27 gennaio 2016 Giorno della Memoria Ricordiamo che la razza umana è una sola, siamo tutti uguali, tutti degni di libertà, di rispetto, di dignità, di diritti. Ricordiamo per fare in modo che non accada MAI PIÙ una discriminazione tale da uccidere migliaia di persone. Ricordiamo che ad Auschwitz, come in tutti i campi di concentramento, non c’erano animali, c’erano delle PERSONE.
Per la mobilitazione del 23 gennaio siamo arrivati a 71 manifestazioni in tutta Italia (una persino a Londra). Il paese ha voglia di civiltà! Tutte e tutti in piazza!
"L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni.
Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri.
Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.
La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati.
Questioni semplici e pratiche che incidono sulla vita di milioni di persone.
Noi siamo sicuri di una cosa: gli italiani e le italiane vogliono l’uguaglianza di tutte e di tutti."
Ci troveremo tutte e tutti in piazza della Scala a partire dalle ore 14,30. Il flash mob è previsto per le ore 15,30
Non solo le 90 piazze italiane, in Piazza Sabato ci sarà anche l'Europa: Tra le principali città a scendere in sostegno della comunità gay italiana ci saranno Berlino, Francoforte, Londra, Dublino, Monaco e Copenhagen LA RIVOLUZIONE E' INIZIATA
Le associazioni promotrici: Agedo, ALA Milano ONLUS, ArciLesbica Zami Milano, B.Rain - Bicocca Rainbow - lgbtqi, Studenti BEST, Associazione Radicale Certi Diritti, CIG Arcigay Milano, Circolo Culturale TBGL Harvey Milk Milano, Circolo "Quelli di Calusca", Famiglie Arcobaleno, Gay Statale Milano, I Sentinelli di Milano, le Rose di Gertrude Magenta, Pride Sport Milano, PoliEdro, Renzo e Lucio - Associazione GLBT, Rete Genitori Rainbow,
Una leggenda musicale, un icona della moda & arte ... Un maestro della reinvenzione che è stato in grado di produrre alcune delle migliori canzoni di punk, dance, pop, soul, e glam rock, Electronic e generi sperimentali.
Grazie per non aver permesso a nessuno di definirti chi eri e per averci dimostrato che essere diversi può essere una qualità sorprendente.
Sei stato una ispirazione in tanti modi :-(
Grazie David Bowie per la musica incredibile ❤R.I.P
'Le Persone LGBTQI sono ancora perseguitati, torturati e anche uccisi a causa delle leggi sulla sodomia ... che sono stati messi in atto da imperialisti britannici', dice Lady Phyll
A Londra ogni nuovo anno la regina assegna a centinaia di sudditi il titolo di Membro dell'Eccellentissimo ordine dell'impero britannico (MBE). Tra le tante persone scelte per aver reso servizio alla corona e al popolo del Regno Unito, ci sono anche attivisti per i diritti umani e non mancano esponenti del movimento LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali). Quest'anno, però, una delle personalità inserite nella prestigiosa Lista d'onore del nuovo anno della regina, che preannuncia l'assegnazione del titolo, ha deciso di rifiutare pubblicamente il gentil pensiero. Si tratta dell'attivista lesbica nera Phyll Opoku-Gyimah [nella foto], meglio conosciuta come Lady Phyll, che, pur dicendosi "onorata e grata", ha deciso di rispondere con "no grazie" per coerenza con il proprio percorso politico e per rispetto dei valori per i quali si batte da anni.
COLONIALISMO IERI, OMOFOBIA OGGI
"In quanto sindacalista, ragazza della classe operaia e nera africana dichiaratamente lesbica, voglio mantenere fede ai miei principi e ai miei valori" ha spiegato Lady Phyll adivamag.co.uk. "Se fai parte di una minoranza, o di più minoranze, è importante essere visibile, essere un modello per gli altri, ed è importante che anche i tuoi successi siano visibili" ha detto, per poi però aggiungere: "Io non credo nell'impero. E non solo non credo, ma faccio attivamente resistenza contro il colonialismo e la sua eredità tossica che persiste nel Commonwealth, in cui, tra tante altre ingiustizie, le persone LGBTQI sono ancora perseguitate, torturate e persino uccise per colpa delle leggi contro la sodomia introdotte dagli imperialisti britannici. Questo succede anche in Ghana, il paese da cui provengo".
Per capire le motivazioni di Lady Phyll non basta ricordare come la passata dominazione britannica sia, dal punto di vista statistico, la caratteristica che meglio spiega la presenza di leggi omofobiche nei codici penali contemporanei . E' utile ricordare anche come ben 39 dei 53 stati aderenti al Commonwealth delle nazioni, l'organizzazione intergovernativa guidata dalla regina d'Inghilterra di cui fanno parte quasi esclusivamente ex colonie britanniche, considerano reato i rapporti tra persone dello stesso sesso. In altre parole, più della metà degli stati che nel mondo criminalizzano l'omosessualità aderiscono al Commonwealth.
PHYLL E IL FARDELLO DEL PREGIUDIZIO
"Phyll è una donna del Ghana forte, attenta alle famiglie della classe operaia. Capisce le lingue twi e fanti [due idiomi ghanesi; ndr], cosa che la ricollega alla ricca eredità culturale africana che difende nella sua battaglia per l'unità e l'uguaglianza": così la presenta il sito di UK Black Pride [ukblackpride.org.uk], l'associazione per i diritti delle minoranze etniche e sessuali che ha fondato nel 2005. Tra le poche donne nere a ricoprire incarichi di responsabilità nel sindacato, componente del consiglio di amministrazione della fondazione Stonewall e attivista pluripremiata, Lady Phyll ha sempre avuto tra le proprie priorità personali e politiche la lotta al razzismo, all'omofobia e alla transfobia.
La sua citazione preferita è una frase della poetessa afroamericana Maya Angelou: "Il pregiudizio è un fardello che confonde il passato, spaventa il futuro e rende il presente inaccessibile".
Prima di tutto ringrazio Monica Romano, per aver accettato l'invito per questa intervista. Sono grata per la tua gentilezza.
Ora basta parlare e andiamo un po 'su Monica , che gentilmente ha concesso questa intervista per il blog.
Con una scrittura fluida e coinvolgente, questa ragazza ha già scritto un saggio, “Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione”, pubblicato nel maggio del 2008 dalla casa editrice Costa e Nolan.
Ha contribuito alla realizzazione di documentari sulla realtà trans ed LGBT: “Crisalidi – 5 Storie di vita trans” di Federico Tinelli, vincitore del Novara Film Festival 2005 e del Tekfestival 2006; “O sei uomo o sei donna chiaro” di Enrico Vanni; “Ci chiamano diversi” di Vincenzo Monaco.
Monica Romano è attivista del movimento per i diritti delle persone LGBT. Ha una lunga militanza iniziata nel 1999 presso l’associazione Arcitrans. Ha fondato l’associazione «La Fenice» – Transessuali & Transgender Milano, di cui è stata presidente fino al marzo del 2009.
Si è laureata in Scienze Politiche nel 2007, con una tesi sulla discriminazione nel mondo del lavoro delle persone transgender. È autrice di Diurna. La transessualità come oggetto di discriminazione (2008). Ha contribuito alla realizzazione di due documentari sulla realtà transgender. Attualmente fa parte del direttivo del Circolo culturale “Harvey Milk” a Milano.
“Trans. Storie di ragazze XY
«I ragazzi della mia età spesso venivano a chiedermi a quale metà del cielo appartenessi. C’erano i maschi, c’erano le femmine, e c’ero io. Poteva essere questa la risposta? Non nel mondo in cui vivevo.»
«Sei maschio o femmina?» È il 1986 quando Ilenia si sente fare per la prima volta questa domanda. Al momento non sa cosa rispondere, non vuole essere diversa, è e basta. La ricerca di una vera risposta la accompagnerà lungo tutto il cammino attraverso l’adolescenza e verso l’età adulta. Il suo è il viaggio travagliato di una ragazza che sembra avere per la società e per i benpensanti un’unica meta, la prostituzione. Ma Ilenia è una persona che non si arrende e scompiglia fin da subito le carte del destino: nonostante bullismo, discriminazione, violenze fisiche e verbali, si laurea, trova un lavoro e un amore inaspettato, quello per una donna. Le paure, le battaglie, le ferite, i traguardi di una giovane trans, che come tante altre ragazze XY, lotta per una vita serena e autentica, verso la libertà di genere e il pieno diritto di cittadinanza per le persone transgender nella società civile.
1.Come è nata la tua passione per la scrittura?
Monica-La passione per la scrittura è arrivata durante l'infanzia, molto incoraggiata da mia madre. Adoravo leggere e scrivere già durante i primi anni delle scuole elementari. La scrittura è stata, da sempre, il mio mezzo comunicativo prediletto.
2. Come ti descriveresti? Hai trovato difficoltà ad iniziare il percorso di transizione? . E invece qual è stato l'ostacolo maggiore nella tua vita in relazione alla tua identità di genere e poi sessuale?Monica-Sono una donna transgender che vive e lavora Milano, in uno studio di consulenza del lavoro, ho una famiglia, una compagna, due cani. Amo dedicare il mio tempo libero al volontariato e all'attivismo per i diritti LGBT.
Rispetto al mio percorso di transizione ed autodeterminazione, che ho iniziato a 19 anni, ormai 15 anni fa, l'ostacolo più significativo che ho incontrato è stato l'immaginario collettivo estremamente penalizzante legato alla nostra condizione, l'idea che l'unico destino di una donna transgender sia quello della prostituzione, che per noi non esista la possibilità di un lavoro regolare, di una vita vissuta alla luce del sole fatta di affetti, amore, lavoro, sana normalità. Di questo, del desiderio di normalità che molte donne transgender vivono, parlo ampiamente nel mio nuovo libro. 3.Qual è il messaggio che hai voluto far passare attraverso le righe di questo libro? Monica-Il libro è soprattutto un messaggio per le ragazze che oggi stanno per iniziare un percorso di transizione. Attraverso Ilenia, la protagonista del mio memoir, e attraverso le donne che Ilenia incontra lungo il suo cammino, intendevo raccontare alle giovani trans che realizzarsi, avere una vita "diurna", un lavoro regolare, degli affetti, un amore è possibile anche per noi. Alle nuove generazioni di ragazze transgender intendevo comunicare che la nostra è una strada certamente in salita, ma non impraticabile, che anche noi possiamo essere felici, a dispetto di un sistema sociale e culturale che ci penalizza in ogni contesto. La nostra felicità e realizzazione passano soprattutto dal bene per noi stesse e dall'orgoglio per il nostro percorso di vita, senza paure e vergogne per quello che siamo.
3.Cosa vuol dire per te essere una scrittrice? donna, lesbica e trans? in una cultura dominante sessista che in altri milioni di casi impone alle donne, per mantenerle nel ruolo che la medesima cultura maschilista ha loro assegnato. Monica-Prima di essere una scrittrice sono un'attivista. La scrittura per me è un mezzo molto potente per sovvertire gli stereotipi che riceviamo. Essere una donna, una trans e una lesbica nella stessa vita non è affatto semplice. La cultura maschilista e fallocentrica in cui siamo immersi fa molta fatica ad accettare l'idea che una trans compia il suo percorso di autoaffermazione per se stessa, per poter finalmente essere, e che non lo faccia per piacere agli uomini. L'esistenza delle trans lesbiche è la più evidente dimostrazione che identità e orientamento sessuale sono cose da tenere ben distinte. Realtà difficile da digerire per un immaginario che ci ha sempre viste come oggetti, carne da macello ad uso e consumo del maschio.
4.E stato difficile trovare una casa editrice disposta a pubblicarti?Monica-Sorprendentemente no. Ho inviato il mio manoscritto ad una decina di case editrici grandi e medie. In breve tempo ho ricevuto la proposta di pubblicazione della Ugo Mursia.
5-Qual'è il tuo libro (o autore) preferito? Monica-E' molto difficile dare una risposta! Sono abbastanza "onnivora" nelle mie letture. Amo in particolare la saggistica (Bauman, Marzano, Aspesi), i romanzi politici (Orwell), i memoir (Primo Levi). Poi ci sono scrittrici che seguo da sempre, come Isabel Allende, Marcela Serrano e Banana Yoshimoto. Amo la poesia di Alda Merini.
6- Trans. Storie di ragazze XY, è un libro autobiografico? Monica-Sì. "Trans. Storie di ragazze XY" è un memoir, quindi un romanzo di ispirazione autobiografica.
7-Parliamo del tuo blog (http:// http://transgenderfreedom.com/ /), Com'è nata l’idea?Monica-L'idea del mio "Blog la libertà di genere" è nata dalla voglia di condividere articoli e riflessioni che scrivo sul tema dell'identità di genere, e funziona: il mio blog ha ricevuto la nomination per miglior blog trans 2015 all'"Italian Gay blogger Awards" 2015.
8-Hai in programma di scrivere un nuovo libro? Monica-Sì, e presto inizierò a lavorarci.
9-Qual è l’antidoto alla paura e alla ignoranza di chi ci percepisce come “diversi”?Monica-L'informazione, la sensibilizzazione e l'orgoglio per le nostre differenze.
DiVanessa Mazza
Per conoscere un po 'di più Monica Romano e acquisire i suoi libri, basta visitare la pagina dell'autrice.
Con tutto il cuore, vi auguro un nuovo anno migliore!
🎉🎉🎉❄Auguri a chi cammina a testa alta. Auguri ai coraggiosi che hanno gridato “ti amo” a chi non lo meritava. Auguri a chi ha sofferto per amore. Auguri a chi ha combattuto i sentimenti, per proteggersi. Auguri a chi non si arrende, a chi ancora crede nel bene. Auguri a chi mantiene le promesse. Auguri a chi piange di nascosto e sorride in pubblico. Auguri a chi ride col cuore spento, a chi ha un tormento, ma nonostante questo ha sempre un sorriso sul volto. Auguri alle amicizie sincere, agli amori veri, a chi ha dimostrato il bene, a chi si è preso una rivincita. Auguri a chi ha chiesto scusa, a chi è tornato per farsi perdonare. Auguri a chi ha capito che non bisogna dipendere da un'altra persona per essere felici. Auguri a chi non ha mai fatto nulla per distruggere il cuore di qualcuno. Auguri a voi.
BUON 2016 A TUTTI.❄❄⛄⛄ 🎉🎉🎉 Buon Anno Happy New Year 明けましておめでとうございます 新年快乐 새해 복 많이 받으세요 Bonne Année Feliz Ano Novo Feliz Año Nuevo Glückliches Neues Jahr 🎉🎉🎉
Dr. Robert Spitzer, il psichiatra che ha contribuito a rimuovere l'omosessualità dall'elenco delle patologie, è morto il Venerdì a Seattle, all'età di 83, riferisce l'Associated Press.
Gli attivisti per i diritti dei gay gli attribuiscono il merito di aver rimosso l'omosessualità dalla lista delle patologie. Era il 1973 e come curatore del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders Spitzer decise che era arrivato il momento di espungere l'omosessualità dal novero dei "disordini" mentali. "Se uno è a suo agio con le sue inclinazioni mentali nopn si può definire un malato", diceva Spitzer, La notizia della morte è stata comunicata dalla moglie Janet Williams, a sua volta professore emerito alla Columbia University. La morte è avvenuta il giorno di Natale a Seattle, dove la coppia si era di recente trasferita dal New Jersey.
Il lavoro del Dr. Robert Spitzer è ritenuto da molti di aver aiutato nella promozione dei diritti dei gay, tra cui il dottor Jack Drescher, psicoanalista gay, al New York, ha detto, "Il fatto che il matrimonio gay è permesso oggi è in parte dovuto a Bob Spitzer. "
Di Origini Brasiliana, ma da tempo residenti in Spagna. Aleikasandria Da Silva Barros, 35 anni, è stata incoronata Miss Trans Universo 2015 durante il concorso di bellezza conclusosi la scorsa domenica( 13) a Perugia. Al secondo posto, la bellissima bionda Roberta Holanda. Aleika stata premiata da Kalena Pontes, vincitrice dell’edizione 2014. La cerimonia di premiazione, che ha visto la partecipazione di oltre quattordici concorrenti che rappresentavano quasi ogni angolo del mondo, si è svolta al teatro Bertolt Brecht di Perugia.Il Miss Trans Universo stato ideato e organizzato da Caroline D’Lamark Vaz, con la collaborazione della stilista Josie Marie.
Aleika a vinto il premio per il miglior costume nazionale e il terzo posto per il miglior abito da sera. Attivista e militante della causa trans, Aleika ha già vinto altri concorsi di bellezza, alcuni addirittura internazionale, come nel caso di questi ultimi. "Ho deciso di rappresentare la Spagna, perché è un paese che si batte per i diritti della comunità LGBT e mi sembrava una buona scelta", dice.
Alla domanda su cosa riteneva più importanti, per diventare una miss, la bellezza o l'intelligenza? Aleika classifica come primordiale la "eleganza"e poi star informata sulle politiche di difese LGBT , soprattutto quella della popolazione costituita da transgender e transessuali.
"Abbiamo vinto un concorso in Italia, non perché ero la più bella della notte. La più bella può stare in piedi sui marciapiede, in qualsiasi angolo delle nostre città, anche lei sicuramente stata esclusa dal mercato del lavoro, passando per situazione di potenziale vulnerabilità e violenza."
"L'obiettivo principale del concorso è quello di presentare donne transessuali diverse dai soliti cliché della( aggiungiamo io, della prostituzione)., e per combattere ogni forma di discriminazione". "Si tratta di una competizione in cui ogni partecipante può scegliere il paese che vogliono rappresentare, e non hanno necessariamente bisogno di essere nate in quel luogo", aggiunge.
Il tema della serata: la neve. Le concorrenti sono state quattordici, in rappresentanza di altrettanti paesi. Hanno sfilato in costume tipico e hanno rappresentato storia e tradizioni dei paesi di elezione, sfilato in abiti da sera eleganti. Tutte le candidate al titolo sono state consigliate, dirette e accompagnate sul palco da una madrina e giudicate da una giuria di quattordici tra esperti di moda chirurghi estetici e rappresentanti delle associazioni Lgbt di Perugia, oltre a impresari locali.
Náthalie Oliveira Rovane Cardoso, candidata di Rio de Janeiro, stata eletta questa notte, lunedì (14) Miss T Brasil 2015. Lei ripresenterà il Brasile, nel concurso Miss Universo, International Queen, nel mese di novembre a Pattaya in Thailandia.
Brasile,14 Dicembre - E' Náthalie Oliveira Rovane Cardoso, di 21 anni, la vincitrice di Miss T Brasile 2015. La serata, che ha decretato la miss, si è svolta a Rio de Janeiro. Nella serata di ieri sera, 14. Nàthalia, ha sbaragliato le sue 13 concorrenti nel concorso che incorona la trans più bella del Paese latinoamericano.
Il concorso di bellezza per trans, giunto alla quarta edizione, organizzato dall'Associazione dei Transgender e Transessuali di Rio (Astra Rio). Uno degli obiettivi del concorso è quello di combattere il pregiudizi ed emarginazione che transgender e transessuali soffrono in Brasile. La missione della vincitrice di Miss T Brasile 2015, e anche quello di rappresentare il paese nel concorso di bellezza "Miss international Queen"il Miss Universo, per donne transessuale più famoso al mondo in Thailandia.
Questa competizione non si basa solo sulla bellezza, ma anche su altri criteri, come l'educazione, intelligenza , comunicazione,simpatia e umiltà. La vincitrice ha per missione , attirare l'attenzione del pubblico su progetti sociali (stampa, eventi, seminari, ecc ...), prendere parte alla lotta per la promozione dei diritti civili delle persone transessuali,, contro la transfobia e svolgendo un ruolo importante nella lotta contro l'AIDS.
Il MISS T BRASILE, e organizzato e condotto dalla splendida Majorie Marchiè che gestisce il concorso di bellezza.
Invitato, alla commemorazione del compleanno della cantante Alcione, in una famosa scuola de Samba, Mangueira , alla fine di novembre, il sacerdote Fabio de Melo ha vissuto un'esperienza, che ha detto, sorprendente. La transessuale Luana Muniz, Un'ammiratrice del parroco, ha chiesto di fare una foto con lui, che prontamente ha risposto. Domenica scorsa, nel corso di un sermone a San Paolo( Brasile) Don Fabio, ha detto che durante il breve periodo di tempo che era li, ha notato un trans che lo guardava. (Prima, voglio far notare che durante tutto il sermone, Don Fabio, parla della trans , sempre al maschile )
Don Fabio:"Voglio pubblicamente confessare la mia ipocrisia. 'Dio del cielo, e se questo ragazzo chiede di fare una foto con me? Come faccio a reagire?'" Il prete ha continuato a dire che ha cominciato a notare l'ombra che veniva verso di lui e che il suo pregiudizio e la paura di esporsi, in quel momento ci sono fatti sentire. "Che sentimento orribile . Come se io fossi meglio. Lo so che è vergognoso, meschino, quello che sto dicendo."
Indipendentemente da qualsiasi giudizio, sto confessando l'ipocrisia del mio cuore in quel momento. Molta gente veniva a chiedere di fare una foto con me. La trans è venuta al sacerdote e gli chiese se aveva l'abitudine di scattare foto con "peccatori". "Ho capito che aveva un'ironia in quella domanda."Ho risposto, 'ma naturalmente' e lo abbracciai lui e abbiamo fato la foto. Prima di salutare e andare via il trans, ha detto 'incredibile che mi hai concesso di fare la foto'. E dai suoi occhi ho visto che lui era commosso."
Fabio ha descritto l'incontro, partendo dal presupposto che inizialmente si sentiva a disagio con la richiesta del trans. Poco dopo l'episodio, Fabio ha detto che Maria Elena, sorella di Alcione(la cantante), gli parlò del trans, che si chiama Luana Muniz ed è molto conosciuta a Rio de Janeiro.
Il video emozionante del sacerdote, che racconta la sua esperienza è disponibile su YouTube (vedi sotto, sette minuti in poi) :
"Ha detto che lui vive a Lapa(una zona del centro della città di Rio de Janeiro, localizzata tra Santa Teresa (rio de Janeiro) e Cinelândia. Pur non essendo ufficialmente un quartiere è considerato tale dagli abitanti di Rio de Janeiro. Fin dagli anni '50, dopo un periodo di decadenza, è uno dei grossi centri della vita notturna carioca) . Ha detto che il trans, ha creato un gruppo che nutre e accoglie tutti i poveri della regione.
Quando lei mi ha detto, ho cominciato a unire le cose dentro di me. Io non entro nel merito della vita che lui conduce, lasciamo a Dio fare questo. Io non sono sindaco dell'eternità. Ma, che è un schiaffo in faccia a noi, vero? ""
Quello che vediamo è che, naturalmente, provoca fastidio per il fatto di essere cosi diversi da noi. Non sappiamo quante corone di dignità sono state rimesse nella vita di quella persona che nutre il prossimo. Tu sei un cristiano e non sempre siete disposti a prendersi cura di coloro che sono malati, ospitare all'interno della vostra casa e nutrire. "
«Il pubblico, che inizialmente si mise a deridere ogni frase della storia, ha iniziato ad applaudire il sermone il cui esempio viene da un trans.
Duranti il suo racconto, emozionante e trasformativo. E mancato al sacerdote, rispettare l'identità di genere di Luana "una" trans e non un ragazzo. Forse una prossima volta.
Alla fine, don Fabio dice, "Quando Dio mette queste persone davanti a noi, è per distruggere questo castello di illusioni che abbiamo creato dentro. Come se il nostro cristianesimo fosse ormai già pronto. Come se avessimo già raggiunto l'ultima fase per la santità che Dio ci invita, Non, io ho ancora vergogna di chi è diverso da me, ho ancora paura di andare all'incontro di chi ha bisogno di me. E la parola di Paolo è dura: la vostra missione è tra quelli che sono nel bisogno. "
L'incontro del sacerdote Fábio de Melo con la transessuale Luana Muniz è stato uno dei temi più commentati nelle reti sociali, Giovedì (10). In un'intervista per il quotidiano 'Extra', la ragazza ha detto che don Fabio, ha offerto il suo aiuto e ha comprato una battaglia quando ha deciso di fare la foto con lei.
"Io e lui siamo usciti emozionati della festa. Ammiro la sua missione di trasmettere la fede e l'amore attraverso la musica. Lui mi ha preso la mano e ha chiesto il mio contatto, per aiutarmi nel mio progetto di Natale per i bambini bisognosi qui a Lapa (quartiere bohemien, nel centro di Rio). La mia religione è quella delle buone azioni. Io credo nel bene. So che Fabio a comprato una battaglia con questa foto, ma è anche l'atteggiamento che dà visibilità alla causa LGBT. Sono uscita di casa quando avevo 9 anni e il mio piccolo patrimonio stato grazie alla prostituzione. Non voglio con questo fare apologia. Ma por troppo, questa è ancora la realtà per la maggior parte di noi trans, "ha detto.
"Io considero un gesto nobile di autocritica e di apertura verso il diverso. Il fatto che Don Fabio non abbia usato il genere appropriato per parlare di Luana, è solo una questione di cultura, nella sua umanità, il sacerdote ha dimostrato la volontà di imparare e cambiare. Ha messo a tacere le risate di un vasto pubblico (che deridevano la ragazza). Mi chiedo cosa sia un pronome, quando un discorso di pacificazione, tolleranza, molto più importante, molto più forte, direi un grande passo avanti. Molto spesso siamo trattate cosi dalle nostre proprie famiglie e amici. Spesso anche dalla comunità (LGBT) Persone che dovrebbero essere i primi a rispettare,a sapere su come rispettare il genere di una persona trans. Proprio per il fatto, che loro conoscono le nostre storie, ma ,non sempre rispettano. la critica sui pronome, secondo me, non regge. .. Pensateci!.
Il discorso è sorprendente e uno schiaffo ben dato. E il meglio: il volto dei fedeli che hanno capito molto bene quello che Don Fabio voleva passare. Valori cristiani , La carità, fraternità, la loro umanità quando esercitano le qualità umane quali il rispetto degli altri, la generosità. Amare il prossimo tuo come te stesso. !
Usa un linguaggio adatto al genere scelto. Se hai recentemente conosciuto una persona transgender, è probabile che tu non sia in grado di comprendere appieno la sua identità ed è possibile che tu non sappia come agire senza offenderla. Chiedi che pronome preferisce. Per esempio, qualcuno che si identifica come donna può preferire l'utilizzo di parole e pronomi femminili, come lei, sua, attrice, cameriera, ecc. Al contrario, se si identifica in un uomo, usa: lui, suo, ecc. Alcune persone transgenere hanno cominciato a utilizzare pronomi neutri, ma si tratta comunque di preferenze personali.
Il 1º dicembre del 1955, a Montgomery, Rosa sta tornando a casa in autobus dal suo lavoro di sarta. Nella vettura, non trovando altri posti liberi, occupa il primo posto dietro alla fila riservata ai soli bianchi, nel settore dei posti comuni. Dopo tre fermate, l'autista le chiede di alzarsi e spostarsi in fondo all'automezzo per cedere il posto ad un passeggero bianco salito dopo di lei. Rosa, mantenendo un atteggiamento calmo, sommesso e dignitoso, rifiuta di muoversi e di lasciare il suo posto. Per di più, se avesse obbedito al conducente, dato che tutti i posti a sedere erano occupati, sarebbe dovuta rimanere alzata con un problema di dolore ai piedi che l'affliggeva. Il conducente ferma così il veicolo e chiama due poliziotti per risolvere la questione: Rosa Parks viene arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine che obbligano i neri a cedere il proprio posto ai bianchi nel settore comune, quando in quello a loro riservato non ve ne sono più di disponibili. Da allora è conosciuta come The Mother of the Civil Rights Movement.
La protesta silenziosa di Rosa Parks si diffuse rapidamente. Il Consiglio Politico Femminile organizzo da lì un boicottaggio degli autobus della città in segno di protesta contro la misura di discriminazione razziale nel paese. Martin Luther King Jr. è stato tra coloro che hanno sostenuto l'azione. L'attivista e musicista Harry Belafonte ricorda come ha cambiato la sua vita dopo il giorno in cui King gli ha chiamato al telefono per chiedere aiuto per l'azione della donna che divenne conosciuta come la "madre del movimento per i diritti civili" negli Stati Uniti.
"L'atteggiamento di Rosa Parks ci ha permesso di reagire contro le pressioni politiche e sociali che hanno caratterizzato la nostra società. Quando King mi ha telefonato, mi invitando a una riunione, stato la mia prima volta, li inizio il combattimento ufficialmente per questo battaglia. Quando abbiamo iniziato a discutere dei suoi piani, mi sono reso conto che da allora in poi ero impegnato nel movimento guidato da lui e Rosa Parks. È stato un momento molto importante ", ha detto Belafonte.
Pochi giorni dopo l'attitudini spontaneo di Parchi, migliaia di neri si sono rifiutati di prendere l'autobus sulla strada per lavorare. Mentre le aziende di trasporto pubblico hanno cominciato a sperimentare un aumento delle perdite, i neri camminavano - spesso a piedi diversi chilometri - salutando e cantando per le strade ed è anche spesso minacciati, aggrediti, intimiditi. dai bianchi.
Il boicottaggio ha avuto il supporto di diversi personaggi noti come il della cantante gospel Mahalia Jackson, che ha fatto una serie di concerti di beneficenza per aiutare gli attivisti del movimento che erano stati arrestati. "Sarebbe disonesto omettere che ero estremamente felice di essere la prima cantante gospel ad esibirsi al Carnegie Hall di New York, e Albert Hall in Inghilterra. La vera fortuna per me, però, stata quella di cantare in prigione per coloro che sono isolati dal mondo ", dice Jackson.
Il 13 novembre 1956, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha abolito la segregazione razziale in autobus di Montgomery. Poche settimane più tardi, la nuova legge è entrata in vigore a Montgomery. Il 21 dicembre 1956, Martin Luther King e Glen Smiley, prete bianco, entrarono insieme in un autobus e occuparono posti in prima fila.
Nel giugno 1999, il presidente Bill Clinton ha assegnato Rosa Parks, allora 88 anni, con la medaglia d'oro del Congresso degli Stati Uniti. Nel corso della cerimonia di premiazione, Clinton ha sottolineato che la Parks era stata in grado di ricordare gli Stati Uniti che la promessa della libertà era stata solo un'illusione per migliaia di cittadini del paese. Nel suo discorso di accettazione, la signora Parks ha sottolineato che l'onore dovrebbe servire a incoraggiare tutti coloro che lottano per la parità dei diritti in tutto il mondo.