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martedì 22 gennaio 2013

Obama 'Viaggio continua'

"Ora come non mai dobbiamo agire tutti insieme, coma una sola nazione, come un solo popolo": Barack Obama - messe alle spalle due guerre e una crisi economica profonda - apre il suo secondo mandato lanciando a tutti gli americani un forte appello all'unità. Quell'unità necessaria a ricostruire il Paese, a portarlo avanti, ad affrontare le sfide poste dalla modernità e dalle diversità

10 cose dal discorso di Obama


Nessuna verità si realizza da sola
«Quello che ci rende eccezionali – che ci rende americani – è la nostra fedeltà a un’idea messa per iscritto in una dichiarazione fatta più due secoli fa: “Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per sé stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili, e fra questi la vita, la libertà e la ricerca della felicità”. Oggi proseguiamo questo viaggio infinito per colmare la distanza tra il significato di queste parole e la realtà del nostro tempo. La storia ci dice che per quanto queste verità possano essere di per sé stesse evidenti, non si sono mai realizzate da sole; che per quanto la libertà sia un dono di Dio, dev’essere creata e protetta dalle Sue persone qui sulla Terra».

Insieme
«Non abbiamo mai abbandonato il nostro scetticismo nei confronti delle autorità centrali, né abbiamo creduto alla favola per cui tutti i mali di una società possono essere risolti semplicemente dal governo. Ma sappiamo che nessuno da solo può addestrare tutti gli insegnanti di matematica e scienze di cui avremo bisogno per dare ai nostri figli gli strumenti per affrontare il futuro, o costruire le strade e le reti e i laboratori di ricerca che porteranno nuovi posti di lavoro e nuove imprese. Oggi più che mai dobbiamo fare queste cose insieme, come una sola nazione e un solo popolo».

Più in alto
«Dobbiamo sfruttare nuove idee e nuove tecnologie per ricostruire il nostro governo, rinnovare il fisco, riformare le scuole, dare modo a chi ha talento di lavorare di più, imparare di più e arrivare più in alto. Ma se i mezzi possono cambiare, l’obiettivo rimane uguale: una nazione che riconosca gli sforzi e la determinazione di ogni singolo cittadino. Questo è quello di cui abbiamo bisogno, questo ci è richiesto da questo momento. Questo è ciò che darà vero significato al nostro credo».

Siamo fatti per questo momento
«Queste generazione di americani è stata messa alla prova da crisi che hanno rafforzato la sua determinazione e messo alla prova la sua risolutezza. Un decennio di guerra sta finendo. La ripresa economica è iniziata. Le nostre possibilità sono illimitate, visto che possediamo tutte le possibilità richieste da questo mondo senza frontiere: gioventù e guide, diversità e apertura, un’infinita capacità di rischiare e un dono per l’invenzione. Cari americani, noi siamo fatti per questo momento e non ce lo faremo scappare, lo coglieremo, finché lo faremo tutti insieme».

Non dobbiamo essere d’accordo su tutto
«Rispettare i nostri documenti fondativi non significa che dobbiamo essere d’accordo su ogni sfumatura della vita. Non significa che dobbiamo definire tutti la libertà nello stesso esatto modo o che dobbiamo seguire la stessa strada verso la felicità. Il progresso non ci obbliga a risolvere dibattiti durati secoli sul ruolo del governo una volta per tutte, ma ci chiede comunque di agire nel nostro tempo».

La minaccia del riscaldamento globale
«Noi, il popolo, crediamo ancora che in quanto americani abbiamo obblighi non solo verso noi stessi ma anche verso i posteri. Risponderemo alla minaccia del riscaldamento globale, sapendo che fallire su questo tema sarebbe tradire i nostri figli e le generazioni future. Qualcuno potrà ancora mettere in discussione le opinioni della stragrande maggioranza della comunità scientifica, ma nessuno può ignorare l’impatto devastante di incendi, siccità e tempeste».

Non siamo obbligati alla guerra perenne
«Noi, il popolo, crediamo ancora che sicurezza e pace durature non richiedano necessariamente la guerra perenne. Noi difenderemo il nostro popolo e i nostri valori con la forza delle armi e dello stato di diritto. Ci faremo avanti e mostreremo coraggio nel risolvere pacificamente le nostre differenze con le altre nazioni: non perché siamo naïve rispetto ai pericoli che affrontiamo, ma perché la diplomazia può risolvere più durevolmente sospetti e paure».

Sostegno alla democrazia
«Sosterremo la democrazia dall’Asia all’Africa, dalle Americhe al Medio Oriente, perché siamo chiamati dai nostri interessi e dalle nostre coscienze ad agire per conto di chi aspira alla libertà. Dobbiamo essere una fonte di speranza per il povero, per il malato, per l’emarginato, per la vittima di pregiudizi: non semplicemente per beneficenza e buon cuore, ma perché nel nostro tempo la pace richiede l’avanzata continua di quei principi descritti dal nostro credo comune. Tolleranza e opportunità, dignità e giustizia».

Finché non saremo tutti uguali
«Il nostro viaggio non sarà finito fino a quando i nostri fratelli e le nostre sorelle gay non saranno trattati come qualsiasi altra persona dalla legge: perché se siamo davvero creati tutti uguali, allora anche l’amore che proviamo verso gli altri deve essere uguale. Il nostro viaggio non sarà finito fino a quando non avremo trovato il modo di accogliere meglio gli immigrati volenterosi e pieni di speranza che vedono ancora l’America come una terra di opportunità, fino a quando i giovani studenti e gli ingegneri saranno compresi nella nostra forza lavoro e non espulsi dal nostro paese. Il nostro viaggio non sarà finito fino a quanto tutti i nostri bambini, dalle strade di Detroit ai rilievi degli Appalachi, alle pianure pacifiche di Newtown, sapranno di essere accuditi e al sicuro da ciò che potrebbe fare loro del male».

Sapendo che il nostro lavoro non potrà essere perfetto
«Le prossime decisioni dipendono da noi, e non possiamo permetterci altri ritardi. Non possiamo fraintendere l’assolutismo con un principio, o sostituire lo spettacolo alla politica, o trattare l’uso di soprannomi e luoghi comuni come una parte di una vera discussione. Dobbiamo agire, sapendo che il nostro lavoro non potrà essere perfetto. Dobbiamo agire, sapendo che le vittorie di oggi saranno solo parziali e che sarà compito di coloro che saranno qui tra quattro anni, tra quaranta e tra quattrocento anni portare avanti quello spirito senza tempo che ci fu dato a Philadelphia».




21 gennaio 2013

Barack Obama ha giurato per la seconda volta nella cerimonia di insediamento da Presidente degli Stati Uniti.

mercoledì 16 gennaio 2013

Transfobia, minacciata e insultata dal fratello: "Lo giuro sul Duce ti ammazzo, ricordati di Hitler". Al via il processo. Il suo avvocato: "In famiglia fenomeno ancora più difficile da debellare"

Ha dovuto subire per anni i soprusi del fratello, che non ha mai accettato e rispettato la sua decisione di cambiare sesso e di diventare donna. Insultata, umiliata, costretta ad andarsene di casa e, infine, aggredita, fino a quando ha deciso di rivolgersi alla polizia e denunciare tutto. A cominciare da quelle minacce di morte che le sono state rivolte: “Lo giuro sul Duce, ti ammazzo. Brutto frocio comunista, ricordati di Hitler”, le ha urlato in due occasioni, davanti ad alcuni testimoni, tra i quali la madre. Tutti hanno accettato di testimoniare a suo favore e, per questo, il fratello è ora imputato, per i reati di ingiurie e minacce, in un processo che inizierà giovedì a Roma.

Un caso di transfobia familiare, sicuramente tra i più difficili da affrontare e gestire, sia dal punto di vista psicologico che legale. Omertà, imbarazzo, paura: F.E.B., 50 anni, li ha dovuti sconfiggere tutti, grazie anche all'assistenza del suo avvocato, Daniele Stoppello. E questo per riuscire a vivere serena la sua condizione, culminata con l’adeguamento dei caratteri sessuali, come sancito dal tribunale di Genova. F.E.B. è oggi, anche per lo Stato italiano, una donna, che però porterà per sempre dentro di sé i segni indelebili e invisibili delle umiliazioni subite.

La storia. F.E.B. viveva a Roma, nello stesso appartamento della madre, insieme al fratello, C.M.B, di 48 anni. Il rapporto con lui non è mai stato facile. Ma le cose sono peggiorate quando, nel 2005, “avendo manifestato atteggiamenti psicologici e comportamentali che denotavano una chiara identità psicosessuale femminile – come spiega in una delle denunce presentate alla polizia – ho intrapreso l’anno dopo il percorso terapeutico di transizione, culminato con il trattamento medico-chirurgico per l’adeguamento dei caratteri sessuali, il tutto in forza di una sentenza del tribunale di Genova”. “A partire da quel momento – ricorda – mio fratello mi ha costretta a subire continui soprusi, contrassegnati da atteggiamenti di disprezzo, dileggio ed aggressività verbale e tutto questo per la mia decisione di adeguare i miei gusti sessuali”.

La situazione precipita nell’agosto del 2011, quando F.E.B. viene aggredita verbalmente, in ospedale, dove era stata ricoverata la madre invalida. “Io ti ammazzo”, le ha urlato. Solo grazie all’intervento di un amico del fratello, si è evitato il peggio: “Lo ha afferrato trattenendolo e io sono riuscita a scappare e a nascondermi nel parcheggio dell’ospedale, dove ho chiamato il 113”. Poco prima, aveva mostrato alla madre un coltello, preannunciandole l’intenzione di volerla uccidere. Un mese prima, era avvenuto un altro fatto grave, questa volta nella loro abitazione. “Eravamo in salotto, io e mia madre, quando mio fratello, senza motivo, ha iniziato a spintonarmi e dandomi del ‘brutto frocio di merda comunista del cazzo’”. Il tutto condito da un avvertimento neonazista: “Ricordati di Hitler”. Anche in quell’occasione. F.E.B. decide di chiamare la polizia e di andarsene di casa. Non vi farà più rientro, tanto che, ancora oggi, deve recuperare i suoi effetti personali.

A settembre, infine, dopo un nuovo ricovero della madre, viene nuovamente affrontata e minacciata dal fratello. “Appena mi ha vista – ha scritto nella denuncia – mi ha strattonata, prendendomi il cellulare per impedire di chiamare la polizia e minacciandomi: ‘Lo giuro sul Duce, ti ammazzo, ho detto che ti ammazzo, lo giuro”. A quella scena assistono alcune persone, che accettano di testimoniare in suo favore.

Reazioni. “I casi di omofobia e transfobia familiare sono tra i più complessi da gestire – spiega all'HuffPost l'avvocato della transessuale, Daniele Stoppello – I soggetti coinvolti, infatti, sono più vulnerabili rispetto alle vittime dell'omofobia sociale sia perché risulta più problematico ricorrere alla giustizia, sia perché la discriminazione familiare determina conseguenze devastanti a carico della vittima. Capita, infatti, che la persona si senta inerme davanti a tanta illegalità e i sensi di colpa le impediscono di riconoscere in un proprio familiare la figura del colpevole lasciando così il danneggiato senza giustizia. Ecco perché, mai come in questi casi, è fondamentale nell'ambito processuale la collaborazione dei testimoni che, invece, troppo spesso preferiscono restare nell'anonimato o comunque non vogliono essere tirati in ballo”. Per Stoppello, “di fronte ad un'emergenza così grave e di tali proporzioni appare ancora una volta chiaro la necessità dell'introduzione nel nostro ordinamento di reati specifici d'odio motivati da omofobia e transfobia”.

Per l’avvocato Armando Macrillò, che difende l’imputato, comunque, “non c’è nessun pregiudizio nei confronti della sorella. Si è trattato di liti intervenute in un momento complicato per la famiglia (segnato dalla morte della madre e del fratello), legate anche alla divisione dei beni”.

“L'omofobia e la transfobia tra fratelli sono una realtà frequente – commenta a tal proposito la psicoterapeuta Floriana Loggia - , che si esplicita attraverso dinamiche ancora più violente proprio perché si tratta di persone emotivamente coinvolte. Spesso il rifiuto dell'omosessualità e della transessualità di un familiare si trasforma in una vera e propria fobia proprio perché si vuole allontanare da sé anche la minima ombra di somiglianza, e nel rifiuto del diverso si interrompono anche quei legami d'affetto che solitamente legano i fratelli. La fobia di un individuo verso l'omosessualità diviene massiccia e primitiva in maniera direttamente proporzionale alla vicinanza che l'omosessuale ha con lui”.

Di Marco Pasqua 
marco.pasqua@huffingtonpost.it

Fonte:  http://www.huffingtonpost.it/2013/01/16/transfobia-transessuale-minacciata-insultata-fratello_n_2485761.html?utm_hp_ref=tw

martedì 15 gennaio 2013

Femen, nude per i gay in piazza San Pietro «Homophobe, shut up (Omofobo, stai zitto)!»



Domenica di protesta per i diritti degli omosessuali: nella Francia di Hollande, per negarli. A Roma, sotto il balcone del simbolo della Chiesa cattolica, per affermarli.


A Parigi sono scese in piazza diverse decine di migliaia di cittadini (300 mila al massimo secondo la polizia, 800 mila secondo gli organizzatori): pacifici e ben vestiti, hanno scandito slogan contro le politiche favorevoli ai matrimoni e alle adozioni gay del presidente François Hollande, (promesse, tra l'altro in campagna elettorale). In Vaticano quasi lo stesso clamore è stato suscitato da sole quattro donne, due francesi e due ucraine, di 23 e 25 anni, del gruppo femminista Femen: quattro ragazze che, in jeans e seno nudo sotto il cielo di gennaio, hanno urlato il loro sdegno contro Benedetto XVI. Il Papa si è infatti recentemente pronunciato contro le unioni omosessuali, definendole “una ferita alla giustizia e alla pace” e "un'offesa contro la verità della persona umana”. Sul corpo delle quattro amazzoni, una delle quali è la leader ucraina del movimento, Inna Shevchenko, le scritte “we trust in gay” e “shut up”, esortazione rivolta al pontefice.



  
A Parigi la manifestazione è stata appoggiata dalla chiesa cattolica, da numerose organizzazioni religiose e dal principale partito di opposizione di centrodestra, l'UMP (quello dell'ex presidente Sarkozy). Tra gli organizzatori più attivi c'è stata la comica Frigide Barjot - pseudonimo di Virginie Tellenne. Non ha partecipato invece Marie Le Pen, leader del Front Nationale, il terzo partito del paese.

A Roma, invece, non solo la polizia si è prodigata per strappare le quattro attiviste dal centro della scena, ma ci si è messa anche una signora che ha bacchettato, munita di tanto d'ombrello quanto di fede incrollabile nella parola del Papa, le quattro miscredenti, e le urlò contro: “Sei il diavolo, sei il diavolo!”


"un'offesa contro la verità della persona umana”?
Offesa contro la verità della persona umana per me non è l'amore tra due persone dello stesso sesso, l'offesa secondo me è la pedofilia, stupri, omicidi che si verificano quotidianamente i soprusi dei nostri governanti che stanno distruggendo il nostro futuro. Ma questa maggioranza prescelta da Dio, chiude gli occhi e fingere di non vedere.

Il Papa dice che i matrimoni gay minacciano la società, non ho mai visto un gruppo di omosessuali attaccare gruppi di etero o sequestrando aeri per farsi esplodere in qualche posto, credo che le religioni da secoli diffondono odio, che minacciano veramente la società.

Il matrimonio gay, sarà un giorno quello che è stato per l'abolizione della schiavitù, il razzismo, il voto alle donne altri diritti concesso alle donne chi dalle nostre parti che non dimentichiamo che in tante altre parte del mondo loro neanche possono permetersi ancora oggi di sognare, per colpa di ?.

Tutto è secondo me una questione di tempo. In ogni caso la chiesa è pronta a difendere situazioni presenti in luoghi dove ha necessità di espandere il proprio potere terreno infischiandosene allegramente dei dogmi che impone da noi, come la battaglia contro l'aborto, e ammettono o anche benedicono la presenza di governi che attuano la pena di morte per gli omosessuali.



Notizie ; http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/12/matrimonio-e-adozione-gay-scendono-in-piazza-oppositori-alla-legge-francese/468404/#.UPMFIfY5KAs.facebookhttp://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/01/13/vaticano-blitz-delle-femen-a-san-pietro-durante-angelus-del-papa/216775/

Jodie Foster parla di privacy e l'omosessualità in un discorso commuoventi ai Golden Globe

Jodie Foster ha commosso il pubblico ai Golden Globe di Domenica notte, per difendere la separazione tra vita pubblica e privata e per parlare per la prima volta apertamente della sua omosessualità. In un discorso dopo aver ricevuto il premio Cecil B. Mille, alla carriera, l'attrice ha precisato che era 'uscita allo scoperto mille anni fa, nell’età della pietra, prima a parenti e amici e poi via via a chi incontravo nella mia cerchia".

 Alicia Christian «Jodie» Foster è un'attrice, regista e produttrice cinematografica, candidata quattro volte all'Oscar, di cui due vinti per «Sotto accusa» (1989) e «Il silenzio degli innocenti» (1992). È nata nel 1962 a Los Angeles. Debutta a soli tre anni in vari spot pubblicitari (famoso quello per la Coppertone riprodotto accanto) e lavora a lungo per la Disney. Nel 1988 interpreta Sarah in «Sotto accusa», di Jonathan Kaplan, basato sulla storia vera di una cameriera stuprata sul flipper di un bar. Ma il ruolo che la consacra come star a livello internazionale è quello dell'agente Fbi Clarice Starling ne «Il silenzio degli innocenti» di Jonathan Demme. Nel 2013 riceverà il Golden Globe alla carriera, la più giovane attrice a ricevere questo premio dopo Judy Garland.


"Credo di avere un bisogno improvviso di dire qualcosa che non ho mai detto in pubblico. Sono un po' preoccupata ma non così nervosa come il mio agente. Come tutti sanno sono... single,". Ma parlerò con orgoglio ... sono single ', ha scherzato l'attrice 50 anni,' spero di non deludere per non avere una grande dicurso oggi di 'coming out'ì". La Foster ha proseguito ironizzando sul fatto che ci si aspetta che le celebrità rivelino di essere gay "con una conferenza stampa, un profumo o un reality in prima serata. E voi ragazzi potreste essere sorpresi, ma io non sono Honey Boo Boo Child (una bambina protagonista di un reality statunitense in cui si raccontano i suoi sforzi per diventare una reginetta di bellezza, ndr). No, mi dispiace. Questa non sono io, non lo sono mai stata e mai lo sarò. Ma per favore non piangete, perché il mio reality show sarebbe davvero noioso". Ha quindi aggiunto con aria di sfida: "Se foste stati una figura pubblica sin da bambini (ha debuttato a 3 anni nella pubblicità del Coppertone) anche voi valutereste la privacy sopra ogni altra cosa".

Nessun tabù

La Sessualità di Jodie Foster non e un mistero a Hollywood da molti anni, ma l'attrice non aveva mai affrontato la questione in pubblico. "Non potrei mai stare qui, senza riconoscere uno dei più profondi amori della mia vita: la Foster ha quindi ringraziato Cydney Bernard, produttrice cinematografica che ha identificato come "la mia eroica co-genitrice, la mia ex-partner in amore e sorella dell'anima per la vita". La Bernard è stata la sua compagna per 20 anni, da quando si incontrarono sul set di Sommersby nel 1993, una relazione che non ha mai nascosto e nel corso della quale sono stati concepiti i due figli della coppia (Charles nel 1998 e Christopher nel 2001).

L'attrice ha poi ha poi avuto un momento di intensa commozione quando ha parlato della madre ottantaquattrenne Evelyn Almond, che soffre di demenza senile. "Mamma, lo so che sei dentro quegli occhi azzurri da qualche parte", ha detto con le lacrime agli occhi. "Ti amo, ti amo, ti amo, e spero che se dico questo tre volte, le parole sapranno magicamente raggiungere la tua anima, e potranno riempirla di grazia, con la gioia di sapere che hai fatto bene in questa vita, sei una mamma grande!

Infine il pensiero e le parole ai due figli: "Charlie e Kit sono la mia ragione di vita e di evoluzione... Ragazzi, nel caso non lo sapeste, questo discorso, tutto questo è per voi. Sono così orgogliosa della nostra Modern Family!" - ha esclamato.

La Foster ha quindi concluso il discorso con un riferimento indiretto a un cambiamento di priorità nella sua carriera. Ma dietro le quinte con i giornalisti ha smentito ogni ipotesi di ritiro: "Sento questo momento come la fine di un'era e l'inizio di qualcos'altro, un momento spaventoso ed eccitante". "Il mio discorso parla per sé - ha poi aggiunto, spiegando perché abbia deciso questo luogo e questo momento per discutere pubblicamente della sua vita privata - è un grande momento, volevo dire quello che ho più a cuore".






Le star di Hollywood entusiaste per il coming-out di Jodie Foster.
18:55 14 GEN 2013

(AGI) - Londra, 14 gen. - E' un coro di approvazione quello che si e' levato in favore di Jodie Foster dopo che il suo coming-out a sorpresa sul palco dei Golden Globe. Rosie O'Donnell, star dei talk show, lesbica dichiarata, ha scritto su Twitter che il discorso della Foster l'ha "commossa fino alle lacrime" e Ricky Martin, che appena due anni fa ha rivelato la sua omosessualita', ha sottolineato come l'attrice abbia scelto "il momento per lei giusto, non un attimo prima, non uno dopo". Sintetico, sempre su Twitter, Jesse Tyler Ferguson: "Jodie Foster. Sei la perfezione. Ti amo." Kristin Chenoweth, attrice di 'Glee', ha detto di essere stata sopraffatta dall'emozione mentre guardava in tv la cerimonia di consegna dei Golden Globe. "Sono in lacrime" ha scritto, "Jodie mi ha ucciso. Meravigliosa" Richard Dreyfuss ha twittato tutta la sua ammirazione per la Foster, "una delle piu' straordinarie attrici di tutti i tempi, ma soprattutto, una delle persone piu' straordinarie". (AGI) .

A testimonianza di quanto il discorso di Jodie abbia inciso sulla serata la battuta finale delle due conduttrici Tina Fey e Amy Poulher che si sono congedate dal pubblico dicendo: "Noi andiamo a casa con Jodie".

Fonte: http://www.whogottherole.com/news/jodie-foster-is-gay-and-retiring-watch-last-nights-golden-globe-speech-28976

sabato 12 gennaio 2013

Svezia: stop alla sterilizzazione forzata dei transessuali

La Svezia decide di abrogare ufficialmente la legge che costringeva i transessuali a subire la sterilizzazione per poter ottenere il riconoscimento legale del cambio di genere. La normativa era in vigore dal 1972.

La Svezia ha ufficialmente abrogato la legge che prevedeva la sterilizzazione forzata delle persone transgender, dopo che decine di migliaia di cittadini europei hanno combattuto per ottenere la sua abolizione.

La normativa, che era in vigore nel Paese scandinavo dal 1972, comportava che un o una transessuale doveva subire la sterilizzazione per ottenere il riconoscimento del cambio di genere.

Tuttavia, la pratica è stata ufficialmente bandita ieri (10 gennaio) dopo una sentenza da parte del giudice amministrativo d'appello di Stoccolma che ha detto che la legge era incostituzionale e in aperta violazione della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. La decisione fa seguito a una campagna di attivisti per i diritti gay e gli appelli di diversi membri del Parlamento europeo.

Nel mese di febbraio, la Federazione svedese per Lesbiche, Diritti degli omosessuali, bisessuali e transgender (RSFL) e AllOut.org hanno raccolto 47.689 firme di cittadini europei sollecitando il primo ministro Fredrik Reinfeldt a pronunciarsi contro la legge, dopo aver taciuto sulla questione.

Ulrika Westerlund, presidente della RSFL, ha accolto con favore l'abolizione della legge che si pensa sia stato utilizzato su un massimo di 500 persone transessuali. Si aspetta che molte di quelle vittime ora chiedano un risarcimento allo Stato.

Fonte:  di redazione@gay.tv

mercoledì 19 dicembre 2012

La transessuale e Modella Connie Fleming posa come Michelle Obama sulla copertina di Candy Magazine

La prima rivista in stile transessuale ha assunto la first lady per la copertina della sua edizione Inverno 2012, arruolando l'ex modella / performer e attuale illustratrice di moda / design Connie Fleming a posare come Michelle Obama.


'Candy' La rivista americana dedicata alle tendenze della moda e alla transessualità, ispirasi alla Casa Bianca per la sua quinta edizione.


Luis Venegas, che è il direttore della rivista, ha deciso questa volta di ispirarsi alla moglie del presidente dei Stati Uniti, Michelle Obama.


La transessuale e modella Connie Fleming è stata scelta per personificare lo stilo della first lady.



Questo tema è stato scelto per trasmettere l'idea che un giorno, una donna di colore transessuale sarà ammessa a un posto di rilievo anche alla Casa Bianca.

La copertina su Connie non è ancora disponibile online, ma scommetto che sarà di alta qualità.










martedì 18 dicembre 2012

Matrimoni gay, "Io sono un pericolo per la pace": con "CondividiLove" singoli e coppie ci mettono la faccia, contro le parole del papa

L'Huffington Post | Di Marco Pasqua


Rispondono mettendoci la faccia e il cuore. Coppie gay e lesbiche, ma anche singoli, omosessuali, eterosessuali e transgender, protagonisti della reazione virale che ha fatto seguito alle affermazioni del Papa sulle unioni omosessuali. Quando il Pontefice ha affermato che la cancellazione del valore della famiglia, attraverso leggi che equiparano le unioni gay al matrimonio uomo-donna rappresenta un attentato alla pace, i ragazzi e le ragazze che animano il gruppo “CondividiLove” hanno pensato ad una possibile risposta. Forte e, soprattutto, virale.

Prima hanno organizzato la manifestazione a San Pietro, portando solo cuori e slogan d’amore. E, nelle stesse ore, hanno creato un’applicazione che permette, su Facebook, di aggiungere un cuore con scritta alla foto profilo: “Io sono un pericolo per la pace”, anche nella versione plurale per le coppie. Le adesioni sono cresciute in maniera virale, giorno dopo giorno. Già 2500 persone hanno usato l’applicazione, condividendo la loro foto sullapagina Facebook del “movimento” spontaneo (vedi sotto la gallery).


Il gruppo "CondividiLove". Nato la scorsa estate e formato da “liberi cittadini di ogni orientamento sessuale”, il gruppo decide di unire le forze “per una causa che dovrebbe appartenere a tutti, al di là di ogni differenza”. Un progetto “interamente libero, il cui marchio è a disposizione per ogni iniziativa che voglia portare avanti la rivendicazione di pari diritti per le coppie di ogni orientamento sessuale”. “Perché in un Paese come l'Italia non possiamo aspettarci che siano i leader politici a chiedere al loro popolo il coraggio di supportare i cambiamenti necessari a sanare le diseguaglianze ancora presenti nella legislazione”, spiegano in una nota di presentazione. In Italia il cambiamento non ha alcun illustre testimonial. Deve quindi partire dal basso, con tutti i mezzi di cui dispone. Il primo, mai come oggi, è la condivisione. Il matrimonio è un diritto di tutti”: da qui il nome.


“Noi non chiediamo diritti solo per i gay ma diritti uguali per tutti – spiega uno degli animatori della pagina - Siamo convinti che l'unico modo perché in Italia succeda qualcosa è che una nuova generazione di uomini e donne si faccia avanti. una generazione che non vede differenze tra le persone in base alla loro sessualità. Il concetto è proprio quello di condividere le battaglie, per essere realmente tutti uguali”. "Se il pericolo è quello di rendere la nostra nazione un Paese civile lo corriamo volentieri! Se pericoloso è chi al di là del proprio orientamento sessuale crede che sia arrivato il tempo di una reale uguaglianza nei diritti, noi non siamo solo pericolosi, siamo pericolosissimi, e soprattutto tantissimi! Facciamo all'Italia un cuore grande così", scrivono in queste ore per ringraziare quanti ci hanno messo la faccia.



Io sono un pericolo per la pace? Fermiamo l’odio con l’amore su http://condividilove.com/peace.html

Fonte:http://www.huffingtonpost.it/2012/12/18/matrimoni-gay-io-sono-un-pericolo-per-la-pace-con-condividilove_n_2321087.html?clear#slide=more270498

venerdì 14 dicembre 2012

IL MESSAGGIO DEL PONTEFICE PER LA GIORNATA DELLA PACE

CARO RATZINGER, la vera ferita alla giustizia e alla pace è la chiesa Cattolica come dimostrano secoli di persecuzioni (streghe, eretici, scienziati, donne, e anche ebrei) che ha completamente stravolto il messaggio cristiano per fare una lobby di potere.

IL MESSAGGIO DEL PONTEFICE PER LA GIORNATA DELLA PACE
I «tentativi» di rendere il matrimonio «fra un uomo e una donna giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione» sono «un'offesa contro la verità della persona umana» e «una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace». Nel messaggio per la Giornata della pace il pontefice affronta argomenti di grande attualità. A cominciare dai diritti civili delle coppie omosessuali.


E io che pensavo che quello che " offendi la vita umana è infligge alla giustizia e la pace" fossero .

CHE _ Nel fascicolo redatto da migliaia di pagine, si sostiene che il Vaticano, oltre che aver tollerato gli abusi e le molestie su minori di tutto il mondo, ne abbia anche protetto i responsabili in tutti questi anni.


CHE LE _ guerre sono ormai parte integrante della nostra quotidianità. purtroppo, ancora oggi, le lotte in corso non diminuiscono.
I conflitti in corso sono numerosi: Asia, America del Sud e Africa sono coinvolte in scontri incessanti. In Asia prevalgono le guerre civili, come anche in Perù e Colombia. L'Africa è nella situazione più disastrosa: l’Algeria, la Liberia, la Costa d’Avorio,la Nigeria, il Sudan, il Congo, il Burundi, l'Uganda e la Somalia sono ormai sopraffatte dalle guerre civili mentre in Senegal si svolge una guerra separatista. 


CHE_ 800 milioni di persone al mondo soffrono la fame, e sono ben 2 miliardi le persone malnutrite.
E’ un mondo sempre più affamato quello che stiamo lasciando in eredità ai nostri figli, un pianeta in cui quasi 1 miliardo di persone soffre di gravi malattie legate alla nutrizione. Tra loro ci sono un numero sconvolgente di bambini soggetti ad ogni sorta di sofferenza e con un’aspettativa di vita drammaticamente bassa. Nel corno d’Africa, cuore della disperazione, quasi l’80% della popolazione muore letteralmente di fame.
CHE _ Classifica della corruzione nel mondo: Polonia al 41° posto, Italia al 72°
Dalla nuova ricerca condotta da Trasparency International, l’organizzazione che si propone di combattere la corruzione, emerge che il sistema anticorruzione in Polonia sta migliorando. Dalla ricerca effettuata sullo stato della corruzione in 176 paesi del mondo risulta che i primi tre posti nella graduatoria, ovvero quelli con minor tasso di corruzione, spettano a Danimarca, Finlandia e Nuova Zelanda. Quanto alla Polonia la posizione non è cambiata rispetto l’anno scorso (ancora una volta al 41° posto su 176 paesi), ma va sottolineato che il punteggio ottenuto è migliore: 58 punti su 100. Peggio della Polonia si classificano Repubblica Ceca, Ungheria, Lituania, Lettonia, Slovacchia e Italia (che è al 72° posto)...fonte(http://www.gazzettaitalia.pl/index.php?option=com_k2&view=item&id=441%3Aclassifica-della-corruzione-nel-mondo-polonia-al-41%C2%B0-posto-italia-al-72%C2%B0&lang=it)

Secondo voi quali sono state le battaglie che nella storia hanno minato maggiormente la pace? Le guerre di religione o le rivendicazioni dei diritti Umani?

CARO RATZINGER, GESÙ TI PRENDEREBBE A ZAMPATE NEL CULO .

Il Papa benedice la parlamentare della “pena di morte per i gay” in Uganda

"Guardate questo tenero Papa che oggi ha benedetto una cazzo di cogliona (non merita di essere definita ‘donna’) che è a favore della pena di morte per i gay. Complimenti. Se vi potessi incontrare, vi sputerei in faccia per quanto mi fate schifo.

E sono questi che vogliono insegnare l’amore a tutto il mondo."

                          Vanessa Mazza.


Rebecca Kadaga è la promotrice della riforma di legge contro i "comportamenti sessuali devianti", che tra le ipotesi prevede anche la pena di morte per gli omosessuali recidivi. Spera di dare questo "regalo di Natale" a tutti i suoi sostenitori. Oggi il Santo Padre l'ha benedetta a San Pietro.

Il Papa benedice la promotrice ugandese della Pena di Morte per gli omosessuali.

Giovedì 13 Dicembre 2012 una delegazione di giudici Ugandesi guidata dalla portaparola del Parlamento, Rebecca Kadaga é stata ricevuta dal Papa Benedetto XVI presso la Basilica di San Pietro.

Durante l’incontro il Papa ha benedetto la delegazione ugandese e in special modo Rebecca Kadaga.


La proposta di legge, che sarà discussa in parlamento il 15 dicembre prossimo, intende introdurre i concetto di malattia mentale per l’omosessualità e la pena di morte o l’ergastolo per i gay recidivi.

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giovedì 13 dicembre 2012

Essere transgender non è più un disturbo mentale


L’ American Psychiatric Association ha stabilito che una persona transgender non potrà più essere classificata tra gli individui che soffrono di “disordini”. La decisione sarà ufficializzata nel prossimo DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), pubblicazione internazionalmente riconosciuta come strumento per uniformare in uno standard comune i disturbi mentali. Sarà così sancito che, chi abbia una percezione del proprio genere sessuale che non coincida con il sesso biologico, non sia più diagnosticato come un soggetto che ha un disturbo dell’identità, come era descritto nella terza edizione del DSM pubblicata nel 1980.


Questo segna un traguardo storico per le persone che sono transgender e di genere non conforme, la loro identità non sono più classificate come un disturbo mentale. L'omosessualità era ugualmente declassificato come un disturbo mentale nel 1973 . Fino ad oggi, il termine "disturbo dell'identità di genere" è stato usato per diagnosticare le persone che sono transgender.


L'organizzazione, che rappresenta oltre 36.000 psichiatri di tutto il mondo, ha rivisto le cinque DSM quando è stata fondata nel 1844. Il recente processo di revisione è cominciato 15 anni fa. Il termine “disturbo” vieni sostituito con un più neutro “disforia di genere”. La definizione allontana il peso di una diagnosi psicopatologica e non pare essere solo una concessione al politicamente corretto, ma è frutto di una sostanziale osservazione di anni, da parte degli psichiatri americani, nei confronti di persone che raccontavano a loro contraddizione riguardo al genere.


Il fatto che i soggetti transgender, anche se in maniera più morbida, siano ancora comunque inseriti nel manuale dei problemi psichiatrici dovrebbe, almeno sembra dalle intenzioni, offrire una possibilità in più solo che per coloro che abbiano intenzione di cercare terapie adatte allo stress psicologico che loro comporta avvertire il loro stato come problema. Questi avranno comunque la possibilità di accedere a cure e interventi terapeutici specializzati per le loro esigenze. Chi viva serenamente la sua condizione trans gender avrà ancora di più la sicurezza di non essere considerato un malato dalla comunità scientifica.

E’ importante ricordare, a proposito che, solo nel DSM del 1973 fu cancellata l’ omosessualità, fino a quel momento considerata una patologia. Fu quello un passo fondamentale, contribuì all’abbattimento di una giustificazione scientifica per la discriminazione riguardo alle scelte sessuali ed emotive degli esseri umani. Gli psichiatri americani sembrano sì decisi ad allontanarsi dall’idea di trattare come una patologia definita e specifica anche il transito di genere, ma piuttosto considerarlo come oscillazione variabile tra una precisa identità sessuale, ma è ancora aperta un’altra questione, che ancora non sembra del tutto risolta.

Come sarà possibile permettere comunque di poter usufruire della copertura assicurativa quelle persone che desiderino sottoporsi a un intervento ormonale, o chirurgico, per uniformare il loro corpo all’identità interiore? Al momento la copertura è giustificata unicamente dal fatto che tali interventi rispondano a un problema di tipo medico, l’emancipazione dalla condanna a essere considerati malati però potrebbe coincidere, per molti trans gender, a un nuovo aumento delle difficoltà concrete a ricostruirsi un’identità completa e per loro soddisfacente.

In Italia sono trentamila le persone che hanno già cambiato, o hanno intenzione di cambiare la propria identità sessuale, o rivendicano di aver diritto di poter fare anche a meno di essere costretti a dichiararla. Si battono, tra l' altro, per allargare il diritto di cambiare i propri dati anagrafici anche alle persone che non hanno cambiato chirurgicamente i loro caratteri sessuali esteriori, le sole che al momento possono farlo, grazie a una legge del 1982.

"Questo cambiamento nel titolo è significativo perché segna in realtà un cambiamento di atteggiamento all'interno della APA che le nostre identità di genere non sono più considerate il fulcro della patologia", ha detto la lama. "Questo cambiamento non è insignificante. Si porta un messaggio. Nonostante questi progressi in avanti, resta il fatto triste che la gente e soprattutto trans transessuale che necessitano di cure di transizione ormonale o chirurgico sono ancora classificati come disturbo mentale. "

Gli Avvocati rimangono fiduciosi le proposte di revisione permetterà alle persone trans di avere un maggiore accesso alle cure sanitarie di qualità.

"E 'importanti che le persone transgender che soffrono di disforia di genere possano avere accesso alle cure mediche per il trattamento di esso. Purtroppo, che raramente è stato il caso ", ha detto Silverman."Come l'American Medical Association ha dichiarato, la negazione di cure mediche per i pazienti con disforia di genere è discriminatoria e deve essere fermato".

"Il 'disordine' termine che ha dato l'impressione che le persone con questa condizione hanno una malattia che li ha resi pericolosi o incompetenti", ha detto. "Certo, c'è molto da dire su questo, e se il cambiamento avrà un impatto pratico e sociali resta da vedere."




Laurence Anyways: Dramma transgender, un film di Xavier Dolan, sostenuto dal famoso regista Gus Van Sant.

È stato nominato due volte come miglior regista all'Oscar, la prima per Will Hunting - Genio ribelle nel 1998 e la seconda per Milk nel 2009. Ha vinto la Palma d'oro e il premio per la miglior regia alFestival di Cannes 2003 per Elephant e il Premio del 60º anniversario al Festival di Cannes 2007 per Paranoid Park.

Gus Van Sant ha cementato la sua reputazione come regista impegnativo disposto ad affrontare argomenti difficili da diritti gay a violenza nelle scuole, adesso sostenerà il rilascio di Laurence negli Stati Uniti."Come un ammiratore del cinema di Xavier, sono lieto di sostenere la liberazione di Laurence negli Stati Uniti. Si tratta di un bel film, il che conferma che Xavier è uno dei registi più promettenti del nostro tempo ", dice Gus van Sant in un comunicato. Contattato dal quotidiano Quebec La Presse, Montréal regista ha spiegato che la produzione era alla ricerca di un nome prestigioso per sostenere il film, la storia di suscitare la curiosità del pubblico del cinema americano. "Questo è quello che gli americani chiamano un" testimonial ", ha detto. "Cineasti come Van Sant, Scorsese, Tarantino e gli altri a volte mettano il loro prestigio per una produzione indipendente o di produzione internazionale."

Aprile Ashley: è stata premiata nel corso di una cerimonia a Buckingham Palace.

April Ashley, modella, attrice e attivista LGBTQI, è un’elegante signora inglese di 77 anni con una storia piena di primati storici. Prima transessuale britannica ad aver cambiato sesso e una delle prime modelle trans ad apparire su Vogue, il 16 Giugno 2012 April ha ricevuto la nomina di MBE (Members of British Empire) per i servizi alla parità transgender. Ashley è stata premiata nel corso di una cerimonia a Buckingham Palace.

 Nata in una famiglia di marinai a Liverpool nel 1935, il giovane George Jamieson, look dark e modi “femminili”, è diventato presto vittima di bullismo transfobico durante il periodo della scuola, finché non decide di arruolarsi in marina mercantile a 15 anni per “diventare” un ragazzo. Le violenze assumono i connotati del nonnismo militare e George decide di suicidarsi. Un tentativo fallito a cui ne fanno seguito altri 2 a seguito dei quali è rinchiuso in un istituto mentale. 


Una volta ritornato libero, inizia a travestirsi da donna a Londra. Nel 1955 va a Parigi, si fa chiamare Toni e lavora come hostess presso Le Carousel, un locale per drag queen, frequentato da gente come Ernest Hemingway, Jean Paul Sartre e Bob Hope. Riesce a risparmiare i soldi per andare a Casablanca, meta divenuta stereotipo transex negli anni. Ha 25 anni, è il 1960 e George diventa April.


April è giovane e bella e David Bailey la fotografa per Vogue. April ha atteso fino al 2004 per essere legalmenre riconosciuta come donna, a seguito dell’introduzone della legge sulla riassegnazione del sesso.
















I vescovi contro una risoluzione approvata dal Parlamento Europeo sul rispetto dei diritti umani.


13/12/2012 - Avvenire critica una risoluzione approvata a Strasburgo

Il quotidiano della Cei ‘Avvenire’ critica una risoluzione approvata ieri dal Parlamento Europeo sul rispetto dei diritti umani dell`Ue – col voto contrario del Ppe – che menziona, tra l’altro, l’aborto e le nozze gay. “Atto dopo atto, certi eurodeputati ormai si sono spinti a dare per assodato e indiscutibile ciò che solo pochi anni fa spiccava come la lampante negazione di una civiltà giuridica e degli stessi valori umani sui quali cammina la storia del continente”, scrive il quotidiano della Cei in un corsivo. “Ora invece, per insistenza e abitudine, non suona più stonato alla maggioranza degli eurodeputati l`affermazione che aborto e nozze tra persone dello stesso sesso sarebbero ‘diritti fondamentali dell`Unione’ meritevoli di promozione e di speculari rampogne agli Stati che non li riconoscono come tali. Nel nome di una vuota tolleranza, allergica a ogni pretesa di verità sull`uomo (a cominciare da quella espressa dalla religione cristiana), si impone ai cittadini europei di accettare che la natura umana sia quella codificata nei corridoi di Strasburgo, un`alchimia che mescola le istanze di gruppi minoritari fortemente organizzati in un cocktail di pretese vendute come diritti. Esortare i Paesi europei ad agevolare la soppressione dei bambini non ancora nati e a promuovere i matrimoni gay perché nessuno si senta discriminato vuol dire picconare la struttura portante dei diritti associati alla natura dell`uomo: la vita, la nascita in una famiglia costituita da una donna e un uomo, l`educazione affidata a papà e mamma. Chi si attarda a sostenerlo sarebbe oggi degno del più sdegnato euro­biasimo. E meno male che ci si ferma a questo”.

Fonte (http://www.giornalettismo.com/archives/658063/i-vescovi-contro-aborto-e-nozze-gay-in-europa/ )


Parlamento Ue: non 'toccare' aborto, sì a unioni gay
Approvata risoluzione su diritti fondamentali per 2010 e 201113
 dicembre, 15:03

STRASBURGO - Non limitare l'accesso all'aborto e riconoscere le ''unioni tra persone dello stesso sesso''. Cosi', approvando la relazione sui diritti fondamentali nella Ue per il 2010 ed il 2011, il Parlamento Ue chiede oggi agli Stati membri di intervenire in questi due settori molto discussi. Prima del voto sulla risoluzione, approvata con 308 si', 229 no e 48 astensioni, il Parlamento ha respinto una mozione alternativa presentata dal Ppe, un testo molto piu' 'leggero': 6 pagine contro 43.

Quanto all'aborto, il Parlamento Ue ''esprime preoccupazione per le recenti restrizioni all'accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva in alcuni Stati membri, con particolare riferimento all'aborto sicuro e legale e all'educazione sessuale''. Preoccupazione anche ''per i tagli ai finanziamenti per la pianificazione familiare''. Questo punto e' stato votato a parte ed approvato con 415 si', 169 no e 38 astensioni.

Sul fronte dei diritti delle persone Lgbt, lesbiche, gay, bisessuali e transgender, Strasburgo ritiene che questi ''sarebbero maggiormente tutelati'' se gli Lgtb ''avessero accesso a istituti giuridici quali coabitazione, unione registrata o matrimonio''. Per questo l'Assemblea ''plaude al fatto che 16 Stati membri offrano attualmente queste opportunita' e invita gli altri a prendere in considerazione tali istituti''.

Strasburgo, inoltre, invita i 27 a rispettare pienamente i diritti dei migranti, chiedendo in particolare che vengano previste ''misure alternative alla detenzione'', e critica con forza le espulsioni collettive dei Rom''. Infine, c'e' preoccupazione ''per il deteriorarsi della situazione in materia di liberta' e pluralismo dei media, in particolare della stampa''. Fonte lhttp://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/internetsocieta/2012/12/12/Ue-Parlamento-toccare-aborto-unioni-gay_7944778.html )

Strasburgo: il Parlamento Europeo invita l'Italia a tutelare le unioni omosessuali

Tutelare i diritti fondamentali delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) attraverso istituti quali "coabitazione, unione registrata o matrimonio".

L'Europarlamento di Strasburgo lancia ai Paesi che non hanno già tali Istituti (11 su 27) un invito a introdurli nei propri ordinamenti, attraverso l'approvazione a larga maggioranza della Relazione sui Diritti Fondamentali nella UE per il 2010-2011.
L'Italia, come è ben noto, è fanalino di coda dei diritti e fa parte di quei paesi cui è rivolto l'invito.

"Siamo ormai in vergognosa solitudine tra gli 11 paesi su 27 a non avere alcuna legge che garantisca pieni diritti alle coppie gay e lesbiche" osserva infatti il Presidente di Arcigay, Flavio Romani.

Ed è diffusa la soddisfazione nel mondo dell'associazionismo lgbt sull'invito del Parlamento Europeo.
Secondo Manuela Loforte, Presidente di Frame, "ancora una volta, in assenza di un impegno politico nazionale, è l'Unione Europea a suonare la sveglia dei diritti fondamentali in Italia".


"La relazione sui diritti fondamentali nell'UE" dichiara Sergio Lo Giudice, storico attivista del movimento, presidente onorario di Arcigay ed esponente del PD, "come ogni anno segnala la protezione inadeguata dei diritti delle persone lgbt e chiede agli Stati membri di dare riconoscimento giuridico alle coppie dello stesso sesso come strumento di contrasto alle discriminazioni. La novità di quest'anno è che anche la nostra Corte di Cassazione, come già prima la Corte Costituzionale, ha chiesto al Parlamento Italiano la stessa cosa. La prossima legislatura dovrà essere quella del pieno riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso: o il Parlamento andrà in questa direzione o sarà costretto ad adeguarsi dai Tribunali italiani ed europei."



Michele Giarratano, avvocato e attivista per i diritti umani




venerdì 23 novembre 2012

Dichiarazione d'amore gay nel cortile della scuola .


Non vieni indicato dove si trova la scuola o che siano i due giovani, ma la dichiarazione nel cortile della scuola dimostra che non tutti si fanno travolgere dalla paura e dei pregiudizi. devo dire che mi sono messa a piangere con le immagini , congratulazioni agli studenti e tanti auguri e felicita!



Sbagliato, e la mancanza d'amore.
Sbagliato, e la promiscuità il disequilibro, e questo vediamo tanto nelle coppie etero come in quelle gay.
Sbagliato, e la mancanza d'amore .
Questi ragazzi meritano tutto il mio rispetto per il loro coraggio!!! dice una ragazza alla fine del video.