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mercoledì 9 settembre 2026

🇺🇸 La cultura sotto assedio: Se l’America cancella la storia del razzismo per decreto

Lonnie G. Bunch III: il primo segretario afroamericano della Smithsonian Institution, costretto alle dimissioni dall'offensiva revisionista dell'estrema destra americana.

Mentre l’Europa sperimenta il brivido dell’estrema destra nelle urne, oltreoceano la scure della censura si abbatte sui custodi della memoria storica.

Le recenti e forzate rimozioni di Lonnie G. Bunch III, primo storico afroamericano a capo della prestigiosa Smithsonian Institution, non sono un fatto di cronaca amministrativa. Sono un atto di sottomissione politica.

Bunch non ha lasciato il suo incarico: è stato spinto fuori dalla leadership dopo mesi di pressioni e attacchi politici diretti da parte della nuova gestione Trump, inaugurando una preoccupante stagione di epurazioni culturali.

Chi è Lonnie Bunch: Il custode della memoria scomoda

Per capire la gravità di quanto accaduto, bisogna capire chi è l’uomo che è stato messo alla porta. Lonnie Bunch non è un burocrate: è lo storico che ha ideato, lottato e costruito da zero il National Museum of African American History and Culture a Washington.

Ha dedicato la sua vita a dare voce a chi non l’aveva, portando alla luce i dettagli brutali della tratta degli schiavi, delle leggi Jim Crow e del razzismo strutturale su cui si fondano gli Stati Uniti.

Sotto la sua guida, la Smithsonian ha smesso di essere un polveroso archivio del potere bianco per diventare uno specchio inclusivo e onesto della società americana. Ma l’onestà storica, si sa, fa paura ai regimi.

La strategia del negazionismo: Cancellare la colpa per giustificare i privilegi

Cosa dà così fastidio alla nuova amministrazione americana? Esattamente ciò che infastidisce l’estrema destra in Europa: la memoria.

La destra radicale e sovranista di Donald Trump sta portando avanti un’agenda spietata per riscrivere i programmi scolastici e accademici. L’obiettivo è eliminare lo studio della Critical Race Theory e qualsiasi percorso educativo che metta in discussione il mito della “nazione perfetta e senza macchia”.

Attaccare i vertici dei grandi musei nazionali serve a questo: – censurare le mostre, – rimuovere i riferimenti storici alle violenze della polizia, – minimizzare l’orrore della schiavitù, – normalizzare il suprematismo bianco di ritorno.

Se cancelli il vocabolario del razzismo, il razzismo smette di essere un problema politico e diventa una colpa individuale dei poveri e degli emarginati.

Il legame globale: Dalla Sassonia a Washington la logica è identica

Il filo rosso che unisce l’exploit dell’estrema destra in Sassonia‑Anhalt alla rimozione di Bunch a Washington è evidente. In tutto l’Occidente, la reazione radicale applica lo stesso schema di potere:

• Smantellare i presidi culturali indomiti (la scuola pubblica in Germania, le fondazioni museali negli Stati Uniti).

• Imporre una narrazione nazionalista e distorta della storia per addormentare le coscienze delle masse.

• Colpire le minoranze privandole dei loro spazi di rappresentazione ed espressione.

È la realizzazione globale di quella che gli intellettuali progressisti chiamano “regressione illuministica”. Quando i governi iniziano a decidere quali mostre si possono fare e quali storici hanno il diritto di parlare, la democrazia si è già svuotata della sua sostanza.

🌍 Il silenzio colpevole delle opposizioni

Anche in questo caso, dove sono le forze progressiste? Dov’è l’opposizione che dovrebbe barricarsi nelle istituzioni per difendere la libertà di ricerca e la memoria delle minoranze?

Resta a guardare, incapace di opporre una narrazione forte e radicale all’aggressività dell’estrema destra, preoccupata solo di non disturbare i mercati.

Lasciare solo Lonnie Bunch di fronte alla macchina del fango governativa è l’ennesimo tradimento verso la comunità nera e verso chiunque creda nella verità storica.

— Vanessa Mazza TLGBQI+ Editorialista indipendente. Contro l’ipocrisia, sempre.

Fonti e Documentazione Geopolitica di Riferimento:
  • Le dimissioni e le pressioni politiche: Per tutti i dettagli sulla partenza di Lonnie Bunch sotto la pressione della Casa Bianca, consulta la copertura internazionale e l'articolo approfondito di ArtReview.

mercoledì 24 settembre 2025

Il Texas diventerà il ventesimo Stato ad adottare una legge sui bagni transgender


Il disegno di legge, che il Texas ha tentato di approvare per la prima volta nel 2015, imporrà alle persone transgender di utilizzare i bagni delle scuole pubbliche e degli edifici governativi in base al loro sesso di nascita.

Il governatore Greg Abbott ha firmato lunedì una legge che vieta alle persone transgender di utilizzare i bagni corrispondenti alla loro identità di genere negli edifici di proprietà dello Stato e nelle scuole pubbliche, comprese le università, con multe fino a 125.000 dollari per le istituzioni che violano la legge.

La legge è stata elaborata nel corso di un decennio. Il Texas ha preso in considerazione una misura simile per la prima volta nel 2015 e poi di nuovo nel 2017, anche se il disegno di legge non è stato approvato in parte a causa della reazione negativa a livello nazionale alla legge HB2 della Carolina del Nord, nota come “legge sui bagni”, che ha portato al boicottaggio da parte di grandi aziende e musicisti fino a quando lo Stato non ha abrogato la legge nel 2017.

Ora, però, il clima politico è cambiato e il Texas diventerà il ventesimo Stato a limitare l'uso dei bagni da parte delle persone transgender quando la legge entrerà in vigore il 4 dicembre.

In una dichiarazione condivisa sui social media dopo aver firmato il disegno di legge, Abbott lo ha definito “una questione di sicurezza pubblica dettata dal buon senso”. La legge non riguarderà solo i bagni degli edifici pubblici. Imporrà anche ai carceri e alle prigioni di ospitare i detenuti in base al sesso di nascita e vieterà alle donne trans o a chiunque sia stato assegnato al sesso maschile alla nascita di ricevere assistenza presso i centri antiviolenza per donne, con l’eccezione dei figli minorenni delle donne che ricevono assistenza in tali centri.

La deputata repubblicana Angelia Orr ha definito le donne transessuali come uomini durante il dibattito sul disegno di legge e ha affermato che la misura è volta a garantire la sicurezza delle donne e delle ragazze, secondo quanto riportato dall'emittente WOAI di San Antonio, affiliata alla NBC. I sostenitori delle restrizioni sui bagni hanno a lungo utilizzato le preoccupazioni relative alla sicurezza per giustificare i limiti agli spazi separati per sesso. Tuttavia, uno studio del 2018 del Williams Institute della UCLA School of Law ha scoperto che consentire alle persone trans di utilizzare strutture in linea con la loro identità di genere non aumenta i rischi per la sicurezza.

Durante il dibattito sul disegno di legge, i democratici del Texas lo hanno definito un abuso di potere da parte del governo.

La deputata statale Erin Zwiener, democratica, ha chiesto a Orr durante il dibattito: “È sua intenzione cacciare le persone trans dallo Stato del Texas?”.

Orr ha risposto: “No, solo dai bagni”, secondo quanto riportato da WOAI.

Il disegno di legge inizialmente prevedeva una multa di 5.000 dollari per le istituzioni che violavano la norma per la prima volta e di 25.000 dollari per le violazioni successive. Poi, poco prima di votare l'approvazione del disegno di legge il mese scorso, la Camera ha adottato un emendamento che ha aumentato le multe a 25.000 dollari per la prima violazione e a 125.000 dollari per le violazioni successive, rendendo la misura la restrizione sui bagni più punitiva dal punto di vista finanziario del Paese, secondo il Texas Tribune.

I legislatori che si oppongono al disegno di legge hanno anche affermato che esso causerebbe un aumento delle molestie nei bagni nei confronti delle persone trans e di coloro che non si conformano agli stereotipi di genere.

Durante il dibattito sulla legislazione il mese scorso, la deputata democratica Jessica González ha affermato di essere stata accusata di essere entrata nel bagno sbagliato nel Campidoglio del Texas, dove è già in vigore una restrizione sull'uso dei bagni. González, una donna cisgender con i capelli corti, ha chiesto a Orr in che modo il disegno di legge proteggerebbe le persone che potrebbero essere accusate ingiustamente di aver utilizzato il bagno sbagliato e quindi subire molestie. In risposta, Orr ha affermato che il disegno di legge non riguarda questi casi.

In una dichiarazione rilasciata lunedì, González, che è anche presidente del Texas House LGBTQ Caucus, ha affermato che “tutti i texani saranno esposti al rischio di molestie e violenze” a causa della legge sui bagni.

“Si rivolge a qualsiasi individuo il cui aspetto non sia in linea con gli standard tradizionali di presentazione di genere”, ha affermato González. “I texani non dovrebbero entrare in un edificio pubblico con il timore di essere discriminati a causa del loro aspetto. Esortiamo i tribunali ad abrogare questa legge pericolosa e continueremo a opporci a questi tentativi di emarginare i texani transgender e garantire la sicurezza di tutti gli individui”.

Fonte:https://www.nbcnews.com/nbc-out/out-politics-and-policy/texas-transgender-bathroom-bill-rcna233217

Washington Post: l’amministrazione del presidente USA sta ordinando la rimozione delle informazioni sullo schiavismo da molti parchi nazionali per ripulirli da “ideologie corrosive” che denigrano gli “americani storici”



Trump ha ordinato la rimozione delle informazioni sulla schiavitù in diversi parchi nazionali nel tentativo di ripulirli da “ideologie corrosive”.

La memoria della schiavitù “cancellata” dai Parchi nazionali statunitensi. Secondo fonti del Washington Post l’amministrazione del presidente Donald Trump ha ordinato la rimozione di cartelli e reperti sulla schiavitù da molti parchi nazionali. Come si può leggere nell’articolo pubblicato online dal Washington Post, a fare le spese della direttiva presidenziale di marzo per eliminare tutto quello che riflette agli occhi dell’amministrazione repubblicana “un’ideologia corrosiva” che denigra “gli americani storici” è anche la storica e celebre foto “The Scourged Back”, che sarebbe stata rimossa. La foto mostra la schiena gravemente sfregiata (dalle frustate dei suoi padroni bianchi), dello schiavo fuggitivo Peter Gordon, venne scattata in Louisiana nel 1863 (McPherson & Oliver/National Gallery of Art).

Il National Park Service - ha appreso il Washington Post - ha interpretato l’ordine di Trump come da applicare a informazioni sul razzismo, sessismo, schiavitù, diritti dei gay e la persecuzione dei nativi americani. I funzionari di Trump - secondo il WP - avrebbero anche lanciato una campagna per sollecitare i visitatori alla denuncia di materiale potenzialmente offensivo: un boomerang, perché avrebbero per lo più ricevuto critiche contro l’amministrazione e invece elogi per i parchi.

La foto “The Scourged Back”, quando fu pubblicata, fece scalpore e divenne rapidamente una delle prove più potenti della brutalità della schiavitù, si legge sul sito della National Portrait Gallery, uno dei musei della rete dello Smithsonian finiti di recente nel mirino revisionista di Trump. Il sito cita il parere di un giornalista dell’epoca: “Questa fotografia in formato biglietto da visita dovrebbe essere moltiplicata per centomila copie e diffusa in tutti gli Stati. Racconta la storia in un modo a cui persino la signora Harriet Beecher Stowe (l’autrice della Capanna dello Zio Tom, ndr) non può arrivare, perché dice più di mille parole”.


Tra i parchi nazionali che avrebbero subito le conseguenze della direttiva Trump ci sarebbe anche Harpers Ferry in West Virginia dove l’abolizionista John Brown guidò un’incursione per armare schiavi in rivolta.


“The scourged back” è una delle fotografie più strazianti ma anche più importanti di tutti i tempi. Rimuoverla non solo cancella la storia dei neri, ma la storia mondiale nel suo complesso. Nessun leader mondiale dovrebbe essere autorizzato a farlo.

George Orwell aveva ragione, in particolare al concetto espresso nel suo romanzo distopico 1984 secondo cui "Chi controlla il passato controlla il futuro, e chi controlla il presente controlla il passato". Quando la memoria collettiva viene cancellata o manipolata da un regime totalitario, si perdê-la capacità di criticare o opporsi all'autorità, rendendo la società vulnerabile e priva di libertà, come sottolineato dalla sorveglianza costante e dalla manipolazione della storia.


Will Smith è il protagonista del film “Emancipation” di Antoine Fuqua. Il film è ispirato alla storia vera di Peter, uno schiavo che fuggì da una piantagione nel 1863 Nella trama, uno schiavo fuggitivo attraversa le paludi della Louisiana per sfuggire ai proprietari delle piantagioni che lo hanno quasi ucciso.



Quando una mattina del marzo 1863 un uomo di nome Peter inciampò nelle linee dell'Unione e cadde nelle braccia dei soldati di Abraham Lincoln, pochi potevano credere che fosse riuscito a sopravvivere. Inseguito per chilometri dai segugi, aveva corso a piedi nudi e senza sosta attraverso paludi, torrenti e campi per 10 giorni. Esausto e quasi privo di sensi, i suoi vestiti erano laceri e intrisi di fango, sudore e sangue. Ma il suo viaggio non era nulla in confronto agli orrori da cui Peter era fuggito. Uno dei 40 africani ridotti in schiavitù in una piantagione della Louisiana, era stato sottoposto a quotidiane crudeltà insopportabili da parte dei suoi proprietari bianchi, John e Bridget Lyons, tra cui una brutale frustata che lo aveva quasi ucciso. Ma fu quando si tolse la camicia per una visita medica che i presenti rimasero davvero scioccati e l'uomo, che divenne noto come Whipped Peter, lasciò il segno nella storia. Una foto della schiena lacerata di Peter divenne una delle immagini più diffuse dell'epoca sulla schiavitù.

Era la prova visiva incontestabile della brutalità della schiavitù, che contribuì a galvanizzare l'opinione pubblica e ad alimentare il fuoco dell'abolizione durante la guerra civile. Nonostante il suo calvario, Peter si arruolò nell'esercito dell'Unione e combatté per sconfiggere il Sud confederato e liberare ogni altro africano schiavo dalla schiavitù.

Il giornale The Liberator disse che aveva combattuto come sergente durante l'assedio di Port Hudson nel maggio 1863, che riconquistò il fiume Mississippi. È noto per essersi arruolato nell'unità della guerra civile delle truppe di colore degli Stati Uniti.

Poco dopo, è scomparso nella storia e non si sa nient'altro di ciò che gli è successo. Ma la forza e il coraggio di Peter hanno riecheggiato nel corso dei decenni e la sua foto continua a ricordare alla gente gli orrori della schiavitù.


Fonte:https://www.washingtonpost.com/climate-environment/2025/09/15/national-parks-slavery-information-removal/

Fonte: https://www.mirror.co.uk/tv/tv-news/heartbreaking-story-behind-smiths-whipped-28183246


venerdì 29 ottobre 2021

In Italia il Ddl Contro l’omotransfobia viene bloccato, negli Usa arriva il passaporto senza genere


di VIOLA RIGOLI

In Italia si esulta in Aula perché la legge contro l’omotransfobia non passa, negli Stati Uniti viene rilasciato il primo passaporto in cui il genere sessuale viene indicato con la “X”.

La decisione presa dall’amministrazione Biden, segna una svolta storica nel riconoscimento dei diritti delle persone che non vogliono essere identificate con la classificazione binaria “uomo” e “donna”.

Passaporto senza genere

E così, dal prossimo anno, con l’aggiornamento di tutti i moduli federali, sarà più facile inserire nella propria richiesta la nuova opzione. Gli Stati Uniti, dopo gli anni trumpiani, tornano a promuovere l’inclusività la libertà, la dignità e l’uguaglianza di tutte le persone. Comprese le persone LgbtqI+.

Intersessualità riconosciuta dagli Usa


La prima persona a ottenere il passaporto, anche se per motivi di privacy non è stato confermato dal Dipartimento di Stato, sarà il veterano della Marina, intersessuale del Colorado, Dana Zzyym, militare americano che da anni combatte una battaglia legale per veder riconosciuta la propria intersessualità, dopo che le fu negato il passaporto per uscire dal Paese per non aver sbarrato sulla domanda né la casella “maschio” né quella “femmina”. Nessun tribunale, anche dopo numerosi interventi chirurgici anche durante l’amministrazione Obama, ha mai voluto riconoscere il suo genere “X”.

Passaporto senza genere: grazie Biden

Ma i tempi, fortunatamente, cambiano. Almeno in America. E con l’arrivo alla Casa Bianca di “Sleepy” Joe, i diritti civili tornano in primo piano. Biden nomina la transgender Rachel Levine viceministro della Sanità, e poi ammiraglio medico e impone il divieto di discriminare a scuola in base all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Il militare Dana Zzyym ora può partire

Il riconoscimento del passaporto X renderà più facile la vita di almeno 1,2 milioni di adulti americani non binari, 2 milioni di transgender e 5,5 milioni di persone che si considerano “intersessuali”. Almeno in partenza, perché all’arrivo in Paesi dove tutto questo non è neanche immaginabile, cosa succederà al momento ancora non è chiaro.



Intanto, però, Dana Zzyym ora potrà viaggiare fuori dal Paese, la sua battaglia è stata vinta e la sua intersessualità è stata ufficialmente riconosciuta. Del resto, come ha commentato: «Solo i criminali e i prigionieri non hanno il permesso di uscire dal Paese». Gli Stati Uniti si aggiungono ad Australia, Nuova Zelanda, Nepal e Canada.


Rachel Levine : prima ammiraglia a 4 stelle transgender.

Rachel Levine ha abbattuto un altro muro: dopo essere diventata la prima transgender nella storia del governo americano, come viceministra della Sanità, adesso è la prima alta ufficiale a quattro stelle dell’amministrazione federale. Pediatra, professoressa universitaria e attivista Lgbtq+, Levine è stata nominata dal presidente Joe Biden ammiraglia del Corpo incaricato del servizio sanitario pubblico, formato da personale sanitario che interviene in caso di emergenze per la salute o disastri ambientali.

“Questo è un momento storico - ha commentato, subito dopo il giuramento - e io sono onorata di assumere l’incarico, per l’impatto che avrà nella vita delle persone e per ciò che rappresenta”. Da mesi Levine è diventata la voce di persone che vivono ai margini, o senza rivelarsi, e uno dei simboli più forti del passaggio da un presidente sessista e transomofobo a uno che, nonostante sia più vecchio, ha aperto fin da subito al riconoscimento di una sessualità più ampia. L’ammiraglia Levine indosserà regolarmente la divisa blu da primo ufficiale e guiderà un esercito di seimila professionisti sanitari in uniforme.


“Siamo estremamente orgogliosi”, ha commentato il chirurgo generale Vivek Murthy, capo esecutivo e portavoce della sanità. “È un momento di grande orgoglio per tutti noi”, ha aggiunto il segretario alla Sanità Xavier Becerra. Nata da una famiglia ebraica a Wakefield, Massachusetts, 64 anni, sposata nell’88 e divorziata nel 2013, due figli, la transizione a donna completata nel 2011, nella sua carriera di dirigente sanitario Levine ha sempre conquistato una approvazione bipartisan, tanto da essere confermata tre volte dal senato della Pennsylvania nel ruolo di ministra statale della Sanità. A farla emergere come personaggio nazionale è stata la sua battaglia contro la dipendenza da oppioidi, che in Usa è causa di circa 300 mila morti ogni anno, e nel contrastare la pandemia da Covid.

giovedì 18 aprile 2019

Gli Usa di Trump sempre più transfobici: divieto alle persone transgender di servire in marina


Da ieri è entrato ufficialmente in vigore il ban per le persone transgender nelle forze militari statunitensi, una divieto voluto da Donald Trump nel luglio del 2017 e che ha fatto discutere tutto il mondo, in particolare le associazioni LGBT e la comunità scientifica, ancora una volta contrariata dalle politiche scellerate del Presidente.

A rischiare il posto di lavoro sono circa 13.700 militari transgender degli Stati Uniti, secondo i numeri del Palm Center, che sarebbero licenziati qualora emergesse il bisogno cure mediche correlate alla transizione di genere per alleviare i sintomi. Inoltre, le persone con disforia di genere non saranno più idonee ad intraprendere la carriera militare, tutti dovranno prestare servizio secondo il sesso alla nasciata, mentre chi ha avuto in passato episodi di disforia dovrà dimostrare di sentirsi stabilmente maschio o femmina coerentemente con il proprio sesso biologico da almeno 3 anni.

Un divieto grave che mette a rischio il lavoro, la libertà e la stessa salute di migliaia di persone, come sottolineato dal Palm Center: «Il fondamento logico alla base del divieto dipende dalle distorsioni scientifiche che l’American Psychological Association e l’American Psychiatric Association hanno condannato sin da subito. Facendo eco al principio della politica del “don’t ask don’t tell”, le persone transgender saranno costrette a lasciare l’esercito o a prestare servizio in silenzio, con la paura che esprimendo qualsiasi forma di angoscia possano essere considerate inadatte».

Le scuse di Rose McGowan ai militari transgender: guarda il video di PinkNews


venerdì 26 giugno 2015

" Oggi è un grande passo avanti nel nostro cammino verso l'uguaglianza. Gay e lesbiche hanno ora il diritto di sposarsi, proprio come chiunque altro. #LoveWins "

- Il presidente Barack Obama in un tweet dopo l'annuncio della Corte Suprema.


Il mondo celebra la legalizzazione del matrimonio gay negli Stati Uniti
Venerdì 26 Giugno 2015 - 09:43


La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso che la Costituzione impone agli Stati di celebrare e riconoscere il matrimonio tra due persone dello stesso sesso.


Questa è stata una delle decisioni più attesi degli ultimi decenni, quindi, anche il presidente Barack Obama ha accolto con favore l'annuncio stesso, attraverso il suo account sul social network Twitter.

La decisione è stata presa con cinque giudici favorevoli e quattro contrari: è stato stabilito che in base al Quattordicesimo emendamento della Costituzione americana – quello sull’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge – gli stati devono permettere a tutti i cittadini di sposarsi con chi vogliono e riconoscere i matrimoni gay celebrati fuori dai loro confini, mentre i divieti dei matrimoni gay sono incostituzionali. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha commentato la sentenza spiegando che si tratta di «una vittoria per l’America». Obama ha aggiunto che «quando tutti gli americani sono trattati in maniera uguale, siamo tutti più liberi».

È una sentenza storica: nonostante già 37 stati americani avessero legalizzato il matrimonio gay negli ultimi anni, e grazie a un’altra famosa sentenza della Corte Suprema il matrimonio gay sia già riconosciuto dal governo federale, ora è possibile celebrare i matrimoni gay e vederne riconosciuti i diritti anche a livello statale, in tutti gli Stati Uniti. Prima di questa sentenza il matrimonio gay era esplicitamente vietato in 13 dei 50 stati americani.


Congratulazioni a tutti coloro che credono nell'amore, nell'uguaglianza e nel rispetto degli altri. Dopo tutte queste notizie brutte, una per dare speranza, che piano piano il mondo possa diventare un posto migliore ‪#‎lovewins‬
Vanessa Mazza
 — innamorata.

lunedì 7 aprile 2014

Usa, poste dedicano francobollo a Harvey Milk

Il servizio postale americano ha dedicato un francobollo a Harvey Milk. il primo che onora un uomo politico apertamente gay.


Harvey Bernard Milk (Woodmere, 22 maggio 1930 – San Francisco, 27 novembre 1978) è stato un politico statunitense, militante del movimento di liberazione omosessuale. Fu il primo componente delle istituzioni statunitensi apertamente gay.

Fu assassinato insieme al sindaco di San Francisco, George Moscone nel 1978 dall'ex consigliere comunale Dan White. Nel 2009 ilPresidente degli Stati Uniti Barack Obama ha conferito alla memoria di Milk la massima decorazione degli Stati Uniti, la Presidential Medal of Freedom, per il suo contributo al movimento per i diritti dei gay.


Milk è oggi ritenuto un martire della comunità gay e del movimento di liberazione omosessuale.
Molte istituzioni della collettività gay statunitense sono intitolate a Milk (tra queste l'Harvey Milk Institute e l'Harvey Milk Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender Democratic Club di San Francisco)
Portano il suo nome alcune scuole a favore dei gay, come la Harvey Milk School di New York.
Un ristorante, presso l'Università di Warwick è stato chiamato “Harvey's”.
L'assemblea degli studenti dell'Università di Leeds ha chiamato un locale notturno “Harvey Milk Bar”.
Il 25 febbraio 2011 il consiglio comunale della città di Pescara ha approvato con una larga maggioranza la proposta, presentata il 17 maggio 2010 (Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia), di intitolare una via cittadina ad Harvey Milk.


Anche il cinema si è occupato della vicenda di Harvey Milk:

La vita di questo politico è stata immortalata nel documentario The times of Harvey Milk (1984), che ha vinto l'Academy Award al miglior documentario.
Il film del 1999 Execution of justice, basato su un'opera teatrale (dallo stesso titolo) scritta da Emily Mann, ripercorre le fasi dell'assassinio.
Nel 2000 il film televisivo, American Justice: It's Not My Fault - Strange Defenses esamina l'assassinio usando filmati d'archivio su Milk e White.
Nel 2009 è uscito nelle sale un biopic sulla vita di Harvey Milk intitolato semplicemente Milk, diretto da Gus Van Sant ed interpretato da Sean Penn, il quale ha vinto l'oscar come miglior attore protagonista.
Il regista Bryan Singer ha avuto in progetto la realizzazione di un film, poi sospeso, intitolato The Mayor of Castro Street, biografia sulla vita di Milk.

venerdì 15 novembre 2013

Il cantautore Matt Nathanson, trova l'amore nel suo nuovo video " Kinks Shirt "Love Story con una Transgender.

Matt Nathanson è tornato con un video per il suo singolo "Kinks Shirt" con un tocco friendly impressionante.

La clip presenta un storia d'amore con una ragazza transgender - in un modo incredibilmente disinvolto.

Il video è toccante e divertente, ma allo stesso tempo fa una dichiarazione molto  precisa su l'accettazione e su l'uguaglianza. Lasciate che la gente sia ciò che sono ... l'unica strada da seguire in questa vita è di accettazione e uguaglianza per tutti, punto."

Nathanson ha una storia di amicizia positiva con la comunita LGBT. L'anno scorso ha pubblicato " Modern Love ", che ha celebrato le coppie gay e lesbiche a San Francisco.

Il musicista ha anche in programma di partecipare al
CYNDI LAUPER & FRIENDS - Home for the holidays Concerto di beneficenza che si propone anche di aumentare la consapevolezza su quanti giovani gay, lesbiche, bisessuali e transessuali siano senza fissa dimora. Il concerto si tieni nel mese di dicembre, per raccogliere fondi per combattere il problema dei senzatetto tra i giovani LGBT .



mercoledì 7 novembre 2012

Ti svegli un mattino e 4 paesi hanno esteso il matrimonio alle coppie gay. In Italia una parte delle forze politiche Pdl, Lega e Udc , sono state capaci di bocciare una norma contro la violenza omofoba e transfobica.


 Grazie America per aver fatto vincere l’AMORE.

Giornata storica: ieri la Spagna, questa notte gli Stati Uniti, questa mattina la Francia.

Nei referendum indetti in contemporanea con le presidenziali che hanno eletto Obama gli americani approvano per la prima volta alle urne i matrimoni tra omosessuali.

Referendum, l’America dice si alle nozze gay Via libera ai matrimoni omosessuali negli Stati di Washington, Maryland e Maine. Dove gli elettori oltre a scegliere il presidente americano erano chiamati a pronunciarsi sulle nozze tra persone dello stesso sesso. Esito identico per lo stato del Maryland, che ha approvato la legalizzazione del matrimonio omosessuale. Il "sì" al referendum ha ottenuto il 52% delle schede, secondo le stime diffuse dalla Cnn e dalla Nbc sul 93% dei voti scrutinati. I matrimoni omosessuali sono legali anche nello stato di Washington.

Il governo francese ha approvato oggi il progetto di legge che legalizza il matrimonio omosessuale. Il provvedimento, che dovrà essere esaminato dal parlamento, prevede la formula del "matrimonio per tutti".

In pratica, la definizione del codice civile cambierà da unione "fra un uomo e una donna" a quella di unione "fra due persone". Di conseguenza i coniugi gay avranno esattamente gli stessi diritti e doveri degli eterosessuali, potranno adottare figli ed erediteranno dal partner.

La legalizzazione dei matrimoni gay era una delle promesse elettorali del presidente francese Francois Hollande. Secondo la portavoce del governo, Najat Vallaud-Belkacem, il provvedimento rappresenta "un progresso per l'intera società, non solo per pochi". Il 65% dei francesi, afferma oggi un sondaggio Ifop, sostiene i matrimoni omosessuali, ma la percentuale si riduce al 52% per l'adozione. Ma l'opposizione, a partire dall'Unione per un Movimento popolare dell'ex presidente Nicolas Sarkozy, intende dare battaglia sul provvedimento, decisamente avversato dalla Chiesa cattolica. La settimana scorsa, il cardinale André Vingt Trois ha aperto a Lourdes la riunione della conferenza episcopale da lui presieduta con un duro attacco al matrimonio omosessuale, definito una "frode" che rischia di minare le fondamenta della società. Contro le nozze gay si sono schierati anche i leader religiosi ebraici e musulmani.(http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Matrimoni-gay-anche-la-Francia-dice-si-Approvata-la-legge-per-legalizzare-le-unioni_313869318072.html)

MADRID.
Una sentenza storica e lungamente attesa, salutata con sollievo dalle oltre 22.442 coppie omosessuali sposate dall’entrata in vigore della normativa pioniera in materia, che nel 2005 divenne il simbolo delle politiche di uguaglianza e della protezione dei diritti di cittadinanza del primo esecutivo socialista di Zapatero.

La Spagna fu allora il quarto Paese nel mondo a riconoscerle, dopo Olanda, Belgio e Canada e il suo esempio è stato seguito da una decina di Paesi. Il Partito Popolare, con l’allora leader dell’opposizione, Mariano Rajoy, attuale premier, presentò il ricorso alla suprema corte sia contro la polemica riforma del codice civile che riconosceva le nozze fra coppie dello stesso sesso che contro il diritto all’adozione, introdotto dalla normativa.

La sentenza della Corte costituzionale, coi voti a favore di 8 magistrati e 3 contrari, con una maggioranza più ampia di quella attesa, avalla in toto la normativa, anche se le motivazioni saranno rese note nei prossimi giorni.Immediata la reazione del ministro di Giustizia, Alberto Ruiz Gallardon, che in dichiarazioni ai media ha assicurato che il governo del Pp «si atterra’ alla sentenza della Corte Costituzionale, non modificherà la vigente legge e, pertanto, lascerà esattamente la regolazione che i giudici togati hanno avallato». Il ministro ha riconosciuto che la sentenza «convalida che l’unione fra persone dello stesso sesso rientra nella concezione di matrimonio raccolta nel testo costituzionale, stabilendo una dottrina vincolante». 

La sentenza è stata celebrata in diretta da un concentramento organizzato dai collettivi di omosessuali, al quale hanno partecipato famiglie e gente comune, a Puerta del Sol, fra sventolii di bandiere arcobaleno.
Oltre 4.573 coppie gay si sono sposate nel solo 2006 e, da allora, una media di 3.000 l’anno, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica. La media è aumentata del 21,5% lo scorso anno, fino a quota 3.880, dal momento, per il timore che potesse prosperare il ricorso davanti alla Corte Costituzionale. «Il minimo è che il Pp chieda scusa per la minaccia velata, permanente, che ha fatto gravare sui cittadini», ha dichiarato la portavoce del Psoe, Elena Valenziano, nel commentare la sentenza con i media. «È una sentenza giusta e rappresenta un grande passo avanti, senza ritorno, sulla strada dei diritti civili», ha commentato alla radio Cadena Ser Ernesto Gasto, consigliere socialista di San Sebastian, nel Paese Basco, che è stato il primo politico spagnolo a convolare a nozze con il consigliere socialista Inigo Alonso, di Lasarte, in Guipuzocoa, nel settembre del 2005. «Abbiamo diritto ad essere felici. Questo è un grande giorno per il nostro Paese», ha assicurato Gasto, senza poter trattenere lacrime di commozione.

In Italia, una parte delle forze politiche del paese sono state capaci di bocciare una norma contro la violenza omofoba e transfobica. Oggi infatti e’ stato bocciato in Commissione Giustizia alla Camera il testo base contro l’omofobia e la transfobia, che prevedeva l’estensione della legge Mancino. Pdl, Lega e Udc hanno votato contro, con le sole astensioni di Carfagna e Ria; mentre il Partito Democratico e l’Italia dei Valori, che avevano proposto lo stesso identico testo normativo, hanno votato a favore”.


venerdì 31 agosto 2012

Obama vuole solo distruggere la “tradizione” del matrimonio!





Obama vuole solo distruggere la “tradizione” del matrimonio!

Altre “tradizioni” che abbiamo distrutto: schiavitù, lavoro minorile, nessun diritto alle donne, segregazione razziale …


La libertà e la ragione sono gli strumenti per cambiare il mondo.

martedì 1 novembre 2011

Bodybuilder transessuale partecipa a concorsi prima come uomo, ora come donna.


Per 20 anni era un bodybuilder professionista e gareggiava nella categoria maschile nei concorsi, tuttavia, non era felice con la sua condizione cosi ha deciso di iniziare la sua transizione. Nel 2008 ha iniziato un trattamento ormonale, un anno dopo l'impianto chirurgico al seno la Femminilizazzione del viso, ora è Chris Tina Foxx Bruce e si sfiderà nelle gare di bodybuilding da donna !

A 42 anni, ormai, la transex è padre di due figli, vive a San Diego (California, USA) , ha divorziato nel 2007 e ha deciso di seguire il suo cuore e istinto, diventando una donna. E 'un po' strano questo, dal momento che abbiamo l'impressione che anche le donne che praticano il bodybuilding sono un po 'maschili, ma Chris, che è in questo mondo dal 1993, ha seguito il percorso opposto e andato alla ricerca della sua femminilità .

Oltre al trattamento ormonale lei ha cambiato anche il modo di allenarsi, ora che vuole partecipare in una categoria completamente diversa nelle competizioni. Mentre culturisti donne hanno bisogno di aumentare la massa muscolare, Chris corre nella direzione opposta e precisa che deve perdere muscolo e guadagnare forme femminili , all'interno di ciò che è consentito in questo universo - i giudici basano le loro decisioni su criteri che includono la bellezza, simmetria e forma femminile .

Il suo ingresso nel concorso come donna non ha trovato nessuna opposizione dalla parti dei giudici e, Chris e l'allenatore sono certi che lei non avrà nessun vantaggio sulle altre partecipanti. Chris crede che la sua partecipazione sia già una gran vitoria e crede che qualsiasi risvolto positivo che possa accadere sarà solo una cigliegina sulla torta.

lunedì 25 aprile 2011

TRANSESSUALE PICCHIATA AL MCDONALD'S: VIDEO CHOC SCUOTE GLI USA


Attenzione: La scena che state per vedere sono barbarie, e questo video è nauseante. Per due motivi: non solo per l'aggressività, ma anche per i dipendenti di McDonald's che non hanno fatto nulla per fermare la violenza. Il linciaggio di una transessuale avvenuto in un McDonald's nello Stato del Maryland, USA.


BALTIMORA - E' stata picchiata a sangue, a calci in faccia, all'interno di un McDonald's, davanti agli occhi esterrefatti dei camerieri, uno dei quali ha ripreso la scena con il telefonino, ma che non si sono nemmeno sognati di intervenire. Vittima della feroce aggressione, una trans di 22 anni, Chrissy Lee Polis, che ha raccontato di essere stata avvicinata con una scusa da una delle due ragazze, entrambe di colore, che l'hanno pestata. "Ho paura ad uscire di casa, è stata un'aggressione razzista - ha detto al Baltimore Sun - una delle due ragazze si è avvicinata e mi ha detto che stavo guardando il suo uomo. Poi hanno iniziato in due a tirarmi i capelli, a sbattermi per terra, a darmi calci sul viso e sul corpo. E' stato orribile, ogni volta che provavo a scappare mi seguivano e continuavano a picchiarmi". Il caso è venuto fuori qualche giorno fa, quando Vernon Hackett, cameriere del McDonald's che aveva ripreso la scena con il telefonino, ha messo online il video choc, che ha totalizzato centinaia di migliaia di visualizzazioni. "Lo staff, anzichè difendermi, difendeva quelle due ragazze - ha detto ancora Chrissy - nessuno faceva niente per fermarle, a un certo punto hanno detto loro di scappare perché stava arrivando la polizia. Ricordo il ragazzo che riprendeva la scena, gli urlai di togliersi di torno, ma lui restava lì a riprendere tutto". McDonald's ha chiesto scusa per il comportamento del suo staff, ed ha licenziato Hackett, ma infuria la polemica, in tutti gli Stati Uniti.
Fonte:http://www.leggo.it/articolo.php?id=118153&sez=ESTERI

Chrissy Lee Polis è stata attaccata da due ragazze di colore, presumibilmente 14 e 18 anni, davanti a una platea di funzionari che non hanno fatto nulla per aiutarla. Solo un cliente cerca di intercedere per fermare le barbarie.

Alla fine, con la vittima sanguinante sul pavimento in convulsioni, i funzionari come si può vedere nel filmato proteggono gli aggressori dicendo di scappare perchè sta arrivando la polizia.

McDonald's semplicemente rilascia una dichiarazione con il bla-bla-bla solito dicendo che la catena "si sforza di essere un luogo sicuro ed accogliente per tutti coloro che lo visitano. Niente è più importante per noi che la sicurezza dei nostri clienti, e il personale dei nostri ristoranti ". Hanno appena licenziato un dipendente, quando lo si sarebbe dovuto fare con tutti gli altri presenti in quel momento, non solo quello che ha filmato la violenza, che secondo me ha le stesse colpe degli aggressori.

Vanessa Mazza.