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sabato 6 agosto 2011

Risarcita Trans licenziata perché utilizzava bagni donne


Utilizzava i bango delle donne. Per questo la società per la quale lavorava l'ha licenziata. Adesso, però, Ashley Yang è stata risarcita e i manager dovranno sensibilizzarsi alla causa ,.

Ashley Yang era stata licenziata dall'amministrazione della società di trasporti per cui lavorava all'areoporto di , perché utilizzava la stanza e i bagni delle donne. Ha ricevuto un risarcimento a cinque cifre, gli stipendi arretrati e la garanzia che i maneger dell'azienda dovranno sensibilizzarsi alla situazione dei transgender. Una polemica simile a quella nata in Italia quando in Parlamento l'onorevole del PDL Elisabetta Gardini lamentò la presenza della collega del PRC Vladimir Luxuria nel bagno delle deputate.

Fonte;http://www.gay.it/channels/foto_articolo.php?id=32238

"Sei il nostro disonore" E accoltella il fratello gay


Cerignola, colpito da 19 fendenti.
L’uomo fermato:tentato omicidio

CARMINE FESTA
CERIGNOLA
Per Pasquale Intellicato, 20 anni, avere un fratello omosessuale, Antonio di 40 anni, è sempre stato un incubo. Un incubo - a suo dire - che iniziava ogni mattina quando il giovane si lasciava alle spalle il portone di casa. Di lì in avanti e ogni giorno, il suo percorso sarebbe stato funestato da sorrisetti, pettegolezzi, chiacchiere e allusioni pesantissime.

Tanto che Pasquale ha pensato che l’omosessualità di suo fratello fosse il «disonore della famiglia». Un disonore da cancellare a tutti i costi. L’altra sera la famiglia Intellicato era riunita nella cucina dell’abitazione materna. C’erano tutti: i due fratelli ed una sorella in compagnia della madre, riuniti a cena e per le solite quattro chiacchiere che scandiscono le serate estive. All’improvviso la discussione è degenerata: «Lo sanno tutti che sei gay, il disonore della famiglia e di tutto il paese». Pasquale ha afferrato due coltelli e si è lanciato contro Antonio. Lo ha colpito diciannove volte in preda ad un raptus che nessuno si aspettava e che nessuno ha avuto nemmeno il tempo di provare a fermare. Antonio è caduto sotto la furia del fratello, che ha indirizzato i fendenti all’altezza del torace colpendolo anche all’addome.

Le sue condizioni sono gravi ma non disperate, dicono dagli «Ospedali Riuniti» di Foggia dove è stato ricoverato ed operato d’urgenza. In ospedale Antonio c’è arrivato ancora cosciente: era una maschera di sangue, ma ha avuto il tempo e la forza di dire ai poliziotti ed agli operatori del 118 il nome del suo aggressore. Suo fratello. Che è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e rinchiuso nel carcere foggiano. A Pasquale i poliziotti sono arrivati dopo una caccia all’uomo durata poche ore. Dopo l’aggressione violenta contro suo fratello, il giovane è andato verso casa sua per salire a bordo del motoape con il quale probabilmente aveva in mente di iniziare la sua fuga. Gli agenti lo hanno bloccato proprio lì e nel motoape hanno trovato anche uno dei due coltelli ancora insanguinato con cui Pasquale aveva deciso di «cancellare il disonore».

Un «disonore» vissuto quotidianamente e del quale Pasquale non riusciva a liberarsi. Una ossessione aggravata - secondo lui - da allusioni pesantissime dei cerignolani del quartiere anche nei confronti della famiglia. Cose molto più pesanti di sfottò che il ragazzo non è mai stato disposto ad ignorare. Non ci riusciva mentre il suo pensiero coltivava l’odio per la tendenza sessuale di quel fratello che, ogni giorno, indicava sempre più come il componente della famiglia di cui vergognarsi, il parente scomodo per colpa del quale il nome degli Intellicato era finito sulla bocca di tutti. Antonio stando ai racconti della gente nel quartiere Addolorata - non faceva niente per celare la propria omosessualità. Una condizione vissuta serenamente ma difficilmente al riparo da facili allusioni. Quelle che per Pasquale erano diventate insopportabili. Un tormento, un pensiero fisso al quale presto si è aggiunto quello che gli ha procurato il raptus sfociato nella violenta aggressione.

Fonte:http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/414761/

venerdì 5 agosto 2011

Paola Concia dice Sì a Ricarda: Ma non in Italia, dove non è possibile; ma in Germania.


Si è battuta per anni per i diritti degli omosessuali. Ma è dovuta andare in Germania per vedere riconosciuto il suo amore. Paola Concia, 48 anni, ha detto «sì» a Ricarda Trautmann, 44, criminologa di Colonia, che le ha risposto «ja» (in tedesco), nel comune di Francoforte. Ad assistere alla cerimonia c'erano gli amici, i fratelli e (persino) le ex fidanzate che le hanno seguite per sostenerle in questo giorno speciale.

La deputata del Pd, 48 anni, da sempre impegnata in parlamento per i diritti gay, si è sposata a Francoforte con la sua compagna Ricarda, 44 anni.

“L'amore é un mare aperto e noi siamo due naufraghe”: è il messaggio che la Concia ha scritto su Facebook solo 13 ore fa. “Ciò che conta é non perdersi mai di vista, non distogliere mai lo sguardo l'una dall'altra”. E a decine sono arrivati i messaggi di auguri.
La notizia delle nozze arriva in esclusiva da Vanity Fair, dove potete trovare video e fotografie della cerimonia (qui il link del sito)
E' la prima volta che un parlamentare italiano si sposa con una persona dello stesso sesso.

Paola e Ricarda si sono conosciute 3 anni e mezzo fa, e convivono dal 2009 in un appartamento nella capitale.
Ad aprile scorso furono aggredite a Roma ("Lesbica di merda. Ai forni vi devono mandare"), di ritorno da un concerto, solo perché camminavano mano nelle mano.

Nonostante abbiamo ormai superato da più di un decenio gli anni 2000 sono ancora tanti i diritti che faticano ad essere rispettati e tra questi ci sono anche quelli delle coppie omosessuali che sono ancora troppo spesso vittime di discrminazioni da parte di molti membri della nostra società e che continuano a essere considerati dei “diversi”.

Proprio per questo a livello giuridico in Italia una coppia gay non può sposarsi nemmeno civilmente (la Chiesa accetta solo le unioni tra uomo e donna) e per questo quando uno dei due scompare chi rimane in vita è costretto a sopportare lunghe trafile burocratiche prima di riuscire a fare rispettare le volontà di chi si è amato per tanto tempo. Il matrimonio che unisce persone dello stesso sesso è quindi una un’istituzione che nel nostro Paese non può essere eseguita ed è per questo che chi vuole farlo è costretto ad andare all’estero come è il caso dell’ del Pd ,


Fonte:http://www.vanityfair.it/people/italia/2011/08/05/paola-concia-ricarda-trauttman#?refresh=ce

http://www.italiah24.it/italia/44884/lonorevole-paola-concia-e-la-sua-compagna-si-sono-sposate.html#ixzz1UAtdo597

Islanda ? A si, là dove fa molto freddo !


Pubblicato dal blog di Maurizio Ghignatti giovedì 4 agosto 2011

Una delle poche cose che si conoscono dell' Islanda, un'isoletta scarsamente abitata, con un freddo terribile !
Invece sarebbe bene approfondire ciò che è successo in quel paese del profondo nord, anche perchè la stampa non ne parla assolutamente, chissà come mai ?
Se i popoli europei sapessero come si sono comportati gli islandesi nei confronti della lobby bancaria che gestiva l'economia di quel paese, sarebbe molto pericoloso per chi gestisce la nostra crisi (BCE e banche private).
In due parole in Islanda:

1. hanno cacciato senza spargimento di sangue, l'intero governo venduto agli interessi delle citate lobby bancarie

2. hanno indetto nuove elezioni, con la presentazione di candidati che nulla avevano a che fare con la politica.

3. hanno indetto un referendum per decidere se affossare le famiglie con tasse introdotte per pagare i disastri dei banchieri speculatori o no ed il 93% ha votato per non pagare il debito.

Immaginatevi cosa succederebbe in Grecia e in Europa tutta se si spargesse questa notizia, accuratamente soffocata da tutti, tranne pochi blog ed un intervento sul Fatto Quotidiano:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/04/voglio-meno-avetrana-e-piu-rivoluzione-islandese/149795/comment-page-4/#comment-227218

Il problema è che le banche hanno da tempo immemorabile comprato i governi di tutto il mondo, tanto è vero che il sistema è lo stesso, e difatti la crisi quando arriva è globale. Mi riferisco al sistema di creazione del denaro dal nulla attraverso sistemi che si sono dati con il beneplacito dei governi che sono abbondantemente pagati per non parlare mai dell'argomento. Prestare soldi che non hanno è il loro must, chiederci sopra interessi è la ciliegina sulla torta, non riportare nulla nei bilanci è il massimo. Proventi colossali occultati attraverso false registrazioni contabili, è il sistema adottato. Da quando dietro il denaro a garanzia non vi è nulla, è cominciata la pacchia per le banche private e l'inferno per gli stati che chiedono denaro. Gli islandesi l'hanno capito, noi non potremo, anche perchè nessuno ne parla !

Fonte:http://causeeffettisoluzioni.blogspot.com/2011/08/islanda-ha-si-la-dove-fa-molto-freddo.html

GERMANIA Allianz, diritti assicurati Email del colosso tedesco contro il tabù nell'impresa: l'omosessualità.


da Berlino
NELLA FOTO

Christian Finckh, direttore del personale di Allianz.

Il nome di Allianz, il gruppo assicurativo più grande del mondo, non ha quasi bisogno di presentazioni. Non è dunque la ricerca di facile pubblicità la ragione che ha spinto il direttore del personale Christian Finckh, spalleggiato dal capo del gruppo Michael Diekmann, a inviare una email riservata ai rappresentanti del personale delle 30 principali imprese tedesche quotate in Borsa invitandoli a un confronto comune per affrontare l'ultimo tabù: le condizioni di lavoro delle minoranze sessuali all'interno delle aziende.
SULLA STAMPA LA LETTERA RISERVATA. La riservatezza è durata poco e il messaggio spedito con la posta elettronica è piombato anche nelle redazioni dei giornali. «Con lo slogan 'Insieme per ottenere di più' gli amministratori di Allianz intendono invitarla, assieme a rappresentanti del mondo politico, economico e sociale, a una discussione su una migliore integrazione di lesbiche, gay, bisessuali e transgender nel mondo del lavoro», è l'inizio della lettera ripubblicata testualmente sull'Handelsblatt, «e con questo vorremmo impegnarci per una sensibilizzazione verso queste persone e per dare una spinta verso un processo di cambiamento all'interno della cultura di impresa. Siamo certi che un tale impegno porti anche vantaggi economici a un'azienda».

Il gruppo assicurativo contro il tabù dell'omosessualità

NELLA FOTO

Michael Diekmann, presidente del gruppo Allianz.

La proposta è stata accolta dai destinatari con un misto di curiosità e sorpresa. Ma il quotidiano anseatico, sempre sensibile a tastare il polso del mondo economico è certo: «Il più grande gruppo assicurativo mondiale è pubblicamente sceso in campo per frantumare l'ultimo tabù dell'economia tedesca; l'omosessualità, ma anche la trans e la bisessualità, sono ora nell'agenda di Allianz».
Vengono a galla così domande di enorme portata: si tratta di una nuova e contemporanea forma di cultura d'impresa? Oppure Allianz si spinge, in maniera sleale, a invadere la sfera privata dei propri dipendenti? E ancora: non si corre in questo modo il rischio, anche non intenzionale, di chiamare in causa la politica con la sua mania di regolamentazione?
IL COINVOLGIMENTO DELLE IMPRESE. Sono domande cui i rappresentanti delle imprese che Allianz vorrebbe coinvolgere hanno cominciato a farsi, dopo il primo momento di sorpresa.
La questione è stata ormai posta sul tappeto in modi clamorosi e il dibattito è già cominciato. «Un portavoce della Lufthansa ha osservato che gli orientamenti sessuali dei dipendenti non sono fatti che devono interessare i vertici di un'azienda», ha ripreso l'Handelsblatt, «e la stessa opinione è stata ascoltata dalle parti di Volskwagen: le preferenze sessuali dei collaboratori non giocano alcun ruolo da noi».
I DUBBI SULLA PROPOSTA. I destinatari della mail si sono mostrati dubbiosi se accettare o meno l'invito alla discussione di Allianz, che vorrebbe far partire l'iniziativa alla fine di settembre.
Il quotidiano economico ha raccolto altri commenti: «Un portavoce del gruppo commerciale Metro ha detto che la tutela e l'incoraggiamento delle minoranze sessuali è già parte della loro politica del personale e dunque si sta valutando quale ulteriore conoscenza possa venire dall'adesione al confronto, mentre il capo del personale della Eon, Regine Stachelhaus ha già deciso di inviare al tavolo un semplice dirigente di settore. Due altre aziende interpellate, la Eon e la Henkel si sono mantenute sul vago e anche dalla stessa Allianz non è venuto nessun commento, anche perché l'amministrazione è rimasta spiazzata dalla soffiata ai giornali».

La richiesta di sostegno al network Milk

NELLA FOTO

Jutta Rump, docente di direzione del personale alla Scuola superiore di scienze applicate di Ludwigshafen.

Il colosso assicurativo non intende muoversi da solo su questo terreno e ha chiesto la collaborazione di un network molto noto, Milk, impegnato da anni non solo nell'eliminazione degli svantaggi per le minoranze sessuali, ma soprattutto nell'individuazione dei meccanismi per favorirne l'ascesa.
«Il suo presidente Stuart Cameron ha sostenuto che il tema deve essere più presente in una cultura aziendale moderna», ha aggiunto l'Handelsblatt, «e gli attivisti sono sicuri di aver trovato in Allianz, un'impresa tradizionalmente conservatrice, il partner ideale per portare la questione allo scoperto».
IN AZIENDA CIRCA IL 7% DI OMOSEX. A differenza del dibattito sulle quote rosa in azienda, recentemente riportato alla ribalta politica dalla ministra Ursula von der Leyen, in questo caso una difficoltà è rappresentata dalla difficoltà di riferirsi a dati certi.
Nessun collaboratore è infatti obbligato a fornire indicazioni sul proprio orientamento sessuale. Ci si basa su pure stime, secondo le quali la quota di lavoratori omosessuali nelle aziende tedesche oscillerebbe tra il 5 e il 7% dell'intera forza lavoro. E nessun imprenditore contesta seriamente il fatto che essi debbano essere trattati in maniera uguale.
Non esistono indicazioni che rivelino, per esempio, salari più bassi ed è difficile anche indagare se ci siano disparità riguardo la carriera.
LA PAURA DI DISCRIMINAZIONI. Resta la considerazione che molti omosessuali evitano di dichiarare il proprio orientamento sessuale per paura di giudizi o discriminazioni. «E proprio tali discriminazioni», ha concluso Jutta Rump, docente di direzione del personale alla Scuola superiore di scienze applicate di Ludwigshafen, «o una sorta di riservatezza nell'approccio con i colleghi di lavoro omosessuali ha come conseguenza una perdita di produttività. E questo è un tema che dovrebbe interessare in primo luogo le aziende. Negli ultimi cinque-dieci anni, tuttavia, le condizioni di lavoro sono già migliorate».

Fonte:http://www.lettera43.it/attualita/22700/allianz-diritti-assicurati.htm

Torre del Lago: Sciopero della fame dell'imprenditrice trans


Sul lungomare di Torre del Lago, sede di varie realtà imprenditoriali ,che ogni estate attraggono migliaia di turisti, c'è una scarpa decoltè alta quasi due metri. Posizionata fuori dal , quel tacco annuncia agli avventori che da lì inizia il tratto gay del lungomare. Sabato scorso però, a Regina Satariano, proprietaria del Priscilla il Comune di Viareggio ha notificato la chiusura del locale a mezzanotte e per tre mesi a causa dei decibel troppo alti, secondo i vigili urbani chiamati ad effettuare il controllo, della musica durante il karaoke. Da qui la decisione drastica: iniziare uno sciopero della fame.

Il provvedimento che ha punito il Priscilla è infatti l'ennesima battaglia del Comune di Viareggio contro gli imprenditori lgbt e combattuta dall'amministrazione che governa il territorio a colpi di burocrazia. L'elenco di ordinanze contro i locali gay della marina di Torre del Lago è infatti lungo e tempestato di sanzioni e imposizioni di vario tipo: dal rifiuto alle richieste di installare insegne luminose (disturberebbero la fauna dell'adiacente parco naturale) a quello di fare animazioni sulle terrazze dei due locali da ballo; dal divieto per le discoteche di tenere la musica oltre le 3 del mattino alle multe inflitte anche per pochi minuti in cui tale orario viene sforato. E così via, la lista è lunga e fino ad oggi i proprietari dei locali lgbt hanno pagato multe salatissime di migliaia e migliaia di euro frutto di controlli continui.

Ecco perché la misura adottata nei confronti del locale gestito da Regina Satariano è stato vissuta da tutto il Consorzio degli imprenditori lgbt come l'ennesima inutile vessazione a danno alle tasche private degli imprenditori oltre che all'economia locale che si giova dell'attrattiva turistica della zona per 6 mesi l'anno anche grazie a iniziative di richiamo nazionale come Miss Trans Italia organizzata proprio al Priscilla e altri concorsi come Mister Gay Italia, Miss Gaya e Miss Drag Queen Italia, realizzati soltanto con contributi privati.

L'inziativa di Regina Satariano non è la prima di questo genere per protestare contro i provvedimenti del Comune di Viareggio. In un incontro col Sindaco avuto poche settmane fa, la trans si fece fotografare sulla poltrona del primo cittadino, un'immagine che venne poi pubblicata su Facebook insieme ad un gruppo dal nome "Regina Sindaco di Viareggio". Che un gesto simile abbia contribuito ad alimentare la rabbia della politica verso l'imprenditrice?

Solidarietà da Franco Grillini - «Forse l'amministrazione locale non ama il Friendly Versilia - dice il direttore di Gaynews Franco Grillini -, certo è che in quel luogo il presunto rumore non da fastidio a nessuno e quindi siamo inevitabilmente portati a pensare che la decisione del comune sia tutta politica. Solidarietà quindi a Regina Satariano e alla sua clamorosa protesta con lo sciopero della fame. Facciamo un appello - conclude Grillini - perché chiunque abbia a cuore gli spazi di libertà in questo paese si mobiliti a difesa di un importante luogo di incontro e di socializzazione».

Il Dubbio

pubblicata da Regina Satariano il giorno mercoledì 3 agosto 2011 alle ore 17.21

Carissimi

Grazie per la solidarietà,voglio raccontarvi alcune sensazioni che come attivista della Comunità LGBT stò vivendo.

Alcuni atteggiamenti Mi pongono un dubbio..tutto questo controllare punire presenziare non pare essere fine a se stesso ma frutto di una strategia che porta i soggetti allo sfinimento.

E'come se qualcuno ci volesse far rinunciare a quanto negli anni abbiamo conquistato mettendoci nella condizione di essere Noi ad abbandonare il campo.

Non comprendo l'uso della telecamera che (forze dell'ordine oppure polizia amministrativa) riprende continuamente da ogni punto gli ospiti che vengono a Torre del lago.

Che bisogno c'è? Che fine fanno queste immagini? Come pensiamo di incentivare il Turismo quando abbiamo un regolamento che lo incentiva chiudendo la musica alle Tre (con il non udibile alle Quattro...baggianata in piena estate poi).

Ecco tutti questi dubbi incominciano a venire quando ogni tassello che d'apprima sembrava staccato per conto suo incomincia ad avere un senso solo se collegato agli altri .

Ecco la decisione del Mio sciopero della fame . Voglio che si giochi a carte scoperte abbiamo de tempo piegato la testa in cambio di briciole non permettiamo che questo riaccada!

un abbraccio Regina Satariano (http://www.facebook.com/notes/regina-satariano/il-dubbio/218671011512333 ) per conoscere meglio il priscilla (http://www.wix.com/mirkovigni/priscilla-prova-1#!__main/miss-trans )


Fonte:http://www.gay.it/channel/attualita/32223/Torre-del-Lago-Sciopero-della-fame-dell-imprenditrice-trans.html

(Repubblica.it) Bocconi, studente sospeso un anno per scritte e insulti contro i gay


Bocconi, studente sospeso un anno per scritte e insulti contro i gay
Aveva minacciato un ragazzo e lasciato scritte razziste in bacheca. La decisione del consiglio di facoltà. L’associazione degli omosessuali di ateneo: “Messaggio di speranza dopo la bocciatura della legge anti discriminazione alla Camera”

di LUCA DE VITO

MILANO - Linea dura della Bocconi contro le aggressioni omofobe in ateneo. Il consiglio di facoltà ha deciso di sospendere per un anno intero l’autore delle scritte e degli insulti che tre mesi fa hanno preso di mira gli iscritti all’associazione Best (Studenti Bocconi Equal Students). «Lo studente responsabile è stato identificato, sottoposto a provvedimento disciplinare e portato avanti al consiglio di facoltà», ha fatto sapere ai membri dell’associazione il consigliere delegato della Bocconi Bruno Pavesi.

Una decisione senza precedenti, quella presa dall’ateneo, dettata dalle regole dell’Honor Code introdotto da circa un anno in via Sarfatti. E una decisione che arriva quasi in contemporanea con la bocciatura della legge contro l’omofobia alla Camera. Una coincidenza, questa, che non è sfuggita ai ragazzi del Best che hanno visto il provvedimento dell’università come «un messaggio di speranza agli studenti bocconiani e non solo» arrivato dopo il «voto circa le pregiudiziali di incostituzionalità in relazione al ddl». Gli studenti dell’associazione, in merito alla decisione presa, si dichiarano «soddisfatti delle misure prese da parte dell’Università Bocconi contro l’individuo in questione e si augurano che procedimenti come questo non debbano più ripetersi».

Gli episodi a cui si riferisce il provvedimento sono due. A Maggio un ragazzo dell’associazione era stato aggredito verbalmente e minacciato mentre cercava di evitare che strappassero i suoi manifesti, al quarto piano di via Sarfatti. Dopo un paio di settimane, alcuni poster del Best sono stati trovati imbrattati con scritte inneggianti all’olocausto: 'i froci si curano a Zyklon b' e 'l’hiv la vostra punizione'. Le indagini della commissione — effettuate anche attraverso l’osservazione dei nastri delle telecamere a circuito chiuso — hanno portato all’individuazione di un unico responsabile per entrambi i casi. Bocche cucite sulla sua identità, ma la punizione è stata tra le più dure: sospensione per un anno dall’Università con conseguente perdita delle sessioni di esami.

Il regolamento a cui hanno fatto riferimento i commissari parla chiaro. Tra le tipologie di comportamenti sanzionabili previsti dal codice d’onore c’è infatti il «causare un pregiudizio o un pericolo di pregiudizio all’incolumità fisica o morale di altre persone». Ergo, le offese e le aggressioni omofobe non sono comportamenti che possono essere tollerati dall’ateneo. Adesso l’aggressore non soltanto non potrà dare esami per un anno, ma porterà nel suo curriculum una macchia indelebile: tutte le sanzioni disciplinari sono infatti registrate nella carriera scolastica dello studente e vengono trascritte nei fogli di congedo e in sede di determinazione del voto finale di laurea.

Non è la prima volta che l’ateneo ricorre a provvedimenti disciplinari. Sanzioni più leggere sono state comminate a chi è stato sorpreso a copiare esami o tesi di laurea, ma anche a chi ha avuto comportamenti che non avevano a che fare con la didattica. Come quando alcuni studenti norvegesi sono stati puniti per aver sfasciato le stanze di un pensionato studentesco dopo essersi ubriacati. Oppure come quando i frequentanti di un corso extracurriculare di etica sono stati colti sul fatto mentre si firmavano le presenze obbligatorie, per coprirsi le assenze a vicenda.

Fonte:http://www.radicalimilano.it/public/Rassegna-Stampa/visua.asp?dati=ok&id=5058

È morto Rudolf Brazda



Era l'ultimo sopravvissuto dell'Olocausto ad essere stato deportato perché omosessuale

Mercoledì 3 agosto è morto in una casa di riposo di Bantzenheim, nella regione francese dell’Alsazia e vicino al confine con la Francia, Rudolf Brazda, l’ultimo sopravvissuto alla deportazione nazista degli omosessuali. Aveva 98 anni.

Di origine ceca, ma cittadino francese dal 1960, Brazda era stato nominato cavaliere della Legione d’Onore francese lo scorso aprile. Durante il nazismo circa 10mila persone vennero deportate a causa del loro orientamento sessuale. All’interno dei campi erano contraddistinti da un triangolo rosa cucito sui vestiti. Nato nel 1913 in Germania, in una famiglia ceca di lingua tedesca, Brazda era stato espulso nel 1937 nell’allora Cecoslovacchia dopo una condanna a sei mesi di prigione a causa della sua omosessualità. Dopo l’annessione del territorio dei Sudeti (la zona settentrionale dell’attuale Repubblica Ceca) da parte della Germania nazista nel 1938, Brazda era stato nuovamente condannato a 14 mesi di carcere e poi deportato, in quanto “recidivo”, nel campo di concentramento di Buchenwald, nella Germania centrale. Dopo la guerra si trasferì in Francia, anche se non imparò mai a parlare fluentemente il francese e preferì sempre esprimersi in tedesco. Insieme a Jean-Luc Schwab aveva pubblicato in Francia il libro di memorie “Itinerario di un Triangolo rosa” in cui narra i 32 mesi della sua prigionia.

Fonte:http://www.ilpost.it/2011/08/04/e-morto-rudolf-brazda/

giovedì 4 agosto 2011

Nelle scuole californiane arriva la "storia gay"


A partire dal gennaio 2012 nelle scuole pubbliche della California il «ruolo e il contributo» dato al Paese e al mondo da personaggi storici nazionali di orientamento omosessuale sarà materia d’insegnamento. Obbligatorio. (Si cercheranno così con il lanternino “padri della patria” ed eroi “diversamente americani” e, non trovandoli, andrà a finire che si applicherà il criterio opposto: non grandi personaggi gay, ma gay grandi personaggi.) Al contempo occorrerà far sparire qualsiasi affermazione o sussurro che possa anche solo lontanamente indurre a valutare criticamente gli omosessuali in ragione del loro comportamento sessuale. Per questo i libri di testo andranno tutti aggiornati, riveduti, messi in pari.

Così ha deciso il governatore Jerry Brown, cattolico, espresso dal Partito Democratico, che il 3 gennaio ha preso il posto di Arnold Schwarzenegger (Repubblicano, cattolico, e non esattamente un faro illuminante nemmeno lui quanto a difesa dei “princìpi non negoziabili”), firmando il 14 luglio la legge SB 48 approvata, dopo un infuocato dibattito, il 6 luglio scorso nel parlamento statale di Sacramento, la capitale californiana, con 49 voti a favore e 25 contrari. Tale legge non indica peraltro a quale ordine e grado d’insegnamento si riferisce la nuova decisione, motivo per cui essa diviene automaticamente applicabile a tutte le scuole, comprese le elementari, là dove anche ai più piccoli verranno così insegnate le mirabili gesta dei gay americani prima ancora di averli educati allo spirito critico che, gay o non gay, preparare la persona a mettersi con autenticità di fronte alle cose del mondo.

Brown lo ha fatto perché ha a cuore la difficile situazione di quei ragazzi e di quelle ragazze omosessuali che ogni tanto, in classe, nei corridoi, all’intervallo, finiscono nel mirino di certi bulli poco sensibili alle diversità, e visto che la situazione ogni tanto sfugge di mano ha pensato bene di mettere le cose in chiaro vietando anche «qualsiasi dottrina o propaganda settaria o confessionale contraria alla legge». Tradotto, significa che siccome per legge maestri e professori dovranno spiegare in aula l’illuminante storia dell’omosessualità, chiunque professi un pensiero, una filosofia o una fede che l’omosessualità non la ritiene proprio illuminantissima sarà in flagranza di reato.

Resta l’oasi delle scuole private, a cui però il governatore Brown cerca di arrivare di sponda con l’ultima frase della legge appena approvata: «È intenzione dell’assemblea legislativa [californiana] far sì che le scuole alternative e parificate prendano nota di quanto qui stabilito alla luce della Sezione 235 del Codice dell’educazione, che proibisce la discriminazione […] in qualsiasi ambito operino dette scuole alternative e parificate».

Una delle paure maggiori, adesso, riguarda i libri di testo. Come afferma Brad Dacus, presidente del Pacific Justice Institute – l’organizzazione di Sacramento che fornisce assistenza legale nei casi di violazione della libertà religiosa e dei diritti dei genitori -, «la realtà è che le grandi case editrici di manuali scolastici non producono libri di testo diversi per ogni singolo Stato. Cercano invece di adeguarsi a quanto richiesto dalla legge negli Stati più grandi, specialmente in California e in Texas. In questo modo diversi degli Stati più piccoli verranno di fatto spinti ad adottare i materiali didattici preparati per la California che ora deve adeguarsi all’imposizione relativa all’insegnamento della storia gay».

La democrazia del più forte, insomma. L’unica ancora di salvezza dovrebbe essere la crisi economica, che in casi come questi aiuta: pare infatti che la voragine che sta drenando le risorse della California impedirà alle scuole statali di acquistare nuovi testi politicamente corretti e didatticamente à la page almeno fino al 2015…

Fonte: www.labussolaquotidiana.it

http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-nelle-scuole-californiane-arriva-la-storia-gay-2509.htm

mercoledì 3 agosto 2011

È legge: 18 mesi nei Cie per i senza documenti


- di Gabriele Del Grande -

Con 151 voti favorevoli e 129 contrari, il Senato ha convertito oggi in legge il decreto rimpatri, già approvato dalla Camera lo scorso 14 luglio. Il limite massimo della detenzione nei centri di identificazione e espulsione (Cie) passa quindi da 6 a 18 mesi. Per la promulgazione della legge, tecnicamente manca soltanto la firma del presidente della repubblica Giorgio Napolitano e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Di fatto però la norma è già applicabile, in virtù del decreto legge approvato dal governo lo scorso 17 giugno. Tanto per capirci, nei Cie di Milano, Bologna e Torino – per limitarci ai soli casi di cui abbiamo notizia certa – nelle ultime tre settimane abbiamo assistito ad almeno 7 proroghe oltre il sesto mese.

All’interno dei Cie, i reclusi hanno accolto la notizia con molta angoscia. Nessuno riesce a spiegarsi come sia giustificabile passare 18 mesi dietro le sbarre per un permesso di soggiorno scaduto o per un viaggio senza passaporto. Nemmeno gli ex detenuti riescono a capire come sia possibile che servano 18 mesi di detenzione per identificarli dopo che sono stati giudicati dai tribunali italiani e dopo che sono già stati detenuti, a volte per anni, nelle carceri di questo paese.

L’unica nota positiva della giornata è l’approvazione di un ordine del giorno proposto dall’opposizione che impegna il governo a ritirare la circolare 1305 che vieta l’accesso dei giornalisti ai Cie e ai Cara. Ma è davvero una magrissima consolazione in questa giornata che segna una delle pagine più tristi della politica italiana. Se non altro però, appena ripristinato il diritto di cronaca (i tempi saranno con tutta probabilità lunghissimi!) ce ne serviremo per continuare a raccontare le lotte che inevitabilmente scoppieranno nei Cie.

Perché, su questo c’è da scommetterci, ci aspetta un’estate molto calda.

Fonte:http://informarexresistere.fr/2011/08/03/e-legge-18-mesi-nei-cie-per-i-senza-documenti/

martedì 2 agosto 2011

Da che parte sta l'odio? Pensierini di un cittadino di serie Z


di Matteo B. Bianchi

Evidentemente ci sono cose che io non capisco. Che proprio non ci arrivo.

Per esempio, anche se mi fa imbufalire, posso capire perché un parlamento non approvi una legge che riconosca i diritti civili alle coppie dello stesso sesso: per compiacere il Vaticano, per ribadire ai cittadini che la maggioranza che li governa è schierata a destra, per conservarsi l'appoggio degli elettori più conservatori e compagnia bella. Posso capire anche che rifiutarsi di estendere dignità giuridica a una minoranza risponda al (delirante) percorso logico secondo il quale concedere alcuni diritti a una fetta di popolazione equivalga a toglierli a un altra (nel caso specifico, alla sacra Famiglia). Fin qui, ripeto, ci posso arrivare.

Quello che davvero non riesco a capire, e per favore aiutatemi, è come possa un parlamento rifiutarsi di riconoscere la gravità della violenza. Che sia verso i gay, verso i neri, verso le donne, verso Bambi, non importa: stiamo parlando di manifestazioni d'odio, di sopruso, di intolleranza cieca. Manifestazioni che vanno condannate sempre e comunque, no? Siamo anche in un paese cattolico, per quanto distanti possano essere le mie posizioni da quelle dei fedeli, almeno sul tema del rifiuto della violenza pensavo che fossimo tutti dalla stessa parte. E invece scopro che no.

Ma quello che faccio davvero più fatica a capire è: perché? Chi ci guadagna nel negare queste aggravanti? Il Vaticano può dirsi contento perché una bella fettina di botte e insulti vengono garantite? La maggioranza di governo può fregiarsi con orgoglio di aver segnato ancora un punto che ci arretra in maniera imbarazzante rispetto al percorso di tutti gli altri stati del mondo civilizzato? Davvero, spiegatemi.

Intanto, in questa stessa settimana in cui l'Italia fa un altro passo indietro sulla via della civiltà, leggo che a New York si è sposata la prima coppia gay italiana. La casualità vuole che i due si chiamino entrambi come me, Matteo, il che me li fa sentire ingenuamente più vicini, quasi una proiezione personale.

Pensare a loro per un po' mi ha rallegrato, poi invece mi è salita una rabbia ancora più grande al pensiero che siano stati costretti a solcare gli oceani e ad attraversare il pianeta per vedere riconosciuta la loro unione. Mi fa imbestialire l'idea che vivo in un Paese per il quale la mia relazione stabile (assai più longeva e solida della metà delle coppie sfaldate dei miei amici etero) è come se non esistesse, che considera illegittima qualsiasi mia richiesta di inserimento ufficiale nella società, che sottolinea giuridicamente che persino quando vengo aggredito e insultato sono da considerare un cittadino di serie B, o più probabilmente Z.

Riflettendo su queste cose, ieri sera sono andato a letto talmente nervoso che non riuscivo a prendere sonno. Errore mio. Avrei dovuto alzarmi, uscire, far sbollire la rabbia. Per esempio avrei potuto sfogarmi prendendo a botte impunemente due froci per strada. Mi sarei comunque potuto giustificare dicendo che lo facevo in modo bonario. Del resto, lo dice la legge: che male c'è?

Fonte:http://www.unita.it/culture/da-che-parte-sta-l-odio-pensierini-br-di-un-cittadino-di-serie-z-1.319362

Transessuale pestata a Bologna da un gruppo di lesbiche.

hate
Un gruppo di lesbiche avrebbe picchiato una trans che ha poi raccontato l'episodio su FB. Il tam tam è veloce e in rete nasce un dibattito. Se per alcuni è transfobia, per altri è soltanto stupidità.

L'episodio raccontato su Facebook
- Net, la vittima dell'aggressione.

"Anche se sono sinceramente esausta mi sembra doveroso intervenire: sono entrata al pronto soccorso alle 19:42 e ne sono uscita alle 00:59...voglio anzitutto ringraziare il faggio e donato per esser stati insieme a me ad aspettare tutto quel tempo ed Helena che telefonicamente mi è stata altrettanto vicina... poi ci tengo a chiarire vari punti...non è ASSOLUTAMENTE nelle mie intenzioni inscenare un processo alle butch: credo che ognuno debba esser libero di trovare la dimensione e l'estetica che meglio rappresenti se stessi! il movente passionale scusate ma sembra una barzelletta, condivido in pieno la necessità di ironizzare a tale proposito con Sciltian Gastaldi, mi son fermata a parlare con la ragazza in questione incuriosita dalla lunghezza dei suoi capelli super decolorati...per il semplice fatto di averle rivolto la parola la sua compagna mi si è scagliata contro pensando che ci stessi provando: il che è stato escluso oltre che da me dalle sue amiche che tirandola indietro m'hanno detto di andarmene perchè molto gelosa e particolarmente aggressiva...mi sono immediatamente defilata con questa che mii gridava dietro: "e vedi di andartene, prima che ti becchi una sberla". son tornata a divertirmi con i miei amici...dopo un bel po' passando dietro al loro tavolo m'è venuta la brillante idea di fare una battuta acida..."glie l'avrei voluta dare io 'na sberla"...pessima idea...io l'ho detto una del gruppo delle picchiatrici indemoniate lo ha fatto, s'è girata e allungandosi m'ha tirato un gran schiaffone...non sono mica 'na santa, istintivamente ho tentato di ricambiare la cortesia ma l'unica cosa che son riuscita a fare è stato scacciar via le mosche...non ho colpito nessuno! le signore erano circa una decina e avano un tavolo prenotato con tanto di seau a glace, inutile dire che sia stato chiesto a me di uscire...chissà come mai...io ho subito detto che lo stavo già facendo e mi sono avviata alla porta prendendo il buttafuori sottobraccio...il mio amico che poi ha cercato di difendermi mi ha visto ed è andato a chiedere spiegazioni alla sicurezza...lì davanti c'erano già le ragazze a fomentarsi l'un l'altra nell'organizzare la spedizione punitiva alla "trans impertinente"...e nessuno della sicurezza è uscito a controllare cosa stesse per succedere... per concludere, al di là dei generi, dei gusti, etc. mi sono ritrovata incredula con 6 ragazze tutte più impostate e avvezze alla rissa di me che a breve m'hanno messa K.O. buttata a terra e presa a calci e pugni...soprattutto nella schiena, in pancia e in testa...urlandomi "travone di merda...MUORI!"...ma poi travina casomai peso 52kg... ho cercato di ripararmi il viso e mi son presa le botte in posizione fetale mentre il mio amico si è buttato su di me per proteggermi beccandosi anche dei colpi destinati a me...ad un certo punto hanno smesso e sono sparite lasciandomi a terra a contorcermi...credo sia tutto...potrei copiare il referto del pronto soccorso...ma ho davvero sonno, vado a letto. Le cose sono andate ESATTAMENTE così...spero di esser stata abbastanza esaustiva."

I commenti su Facebook-

Federico Pinci -Sarò impopolare ma a me sembra che la matrice omotransfobica sia dubbia.

Quanto meno abbiamo un problema: basta un insulto in una situazione di effervescenza emotiva per fare di una aggressione fisica una aggressione a sfondo transfobico?

Ciò che è certo è che si tratta di una violenza "interiorizzata".

Introiettata a partire da chi, da dove, da quale catacomba della nostra analità?

Siamo in effetti una minoranza composita che divide uno spazio legislativo, fisico, democratico, etico, economico e psicologico troppo piccolo: i migranti tra loro si sparano, non mi sorprende che lo facciano i froci.

Rimane però da capire fino a che punto questa disgregazione della nostra e delle altre minoranze venga orchestrata da intelligenze esterne a queste minoranze (e pertanto a qualunque dinamica davvero democratica).

Questo direi è il cuore del problema.

A tutte le lesbiche e i froci che nutrono risentimento per le transessuali voglio invece dire una cosa semplice: se io dovessi salvare solo una fetta di frocità salverei prima le trans. Salverei prima loro perchè sono le più maschie; maschie nel senso che indossano la propria diversità senza macchia e senza paura e la portano in trincea tra la gente. E per me che tutti accusano di essere un para-fascio questo è un maschio: un guerriero senza paura.

Salverei prima loro, non fosse che poi so bene che nessuna minoranza si salva da sola.

Fareste bene a pensarci un può.

Andrea Contieri ‎-Come fai notare tu l'hanno pestata,se è autentico il racconto, perché pensavano ci provasse con la tipa, non perchè trans. Il motivo per cui "ogni violenza, ogni cosa fatta nei confronti dei gay diventa omofobica (o transfobica) per cui non se può più dire o fare nulla" è uno dei motivi che ci girano contro quando parliamo di leggi e aggravanti contro l'omofobia. È ovvio che se neanche tu gay, lesbica, trans riesci a stabilire con decisione cosa sono l'omofobia e la transfobia e spesso, purtroppo, a non marciarci sopra poi diventa difficile vincere su questo fronte.

- Sul fatto che le trans "indossano la propria diversità senza macchia e senza paura e la portano in trincea tra la gente" scusa ma non me pare proprio. Io di trans (MtoF perchè degli FtoM che non se vedono proprio non ne parliamo manco!) che lo fanno ne conosco 4. 4 di numero. Il fatto che l'identità di genere, a differenza dell'orientamento sessuale che può essere nascosto, taciuto e negato anche per tutta la vita, sia necessariamente espressa anche dal punto di vista fisico oltre che psicologico non rende le ed i trans più combattenti, più incisivi e più partecipativi.

Federico Pinci Non fosse che poi in trincea ci sono sempre loro a tirar tacchi o quant'altro, in mezzo agli etero a fare da ponte ci sono sempre loro mentre noi ce la cantiamo a Muccassassina, a non poter negare in ufficio, in aeroporto, sulla tessera elettorale ci sono sempre loro. Le trans estrinsecano una differenza in modo aperto, questo volevo dire. Poi naturalmente non nego che anche i gay e le lelle lo facciano; ma sempre più raramente. I gay a me paiono sempre più una massa standardizzata di piccoli borghesi senza palle malati della stessa mediocrità di cui è malato il nostro paese. A livello politico, a livello personale, nel modo di fare, di vestire, di votare, nella musica che ascoltano, nel ridicolo inseguimento di un modello edonistico che puntualmente li lascia soli. Sono come i bufali che si seguono l'un l'altro in una isteria suicida. Questo per lo meno quello che mi vedo attorno a Roma oggi e quello che leggo sul 90% dei post e blog oggi ed anche il motivo per cui nella mia città io non esco più. Io sono un diverso e combatto per i diversi. Se per frocio si intende "diverso" io combatto per i froci. Altrimenti francamente no.

Cristiana Alicata All'inizio vi confesso ho pensato che fosse da leggere nell'esatto contrario.Cioe' hanno riconosciuto in lei femminilità' e quindi pericolo...(Cercate di cogliere la provocazione disperata nelle mie parole).Se le hanno urlato "travone di merda" e' transofobia pura.Se non c'e' matrice transfobvica c'e' solo cretinaggine.....di cui neanche gli lgbt sono immuni.La domande che vi faccio: avrebbero fatto lo stesso con un maschio etero? Si'. Con una lesbica? Si'.Insomma chi non conosce la patologica specie delle tribu' di butch che non hanno nullla da invidiare ai gruppetti di teppisti? I clan chiusi di donne con donne....che sono essi stessi effetto dell'immaturità' della nostra comunità' e del suo isolamento "politico" e sociale.Non dimenticate, infine, che tra le lesbiche le butch sono le più discriminate proprio perché' più vicine all'altro genere (nell'immaginario collettivo).Pensieri sparsi su un fatto triste.

Elena Nonc'ètrippapergatti Trimarchi mi sono appena svegliata quindi mi scuso se non riuscirò a scrivere in maniera lucida..
Andrea Contieri,io non so che trans frequenti tu,e comunque se quelle attive sono solo 4 di numero è anche perché le altre si son rotte le scatole di farsi strumentalizzare e usare da una comunità LGBT che parla a nome di tutti ma poi fa le cose per i soliti,in questo caso LG....
Non voglio autocelebrarmi ma nel 92 fui la prima transessuale ad andare da Costanzo a rivendicare il diritto al lavoro e pari dignità,tu non so dov'eri...
Qui a Firenze all'arcigay sono molto molto transfobici,guai avvicinarsi,per anni nei locali gay le trans erano bandite,ma erano ben accetti i marchettari pseudo-etero,magari spacciatori,ladri e quant'altro,purché maschi etero...
Mi fu proposto di fare un'associazione,ma non trovai nessun altra trans che collaborasse,perché la verità è che in Italia le transessuali possono solo fare le prostitute e allora se stanno fuori fino alle 5 del mattino per buscarsi la pagnotta,alle 9 non si alzano per venire a una riunione
Forse di transessuali FTM parliamo poco perché riescono a "mimetizzarsi meglio" e di sicuro non battono....
P.S. siamo proprio sicuri che se fosse stata una dona ad avvicinarsi alla ragazza sarebbe stata menata?..magari con lei ci poteva scappare na scopata!


Imma Battaglia caro federico, ti ringrazio perchè ci hai messo tutti a conoscenza del fatto che la transfobia, l'oofobia e la lesbofobia appartiene a tutti. Se ci fosse stata la legge contro la transfobia, questo gruppo di donne violente e lesbiche avrebbe avuto l'aggravante e tutto il movimento glbt vittimista cosa avrebbe urlato?? Avrebbe, per caso, preteso le attenuanti perchè trattavasi di lesbiche "butch". Ogni fine settimana, al Gayvillage, assisto a scene di lesbiche aggressive che creano risse, di gay giovani "molto tamarri" e superfatti che danno fastidio e ci provano con gli etero che si incazzano e si generano risse terribili, respiro aria da eterofobia almeno direttamente proporzionale all'omofobia e la transfobia....ma non possiamo parlare perchè sono solo e sempre gli altri a farci male.... e così la verità non viene mai raccontata perchè non è funzionale al "sistema", agli obiettivi del "sistema" e alla carriera di qualcuno. La società è involgarita, inferocita e incattivita dal malessere, dalla povertà, dalla paura, dalla instabilità e dalla totale mancanza di valori e questo travalica razza, etnia, religione, orientamento sessuale e identità di genere, i giovani e le giovani generazioni non hanno prospettive di futuro e questo devasta gli animi e porta alla disperazione, una sorta di depressione collettiva da cui fuggire stordendosi in qualunque modo, alla ricerca costante di un nemico e mai di un amico.
Imma Battaglia ormai siamo una comunità di privilegiati questa è la verità perchè per una bambina di 5 anni stuprata da 3 maschi 15enni cosa dovremmo chiedere?? aggravanti e giustizialismo?? pena di morte?? e poi perchè per quella bambina a cui è stata distrutta una vita non ci sono state le prime pagine dei giornali?? perchè non c'è nessuno in parlamento a chiedere STOP a tutta questa violenza?? perchè non si fanno campagne serie contro droghe che esaltano la bestialità che c'è negli esseri umani??la droga è di stato!

Federico Pinci ‎@Imma e Elena: Io sono convindo che la cornice in cui affrontare questi problemi sia quella della sicurezza dei cittadini che appunto riguarda tutti i cittadini indipendentemente dalla scelta e dall'orientamento. Tuttavia sono convinto che l'unica mobilitazione utile da parte del movimento sia la messa a punto di strumenti di controllo (il benedetto "osservatorio", progetto criminalmente rinviato tutte le volte). Riguardo a quello che dice Elena io non solo trovo che sia vero che alcune figure nel movimento siano sempre state marginalizzate (le trans tra tutte) o ignorate. Trovo però anche che questo atteggiamento sia stato spesso reciproco e che le transessuali abbiano una loro parte. Si dice che i ghetti siano posti in cui le minoranze sono state chiuse dal potere. Ma a ben vedere la stessa costituzione del ghetto ebraico a roma è stata la presa d'atto del fatto che gli ebrei si erano autoghettizati. Le responsabilità in questi casi penso siano molto condivise. Serve il coraggio di superare gli steccati interni prima di chiedere il superamento di quelli esterni.

Celeste Valli Se una viene insultata con termini come "travestito di merda" dite che non si tratta di un'aggressione transfobica?!!!!!!!! azz, più forti di berlusconi nel negare l'evidenza! complimenti!

Celeste Valli Federico, dice che le trans sono "eccessive" ma perché nelle dark room i gay dicono il rosario? e quante lesbiche quando ci provano con una trans sono anche più volgari di un uomo etero? e quante coppie etero fanno di tutto nei locali? Ma come ti permetti di stigmatizzare ulteriormente una categoria? Da che pulpito, poi...

Mirella Izzo
Federico Pinci... mio dio... le trans che fanno casino nei locali ecc. ecc. Allora io posso dire, quando muore ammazzato un gay, "si indaga nel giro degli omosessuali"? Che luoghi comuni! Ti faccio una rivelazione. Non so a Roma, che è un po' un caso a sè, ma... lo sai che almeno un 50% delle e il 99% dei trans, ti è davanti la fila del supermercato e neppure te ne accorgi? Che strano animale è "la trans" he vive solo nei locali e nelle discoteche? Di giorno? Quando un'attrice recita la parte di una sguaiata donna di "malaffare", tu pensi che l'attrice è di malaffare o che sta recitando una parte, un copione? Le trans che vedi nei locali o arrivano a fine lavoro di prostituzione o sono pagate dai proprietari per fare esattamente quello che fanno (magari eccetto le risse, forse). Non c'è nessuna voglia di aiutare ad emanciparsi la trans straniera perché è così che la si vuole... casinara, eccessiva. Pensi che lavorerebbe in discoteca se andasse con un gilet e pantaloni larghi? Pensi che non prenda ormoni perché non le vanno o perché altrimenti non "incassa" in strada? Le trans casinare sono una minoranza ma super protetta (a restare proprio così) perchè servono a fare colore nei Pride e nelle discoteche. Una volta mi avvicinai a 3 ragazze brasiliane con un volantino di Crisalide AzioneTrans e parlai loro dell'associazione. Vedevo le loro facce diffidenti e non capivo. Un anno dopo mi ferma per strada una ragazza trans brasiliana e mi ricorda l'episodio, aggiungendo che lei era una delle tre che mi ascoltava. Mi rivelò che pensavano non fossi trans (eppure ero minigonnata.. era una festa), forse una suora o una laica che voeva recuperarle alla retta via e si voleva scusare con me. Abbiamo iniziato a fare amizia ridendoci sopra.Promise di entrare nell'associazione ma poi mi raccontò che per sopravvivere doveva non solo vestirsi così ma farsi delle tonnellate di silicone liquido (che a lei cadde tutto sui piedi deformati) per evitare gli ormoni che cambiano il corpo ma rendono floscia la pisella e non avrebbe più lavorato. Poi nei locali molte sono Drag... con vita diurna tranquillissima ed è ancora un'altra cosa... Ma le trans, specie le straniere, o mangiano quella minestra o saltano dalla finestra. Che rabbia vedere le associazioni gay accoglierle per far colore alle loro feste, senza proporre loro NESSUNA emancipazione possibile. Business is business... Spero di averti raccontato qualcosa di nuovo perché se già sai ste cose, sei un po' colpevole :)

Transfobia, Omofobia, Lesbofobia.

Giulia Moody Sbirulini-Volevo esprimere un paio di considerazioni, se me lo permettete, rispetto all’aggressione avvenuta a Bologna nei confronti di una persona transgender per mano di un gruppo di persone omosessuali, per la precisione ragazze lesbiche. Sono felice che di aver trovato un articolo che si intitola “Transfobia Omosessuale” e non “Transfobia Lesbica”. Perché purtroppo è vero, la transfobia esiste, spesso annidata tra le paure delle persone omosessuali, quelle che, verrebbe da dire, dovrebbero provare sentimenti di solidarietà e vicinanza, non di rifiuto e intolleranza, verso le persone transgender. E la transfobia a volte, purtroppo, si manifesta, in modo violento fisicamente e psicologicamente.

Sono addolorata per quanto accaduto, sono addolorata del fatto che la violenza si sia stata perpetrata da donne (prima che da lesbiche) perché siamo proprio noi donne (e lesbiche) che abbiamo conosciuto e continuiamo a conoscere una doppia discriminazione. E sono totalmente e profondamente addolorata nel dovermi trovare di fronte a un atto compiuto da persone che, proprio come me, sono donne e lesbiche.

MI fa male, anche, trovarmi davanti a un articolo dal titolo “Transessuale pestata a Bologna da un gruppo di lesbiche.” perché mi suona troppo, dolorosamente e pericolosamente, simile al servizio di un qualsiasi TG italiano che denuncia l’aggressione di “2 senegalesi ai danni di…” “l’arresto di uno spacciatore rumeno” ecc ecc.

Le persone che hanno aggredito N. a Bologna non sono lesbiche transfobiche, sono persone (stando ai racconti che ho letto) violente, arroganti, maleducate, pericolose, che hanno innescato una rissa dentro a un locale il sabato sera. Potevano essere uomini eterosessuali o omosessuali tra i 19 e i 60 anni, donne eterosessuali di ogni età, transgender, queer. Potevano avere ogni tipo di abitudine sessuale e identità di genere, ma è discriminatorio e permettetimi, di pessimo gusto, urlare all’aggressione del gruppo di lesbiche, “il raid di lesbiche”, “una mandria di lesbo camioniste”. Cose che ho letto ovunque.

Sono stata lunga, mi scuso. Concludo, con la solidarietà a tutte le persone vittime di transfobia, con la solidarietà a tutte le persone vittime di discriminazioni, con la vicinanza molto sentita e il pensiero forte alle persone aggredite da qualsiasi tipo di violenza transfobica. Soprattutto, voglio concludere con la condanna totale della violenza, che si tratti di violenza fisica, eterosessuale, queer, omosessuale, transessuale. E la condanna della violenza psicologica, che subdolamente inneggia all’intolleranza verso alcune categorie. Lesbiche di merda è qualcosa che non vorrei mai più dover leggere. L’Italia è un Paese agli sgoccioli, non ho nessuna speranza che la sua cultura (genericamente) “razzista” profondamente radicata, possa essere modificata, ma mi auguro che le persone che ho intorno conoscano ancora la differenza tra l’appartenere ideologicamente a una categoria e l’essere delle teste di cazzo individuali.

Un bacio. Lesbico.



SECONDO VOI, E TRANSFOBIA O STUPIDITà?
Vanessa mazza.
fotografia di dumonchelle_draws

Fonte:http://www.facebook.com/notes/federico-pinci/transessuale-pestata-a-bologna-da-un-gruppo-di-lesbiche/10150267804238401

Comunicato congiunto presidenza ass.ne Crisalide Pangender e presidenza ass.ne Transgenere

Nei giorni 30 e 31 luglio, si è tenuto un incontro tra le Associazioni Crisalide Pangender e Trans Genere, rappresentate dalle attuali presidenti in carica Darianna Saccomani e Fabianna Tozzi.

L’incontro, avvenuto nella sede di Crisalide Pangender, ha avuto lo scopo di verificare la possibilità di percorrere un futuro associativo di totale condivisione, al fine di incanalare le singole Associazioni, in un progetto più ampio e plurale.

Le motivazioni principali che hanno indotto le rappresentanti delle due Associazioni a ideare un percorso comune, sono dati da un idem sentire sui fini e sulle idee delle rispettive Associazioni, cercando, in contro tendenza all’esame della situazione attuale, di unire piuttosto che frammentare un percorso finalizzato alla salvaguardia dei diritti delle persone.

Tra i molteplici punti di discussione abbiamo trovato sempre una sintesi condivisa, il che ci lascia sperare, dopo una consultazione dentro le nostre Associazioni, di poter intraprendere un nuovo percorso unitario, attraverso la realizzazione di un progetto di più ampio respiro su tutte le tematiche legate ai diritti.

Il fine e l’intenzione è quella di partire dalle nostre specifiche esperienze, indirizzate prevalentemente sull’identità di genere e di contribuire, attraverso esse, ad una realtà associativa più includente e articolata, nell’auspicio che un nuovo percorso di elaborazione, modalità e rappresentatività, che parte appunto dalle nostre specifiche, possa essere un “ambiente” aperto verso la società, più di quanto, singolarmente, abbiamo fatto fino a adesso.

Crediamo fermamente che da questo incontro preliminare si possa trarre un progetto associativo condiviso, forte dell’esperienza di due realtà importanti come Crisalide Pangender e Trans Genere, attingendo proprio da esse il “propellente” per muoverci verso la scrittura di un nuovo capitolo, che parli e agisca sulla tutela e la difesa dei diritti civili, aperto alla condivisione e alla realizzazione di un nuovo pensiero di società civile includente, accogliendo nuove “strategie” e nuovi spunti di elaborazione che la nostra società ci impone di analizzare.

Darianna Saccomani - Presidente Crisalide Pangender
Fabianna Tozzi - Presidente Transgenere



Fonte:http://www.crisalidepangender.org

sabato 30 luglio 2011

Processo lungo per Ruby e Mills, immunità per omofobi e Casta

Cara Europa, mentre il nostro ex sindaco Chiamparino chiede l’arresto per deputati e senatori se l’autorità giudiziaria lo ritenga indispensabile (superando così l’ultimo residuo dell’immunità parlamentare), il ministro previtiano della giustizia Nitto Palma inizia il suo mandato sostenendo la richiesta di Berlusconi di mettere il voto di fiducia sull’approvazione del processo lungo: cioè sulla possibilità per gli imputati eccellenti e ricchissimi come lui, che possono pagare eserciti di avvocati e scovare in ogni angolo del mondo testimoni a discarico, di allungare talmente i tempi del processo da far prescrivere i reati e uscire indenni dai delitti di cui sono imputati.
Nel processo Ruby, come ha detto Casson, Berlusconi può chiamare a testimoni tutte le p. di Milano. Intanto, l’Italia cattolica, che tace di fronte a questo scempio classista della giustizia, plaude alla scellerata eccezione di costituzionalità sollevata da Buttiglione più Udc- Pdl-Lega e cani sciolti contro la legge Soro-Concia, che voleva introdurre l’aggravante dell’omofobia nei delitti contro la persona, se la persona è sessualmente “diversa”. In meno di una settimana, dunque, e nel silenzio delle alte istituzioni e della cultura, l’Italia offre all’Europa e al mondo civilizzato questo barbaro ritorno all’assolutismo, cioè a codificare l’immunità per i ricchi e la ferocia per i deboli. E poi si lamentano quando qualcuno evoca la Bastiglia o Piazzale Loreto.
EDMONDO TESTA, MILANO
br>Caro Testa, tutto vero quel che lei scrive, ma non coinvolgerei Alte istituzioni e cultura nel silenzio dei vigliacchi. Il maggior quotidiano ha ospitato in prima pagina un duro articolo di Michele Ainis, professore di diritto costituzionale, che cominciava così: «Curioso: questo governo si è diviso su tutto, perfino sulle celebrazioni dell’unità d’Italia, ma ieri ha celebrato l’unità al suo interno in nome della purezza sessuale. Sicché, dopo un dibattito parlamentare in cui ne abbiamo sentite di tutti i colori (esempio: “Gay e pedofili per me pari sono”), dopo un appello inascoltato di Napolitano (il 17 maggio), la legge sull’omofobia va k.o. Doppiamente curioso: questa ritrovata unità sessual-politica, scocca all’insegna della Costituzione» (si riferisce alla pregiudiziale di costituzionalità di Buttiglione, che lei ricordava). Un filtro di costituzionalità «di cui sarebbe bene sbarazzarsi» – dice Ainis – tanto più che il giudizio finale spetta alla Corte.
In parlamento, invece, il filtro è sempre calcolo politico, si vota non per il contenuto della pregiudiziale ma in omaggio al fondamentalismo e agli ayatollah che pullulano da noi come nei paesi islamici e sono razzisti nei confronti degli omosessuali e indulgenti nei confronti dei pedofili, specie se di chiesa.
Sentimenti che si è cercato di nascondere dietro il principio del maggior favore che l’aggravante avrebbe stabilito in favore delle vittime omosessuali di violenza. Quasi non fosse stato necessario votare negli anni Cinquanta leggi a vantaggio degli ebrei come contraltare alle leggi razziali del fascismo (e all’antisemitismo perdurante nel paese).
Quasi che non sia stato necessario correggere la Costituzione per inserirvi norme di maggior difesa delle donne e affermare in modo eclatante le pari opportunità. Si tratta di un “diritto di favore” che non crea nuovi discrimini ma cura ferite e ripristina l’eguaglianza reale, oltre quella formale dichiarata nei testi.
Piuttosto vorrei sapere come votò sull’emendamento Buttiglione il neoministro della giustizia Nitto Palma; e se tra un voto gradito alla Curia ma non all’Unione europea, e una fiducia per approvare d’urgenza la legge sul processo lungo di Berlusconi, e una prossima pugnalata definitiva al testamento biologico, anche il ministro della giustizia, come quello del tesoro e come il presidente del consiglio non si troverà nella condizione di non potersi presentare ai suoi colleghi europei. Per vergogna.
E da chi sarà rappresentata questa Italia, dai nani e ballerine che sbavano in tv?
Di Federico Orlando

Fonte:http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/128407/processo_lungo_per_ruby_e_mills_immunita_per_omofobi_e_casta

La mappa delle destre xenofobe in Europa

Per xenofobia si intende una paura del diverso che sfocia spesso nel razzismo e nella discriminazione. Ma quali sono i partiti apertamente xenofobi in Europa? Sono tanti: in Inghilterra il BNP, British National Party ha mandato all’Europarlamento nel 2009 Nick Griffin e Andrew Brons, forte del 6,2% di voti conquistati. Ma sempre in UK ci sono anche UKIP ed EDL, il primo, United Kingdom Independence Party è più euroscettico e si rifà a un populismo di estrema destra, mentre la English Defence League è più orientata alla “difesa” del Regno Unito dalla “minaccia” islam.

In Francia non è una novità il FN, Front National, nazionalista: destra sociale xenofoba, nata nel lontano 1972. Ha avuto un leader-simbolo molto noto anche in Italia, Jean Marie Le Pen. Dal gennaio scorso la linea di potere è passata da lui alla figlia, Marine Le Pen, attuale segretario del FN. In Spagna la Falange Española y de las J.O.N.S. esiste dagli anni trenta del secolo scorso - anche se fu sciolta nel 1977 - di ispirazione neofascista, insieme al Movimiento Social Republicano, neo-franchista, sempre di estrema destra.

In Germania c’è il NPD, Nationaldemokratische Partei Deutschlands, ovvero Partito Nazionaldemocratico Tedesco, antieuro, anti tutto - immigrati, islam, resto del mondo… - non di recentissima fondazione - risale agli anni sessanta del secolo scorso - in deciso declino. E in Italia? Nella mappa pubblicata da l’Espresso ci sono tre forze politiche: una minuscola, la Gioventù Hitleriana dell’Alto Adige, che nel 2009 fu decimata da molti arresti, apertamente razzista e di ispirazione nazista. Poi c’è Forza Nuova. E poi sempre nella mappa pubblicata sul settimanale, la Lega Nord.

Fonte:http://www.polisblog.it/post/10925/la-mappa-delle-destre-xenofobe-in-europa