possibile rettificare sui documenti di riconoscimento il genere sentito/raggiunto e il nome maschile prescelto.

  La falloplastica è un'operazione chirurgica di creazione o modifica del pene.
Costruzione.
La completa ricostruzione è un'operazione chirurgica complessa utilizzata da uomini cisgender (cioè nati tali) nei casi in cui a seguito di una malattia o un incidente hanno perduto il pene o da uomini transessuali FtM (dall'inglese Female to Male, cioè da donna a uomo).

Esistono diverse tecniche per eseguire una falloplastica ricostruttiva. Sono operazioni molto complesse (8-10 ore) con risultati non sempre soddisfacenti per cui sono ancora poche le persone, soprattutto transgender, che decidono di sottoporvisi.

Per gli uomini transessuali o transgender esiste un'operazione alternativa chiamata Metoidioplastica.
Così come gli uomini nati tali, anche l'orientamento sessuale degli uomini trans può essere diverso da individuo a individuo, perciò un FtM può essere: un uomo eterosessuale (a cui piacciono le donne) 
oppure omosessuale (a cui piacciono altri uomini) 
o bisessuale, comprendendo tutte le altre sfumature intermedie di preferenze sessuali. Secondo il DSM-IV, la maggior parte degli uomini trans è "sessualmente attratta dalle femmine".


Nell'uso psicologico, psichiatrico, endocrinologico e legale.

Nella terminologia psicologica, psichiatrica, endocrinologica e legale il termine "transgender" viene utilizzato in termini semplificativi per indicare una persona transessuale non operata ai genitali. Secondo questa accezione del termine quindi transgender diventa un termine per indicare solamente una sottocategoria delle persone transessuali, e per separare il/la transessuale operato/a (ai genitali) da quello/a non operato/a.
Così come per il transessualismo anche per il termine "transgender" vi è una totale e netta differenziazione sulla declinazione al maschile o al femminile fra mondo accademico e movimento transgender/transessuale.
Analogamente al transessualismo, i testi medici e legali declinano (salvo rarissime eccezioni) il termine al maschile per le persone che effettuano una transizione da maschio a femmina (androginoide) e al femminile per le persone che effettuano una transizione da femmina a maschio (ginoandroide).

Dando così la prevalenza alla genetica rispetto all'identità di genere della persona.
Tale utilizzo della declinazione è fortemente contestato dal movimento transgender e transessuale (e dal movimento GLBTQ) in quanto ritiene che sia da far prevalere l'identità di genere della persona sul mero dato biologico di nascita.
Semplificando: la persona nata maschio che assume l'identità femminile e di conseguenza anche un nome femminile (poniamo ad esempio "Anna") per la cultura scientifica è "il" transgender Anna, per il movimento è invece "la" transgender Anna.
Utilizzo accademico.

L'utilizzo accademico della coniugazione del termine peraltro spesso fatto proprio dal giornalismo e dai media ha la controindicazione di determinare veri e propri "salti mortali" nella lingua italiana. 

Esemplificando: "IL" transgender Anna è andato o è andata a fare la spesa"? Il nome Anna si coniuga in genere al femminile, ma per una persona transessuale o transgender lo si coniuga al maschile con ciò determinando una sorta di discrimine fra la "Anna" donna genetica e la "Anna" transessuale o transgender.
Ed è proprio per questo fatto che la declinazione utilizzata dal mondo accademico viene contestata dal movimento transgender e transessuale in tutto il mondo ed anche in Italia.
Come sostituzione di transessuale.

Una terza accezione del termine "transgender" è quella che sostituisce il termine "transessuale", sovrapponendosi ad esso.
La ragione, anch'essa nata all'interno del movimento LGBT o GLBT è da trovarsi nel fatto che il termine "transessuale" è di per sé impreciso, se non errato dal punto di vista clinico. In realtà qualsiasi persona operi una transizione sessuale, agisce sul "gender", sul genere sessuale e non sul sesso che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, è e resta immutabile.
Quindi transgender può anche essere usato al posto di transessuale, peraltro cancellando la dicotomia fra "operati" e non operati che poco interessa il "gender" ma molto invece interessa il "sesso" di una persona.

FAMILY IS LOVE


mercoledì 18 aprile 2012

Androginia senza stereotipi


La psicologa americana Sandra Bem è stata la prima a studiare il fenomeno e ha coniato il termine nel 1974. Il risultato è un test, Bem Sex Role Inventory (BSRI), capace di misurare il livello di androginia di ognuno. Il parere degli esperti 

di Sara Ficocelli

Andrej Pejic, modella transgender.













Transessuale brasiliana sposa una ex trans italiana che ha cambiato sesso. Tribunale: si' a permesso soggiorno

Se il matrimonio e' tra una transessuale brasiliana e un italiano diventato donna, la carta di soggiorno al familiare del cittadino Ue può' essere rilasciata. Questo il risultato della decisione del Tribunale monocratico di Rimini, che ha accolto il ricorso della coppia, dichiarando illegittimo il decreto col quale la Questura aveva rifiutato il permesso di soggiorno prolungato per la transessuale brasiliana.

Nel verbale la Questura scriveva infatti che la moglie era 'persona sottopostosi a conversione androgenica, prima della quale rispondeva a generalita' maschili' e che nel sopralluogo per verificare la convivenza dei coniugi 'veniva rinvenuto nell'appartamento solamente abbigliamento e calzature femminili verosimilmente riconducibili ad entrambi i coniugi'. Tali circostanze, secondo la Questura di Rimini erano 'incompatibili con i presupposti che stanno alla base dell'istituto del matrimonio' che veniva ritenuto strumentale per l'ottenimento del titolo di soggiorno.

I due si erano sposati in Brasile nel febbraio del 2010. Poi la moglie, cittadina italiana di 38 anni, nata a Napoli, che in precedenza era un uomo, si era trasferita a Rimini dove era stata raggiunta dal marito, transessuale brasiliano di 35 anni, che nella citta' romagnola aveva presentato la domanda di soggiorno prolungato perche', appunto, sposato con un'italiana.

La Questura aveva rifiutato il permesso, cosi' la coppia si e' rivolta ai legali Andrea Cappelli e Genny Quadrelli, che hanno ottenuto ragione in tribunale, anche perche' all'anagrafe la moglie risulta a tutti gli effetti una donna, mentre il brasiliano e' uomo. Il giudice riminese ha quindi accolto il ricorso definendo illegittimo il provvedimento della questura sottolineando 'come le circostanze dedotte dalla pubblica amministrazione per negare il titolo di soggiorno riguardano unicamente la sfera personale dei coniugi ed i loro gusti sessuali'.

Premio Pulitzer 2012, la foto vincitrice di Massoud Hossaini

Una bambina di 12 anni che urla in mezzo a corpi insanguinati, molti dei quali sono di bambini. È questa la fotografia che si è aggiudicata il prestigioso premio Pulitzer di quest'anno nella categoria "photography breaking news" (leggi chi sono gli altri vincitori). Autore dello scatto è il 30enne afgano Massoud Hossaini. Leggi qui. ( http://it.notizie.yahoo.com/blog/foto-blog/premio-pulitzer-2012-fotografia-vincitrice-100132200.html?nc   )

martedì 3 aprile 2012

"Diventare Me" la storia di otto famiglie con bambini transgender.


New York, 1 aprile 2012

Questo mese, il pluripremiato newsmagazine "In The Life" ha fatto il suo debutto con(Becoming Me) "Diventare Me", la storia di otto famiglie con bambini transgender di età dai 5 a 25.



È maschio o femmina? Molti genitori vogliono sapere la risposta prima che il loro bambino nasca, e la maggior parte aspettano che i loro figli sviluppino una identità di genere che rispecchi il sesso biologico nei loro primi anni. Ma per i bambini transgender, l' identità di genere si sviluppa durante l'infanzia, l'adolescenza o in età adulta.

"Diventare Me" Ha rinunciato al sensazionalismo con uno sguardo sensibile alle reali esperienze di vita delle famiglie i cui figli non si riconoscono nel loro sesso biologico di genere. Con lo sviluppo sano dei propri figli, questi genitori devono confrontarsi con entrambe le percezioni di genere, la transfobia diffusa e le decisioni controverse.

"Diventare Me" e andato in onda il 1 aprile sulle emittenti televisive pubbliche in tutto il paese e sarà disponibile gratis in streaming sul sito In The Media Life .

Oltre al debutto dell' episodio, ci sarà una discussione online su la disforia di genere il 3 Aprile 2012.